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Sabato, 20 Aprile 2019

NAPOLI E BABY GANG, GLI STUDENTI: "NO AI MILITARI, LO STATO INVESTA SUL FUTURO"

Scritto da  Giuseppe Manzo Gen 19, 2018

Su violenza urbana e baby gang, gli studenti napoletani prendono parola. Oggi alle 15 in piazza Miracoli è prevista l’assemblea di tutte le scuole della provincia dove si confronteranno anche con esperti, sociologi, operatori sociali e giornalisti. L’obiettivo è quello di avanzare una serie di proposte e non ci stanno alla via d’uscita repressiva e penale che viene avanzata da più parti.

“Questo fenomeno di violenza non è un attacco terroristico – scrivono i ragazzi del Collettivo Ferraris di Scampì, dove l’altro giorno sono scesi in piazza a migliaia - bensì non è altro che un fenomeno di autodistruzione che avviene tra i giovani. I ragazzi che si rendono protagonisti di queste violenze non sono carnefici, sono a loro volta vittime. Un ragazzino all'età di 10 anni non dovrebbe nemmeno essere a conoscenza dell'esistenza dei coltelli, se non quelli per mangiare”.

“L'assenza di possibilità di lavoro – aggiungono -l'assenza di spazi di cultura e di aggregazione, a volte l'assenza di una figura positiva di riferimento ed il sempre più evidente abbandono dei territori fanno sì che questi ragazzi siano a loro volta vittime”.

Chiedono lo Stato, capace di risolvere i problemi  e di non fare promesse in periodo elettorale. “Uno Stato che non fa sentire effettivamente la sua presenza, che condanna i fenomeni di criminalità e dice di volerli contrastare. Uno stato che se volesse risolvere la questione realmente non può permettersi di risolvere il problema a metà. Uno stato che se avesse voluto risolvere realmente la questione l'avrebbe già fatto. Il fenomeno della criminalità è presente ovunque non ci sia lo Stato. Ma lo Stato dovrebbe garantire di essere presente ovunque”. .

Per gli studenti, però,  la presenza dello stato non  è la presenza dei militari, “dato che a Mergellina due soggetti delle forze dell'ordine non sono riusciti ad evitare che un gruppetto di tre ragazzi fosse malmenato da un gruppo più numeroso di ragazzini”.

Per i millennials è arrivato il momento che “lo Stato inizi a dare priorità alla scuola, all'istruzione, ai luoghi di cultura ed aggregazione, alle famiglie ed al lavoro. E' giunto il momento che lo Stato investa seriamente nei giovani e nel futuro”.

Per questo oggi  nella la grande assemblea di "Studenti contro le violenze", vogliono che questa mobilitazione “non sia fine a sé stessa, ma parte di un progetto più grande”. Questa generazione mostra una maturità che non ha bisogno di generici appelli o paternalismi senza adulti autorevoli ma esige risposte serie. Non chiamatela emergenza, Napoli deve recuperare tanti figli rimasti abbandonati nel vuoto culturale e sociale.

L'ultima modifica Venerdì, 19 Gennaio 2018 14:06
Giuseppe Manzo

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