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ROMA, ENNESIMO SGOMBERO PER BAOBAB: VIA I MIGRANTI E RUSPA CONTRO LE TENDE In primo piano

Scritto da  Giuseppe Manzo Nov 13, 2018

Polizia in assetto antisommossa, bus per trasferire i migranti e la ruspa per falciare le tende. A Roma si ripete il copione per Baobab Experience, l’esperienza autogestita da volontari per dare riparo a un centinaio di persone, soprattutto richiedenti asilo e rifugiati, compresa una famiglia italiana.

Lo sgombero era nell’aria che nel ribattezzato “piazzale Maslax” dietro la stazione Tiburtina. Il 19 ottobre erano state già costruite delle recinzioni, un muro che aveva circondato l’intero piazzale. All’alba mezzi e uomini della Polizia di Stato sono entrati e hanno fatto uscire i volontari. Poi, dopo qualche ora, hanno reso possibile l’ingresso anche ai giornalisti che hanno potuto filmare il trasferimento in questura e le operazioni di distruzione delle baracche. Per i volontari la possibilità di salvare tra tende e baracche effetti personali che gli ospiti non hanno avuto tempo di recuperare con l'arrivo della polizia. 

A rivendicare l’azione è lo stesso ministro dell’Interno con un tweet: “zone franche, senza Stato e legalità, non sono più tollerate. L'avevamo promesso, lo stiamo facendo. E non è finita qui. Dalle parole ai fatti".

“Per i 136 ospiti – dichiara Roberto Viviani di Baobab Experience – si tratta dell’ennesimo controllo di routine perché quasi tutti sono in regola con i documenti. Per loro non esiste alcun piano alternativo per accoglierli. Dal Comune è arrivata la notizia a mezzo stampa della disponibilità di 170 posti per l’accoglienza nel circuito comunale e Sprar. Noi abbiamo inviato una lettera per chiedere quando ci facessero sapere ma ci hanno risposto che non ci sono posti. Questo intervento di oggi, come un colpo di teatro, dà il senso alle attività del Comune e delle sue politiche sociali a cui risponde con ruspe e polizia di fronte a un problema legato alla povertà”.

Per Baobab Experience ora inizia un periodo complicato per sostenere le oltre 100 persone senza un riparo e senza servizi: “in qualche modo – aggiunge Viviani – continueremo a supportarle ma ci chiediamo a chi giova tutto questo? Che vantaggio ha la città di Roma a tenere in strada tutte queste persone?”. 

Per Amnesty Italia "il centro Baobab è stato, nel suo itinerare da uno sgombero all'altro, un luogo di accoglienza e solidarietà, aperto al pubblico e alla stampa, che si è preso la responsabilità di fare ciò che lo Stato, e in particolare le amministrazioni di Roma, non hanno fatto: garantire il rispetto del diritto a un alloggio adeguato a cittadini italiani senza dimora e trovare un modo decoroso, dignitoso e rispettoso dei diritti umani di fare assistenza ai migranti e ai richiedenti asilo". 

L'ultima modifica Martedì, 13 Novembre 2018 14:02
Giuseppe Manzo

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