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Venerdì, 19 Luglio 2019

ROMA: CASA POUND CONTRO I DIRITTI DEI BAMBINI

Scritto da  Redazione Nov 29, 2014

Le reazioni all'azione di Casa Pound contro i bambini Rom. Comunità di Sant'Egidio: "Impedire ai ragazzi di andare a scuola è proprio per questo un gesto grave ed inqualificabile. Occorre vigilare ed impedire che un clima di violenza e sopraffazione calpesti il primo luogo di crescita". Arci Solidarietà: "atto vergognoso". Gruppo comunale Pd: "meschino e vile"

"La scuola rappresenta non solo un luogo di studio, ma un ambito di crescita culturale ed umana per tutti gli studenti. Un luogo in cui si forma la coscienza dell'essere cittadini e viene valorizzata la cultura che ogni studente porta con sé, un luogo di dialogo ed integrazione, una comunità di adulti e giovani che costruiscono insieme la società del futuro". È il commento di Marco Impagliazzo, presidente di Sant'Egidio dopo i disordini che si sono verificati ieri a Monte Mario, dove è stato impedito agli studenti di due scuole superiori e ai bambini del vicino campo rom di andare a scuola.

"Impedire ai ragazzi di andare a scuola è proprio per questo un gesto grave ed inqualificabile. Occorre vigilare ed impedire che un clima di violenza e sopraffazione calpesti il primo luogo di crescita e libertà per i nostri ragazzi, il primo loro diritto, quello allo studio", prosegue. "Roma merita una riflessione più profonda sulla convivenza, a tutti i livelli. Occorre lavorare insieme per creare reti di dialogo e di solidarietà che sconfiggano un clima di paura e spaesamento, aiutino ad abbassare i toni e a costruire, insieme, una città più aperta e più sicura per tutti".

I fatti

"Un gruppo di manifestanti di Casapound ha bloccato l'uscita del villaggio attrezzato di via Cesare Lombroso, nel Municipio XIV, mentre i bambini e i ragazzi del campo si apprestavano ad andare a scuola. Lo stesso e' avvenuto di fronte ad alcuni plessi scolastici della zona, in cui i minori rom sono iscritti". A denunciarlo sono l'Arci Solidarietà onlus e la cooperativa sociale Eureka, le due associazioni coinvolte nella vita del campo di via Cesare Lombroso. A distanza di due giorni dalla notizia - rivelatasi poi creata ad arte, secondo quanto sostengono le associazioni - dei raid compiuti da alcuni rom negli istituti scolastici della zona, sarebbe arrivata anche una sorta di 'rappresaglia' da gruppi di estrema destra.

"Stiamo parlando di un campo abitato da 200 persone- ha aggiunto Valerio Tursi, presidente dell'Arci Solidarietà in un Municipio composto da più o meno 200mila abitanti- non credo che sia un territorio che versa in una particolare emergenza. Senza contare che stiamo parlando di bambini che frequentano le elementari e le medie, tutti di un'età che non supera i 13 anni. Quello che è successo è vergognoso, perché si è tentato di negare un diritto fondamentale e inalienabile, come il diritto ad andare a scuola".

Questa sarebbe stata la dinamica dei fatti: i militanti di Casa Pound, avrebbero bloccato sia l'uscita dal campo di operatori e bambini, sia l'ingresso nelle scuole, dove sarebbero stati srotolati striscioni con la scritta 'Stop alle violenze dei rom, alcuni italiani non si arrendono'.

Indignazione anche dal gruppo Pd in Campidoglio, che in una nota ha condannato il gesto come "vergognoso e inaccettabile, se non anche meschino e vile. I fatti denunciati da Arci Solidarietà e dalla cooperativa Eureka sono gravi e colpiscono in maniera violenta un'infanzia già per molti versi complessa. Il diritto allo studio è un diritto riconosciuto dalla nostra Costituzione e dai trattati internazionali a tutela dell'infanzia e dell'adolescenza. E la violenza di questa mattina non solo dimostra l'inadeguatezza di gruppi che pensano di fare politica, ma e' anche e soprattutto la violazione grave di un diritto. Chi usa violenza e impedisce l'esercizio di un diritto non fa politica. Fa altro. Si faccia chiarezza e si isolino quegli estremismi che danno di Roma un'immagine razzista e xenofoba".

L'indignazione infine, non avrebbe colpito solo il mondo dell'associazionismo e di una parte della politica capitolina. Anche i docenti degli istituti si sarebbero mobilitati per chiedere alle istituzioni "una condanna per quanto accaduto" essendo i bambini rom "alunni modello, per i quali non deve esser negato il diritto allo studio".

Restano sullo sfondo domande a cui dare una risposta: perché questo gruppo neofascista viene tollerato e gode di alleanze politiche con chi sta in Parlamento? Perché viene tollerata questa violenza? Bisogna rispondere e decidere in modo chiaro sull'agibilità politica di Casa Pound e di altri gruppi neofascisti.

Redazione (Fonte: Redattore Sociale)

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