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Mercoledì, 19 Giugno 2019

ROMA: ALLO SPARWASSER IL NUOVO "SALTO" DELL'INFORMAZIONE

Scritto da  Redazione Giu 14, 2017

L’evento open space si terrà allo Sparwasser di via Pigneto dalle 17 alle 22 dove i fondatori del comitato che porterà alla cooperativa editoriale spiegheranno le ragioni e gli obiettivi di questo nuovo progetto editoriale.

L’informazione italiana ha bisogno di “saltare”: parola d’ordine è trasformazione. Il 20 giugno a Roma sarà presentato un nuovo progetto editorialeil salto.net. Questa nuova esperienza si inserisce in un respiro europeo e propone un modo capovolto di concepire il giornalismo e l’editoria, affrontando la crisi che si trasforma in opportunità.

L’evento open space si terrà allo Sparwasser di via Pigneto dalle 17 alle 22 dove i fondatori del comitato che porterà alla cooperativa editoriale spiegheranno le ragioni e gli obiettivi di questa nuova testata (e non solo)

Indipendenza, innovazione, comunità

“Siamo un collettivo di giornaliste e giornalisti, e non solo. Abbiamo deciso di dare vita e forma a un comitato per la creazione di una cooperativa editoriale. Dal basso. Insieme”. Così spiegano sulla loro pagina facebook : pensiamo a un medium grande che abbia la capacità di incidere nell’informazione mainstream e che attraverso l’onesta comunicazione e il giornalismo di qualità contribuisca alla trasformazione sociale e al racconto della realtà”.

Cooperare, unire le forze e le competenze, puntare all’egemonia culturale superando la cappa del minoritarismo e delle solitudini. Per applicare tutto ciò serve “un medium democratico e partecipato, dove democrazia interna e orizzontalità non sono solo parole ma contenuti e pratiche. Un media partecipato, dove le socie e i soci possono partecipare per davvero, se lo desiderano, alle decisioni strategiche del progetto”.

Il Salto vuole essere quindi un media democratico, e alternativo ai media tradizionali. E questo si potrà garantire solo grazie “a diverse forme di costante partecipazione tra la futura redazione e tutti i soggetti sociali e le persone che sosterranno attivamente il progetto”.

Per farlo propongono la creazione di un’associazione capace di garantire il coinvolgimento popolare nel Salto: “pensiamo a un vero sistema di partecipazione (decisionale, propositiva, consultiva)”: l’associazione aiuterà la cooperativa a mettere in piedi Forum e incontri pubblici in tutta Italia; gli aderenti all’associazione e i soci azionisti della cooperativa potranno partecipare (in modo propositivo e consultivo) a rotazione a 1 mese di riunioni di redazione per arricchirne il lavoro e costruire un ponte continuo tra chi scrive e chi legge.

Una proprietà collettiva

Un medium di proprietà collettiva, finanziato dalla gente e non dalle grandi corporazioni, dai singoli e dalle organizzazioni a noi affini. Un medium sostenibile, con forme di finanziamento diffuse e differenziate.

“Con il Salto, mettiamo in campo l’idea di un media democratico a partire dal modo in cui si finanzia. Vogliamo una testata giornalistica che non sia in balìa del padrone di turno, ma che debba “dar conto” a tanti, tantissimi proprietari, diversificando le entrate ed evitando di restare appesa al filo di uno o pochi finanziatori-burattinai”.

Per questo motivo si punta sul crowdfunding per i fondi necessari a far nascere una nuova testata giornalistica, ilsalto.net, e nei prossimi mesi una cooperativa editoriale che editi il giornale e svolga attività collaterali finalizzate a mantenerlo in vita;  sui progetti di comunicazione e consulenza, tolto il rimborso spese per chi le attuerà, consentiranno di sostenere i costi per la nascita del giornale: circa 20mila euro per la piattaforma del portale e circa 10mila per le procedure di avviamento; con i fondi per l’editoria come quello per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione: il decreto attuativo della legge 26 ottobre 2016 n. 198, pubblicato il 29 maggio e in vigore dal 13 giugno, concede contributi alle cooperative di giornalisti e noi ci organizzeremo da subito per fruirne. E ancora la pubblicità limitata in un codice etico oltre a bandi e progetti, europei e non.

Infine alla domanda “perché Saltare?” la risposta arriva dalle parole di Saramago: “Arriva sempre un momento in cui non c'è altro da fare che rischiare”.

Il Salto sarà, e dovrà essere, anche il luogo della lettura e dell’analisi dell’esistente e di costruzione dell’alternativa, per l’elaborazione di un pensiero nuovo e di linguaggi nuovi e di nuove forme di comunicazione e informazione. Un giornale indipendente che abbia la funzione di comprendere come oggi si costruisce il senso comune e che si faccia carico di costruirne uno nuovo.

Per capirne di più e approfondire non resta che recarsi allo Sparwasser il 20 giugno e vedere dove vuole "saltare" il giornalismo italiano. 

Redazione

@nelpaeseit

 
 
 
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