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Lunedì, 23 Settembre 2019

SANGUE IN UN ASILO A SCAMPÌA: PARLA IL NO PROFIT

Scritto da  Redazione Dic 06, 2012

Ieri fuoco e sangue in una scuola materna (a sinistra i locali dell'asilo). Il sindaco parla di "atto terroristico", il ministro Severino prevede tempi lunghi per affrontare il problema, Saviano è puntuale con il suo commento. Ma cosa dice il no profit e la cooperazione sociale del territorio? Enzo Vanacore, presidente L'Uomo e il legno: "Qui è un campo di battaglia, ma i colonnelli sono altrove. Chiudere ludoteche, educative e scuole è un clamoroso errore: basta emergenza, serve l'ordinario".

La camorra arriva in un asilo. Spara e ammazza nel cortile di una scuola materna di Scampìa in pieno giorno, lasciando a terra una scia di sangue e paura. La vittima, Luigi Lucenti di 50 anni, è l’ennesima vittima della faida infinita tra le bande che si contendono il mercato della droga. Ancora una volta scatta l’indignazione e, soprattutto, lo sconcerto di veder violato il luogo dei bambini. Ed esplode anche la rabbia e la stanchezza dei cittadini che vedono annullati tutti gli interventi dello Stato e vanificata la militarizzazione del quartiere.

Le reazioni

Secondo il sindaco Luigi de Magistris siamo di fronte a una pratica terroristica:“Sparare nel cortile di una scuola è un atto terroristico di una gravità indefinibile che fa male a questa città, in particolare alla società civile che, proprio a Scampia, è da sempre impegnata nel contrasto ai clan rappresentando il vero argine democratico alla camorra. Resta il tema centrale per contrastare e vincere le mafie: oltre ad una rivoluzione culturale delle coscienze, serve un impegno serio sul tema dell'occupazione e dello sviluppo".  Prima di salire alla prima della Traviata in scena al teatro San Carlo di Napoli, il ministro dell’interno Cancellieri ha parlato “di tempi lunghi per sconfiggere i clan in quel territorio”. Mentre lo scrittore Roberto Saviano non ha mancato di commentare il fatto sulla sua pagina facebook confermando “il potere economico e il controllo dei clan intatti”.

Associazioni e no profit

"Mentre la camorra continua ad uccidere anche fuori le scuole il problema principale di una parte della municipalità è toglierci il bene confiscato". Questo è l'amaro commento di Ciro Corona, uno dei giovani più attivi sul territorio con Resistenza anticamorra. Sulla bacheca facebook di Radio Sca, la web radio di Scampìa, c'è un messaggio di speranza e la voglia di non arrendersi: " C'è un forte bisogno di un fare assieme, di un NOI che deve chiamare tutti ad un appello decisivo per
un'esigenza comune di legalità. Abbiamo bisogno di dimostrare tutti insieme nessuno escluso, di un nuovo senso comune di lotta alla criminalità organizzata. C'è bisogno oggi più che mai di una mobilitazione collettiva delle coscienze".

La cooperazione sociale

"Rischiamo di ripetere sempre le stesse cose, focalizzando l'attenzione mediatica su Scampìa: il problema riguarda tutta l'area nord di Napoli, provincia compresa. Perchè il quartiere è il campo di battaglia ma i colonnelli risiedono nei comuni vicini". Vincenzo Vanacore, presidente della cooperativa sociale L'Uomo e il legno che ha sede in viale della Resistenza ha le idee ben chiare sull'ennesimo fatto di cronaca. "Sono state fatte scelte sbagliate - continue - come quella di tenere chiusa l'educativa territoriale e la ludoteca mentre sull'onda dell'emergenza si spendono soldi straordinari che non servono a nulla. Invece bisogna ragionare sull'ordinarietà". E poi racconta l'incredibile vicenda di una scuola nel vicino rione di Miano, ai primi posti per dispersione scolastica: "Hanno chiuso un plesso, la Salvo D'Acquisto, proprio in questa fase così complicata, spostando i ragazzi in altre due scuole e provocando disagi. Avevo chiesto alla Municipalità di fare uno sforzo e riparare quella struttura: occorrevano 250mila euro e mi è stato risposto che voglio lo spreco di soldi pubblici. Morale della favola? Sigilli alla scuola e avviso di garanzia al presidente della municipalità". Infine, Vanacore parla di lavoro e Terzo settore: "Occorre investire sulla cultura del lavoro come concetto egemone - afferma - perchè qui il motto dei ragazzi è 'Meglio 3 anni da leone che 50 da pecora". In questo senso anche il Terzo settore deve fare autocritica e imporre la propria competenza e non stravolgere la mission perché meglio fare tutto di fronte al ritardo dei pagamenti. E, infine, vorrei avere la soddisfazione che almeno una volta qualche funzionario del Comune venisse a visitare la nostra sede di 200 metri quadrati e la falegnameria dove facciamo reinserimento lavorativo: assicuro che qui a Scampìa non siamo solo brutti, sporchi e cattivi". 

Giuseppe Manzo

Redazione

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