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Sabato, 25 Maggio 2019

A FORMELLO LE "SINERGIE" PER VILLA SANDRA

Scritto da  Redazione Ago 22, 2016

Appuntamento il 2 settembre. Sinergie ospiterà volontari da tutta Italia per permettere loro di vivere l’esperienza del riutilizzo sociale di un bene confiscato alle mafie e non mancheranno occasioni di incontro fra i volontari e la comunità locale.

Per il terzo anno, la cooperativa sociale Sinergie e “Libera Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie” organizzeranno il Campo di Impegno e Formazione nel bene confiscato alle mafie a Formello.

Sinergie ospiterà volontari da tutta Italia per permettere loro di vivere l’esperienza del riutilizzo sociale di un bene confiscato alle mafie e non mancheranno occasioni di incontro fra i volontari e la comunità locale. Venerdì 2 settembre, alle ore 18.00, Libera e Sinergie apriranno le porte del bene confiscato, permettendo a chiunque di visitare il bene e di incontrare i volontari di Libera, i soci della cooperativa e alcuni amici per discutere insieme sulla situazione delle mafie nel Lazio ma anche di legalità a partecipazione civica sul territorio.

Il progetto

Quello di Villa Sandra è stato il primo caso in Italia (ma già replicato a Bari e a Catania) di un bene confiscato alla mafia che viene affidato a terzi per il riutilizzo durante la fase del sequestro stesso, cioè prima della confisca definitiva.

Nel 2013, il Tribunale, la Regione e il Comune hanno firmato un protocollo d'intesa per l'assegnazione temporanea di Villa Sandra a Sinergie, una cooperativa sociale di ventidue soci attiva principalmente a Formello nella gestione dei servizi socio-sanitari per anziani, minori e persone con disabilità.

In genere, l'iter per l'assegnazione è molto più lungo e complesso, e prima che il bene confiscato possa essere riutilizzato a fini sociali trascorrono in media sei anni dalla confisca definitiva. In particolare per quanto riguarda i beni immobili, infatti, la gestione deve passare dal Tribunale al Comune, che può utilizzarli per fini istituzionali o affidarli a terzi. Quest'ultima possibilità, però, non è disciplinata in modo esaustivo: in particolare, esiste un vuoto normativo riguardo all'eventualità che la condanna non sia definitiva e che il bene sia pertanto successivamente dissequestrato. La maggior parte delle volte, il bene va incontro all'incuria e all'abbandono per evitare i rischi di una soluzione alternativa dai risultati incerti.

Redazione Lazio

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