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Lunedì, 19 Novembre 2018

L'ORTO DEL PONTE DI GULLIVER

Scritto da  Giuseppe Manzo Gen 15, 2015

Il racconto di come nasce l'orto in un centro diurno immerso nelle campagne modenesi. Operatori e ospiti insieme raccontano questo percorso: "tutto è nato dalla mia passione e dall'esperienza che ho maturato con quello di casa mia ed un paio di anni fa ho pensato di proporre ai nostri ragazzi di fare un piccolo orto qui in comunità".

Il nostro è un piccolo centro immerso nella campagna modenese... e quale luogo migliore per realizzare un piccolo orto?
Tutto è nato dalla mia passione e dall'esperienza che ho maturato con quello di casa mia ed un paio di anni fa ho pensato di proporre ai nostri ragazzi di fare un piccolo orto qui in comunità. Alcuni di loro hanno dimostrato interesse per la mia idea, ed il nostro orticello è nato ed ha iniziato a produrre buonissimi frutti: insalata, pomodori, peperoni, melanzane e zucchine.

Sull'onda del successo iniziale abbiamo riproposto il progetto orto anche negli anni successivi ed i ragazzi, Patty in particolare, ci hanno lavorato con fatica ed impegno fino a giungere ad ottimi risultati. Quanto entusiasmo, ma soprattutto quanta fatica da parte di tutti i ragazzi e dei colleghi per preparare la terra, trapiantare le piante, annaffiarle... Per fortuna all'impegno quotidiano di Patty si è aggiunto quello di Anto, una ragazza che frequenta il centro diurno.

Da quest'anno abbiamo deciso di occuparci di un pezzo di terra più grande: abbiamo utilizzato buona parte dei nostri prodotti in comunità, ma alcuni li abbiamo portati presso la nostra sede Gulliver di Modena, dove ci hanno accolto con entusiasmo e curiosità.
è iniziato così il nostro primo viaggio in sede Gulliver!

Che bello vedere i nostri ragazzi entusiasti di partire quella mattina di maggio! Con le cassettine piene di ortaggi e vederli ancor più felici al ritorno per il contributo ricevuto in cambio!

Grazie a questo primo successo, abbiamo deciso di preparare alcuni vasetti con le spezie, confezionati ed etichettati interamente da noi e li abbiamo por¬tati in sede nei giri successivi. E nel giro di agosto abbiamo offerto anche la merenda: biscotti e torta fatti con le carote del nostro orto!

Ma tanta fatica necessita anche di essere ripagata: abbiamo usato il contributo dell'offerta libera rice¬vuta in sede per un bel pranzo a base di pesce al mare: abbiamo organizzato una gita al Lido delle Nazioni il 25 agosto dove ci siamo concessi un bel piatto di spaghetti con le vongole ed un fritto misto di pesce. Poi nel giretto sulla spiaggia abbiamo mangiato anche un mega gelato!

È stata una bellissima giornata! Resa ancora più bella dal fatto che quei soldi erano frutto delle nostre fatiche!
È doveroso allora fare i complimenti a tutti i ragazzi della comunità ed ai ragazzi del centro diurno per l'impegno che hanno messo, ciascuno a modo proprio in questo progetto. Vorrei ringraziare anche i miei colleghi che mi hanno aiutata, appoggiata e supportata in questo percorso... senza tutti loro non sarebbe stato possibile realizzare tutto questo!

E il progetto orto continua... alla grande!

Come è stata per me l'esperienza dell'orto? Lo dico senza tanti giri di parole: faticosa! 

(a cura di Patty)

Mi ha lasciato tantissimo e non sto parlando solo della soddisfazione di aver ricavato qualcosa in sede Gulliver nei giorni in cui abbiamo allestito i mercatini e dell'uscita a mangiare il pesce (buonissimo).

Vorrei soffermarmi un po' però sui mercatini, perché in quelle occasioni mi sono sentita una donna con un lavoro ("l'ortolana") e questo, lo ammetto, mi ha fatto sentire un po' orgogliosa di me. Dato che quest'anno abbiamo esteso l'orto, la fatica è stata maggiore: saltare in qua e in là, tirando la gomma per non lasciare indietro nessuna pianta mi ha insegnato principalmente una lezione di vita: lottare.

Agli occhi di molte persone questo può sembrare una cosa da poco, ma visto che la mia autostima è sempre stata, purtroppo, molto bassa, essere riuscita a soddisfare il palato dei miei compagni di comunità, sia con le ver¬dure che abbiamo coltivato, che con la mangiata di pesce al mare, è stato molto gratificante, importante e bello.

Redazione (Dal periodico di Gulliver coop sociale, a cura di Laura Argentina Pocora)

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

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