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Lunedì, 23 Settembre 2019

WELFARE: DEDALUS PRESENTA BILANCIO SOCIALE. E CONTINUA LA PROTESTA CONTRO IL COMUNE

Scritto da  Redazione Dic 19, 2012

Il welfare è un risparmio. La coop sociale Dedalus presenta il Bilancio sociale 2012 alla Camera di commercio con giuristi, docenti e operatori: "“Per una volta parliamo di soldi presentiamo un’analisi economica degli interventi realizzati - ha spiegato la presidente Elena De Filippo". Intanto domani e venerdì ancora proteste di operatori sociali e comitato Il welfare non è un lusso davanti la sede del Comune.  

Dedalus presenta il Bilancio sociale

Il welfare non è un costo, ma un risparmio. A dimostrarlo sono i numeri contenuti nel Bilancio sociale 2012 della cooperativa sociale Dedalus presentato oggi alla Camera di Commercio di Napoli nel corso dell’incontro“L’austerità che spreca. il welfare, la crisi, la buona spesa”. Con una metodologia innovativa e capace di parlare a tutti, non solo agli addetti ai lavori, la coop ha scelto per il suo trentesimo compleanno di raccontare le storie di tre persone che hanno intrapreso percorsi di inclusione, rappresentando un risparmio per lo stato. Emblematico il caso di Stefica, una giovane rom di origine serba. Moglie e madre già a 16 anni, viveva di piccoli espedienti finendo in detenzione a Nisida. Il costo medio annuale sostenuto dalla collettività durante la sua permanenza in carcere era di più di 89.000 euro. Con un costo medio annuale di poco più di 43.000 euro, Dedalus ha accolto Stefica e la giovane figlia all’interno di una struttura di accoglienza. Stefica ha ripreso a studiare, si è diplomata in Servizio sociale ed è oggi una mediatrice culturale. A conti fatti, il suo percorso ha consentito un risparmio alla società di 46.000 euro annui.

“Per una volta parliamo di soldi – ha spiegato stamattina la presidente di Dedalus, Elena de Filippo - presentiamo un’analisi economica degli interventi realizzati sospendendo, almeno per un momento, la valutazione delle ricadute in termini di tutela dei diritti e di emancipazione delle persone più fragili”. “In questi tempi di crisi – continua – è andata affermandosi l’idea che il sistema di protezione sociale, così come lo conosciamo, vada considerato un lusso da concedersi solo in tempi di benessere e crescita economica e non certo in momenti di e scarsità delle risorse pubbliche. O, ancora, che fosse una spesa a perdere. Noi oggi proponiamo un ribaltamento di prospettiva: investire sul welfare rappresenta un investimento, non una spesa, che produce ritorni economici oltre che ricadute sociali”.

Stando ai dati Dedalus dell’esercizio 2011, la coop, nata a Napoli nel 1981 e specializzata in ricerca, formazione, progettazione e gestione di servizi legati all’immigrazione, conta 43 dipendenti e con le attività di strada di prevenzione e educazione sanitaria raggiunge ogni anno circa 500 persone che vivono situazioni estreme di marginalità, vittime di tratta a fini di sfruttamento sessuale, senza fissa dimora, individui con problemi di dipendenza da sostanze o da abuso alcol. Per queste attività, Dedalus riceve dal pubblico un finanziamento annuo di circa 200.000 euro. Secondo le stime della coop, se solo il 5 per cento dei destinatari non si ammala di Aids, si ha un risparmio per il pubblico di circa 400.000 euro l’anno. E il ragionamento potrebbe continuare per altri tipi di intervento sociale. “E’ necessario restituire il valore sociale del vostro lavoro ma allo stesso tempo metter in evidenza quello economico – è l’invito del preside della Facoltà di Scienze Politiche all’università Federico II di Napoli, Marco Musella – Insomma far emergere ‘il valore del prodotto’ se si vuole andare alla contrattazione sulla distribuzione delle risorse, altrimenti si rischia di restare nella marginalità”.

La protesta continua

Il Natale non ferma la mobilitazione per il welfare. Domani un gruppo di operatori sociali presidierà la sede dell'Amministrazione cittadina in concomitanza con una seduta di Giunta comunale: la richiesta è fermare ulteriori tagli. Venerdì, invece, a scendere in piazza Municipio sarà il comitato Il welfare non è un lusso: "il Comune di Napoli - è scritto in un comunicato - non finanzia 10 mesi i “Programmi di Accompagnamento Sociale”, 7 mesi  i “Programmi di Sostegno alle Famiglie dei bambini dei territori a ritardo ”, 6 mesi  i “Centri di Educativa territoriale”, 6 mesi il “Servizio di Tutoraggio”. Dal mese di Maggio 2010 le “Ludoteche comunali” non funzionano .Sono 34 i mesi di ritardo nei pagamenti delle “case-famiglia”, servizi riconosciuti dal Comune stesso come “indispensabili”. Arrivano fino a 52 mesi i ritardi di pagamento dei semiconvitti, dei servizi per anziani e non autosufficienti. Si contano fino a 32 mesi i ritardi di pagamento dei servizi a favore dei minori a rischio, persone senza fissa dimora e immigrati. Sono circa 700 gli operatori sociali disoccupati in città".

 Al Sindaco, Luigi De Magistris si chiede "che la mattina del 21  sia insediato – come annunciato più volte dallo stesso Sindaco pubblicamente - il Tavolo della crisi del welfare, richiesto invano  già da mesi, con il mandato di affrontare i temi contenuti nella “Carta di Cittadinanza”:trasparenza e correttezza informativa sull’ammontare del debito nei confronti del terzo settore, sulla sua composizione, sulla sua collocazione nel bilancio comunale; un piano vero e certo per il rientro del debito con gli organismi del terzo settore, indebitati per sostenere servizi pubblici essenziali; certezza dei rari pagamenti previsti per i servizi riconosciuti “indispensabili” e per i progetti “finanziati”; impegno immediato per superare l’inefficienza della macchina comunale". 

Redazione

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