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Mercoledì, 16 Ottobre 2019

ROMA, ESC ATELIER SOTTO SGOMBERO: "LO DIFENDEREMO"

Scritto da  Redazione Gen 13, 2016

Lo scorso 30 dicembre il prefetto Tronca dispone lo sgombero dello spazio decennale dove si svolgono attività sociali e culturali. Dopo il Baobab si apre un altro fronte di tensione con gli spazi autogestiti: "lo difenderemo con ogni mezzo necessario".

Spazi occupati e autogestiti nel mirino del prefetto Tronca, commissario del Comune di Roma. Questa volta è l'atelier Esc che dal 2005 è presente nella capitale con diverse iniziative sociali e culturali. Gli attivisti dello spazio hanno scritto una lettera aperta: "Indigna allora, ma non stupisce, la Determinazione dirigenziale del 30 dicembre scorso, con la quale il Comune di Roma dispone lo sgombero di Esc, l'atelier autogestito che animiamo, e che anima la città e le sue lotte da più di 11 anni. Il pretesto, qualche arretrato non pagato/in sospeso. Come è noto, infatti, dopo diversi anni di occupazione, lo sgombero subito il 30 gennaio del 2007, l'immediata rioccupazione, Esc ha avviato un tavolo negoziale con l'amministrazione capitolina, ottenendo nel 2009 l'assegnazione, attraverso la Delibera 26/1995 e in cambio di un canone sociale, dello spazio di via dei Volsci 159".

Nella lettera di Esc di descrivono tutte le attività svolte in questo decennio: "un'esperienza di democrazia radicale e di nuovo welfare, di mutualismo e di solidarietà, di produzione culturale indipendente e socialità giovanile. A Esc i migranti trovano assistenza legale e imparano gratuitamente l'italiano; freelance e intermittenti/precari organizzano nuovi strumenti sindacali e di autotutela (Camere del Lavoro Autonomo e Precario); la Libera Università Metropolitana alimenta il pensiero critico, nazionale e internazionale, con seminari, pubblicazioni, presentazioni di libri; ogni anno L/ivre, la fiera degli editori e dei vignaioli indipendenti, è attraversata da migliaia di persone; i giovani sperimentano nuove tendenze musicali e stili culturali".

I problemi, però, vengono da più lontano secondo gli attivisti, con la giunta Marino e "un pasticciato tentativo di rimettere mano alla Delibera 26/1995, norma – occorre ricordarlo – strappata dalle lotte dei centri sociali all'epoca della prima giunta Rutelli". "E se solidarietà e cultura non fanno business – continua la lettera - meglio un bel centro commerciale. Meno cultura e più mercato, meno solidarietà e più competizione: questo l'obiettivo della Determinazione dirigenziale, quella che ha colpito Esc, quella che sta colpendo decine di centri sociali e associazioni culturali. Nulla a che vedere, ma proprio nulla, con la misericordia del Giubileo di Papa Francesco, di cui non c'è grande "moralizzatore" di Roma che non si riempia la bocca".
Secondo lo spazio Esc, la questione riguardi tutti: "si tratta dello scontro tra uso comune del patrimonio pubblico (nuovo welfare, produzione culturale indipendente, auto-formazione, sindacalismo sociale, coworking, ecc.) e valorizzazione neoliberale dello stesso".

Infine arriva l'appello al mondo del lavoro, dei giovani, dei migranti, dei cattolici e della cultura: "Noi non lo permetteremo, e difenderemo Esc con «ogni mezzo necessario".

G.M.

@nelpaeseit

Redazione

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