Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Venerdì, 20 Settembre 2019

MIANO, I PARROCI: "NON SOFFIARE SUL FUOCO DELL'ODIO RAZZIALE"

Scritto da  Redazione Set 06, 2017

Una presa di posizione dopo la protesta che ha vista una ventina di residenti e consiglieri municipali della destra manifestare contro il trasferimento temporaneo dei Rom di Scampìa per l’incendio di Cupa Perillo.  

Cosa sta succedendo nel quartiere di Miano? Ma davvero si dice questo del nostro quartiere? Siamo razzisti? Non siamo accoglienti?. Sono le domande che pongono 4 parroci del quartiere alla periferia nord di Napoli: don Francesco Minervino padre Lillo Di Rosa, don Salvatore Cinque e padre Carlo De Angelis.

In realtà quella dei 4 parroci è una presa di posizione dopo la protesta che ha vista una ventina di residenti e consiglieri municipali della destra manifestare contro il trasferimento temporaneo dei rom di Scampìa dopo l’incendio di Cupa Perillo.

“L’immediata reazione contraria di alcuni cittadini di Miano non la si può liquidare solo come pregiudizio. La protesta è anche sintomo di uno scollamento tra cittadini ed istituzione, con tanto di smarrimento, di paura e di facile strumentalizzazione. Ci sentiamo di invitare tutti a recuperare un confronto civile e senza toni arroganti e violenti, poiché in questa vicenda la comunicazione e una certa politica sul problema sta facendo esplodere una “guerre tra poveri”, un conflitto sociale tra gli ultimi. Dove l'unica guerra da combattere dovrebbe essere quella alle povertà nel nostro quartiere”.

Secondo i parroci “il degrado a Miano non lo porteranno i rom, ma ha cause fortemente radicate in una criminalità organizzata che ha occupato, poi gestito, spazi vuoti”.
“A Miano – continua la nota - il degrado ha una storia antica fatta di non gestione, non soluzioni, rimandi. Questo intossica la convivenza e si arriva paradossalmente a prendersela col più debole. Come in tutte le situazioni che non si affrontano, si accumula delusione e la delusione ha un prezzo: diventano tutti più elettrici, offensivi, difensivi. Ci sono situazioni che durano da anni e che la politica non risolve, distratta e troppo assente”.

Poi arriva la presa di posizione rispetto al pericolo di tensioni razziste: “di fronte alle molteplici emergenze del nostro territorio, la Chiesa oggi si sente sotto pressione, perché chiamata a fare da "supplente" in diverse emergenze. La Chiesa è accanto ai poveri, ma non ha il potere di sradicare la povertà. Alle politiche sociali, quando mancano o sono carenti, non è possibile rispondere in termini di supplenza”. E infine: “come normali cittadini e ancor più come cattolici siamo tenuti a superare e a far superare stereotipi e slogan che non fanno altro che diffondere pregiudizi e soprattutto non bisogna soffiare sul fuoco dell’odio razziale. Dobbiamo essere convinti che ogni essere umano, come ogni vita umana, merita sempre e comunque rispetto, anche chi questo rispetto sembra non meritarlo o volerlo. Può sembrare per alcuni un limite, ma segna la civiltà di un popolo”

Redazione

@nelpaeseit

L'ultima modifica Martedì, 12 Settembre 2017 23:54
Redazione

Redazione

Lascia un commento

Assicurarsi di inserire tutte le informazioni necessarie, indicate da un asterisco (*). Il codice HTML non è consentito.

  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Settembre 2019 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30