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Mercoledì, 22 Maggio 2019

#IODISERTO: LEGACOOPSOCIALI FVG ADERISCE ALLA CAMPAGNA

Scritto da  Redazione Apr 14, 2017

Legacoopsociali Friuli Venezia Giulia aderisce alla campagna #IoDiserto promossa dalla Rete degli Operatori e Operatrici Sociali contro i decreti Minniti-Orlando che cambiano le regole sull'accoglienza ed espulsione dei migranti.

No al declino securitario di una guerra contro i poveri che vivono in condizioni di marginalità sociale, non siamo "soldati" e non siamo pubblici ufficiali. Non vogliamo far parte di una catena di controllo sociale e repressivo. Legacoopsociali Friuli Venezia Giulia aderisce alla campagna #IoDiserto promossa dalla Rete degli Operatori e Operatrici Sociali contro i decreti Minniti-Orlando che cambiano le regole sull'accoglienza ed espulsione dei migranti.

Lo scorso 8 aprile a Roma più di 200 persone, provenienti da 16 diverse regioni italiane, hanno partecipato alla prima assemblea autoconvocata degli operatori sociali contro i decreti legge Minniti-Orlando (il decreto Minniti è stato approvato recentemente dalla Camera). La neocostituita Rete Operatori Sociali ha deciso di darsi continuità promuovendo assemblee territoriali ma mantenendo e rafforzando anche la dimensione nazionale di collegamento e coordinamento per iniziare a costruire strumenti comuni, da poter utilizzare nella quotidianità per inceppare il meccanismo securitario e repressivo voluto dall'attuale Governo.

"Una guerra contro i poveri, contro chi vive nella marginalità sociale, che ci vorrebbe "soldati" in prima linea - sottolinea la Rete -, in alcuni casi e situazioni con parificazione del nostro ruolo e della nostra funzione a quelli del Pubblico Ufficiale, dichiarata dal Governo Gentiloni, applaudita dalle destre e che nel quadro politico istituzionale trova pochissime espressioni di contrarietà e dissenso".

La campagna #IoDiserto è lo strumento scelto dagli operatori sociali per comunicare e condividere la "nostra volontà di non essere oggetti passivi e ubbidienti di un disegno politico che mira a trasformare il tessuto sociale delle nostre città, e a cambiare radicalmente il nostro ruolo e la nostra funzione. Saremo parte attiva di questa campagna comune perché siamo operatori e operatrici che lavorano e operano nel sociale, presenti in tutte le città del Paese, siamo nella quotidianità nelle periferie, geografiche e sociali, a toccare con mano le conseguenze di queste scelte politiche".

"Ci vogliono anello della catena di controllo sociale e repressivo. Siamo l'anello debole di questa catena, proprio per questo possiamo agire una potenza enorme nel resistere e nel far inceppare il meccanismo securitario. Abbiamo bisogno di strumenti comuni, legali e giuridici, sociali e politici; una dimensione, questa, che può essere costruita solo insieme a molti altri e dentro a quella campagna culturale, sociale e politica di cui si vedono già le premesse e di cui saremo uno dei motori".

“La preoccupazione è enorme - affermano dalla Rete Operatori Sociali - la restrizione dei diritti di alcuni diventa la restrizione delle libertà di tutti, minare il diritto d'asilo significa compromettere il diritto alla vita. L'istituzione di "tribunali speciali" per migranti, il diritto differenziale a seconda della "categoria sociale" di appartenenza, il confino urbano che può essere agito dal Sindaco e dal Questore nei confronti delle persone che ‘minano il decoro urbano’ utilizzando il mini-daspo, sono solo gli strumenti più eclatanti, significativi di un disegno più ampio. Il messaggio è chiaro: nessuno è uguale davanti alla legge.

Ci comporteremo "come cittadini, uomini e donne, che nelle nostre città hanno gli strumenti per smascherare le carenze del sistema di accoglienza, l'assenza di politiche sociali adeguate, gli abusi di alcuni sindaci e prefetti che si fanno prendere la mano dal sogno infantile, mai riposto, di essere sceriffi. #IoDiserto perché se dobbiamo essere complici lo saremo con chi queste politiche le subisce e non con chi le promuove; una scelta di parte perché siamo convinti che stare dalla parte dei più deboli significa stare dalla nostra parte, dalla parte di tutti: in un mondo diviso in ‘categorie sociali’ da colpire prima o poi viene toccata anche quella in cui ognuno di noi viene costretto".

Redazione Friuli Venezia Giulia

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