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Lunedì, 16 Settembre 2019

NAPOLI. MARCIA CONTRO LE "STESE" DI CAMORRA: IL RIONE SAN GIOVANNI SI RIBELLA ALLA FAIDA In primo piano

Scritto da  Giuseppe Manzo Apr 17, 2018

Colpi di pistola quasi ogni giorno. Agguati e regolamenti di conti nel quartiere dominato dalle ultime storiche famiglie di camorra: Rinaldi e Mazzarella. San Giovanni a Teduccio, periferia est di Napoli, il Bronx dove Jorit ha realizzato le sue opere di arte urbana e sede della nuova Università scelta da Apple per i suoi corsi, è il cuore dello scontro che arriva fino a Forcella e alla Sanità: un dedalo di alleanze con gruppi e sottogruppi criminali spesso giovanissimi.

Ma se nel centro storico i proiettili fanno più notizia tra migliaia di turisti, ad est una cappa di silenzio grava sugli oltre 100mila residenti della Sesta Municipalità. Contro questo silenzio associazioni, parrocchie, scuole e cittadini hanno deciso di scendere in piazza. Ad aumentare la tensioni il ritorno a piede libero del boss Ciro Rinaldi, salutato da colpi di pistola nei pressi della sua abitazioni. Rinaldi era stato arresto come presunto mandante dell’omicidio del “baby boss” Raffaele Cepparulo (alleato dei Mazzarella) al rione Lotto 0 dove perse la vita il 18enne vittima innocente Ciro Colonna nel giugno 2016.

La marcia contro le stese

Partirà dal Parco Troisi in Viale 2 Giugno alle ore 10, con raduno finale a Piazza Capri, la marcia contro le stese di camorra. L’iniziativa, nata dalla cooperazione delle scuole della zona, operatori del terzo settore e parrocchie di San Giovanni a Teduccio, ha come fine quello di sensibilizzare la popolazione locale sui troppi atti camorristici rimasti in silenzio negli ultimi mesi. Anche padre Alex Zanotelli ha annunciato la sua presenza al corteo. 

“Siamo in un tempo difficile per il quartiere di San Giovanni a Teduccio, le persone sono stanche e spaventate non solo per strada, ma anche in casa propria non si riesce a vivere tranquillamente e in sicurezza”. Queste le parole di don Modesto, parroco della chiesa di San Giuseppe sita in piazza Capri, a pochi passi dai bossoli rinvenuti dalla polizia e punto di arrivo della marcia.

La manifestazione del 19 aprile vedrà in prima linea le scuole del quartiere come l’Istituto Comprensivo “Vittorino da Feltre” che ha la sede centrale proprio in Via Sorrento. “La marcia – spiega la dirigente scolastica del plesso, Valeria Pirone - intende sottolineare il rispetto della legge, il disprezzo per la violenza, il ripristino della convivenza civile”. 

Per Deborah Divertito, esponente della rete Z.E.T.A. (Zone Est Tavolo Aperto), “questa è un’iniziativa importante per accendere i riflettori su una parte della città di cui pochissimo si parla, ma che i recenti arresti per l’omicidio di Ciro Colonna, vittima innocente del 7 giugno 2016, hanno invece dimostrato non essere estranea alle dinamiche criminali della città. Parteciperemo alla manifestazione prima di tutto come cittadini e poi come realtà che operano sul territorio”.

“Io non ci sto” vedrà la partecipazione di numerose attori del territorio, ma non solo. Tra i partecipanti, l’associazione “Studenti Contro La Camorra” e “Agisco” che proprio il 19 aprile alle ore 9 inaugureranno un’aula dedicata all’impegno e alla lotta contro la criminalità all’interno della “Vittorino da Feltre”.

 

L'ultima modifica Martedì, 17 Aprile 2018 11:25
Giuseppe Manzo

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