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Venerdì, 20 Settembre 2019

OPERATORI "PRIVI DI TITOLO": LEGGE APPROVATA (TRA LUCI ED OMBRE)

Scritto da  Redazione Mag 20, 2016

Il consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia approva la legge sugli operatori sociali "privi di titolo". Soddisfazione e critiche: ecco il commento del cartello che ha portato avanti la vertenza (Legacoopsociali/Federsolidarietà/Agci alle Acli e al Gruppo spontaneo educatori di Pordenone).

Nella giornata di giovedì 19 maggio è stato approvato dal Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia l'atteso provvedimento volto a dare risposte alle migliaia di operatori sociali "privi di titolo". Non una sanatoria, ma un atto di giustizia che riconosce il lavoro svolto da operatori con una formazione spesso superiore alla media, con un sapere sociale importante, grazie al quale si è avviata ed è stata alimentata gran parte della rete dei servizi sociali, sanitari, educativi e di inserimento lavorativo della nostra regione, portandola a livelli di eccellenza nel panorama italiano ed europeo.

Bisognava riconoscere questo "bene comune" e dare sicurezza a persone occupate da decenni, in attesa dell'approvazione della legge nazionale sugli educatori già votata da un ramo del Parlamento nei mesi scorsi. Persone che non hanno acquisito i titoli formativi solamente per l'assenza ultradecennale della politica regionale, che non ha saputo adeguarsi alle novità che emergevano progressivamente a livello nazionale.

Sotto l'aspetto della comprensione dell'importanza ed urgenza della questione, abbiamo potuto riscontrare un significativo salto di qualità nell'atteggiamento della politica regionale. Dal luglio 2015 (quando il provvedimento fu rinviato) all'approvazione odierna abbiamo notato il superamento delle forti polemiche tra le forze politiche di allora e l'assunzione di un atteggiamento di costruttiva condivisione (anche se infine tutti gli emendamenti, alcuni dei quali cercavano di migliorare tecnicamente il provvedimento, sono stati respinti dalla maggioranza).

Cogliamo il segno positivo di un Consiglio Regionale che si è espresso a maggioranza, ottenendo l'astensione delle opposizioni e lasciando ad un solo isolato voto contrario la reiterazione di posizioni strumentali. In estrema sintesi, potranno continuare ad operare come educatori i laureati con almeno 2 anni di esperienza di servizio, mentre saranno riconosciuti come animatori sociali i diplomati alla scuola media superiore con almeno 4 anni di esperienza come educatori o animatori (6 anni invece per quelli con il solo diploma di scuola media inferiore). Gli OSS (gli operatori assistenziali) non ancora qualificati potranno completare il loro percorso formativo entro il 30 giugno 2019. AGCI Solidarietà FVG Via Morpurgo, 34/9 - 33100 Udine Circolo Acli "La Nuova Cooperazione" via Bunis, 37 33084 Cordenons (PN) Viale Giovanni Paolo II, 15/1 33100 Udine in associazione con: Via Cernazai, 8 - 33100 Udine Gruppo Spontaneo Educatori di Pordenone Legacoopsociali-FVG - Confcooperative-Federsolidarietà-FVG - AGCI-Solidarietà-FVG – Circolo ACLI Nuova Cooperazione – Gruppo spontaneo educatori PN Purtroppo però hanno pesato sul provvedimento alcune incomprensioni, che hanno impedito di affrontare importanti questioni. Incomprensioni alimentate dalla carenza di una ricognizione complessiva circa i titoli formativi degli Educatori attivi nella nostra Regione (richiamata in quasi tutti gli interventi dei consiglieri, dai quali è stato notato che l'unico studio approfondito, con una stima più alta di quella degli uffici, è stato prodotto dalle associazioni cooperative) e dal rifiuto congenito della burocrazia regionale di aprire tavoli di discussione ed elaborazione con le associazioni di categoria, come previsto dalla normativa sul Terzo Settore ed i servizi sociali.

Tra i nodi critici del provvedimento compare in primo luogo il demansionamento ad "animatori" di oltre metà delle persone interessate (ne prevediamo quasi duemila), creando diversità irrazionali tra operatori in possesso di laurea e non, operatori che lavorano da sempre nelle stesse équipes con eguali mansioni e responsabilità. Ne nasceranno amarezze personali, oltre che difficoltà organizzative e non pochi, temiamo, problemi di inquadramento contrattuale (il CCNL di settore, infatti, prevede esplicitamente la figura dell'educatore "privo di titolo", con un inquadramento superiore all'animatore "senza titolo").

È inoltre incerta la situazione degli educatori "privi di titolo" che non sono in possesso dei requisiti di anzianità e titoli necessari per essere riconosciuti, oltre che quella degli OSS che non avevano acquisito l'anzianità necessaria nel lontano 2006. La previsione (rafforzata dall'approvazione di un Ordine del giorno apposito) dell'inserimento di "clausole sociali" per la tutela del posto di lavoro di questi operatori non ci appare sufficiente ed inoltre è aggravata dalla mancanza di canali formativi per queste persone, che possiamo valutare almeno in alcune centinaia.

Infine, il provvedimento è ipotecato dalla assoluta carenza di fondi destinati alla formazione del personale. Formazione, vogliamo sottolinearlo, che non dovrà essere realizzata a livello regionale, ma che avrà la sua sede principale nelle Università (le cui facoltà si sono dichiarate più volte disponibili a dare il loro contributo). Insomma una bella notizia, che ci lascia importanti questioni da risolvere ancora. Non possiamo che iniziare richiedendo nuovamente all'Amministrazione Regionale di aprire un tavolo di confronto per superare i limiti ancora presenti.

I rappresentanti di Legacoopsociali/Federsolidarietà/Agci, Acli e Gruppo spontaneo educatori di Pordenone

@nelpaeseit

Redazione

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