Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Martedì, 11 Dicembre 2018

CATANZARO: QUALE "AMMUINA" SULLE CASE FAMIGLIA?

Scritto da  Redazione Ago 26, 2016

Sul caso della famiglia di Catanzaro con 5 bambini, di cui uno affetto da autismo, a cui è stata svaligiata casa interviene Giancarlo Rafele: il punto sulla situazione delle case famiglia in Calabria, senza peli sulla lingua.

"Facite ammuina" è un falso storico spacciato per un comando contenuto nel Regolamento della Real Marina del Regno delle Due Sicilie. Certo, invece, è il suo significato: fate confusione.

Ammuina in napoletano, 'mbojina in catanzarese. Non saprei individuare un altro termine per definire la vicenda della famiglia di Catanzaro cui "pare" abbiano svaligiato la casa portandosi via, "pare", anche gli infissi. Già, pare! Dalle prime notizie, infatti, sembrava che ignoti avessero devastato l'appartamento portandosi via tutti gli infissi. Un successivo sopralluogo ha evidenziato il furto di un infisso ed il danneggiamento del water. Nel mezzo tante parole. Spesso inutili. Nel mezzo tante note stampa e comunicati ufficiali in cui si passava dalle presunte declinazione di responsabilità (sic!), alle promesse di soluzioni immediate, agli immancabili tavoli di concertazione, ai presunti attacchi politici. Giusto per non farci mancare nulla.

Non sono mancate finanche le "stravaganti" soluzioni paventate da chiunque si senta deputato ad esprimere un pensiero soltanto perché si trova davanti ad un pc. Tutti pronti a sostituirsi, almeno a parole, agli Enti preposti che hanno titolarità e responsabilità. Tutti pronti a generare una sorta di "rischiosa" sussidiarietà all'incontrario. Il Comune di Catanzaro ha risolto il problema della famiglia? Bene, gli competeva. Punto. Il Garante per l'Infanzia della Regione Calabria ha sollevato il caso? Bene, ricade nelle sue funzioni. Nessuno, però, che si sia chiesto perché il Comune di Catanzaro avesse paventato il collocamento dei cinque bambini presso una casa famiglia di Montalto Uffugo, provincia di Cosenza. Eppure non vi erano motivi per allontanarli dal contesto territoriale, anzi.

Dunque? Nessuno di quelli che aveva una tastiera davanti se l'è chiesto? Nessuna pseudo associazione si è posta il problema? Eppure mi sembrava altrettanto grave e lesivo degli interessi dei bambini che avrebbero dovuto subire non soltanto l'allontanamento dalla propria famiglia (che scelta scellerata), ma anche quello dal proprio contesto sociale. Provo ad analizzare la situazione dal punto di vista che mi compete e di cui so qualcosa. La solerte (sembra una battuta, lo so) assistente sociale del Comune di Catanzaro evidentemente non ha trovato posto nell'unica, si, avete letto bene, "UNICA" casa famiglia per minori ubicata nella provincia di Catanzaro. Nella provincia, si badi bene, non in città. Una casa famiglia contro le 23 della provincia di Cosenza, le 13 di quella di Reggio Calabria e le 5 di quella di Crotone.

Siamo fortunati soltanto rispetto alla provincia di Vibo Valentia dove non vi sono situate strutture tutelari per bambini e adolescenti. Evviva. Di questo mi piacerebbe che si parlasse. Di questa disparità di offerta, dei motivi che l'hanno generata, della mancanza di programmazione regionale degli ultimi trent'anni, del dov'erano in questo lungo frangente gli amministratori di questa città. Su questo mi piacerebbe che si aprisse un tavolo di confronto. Su questo mi piacerebbe che si facesse ammuina.

Giancarlo Rafele (coop sociale Kyosei)

@nelpaeseit

Redazione

Redazione

Lascia un commento

Assicurarsi di inserire tutte le informazioni necessarie, indicate da un asterisco (*). Il codice HTML non è consentito.

  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Dicembre 2018 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
          1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30
31