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Sabato, 06 Marzo 2021

FVG, 5MILA EDUCATORI PRIVI DI TITOLO: "SERVE UNA LEGGE"

Scritto da  Redazione Gen 14, 2016

Vertice a Pordenone il 18 gennaio con l'onorevole Vanna Iori, prima proponente di una pdl sugli "Educatori non professionali": si tratta di persone per lo più laureate, nella più parte donne, ma senza dubbio tutte con decenni di servizio, che hanno frequentato e continuano a frequentare corsi di aggiornamento e specializzazione.

Vertice a Pordenone il 18 gennaio sulla spigolosa e annosa questione degli operatori sociali privi di titoli, che solo in Friuli Venezia Giulia sono ben 5 mila. Si tratta di figure professionali che negli anni hanno progettato, costruito e oggi gestiscono importanti servizi di welfare per la collettività. Sono in particolare gli educatori dell'area della disabilità e dei minori, gli operatori della salute mentale, gli operatori sociali della cooperazione sociale B. E per dipanare la matassa non solo a livello regionale ma anche nazionale degli "Educatori non professionali" si è pensato a una nuova legge che, se approvata, avrebbe funzione di sanatoria generalizzata a livello nazionale.

Ecco che lunedì 18 gennaio alle 19 nella Biblioteca civica di Pordenone, in Sala Teresina Degan, è previsto l'incontro pubblico al quale parteciperà l'on. Vanna Iori (responsabile nazionale Pd per l'infanzia) che è la prima proponente di una proposta di legge che mira a regolare la questione una volta per tutte. Il tema verrà affrontato anche attraverso l'esperienza concreta rappresentata sia dal direttore sanitario dell'Aas 5 Friuli Occidentale, Giorgio Simon, sia dagli esponenti del mondo cooperativo regionale, Gian Luigi Bettoli per Legacoopsociali e Luca Fontana per Confcooperative. Interverrà anche la consigliera regionale Chiara Da Giau, componente della IV e VI Commissione. A moderare l'incontro l'on. Giorgio Zanin (Pd), che si è speso personalmente per l'organizzazione del vertice.

Quella degli educatori non professionali, o operatori sociali privi di titoli che dir si voglia, è una questione annosa, spigolosa e oltremodo delicata, che vede coinvolti solo in Friuli Venezia Giulia ben 5 mila operatori. Appartengono a un'area molto vasta con prevalenti funzioni educative e riabilitative, e sono in prima linea ogni giorno per assicurare a chi ne ha bisogno un welfare sempre più lasciato allo sbando dalle istituzioni. Si tratta di persone per lo più laureate, nella più parte donne, ma senza dubbio tutte con decenni di servizio, che hanno frequentato e continuano a frequentare corsi di aggiornamento e specializzazione organizzati dalle cooperative o da enti pubblici.
Per arrivare a una regolarizzazione definitiva, nei mesi scorsi, si sono mosse - anche nei confronti della Regione Fvg e della presidente Debora Serracchiani - diverse entità, in primis Aci sociali Fvg ovvero Agci Solidarietà, Confcooperative Federsolidarietà e Legacoopsociali, insieme a Cooperativa sociale Itaca, Circolo Acli Nuova cooperazione, Gruppo spontaneo educatori di Pordenone. Perché la vicenda degli educatori "privi di titolo" è una di quelle ingiustizie che minano alle fondamenta la coesione sociale.

Mettendo da parte i ritardi cronici dei poteri pubblici, ad esempio nelle necessarie iniziative formative, oggi gli addetti all'assistenza di base – le cosiddette Oss, perché sono in stragrande maggioranza donne – hanno atteso a lungo le "misure compensative" (corsi abbreviati per gli operatori "anziani"), attività di cui la presidente Serracchiani ha recentemente annunciato la ripresa, dopo le sollecitazione delle associazioni di categoria.

In Friuli Venezia Giulia in particolare, e in tutta Italia più in generale, come conseguenza del movimento basagliano, si sono costruite con professionalità innovative cooperative che hanno dato lavoro a decine di migliaia di persone svantaggiate che non trovavano sbocchi nel "normale" mercato del lavoro. E si sono costruiti servizi educativi e riabilitativi, dalle comunità residenziali ai servizi territoriali e scolastici.

La regolarizzazione dei 5 mila lavoratori, spesso in servizio da una vita, era stata chiesta alla Regione FVG dal pool di entità citate sopra, ma l'iniziativa si è bloccata nel luglio scorso in Consiglio regionale. Ora però all'orizzonte si profila una soluzione a livello di Parlamento, con la proposta di legge dell'on. Vanna Iori che, se approvata, porterebbe alla sanatoria generalizzata. Rimarrebbero altri problemi - come il blocco dei corsi per nuovi Oss, sempre più urgenti, e la vicenda della somministrazione dei farmaci - ma, insieme con la soluzione delle "misure compensative", sarebbero migliaia le persone che finirebbero il loro calvario.

Redazione Friuli Venezia Giulia

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