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Mercoledì, 29 Gennaio 2020

ROMA, WELL-C-HOME: LA PRATICA DELL'ACCOGLIENZA NEL CUORE DI MONTESACRO In primo piano

Scritto da  Redazione Ago 28, 2019

Appena fuori dal caos cittadino, nel cuore di Montesacro, a Roma nord, all’interno di un condominio è nato un insolito modello di integrazione. Si chiama Well-c-Home, una cooperativa sorta per tutelare i beneficiari di protezione internazionale. Il responsabile del progetto, Emanuele Petrella, nella scritta stampata sulla maglia nera che indossa, Refugees Welcome, definisce subito la sua missione: dare un contributo alla crisi umanitaria di cui leggiamo, passivamente, ogni giorno.

«Quando mio figlio sarà grande e apprenderà sui libri delle migliaia di morti nel Mediterraneo,voglio che mi apprezzi per il mio impegno a migliorare questo disastro» rivela Emanuele, che ha fondato l’associazione nel giugno del 2014, non a caso il periodo in cui ricorre la giornata mondiale del rifugiato. Si tratta di una vera e propria avventura umana e comunitaria, una prova di inclusione anche per i più reticenti al tema. L’abitazione ospita quattordici persone fra cui Gabriella, una settantenne romana segnata da uno sfratto, dopo il quale era convinta di aver perso ogni speranza di vita. “Mamma Roma”, così la chiamano tutti in casa, ha fatto di Well-c-Home il suo nido o, se vogliamo, un incarico a tempo pieno da volontaria, mettendo in gioco ogni giorno spirito di cooperazione, competenza e un forte desiderio di riscatto. Anche grazie al lavoro quotidiano degli associati il progetto è un caso esemplare di connessione fra culture diverse e, soprattutto, come tiene a sottolineare Petrella, di interazione tra coinquilini e il territorio.

Infatti, come precisa con entusiasmo il responsabile, tutto il tessuto sociale in cui la cooperativa è inserita è corroborato dalle attività di auto-determinazione avviate da ex ospiti di Well-c-Home, divenuti oggi imprenditori impegnati a dare il loro apporto alquartiere in cui risiedono. Petrella lo dice senz’altro con orgoglio, ma lasciando intendere che questo è il fine ultimo della cooperativa: offrire opportunità agli inquilini anche dopo la permanenza nella struttura. Ogni azione qui è fatta di condivisione e si confonde con la dolcezza dell’ospite più giovane, una bimba vivacissima, i cui occhi non rivelano della vita in Libia nel ventre di sua madre. È probabilmente questa creatura innocente a rappresentare un esempio poetico di stella danzante in mezzo al caos. Caos che Emanuele, nel suo piccolo, ha deciso di mettere in ordine. Un’azione di civiltà che è un appello all’altruismo, all’interazione, a gesti capaci di fare la differenza.

Gaia Aiello, Beatrice Albertazzi, Federica Aresti, Chiara Bottazzi, Sabrina Campus, Alice Cardia, Silvia Fois, Claudia Loviselli, Carlo Mariozzi, Maria Dolores Picciau, Valentina Segato, Mario Tuti

(Studenti dell’edizione 2019 del Master in Comunicazione Sociale di Roma Tor Vergata – Visita allo Sprar Wel-c-home durante la settimana finale intensiva)

 

L'ultima modifica Mercoledì, 28 Agosto 2019 16:22
Redazione

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