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Giovedì, 18 Aprile 2019

NAPOLI EST, OCCASIONE AUDITORIUM: LETTERA DI COMITATI E ASSOCIAZIONI A DE MAGISTRIS In primo piano

Scritto da  Redazione Lug 30, 2018

Napoli e la sua periferia orientale. Lo stanziamento di 14 milioni per il progetto di un Auditorium nel quartiere San Giovanni a Teduccio rappresentano una nuova occasione per un’area dove disoccupazione, inquinamento ambientale, faida criminale e abbandono non vedono risposte istituzionali.

Lo scorso 23 luglio nella Biblioteca comunale A. Labriola si è tenuta un’assemblea promossa dal Comitato Civico di San Giovanni a Teduccio per discutere del progetto di “Completamento del Polo Scolastico di Via Taverna del Ferro” che prevede la costruzione di un Auditorium polifunzionale. Il piano è stato rilanciato dalle recenti deliberazioni del Sindaco e del Consiglio della Città Metropolitana di Napoli, del 5 e 10 luglio 2018, nonché dalle dichiarazioni rese alla stampa dallo stesso Sindaco sulla volontà di realizzare l’opera.  

Dopo l’assemblea diverse realtà del territorio hanno inviato e diffuso una lettera al primo cittadino Luigi de Magistris: tra loro il Comitato civico San Giovanni, la rete Napoli Zeta, Società mutuo soccorso di Barra, comitato ex Taverna del Ferro, associazione Ichos, associazione Punto e a capo.  

I partecipanti hanno espresso “unanime apprezzamento per le potenzialità offerte dalla nuova infrastruttura, sul terreno della formazione, della promozione culturale, e per il significativo contributo che può rendere alla riqualificazione urbana”, è scritto nella lettera. Lo stato del progetto è in una fase molto avanzata “disponendo di tutti gli strumenti per essere realizzato in tempi estremamente stringati. Pertanto, si potrà verificare già dalle prossime settimane la relazione esistente tra annunci e pratiche effettive”.

“Nel corso della discussione – scrivono comitati e associazioni - si è sviluppata una riflessione più complessiva sul destino dell’Area Orientale attraversata da una lunga fase di transizione, e inoltre dalla morsa della crisi economica, in cui va evidenziandosi una prospettiva che appare sempre di più contraddittoria ed incerta che continua a produrre fenomeni di degrado e di marginalità sociale. Il filo conduttore dei diversi interventi è stato rappresentato dalla esigenza di promuovere forme di cooperazione effettiva fra le diverse esperienze associative espressione dell’Area Orientale, per incoraggiare una iniziativa comune, l’unica in grado di incidere in una situazione estremamente complessa nella quale agiscono interessi corposi ed organizzati espressione delle grandi holding, il cui unico scopo è quello di sostenere una ristrutturazione ed un ampliamento delle attività esistenti priva di ogni elemento di riqualificazione e di ridefinizione delle funzioni di una città rivolta verso il futuro, dove invece, la qualità urbana e scelte a sostegno di uno sviluppo ecocompatibile possono ridisegnare una diversa prospettiva civile e democratica”.

La partecipazione all’assemblea “è stata molto interessante poiché ha indicato un percorso unitario e unificante, dello stesso Associazionismo, consapevoli evidentemente anche dei limiti (datati) sinora registrati che hanno poi privato, e privano tuttora, il dibattitto e le decisioni sull’Area Orientale del punto di vista dei residenti rendendolo del tutto ininfluente rispetto a scelte di grande rilevanza che attengono alla prospettiva”. 

L’assemblea si è conclusa con la decisione di inviare seduta stante un documento, condiviso e sottoscritto dalle diverse associazioni e da singoli cittadini, alla Città Metropolitana di Napoli e all’Amministrazione Comunale, “per sollecitare la costruzione dell’Auditorium e perché avvii una riflessione approfondita sulle molteplici criticità presenti nell’Area Orientale favorendo un percorso partecipativo”.

È emersa dal dibattito l'esigenza di elaborare in loco “un documento sulla situazione complessiva e sulla prospettiva di sviluppo dell’Area Orientale che scaturisca da una riflessione libera ed in piena autonomia. A tal fine è necessario avviare un percorso che richiederà i suoi tempi e un impegno diffuso, sicuramente laborioso ma ineludibile, che coinvolga i cittadini, le associazioni, i saperi e le istituzioni, per offrire un contributo fattivo alla elaborazione di una proposta di sviluppo del territorio”, conclude la lettera.

 

L'ultima modifica Lunedì, 30 Luglio 2018 13:31
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