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Domenica, 19 Maggio 2019

EMILIA ROMAGNA, 1 CITTADINO SU 4 INCONTRA LE COOP SOCIALI OGNI GIORNO: ECCO IL RAPPORTO 2018 In primo piano

Scritto da  Redazione Mar 11, 2019

Gestiscono nidi e servizi per l’infanzia, operano nell’assistenza alla persona, nell’inclusione sociale e lavorativa dei disabili, nell’integrazione dei cittadini di origine straniera e degli emarginati. Sono le 915 cooperative sociali presenti in Emilia-Romagna. Una realtà eterogenea, che conta oltre 43 mila addetti, 930 mila utenti e un fatturato superiore ai 2 miliardi di euro. 

Un cittadino su quattro in Emilia-Romagna incrocia la cooperazione sociale nella vita quotidiana. È quanto emerge dal Rapporto 2018 sulla cooperazione sociale realizzato in collaborazione con Unioncamere e presentato oggi in Regione.

"Siamo orgogliosi dei numeri presentati oggi sul valore della cooperazione sociale in Emilia-Romagna - hanno detto il presidente di Legacoop, Giovanni Monti, e il vicepresidente nazionale di Legacoopsociali, Alberto Alberani- Con l'indagine della Regione si ribadisce l'importanza del lavoro svolto dalle cooperatrici e dai cooperatori sociali troppo spesso oggetto di denigratorie strumentalizzazioni politiche".

"Negli anni della crisi la cooperazione sociale ha aumentato occupati e fatturati ed e' pronta ad affrontare le prossime sfide ma- hanno puntualizzato Monti e Alberani- occorre un rapido adeguamento delle tariffe da parte delle pubbliche amministrazioni per garantire un giusto riconoscimento salariale agli operatori e  alle operatrici che, prendendosi cura della vita di tante persone, svolgono un lavoro essenziale e delicato". "Solidarieta, integrazione, giustizia sociale sono i valori imprescindibili con i quali si e' affermata la cooperazione sociale, coniugando mente economica e cuore sociale. Per queste ragioni- hanno concluso- come Associazioni cooperative abbiamo lanciato l'allarme per i bandi per l'accoglienza delle persone migranti, poco attenti alla promozione di adeguati percorsi di integrazione sociale e ben si comprendono le perplessità' espresse dalle nostre associate sulla partecipazione alle gare"

Le cooperative sociali in Emilia-Romagna

Il settore dove le cooperative che hanno sede in Emilia-Romagna sono maggiormente impegnate è quello dei servizi destinati alle persone anziane, soprattutto non autosufficienti. A favore di questa fascia di popolazione operano 79 strutture socio-assistenziali con 23 mila utenti; 44 i servizi di assistenza domiciliare (pulizie della casa, spesa quotidiana, assistenza infermieristica) e quasi 24 mila gli anziani presi in carico; le case residenza sono 193 e 35 mila le persone accolte.

Per quanto riguarda i servizi per la prima infanzia, sono 81 i nidi gestiti da cooperative sociali e 16 mila i bambini da 0 a 3 anni iscritti; 65 le scuole d’infanzia (fascia 3-6 anni), frequentate da 15 mila bambini. Le attività rivolte ai più piccoli non si esauriscono nell’ambito educativo, poiché le cooperative sociali emiliano-romagnole rispondono anche ai bisogni delle famiglie impegnate nel lavoro o che vivono particolari condizioni di fragilità sociale (donne sole con figli, famiglie immigrate o con gravi problemi economici e sociali), attraverso il sostegno socio-educativo scolastico e domiciliare (14.728 interventi) e l’offerta di attività di pre-post scuola di cui hanno beneficiato 19 mila bambini.

All’assistenza e all’inclusione sociale e lavorativa delle persone con differenti tipologie e gradi di disabilità è rivolta l’attività di 67 Centri diurni socio-sanitari e socio-riabilitativi affidati a cooperative sociali, per 2.600 utenti; 64 laboratori protetti e centri occupazionali (1.800 persone accolte); 19 Centri diurni socio-sanitari di riabilitazione e cura per le persone affette da patologie psichiatriche (1.200 utenti).

Infine, le cooperative sociali operano anche nell’ambito sanitario attraverso servizi che vanno da quelli sanitari a domicilio (23 cooperative e 15.400 utenti), al soccorso e trasporto sanitario (7 cooperative e oltre 300 mila interventi), a cui si aggiungono 19 coop e che svolgono servizi ambulatoriali per 24 mila persone.

Del mondo della cooperazione sociale fanno parte anche le 243 cooperative di tipo B (cioè quelle che offrono servizi socio-sanitari ed educativi finalizzati all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, o che assumono disabili), che possono contare su oltre 5 mila persone con disabilità psichica o fisica inserite con funzioni diverse nei contesti cooperativi. 

 

(Fonte: Redattore Sociale/Dire)

 

 

 

L'ultima modifica Lunedì, 11 Marzo 2019 10:26
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