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Martedì, 11 Dicembre 2018

CUP E RECUP REGIONE LAZIO: "A RISCHIO I POSTI DI LAVORO MALGRADO LE PROMESSE" In primo piano

Scritto da  Redazione Lazio Ott 31, 2018

A tre anni dal Bando di Gara per i servizi di Cup della Regione Lazio, la vicenda dei cambi appalto sembra ancora lontana dal risolversi. Malgrado le dichiarazioni tranquillizzanti, i lavoratori Cup vedono a rischio i propri posti di lavoro oltre ai livelli salariali. Oggi i sindacati indicono l’ennesimo sciopero per l’8 e il 9 novembre denunciando la mancata vigilanza della Regione Lazio sul rispetto dei livelli di inquadramento e di anzianità nei contratti proposti ai lavoratori dalle aziende subentranti.

“Esprimiamo piena solidarietà per i lavoratori che vedono a rischio il proprio posto di lavoro e, malgrado le promesse, si trovano costretti ad accettare condizioni lavorative inique. E pensare che oltre un anno fa avevamo evidenziato alla Regione tutti i problemi di questa gara, chiedendone l’annullamento in autotutela. Questa vertenza deve essere affrontata con un vero atto di responsabilità, infatti, come evidenziato anche nel nostro ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale: i prezzi di aggiudicazione erano evidentemente insostenibili a garantire la copertura dei livelli salariali e occupazionali.”

Roberta Ciancarelli (Presidente della Cooperativa Capodarco, che ha avuto sinora in gestione i servizi Cup di diverse Asl) commenta così la situazione di stallo in cui si trova la Regione Lazio per la gestione dei cambi appalto dei servizi Cup. I ripetuti accordi della Regione Lazio con le forze sindacali non hanno dato i frutti sperati. Le continue rassicurazioni della stessa Regione, la sottoscrizione di accordi con le organizzazioni sindacali per tutelare i livelli occupazionali e salariali dei lavoratori coinvolti nella gestione dei servizi Cup e amministrativi delle Asl, al momento hanno creato solo preoccupazione tra lavoratori e i cittadini. 

“Abbiamo da sempre contestato l’inadeguatezza di un bando di gara d’appalto – prosegue Roberta Ciancarelli – pubblicato nel lontano 2015 e aggiudicato nel 2017, che già mostrava limiti nella mancanza di realismo dei fabbisogni delle aziende sanitarie; nella sottostima delle risorse necessarie; nella mancata previsione delle clausole sociali; nel via libera a offerte al massimo ribasso. Tutto questo ha determinato esattamente lo scenario attuale, come facilmente prevedibile, con gravi problemi per i lavoratori e per i cittadini!”.

In questi mesi, con l’intento di risolvere la situazione, la Regione Lazio ha promesso “soluzioni” che però non sembrano aver risolto nulla. La Regione, infatti, prevede soluzioni normative creative come l’art. 25 della Legge regionale 7 del 2018 contrarie alle regole di mercato, stanziando, ex post, risorse economiche aggiuntive che di fatto consentirebbero ai nuovi entranti condizioni migliorative.

Intanto, però, sono le imprese uscenti - tra cui la stessa Capodarco - che si trovano a dover sostenere i costi di questa situazione, perché chiamate a rispondere delle penali comminate dalle aziende sanitarie per i disagi creati dalle agitazioni sindacali in corso (compresa quella del prossimo 8 e 9 novembre).  “Siamo di fronte ad una situazione insostenibile. L’unica speranza è un intervento diretto del Presidente Nicola Zingaretti per trovare una soluzione rapida e giusta della vicenda – conclude Roberta Ciancarelli - volta alla tutela dei lavoratori, del servizio offerto al cittadino ma anche delle imprese sociali che in questi anni hanno contribuito a mantenere uno standard elevato del servizio sanitario della Regione Lazio nonostante tutte le difficoltà”.

 

L'ultima modifica Mercoledì, 31 Ottobre 2018 12:42
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