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Venerdì, 19 Aprile 2019

ROMA, ASILI NIDO: LEGACOOPSOCIALI CONTRO IL NUOVO BANDO

Scritto da  Redazione Mag 22, 2013

Il presidente di Legacoopsociali Lazio, Pino Bongiorno (nella foto a sinistra), in un′intervista a Dazebaonews.it, ha criticato il nuovo bando di gara per la gestione degli asili nidi indetto dal Comune di Roma. Non è la prima volta che avviene lo scontro con l’amministrazione capitolina su questa questione. Bongiorno: «Abbiamo l′obbligo denunciare l’atteggiamento dell’amministrazione pubblica che con questi bandi favorisce o la penetrazione dell’illegalità nell’economia romana".

Il presidente di Legacoopsociali Lazio, Pino Bongiorno, in un′intervista a Dazebaonews.it, ha criticato il nuovo bando di gara per la gestione degli asili nidi indetto dal Comune di Roma.  Non è la prima volta che Legacoopsociali si scontra con l’amministrazione capitolina su questa questione. Nel 2010 l’associazione chiese un parere all’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici che accolse il ricorso. Il motivo: la tariffa - ferma a 500 euro al mese - non permetteva di applicare il Ccnl delle cooperative sociali, che sono le imprese più presenti nella gestione di questi servizi. 

Il ricorso di Legacoop si basava anche su uno studio del Cnel che, analizzando la gestione dei nidi d’infanzia, ha rilevato come l′84% dei costi sia dovuto alla forza lavoro: impossibile risparmiare senza compromettere la qualità dei servizi resi ai bambini. Che entrano nel nido quando hanno appena tre mesi.

Oggi la tariffa proposta dal Comune è addirittura più bassa: 480 euro. «Abbiamo l′obbligo denunciare l’atteggiamento dell’amministrazione pubblica che con questi bandi favorisce o la penetrazione dell’illegalità nell’economia romana o la crisi di imprese che, per gestire un servizio pubblico, sono costrette a mettere a rischio la loro continuità aziendale», ha dichiarato Bongiorno. 

D’altro canto il comune sostiene che i costi si abbassano essendo le strutture dei nidi in comodato d’uso, ma il presidente risponde sostenendo la posizione dell’Avcp. «Non si tratta di concessione, in quanto la remunerazione dell’aggiudicatario non dipende dai proventi che potrà trarre dall’utilizzo del bene vendendo servizi direttamente agli utenti. Inoltre i costi a carico degli aggiudicatari rimangono numerosi, non ultimo quelli delle manutenzioni che incidono non poco sul bilancio della gestione degli asili». 

Bongiorno ha poi ricordato che la circolare del I giugno 2012 del Ministero del Lavoro che riconosce che l′unico contratto da prendere per riferimento nel settore cooperativo è quello firmato da Legacoop, Confcooperative e Agci. Il presidente si augura che i bandi vengano ritirati. «Tagli, bandi al ribasso, servizi non pagati, danno l’immagine di una città senza futuro, giunta ormai al capolinea, che non ha uno straccio di idea su come far ripartire la macchina».

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