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GRICIGNANO, SORRENTINO: "OPERATORI IMPROVVISATI IN LOGICA EMERGENZIALE" In primo piano

Scritto da  Redazione Nov 14, 2017

La vicenda di Gricignano ci dice di operatori sociali che girano armati nelle strutture di accoglienza per migranti, una cosa mai vista. Certo non è immaginabile che questo stile d’intervento sociale rientri tra gli standard previsti o prevedibili per il corretto funzionamento di strutture che dovrebbero avere il compito di favorire processi di integrazione sociale. Non è sicuramente uno standard che abbiamo previsto, quando Legacoopsociali, insieme a Federsolidarietà e AGCI Solidarietà, ha proposto e poi sottoscritto, con il Ministero degli Interni, la Carta della Buona Accoglienza.

Le cooperative sociali aderenti a Legacoopsociali si sforzano ogni giorno per attuare percorsi, gestiti con professionalità e competenza, che, rispettosi della dignità delle persone, favoriscono reali processi di integrazione e inclusione sociale. Si proprio noi che dalla vicenda Mafia Capitale abbiamo imparato che non si può sottovalutare la complessità e l‘importanza di un agire sano, in un situazione straordinaria come quella che stiamo vivendo in questo periodo.

E’ per questo che abbiamo proposto la Carta e l’abbiamo sottoscritta. E’ per questo che le cooperative aderenti a Legacoopsociali applicano standard e metodologie che assolutamente non possono ascriversi al modus operandi che leggiamo oggi dalla cronaca. Sappiamo bene che concentrare 150 persone, portatrici di un disagio profondo, in un'unica struttura è una miscela esplosiva, e che la logica delle “economie di scala”, che premia la “quantità” e non la “qualità” dell’accoglienza, non è applicabile quando si tratta di intervenire su quel disagio profondo come quello di chi ha dovuto abbandonare la propria terra d’origine, i propri affetti, sopportare malversazioni e sofferenza, nella ricerca di un futuro dignitoso.

Così come non ci si improvvisa operatori sociali in un contesto complicato come quello che dei flussi migratori, cercando di cambiare “business” a seconda delle “opportunità di mercato”, senza professionalità adeguate, senza capacità di gestione dei conflitti, senza sostegno al burn out degli operatori.

Noi non adottiamo questi stili, noi rifiutiamo le logiche emergenziali che spingono le prefetture a ricercare soluzioni allocative dei rifugiati senza verificare le condizioni, locali e professionali, dei luoghi che si candidano all’accoglienza. Purtroppo la Campania non si differenzia da altri luoghi che già sono divenuti noti per fenomeni di cronaca giudiziaria. Anche qui da noi il ricorso a scorciatoie per rendere “sostenibili” e “profittevoli” servizi, nei confronti di persone in condizione di disagio, è una strategia imprenditoriale che alcuni soggetti applicano.

Noi vigiliamo e vigileremo sempre, con gli strumenti che una associazione di categoria possiede, con la denuncia degli illeciti e non etici atteggiamenti operativi, con lo sforzo di creare una cultura diffusa della buona accoglienza, con lo sforzo di affiancare e supportare il decisore istituzionale verso scelte che rispettino la dignità delle persone accolte e degli operatori, quelli seri e preparati, che ogni giorno, fuori dai riflettori della cronaca, operano per restituire quella umana condizione che hai migranti è stata tolta o negata.

Luca Sorrentino - responsabile Legacoopsociali Campania

 

 

L'ultima modifica Martedì, 14 Novembre 2017 09:06
Redazione

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