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Lunedì, 23 Settembre 2019

NAPOLI, NASCE ERA COOP SOCIALE: "ATTO DI CORAGGIO"

Scritto da  Redazione Nov 08, 2012

A Napoli nasce la cooperativa sociale Era mentre il welfare vive una fase di declino e in città si accumulano anni di ritardo nei pagamenti per i servizi sociali gestiti dal Terzo settore. Intervista al presidente della nuova coop Giacomo Smarrazzo: “Un atto di coraggio in tempi di crisi”.

Come nasce la cooperativa Era?

Era nasce per iniziativa di quattro cooperative storiche già legate al gruppo di imprese sociali Gesco: Il Calderone, Alisei, Alser e L’Aquilone. La fase in cui si trovano oggi le imprese sociali è molto complicata e, accanto a una rinnovata azione politica finalizzata a rilanciare la valenza degli interventi nel sociale, è necessario razionalizzare, riorganizzare e soprattutto rafforzare la portata imprenditoriale dei soggetti del terzo settore nell’offerta di servizi socio-sanitari. È da questo presupposto che parte la nostra esperienza.

Quali servizi offrirà?

Gestirà servizi socio-sanitari e assistenziali sul territorio napoletano. Si tratta di servizi che il consorzio Gesco ha storicamente gestito e che ora vengono affidati alla nuova cooperativa nell’ambito della salute mentale, delle tossicodipendenze e dell’area anziani. Era di fatto lavorerà in strutture pubbliche, gestendo servizi residenziali e semiresidenziali, tra cui Servizi intermedi residenziali (Sir) e Centri diurni riabilitativi (Cdr) nell’area psichiatrica e comunità di accoglienza e centri diurni per anziani. Oltre ad aver condiviso con le cooperative percorso e progettualità supportando la costituzione della nuova coop, il consorzio è anche un socio finanziatore.

Quanti soci conta?

Era fa tesoro dell’esperienza trentennale delle cooperative fondatrici sviluppata nei servizi socio-sanitari e alla persona e può contare su oltre 150 soci: operatori sociali, educatori, psicologi, sociologi e altre figure professionali del terzo settore. Ma in realtà questo è solo un punto di partenza: contiamo di allargare velocemente la nostra base sociale, raggiungendo quota 200 già nel corso di quest’anno.

Cosa la rende particolarmente innovativa?

Era rappresenta un’assoluta novità sul territorio napoletano, poiché nasce in un momento storico di grande crisi del welfare e si pone come garanzia di sviluppo del settore anche attraverso soluzioni innovative per la gestione dei servizi sociosanitari e la tutela dei lavoratori. Attraverso l’unificazione si semplificano e si rafforzano i processi, nell’ottica di salvaguardare e difendere i posti di lavoro con tanta fatica costruiti fin qui, circa 250, ma anche per ridare fiducia e avviare nuove progettazione, elaborare strategie diverse per creare opportunità e contribuire a un futuro più florido e sicuro.

Tra le novità c’è anche quella del “prestito sociale”?

Ad integrazione dei suoi scopi primari la cooperativa provvederà a stimolare lo spirito di previdenza e di risparmio dei soci, costituendo una sezione di attività disciplinata da apposito regolamento per la raccolta del risparmio tra i soci, denominata prestito sociale, effettuata esclusivamente ai fini del conseguimento dell’oggetto sociale. Questa raccolta fondi avrà un doppio vantaggio, per i soci e per la cooperativa sociale: ai primi vedrà riconoscere un interesse superiore a quello effettuato dagli istituti bancari per i depositi, mentre di contro, per la cooperativa  comporterà un costo del denaro molto inferiore a quello praticato dalle banche. La cooperativa potrà utilizzare questi fondi per sviluppare le attività aziendali e tutelare la compagine sociale.

Quali prospettive si aprono con la costituzione della nuova coop?

La cooperativa si propone di venire incontro al socio, sostenendone anche i consumi. È nostra intenzione portare avanti azioni finalizzate a facilitare l’accesso al credito dei soci, ad esempio attraverso l’attivazione di un fondo di garanzia per cui la coop potrà fare da garante per loro. Sono in cantiere anche progetti di microcredito e altre forme di finanziamento a vantaggio del lavoratore. Lo sforzo maggiore sarà in termini di crescita, competenza, professionale, puntando a diversificare e differenziare le’offerta. Questo significherà trovare altri spunti, rivolgersi alle imprese, proporre partnership col privato oltre che con il pubblico, puntare ad altri mercati. Senza però rinunciare ai talenti, alla creatività e alle professionalità, che pure ci sono nel mondo sociale, troppo a lungo schiacciate da una logica eccessivamente rigida o mortificate dalla burocrazia, e che noi abbiamo in mente, invece, di recuperare e valorizzare con questa esperienza.

 Maria Nocerino

Redazione

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