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Lunedì, 22 Luglio 2019

A NAPOLI ARRIVA "LA PORTA DEL MARE": SOCIOANALISI SUL LAVORO NEI CENTRI PER MIGRANTI In primo piano

Scritto da  Redazione Feb 08, 2019

I risultati di un cantiere di socioanalisi narrativa nel libro “La Porta del mare”. Si fonda sulle esperienze lavorative all’interno di alcune delle nuove istituzioni per richiedenti asilo e protezione umanitaria, svoltosi tra la primavera e l’autunno del 2017 a Milano.

Il volume pubblicato da Sensibili alle foglie e curato da Giulia Spada e Nicola Valentino sarà presentato il 9 febbraio a Napoli, ore 17.30, negli spazi di Santa fede liberata via San Giovanni maggiore Pignatelli, 2. La presentazione sarà introdotta da Francesco Maranta, portavoce del Forum Diritti e Salute.

Alla ricerca hanno partecipato operatori e operatrici che lavorano all’interno di queste strutture di “accoglienza” e che aderiscono al collettivo autogestito Laboratorio Torri di Babele. Dalla ricerca emerge che il circuito istituzionale, che inizia con la porta del mare, è caratterizzato dalla presenza di istituzioni totali a impronta coloniale che lavorano all’assoggettamento delle persone “ospitate”. Un’orma che è anche retaggio del passato coloniale europeo e italiano.

Il cantiere narra diversi momenti conflittuali fra l’immaginario di accoglienza promosso da questo gruppo di operatori e operatrici, che si basa sul rispetto dell’autonomia e dell’autodeterminazione dei migranti, e le visioni istituzionali sintetizzabili nel motto: “Bisogna insegnar loro come si vive in Italia”.

L’obiettivo degli autori è che la ricerca “fornisca strumenti utili socialmente per una riflessione sul rifiuto da parte degli operatori di subire passivamente il ruolo e le mansioni entro cui vengono incasellati, e per contrastare la situazione attuale, improntata ad un razzismo istituzionale, orientato a far morire in mare i migranti che partono per approdare in Europa e a destinare al lavoro schiavo e alla morte in strada i migranti che sono approdati o ancora approdano. Si auspica anche che la ricerca e l’incontro che su di essa si propone alimentino un immaginario che concepisca il muoversi e il sostare degli esseri umani sulla Terra come un processo libero e autodeterminato”.

L'ultima modifica Venerdì, 08 Febbraio 2019 10:12
Redazione

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