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Sabato, 20 Luglio 2019

CASAMONICA, DOPO IL FUNERALE AGGRESSIONI AI GIORNALISTI

Scritto da  Redazione Ago 24, 2015

Continua lo scandalo dopo i trionfali funerali del boss mafioso Casamonica: pochi giorni dopo, un giornalista è stato minacciato di morte e una troupe della Rai è stata allontanata mentre faceva delle riprese al quartiere dove abitano membri del clan.

Non bastava la vergogna di un funerale in pompa magna per un boss mafioso, la marcia trionfale di una Rolls Royce trainata da sei cavalli neri, i petali rossi lanciati sulla folla dei presenti all'ultimo saluto a Vittorio Casamonica, uno dei capi principali che porta il nome del clan attivo a Roma.

Non bastava nemmeno il manifesto all'entrata della chiesa Don Bosco con la scritta "Hai conquistato Roma, ora conquisterai il paradiso" e la colonna sonora de "Il Padrino" di sottofondo a far precipitare la capitale nella vergogna.

A rendere ancora più ripugnante l'euforia con la quale si è celebrato il funerale di Casamonica, e ancora più grave l'umiliazione del quartiere Quadraro di Roma, è stata la violenza con cui si è tentato di difendere il nome del boss mafioso.

Gli attacchi subiti dal giornalista della testata on line fanpage.it, Alessio Viscardi, e dalla troupe Rai di Agorà gettano l'ultima, cupissima ombra su un episodio inquietante.

Due giorni dopo il funerale, il videoreporter di Fanpage Alessio Viscardi è stato circondato e minacciato da quattro uomini: "Noi ti uccidiamo, ti sotterriamo in una piscina vuota", gli hanno detto. Poi lo hanno strattonato e hanno gettato a terra la telecamera. Il giornalista si trovava con un operatore sull'elipista di Terzigno, in provincia di Napoli, per tentare di reperire più notizie circa l'elicottero, partito da lì, che ha cosparso di petali di rosa la folla di persone presenti al funerale di Casamonica.
L'Enac (Ente nazionale per l'aviazione civile), intanto, ha fatto sapere che al pilota dell'elicottero è stata sospesa la licenza di volo, e che la deviazione effettuata il 20 agosto scorso non era stata né prevista, né comunicata.

Il giorno dopo, una troupe di Agorà è stata allontanata mentre faceva delle riprese al Quadraro, il quartiere romano dove abitano i Casamonica. Si tratta di attacchi gravissimi, di segnali allarmanti per la libertà di stampa e di informazione, oltre che di sintomi evidenti del potere dei personaggi della malavita, circondati da incredibile unità e compattezza.

Un'ulteriore, doverosa riflessione, inoltre, è quella che riguarda mafia e potere religioso.
"Non è qui ovviamente in discussione il diritto di una famiglia di celebrare i funerali di un suo membro e la partecipazione di amici e conoscenti", ha detto Don Ciotti, presidente di Libera. "Grave è l'evidente strumentalizzazione di un rito religioso per rafforzare prestigio e posizioni di potere. Sappiamo che le mafie non hanno mai mancato di ostentare una religiosità di facciata, foglia di fico delle loro imprese criminali.

Una volta di più, e a maggior ragione dopo la scomunica di Papa Francesco dei mafiosi e dei loro complici, è compito della Chiesa denunciarla e ribadire che non può esserci compatibilità fra la violenza mafiosa e il Vangelo".

 

Giovanna Carnevale

@nelpaeseit

 
 
 
Redazione

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