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Lunedì, 22 Aprile 2019

CONTRO LA CRISI: FAB, INCUBATORE D'IMPRESA

Scritto da  Redazione Ott 12, 2012

Pordenone, un 'incubatore d'impresa per dare un calcio alla crisi: si chiama Fab (Faber Accademy Box) ed è un progetto della coop sociale Itaca. Sono stati selezionati già sette proposte e a sono tutte donne. 
Selezionati i progetti che entreranno a far parte di FAB!, l’incubatore d’impresa della Cooperativa sociale Itaca presentato in occasione del Ventennale di fondazione della Coop.

friulana. Sono 7 le idee progettuali individuate da una apposita commissione scientifica, tutte donne le capoprogetto e tutte provenienti dal Friuli Venezia Giulia. Il 15 ottobre varcheranno la soglia dell’incubatore, prendendo ufficialmente postazione nella sede di FAB, in via San Francesco 1/C a Pordenone.

Questi i 7 progetti che daranno vita al primo ciclo del Faber Academy Box (FAB): Elisa Dellizotti “EdQ Platform & App Smartphone”, Federica Morsanuto “Centro Servizi On Line Competenze Territoriali”, Federica Vaglio “Bacheca Cittadina”, Ingrid Prestopino “Reciclab”, Julia Mamolo “L'idea Crea”, Gianna Vigorito “Microfinanza Imprese Migranti”, Tiziana Perin “aPMaPN”.

Nei giorni scorsi, si sono concluse a Pordenone le selezioni delle idee progettuali, 23 erano state le proposte pervenute nell’intervallo tra il 29 giugno ed il 31 agosto. Il primo dato che spicca è la percentuale tutta al femminile delle “fabers”, tra le idee presentate inizialmente erano coinvolte 35 persone con, tra i capi progetto, 12 femmine e 11 maschi.

FAB è un progetto che gode della collaborazione di Dof Consulting e del supporto di diversi partner, fra cui l’Università degli Studi di Trento, Aiccon - Associazione Italiana per la promozione della Cultura della Cooperazione e del Nonprofit -, Dmav. Dalla maschera al volto – Social Art Ensemble, Provincia di Pordenone e Comune di Pordenone.

La selezione che ha portato alla scelta dei 7 progetti si è svolta con l’utilizzo di specifici “indicatori” ed ha visto il coinvolgimento diretto in commissione dell’Università di Trento nella persona del prof. Luca Fazzi e dell’Università di Bologna con l’apporto del dott. Paolo Venturi.

“Il prossimo step sarà quello del 15 ottobre – annuncia il presidente di Itaca, Leo Tomarchio -: le 7 fabers selezionate vivranno FAB nelle sue potenzialità fatte di formazione e concretizzazione di progetti, che nelle reti e relazioni con i vari sistemi trovano il loro focus e possibilità di successo”.

“Come FAB stiamo stringendo sinergie a livello locale, regionale e nazionale – prosegue Christian Gretter, coordinatore del progetto - con l’obiettivo di diffondere l’idea di un generatore d’impresa che sappia rispondere ai bisogni emergenti, in un’ottica di sostenibilità che prenda spunto proprio dai valori ed agiti del modello cooperativo”.

Intanto il prossimo evento pubblico è dietro l’angolo ed è previsto l’8-9 novembre alla Fiera di Pordenone in occasione di “Punto d’incontro”, un’occasione per orientarsi nel mercato del lavoro e nelle opportunità che può offrire cui anche FAB sarà presente.

Il punto di partenza proposto da Itaca con il Faber Academy Box era quello di presentare delle idee progettuali basate su 5 criteri: idee progettuali che possono trasformarsi in impresa e costruire una reale occupazione nel tempo; dare risposte efficaci e sostenibili a bisogni critici emergenti che non sono soddisfatti dalla collettività; idee capaci di promuovere e riattivare beni comuni e generare risorse aggiuntive;incentivare e sviluppare l’utilizzo di nuove tecnologie; produrre un impatto significativo rispetto alla comunità in termini dimensionali e di interlocutori coinvolti.

Quattro inoltre gli “indicatori” utilizzati dalla commissione per la selezione progettuale: fondamentale la figura del proponente, valutata la “coerenza” del profilo con il progetto (Asset)” e, nel caso dei gruppi, con la squadra; interesse rispetto a “stakeholder” reali o potenziali: Persone, Comunità d'interesse, imprese e pubbliche amministrazioni, considerare i bisogni della comunità;stato di “avanzamento”: valutare se la proposta è solo in fase embrionale o se è già avvenuta una fase d’analisi di fattibilità e di connessione delle risorse; "funzione dell’innovazione”: il tipo d’impatto fa la differenza. Interesse verso i bisogni espressi dal territorio come, per citarne alcuni, la disoccupazione, quella giovanile è al 50%.

Fabio Della Pietra

 

Redazione

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