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Venerdì, 05 Giugno 2020

DASUD: A ROMA STUDENTI POCO INFORMATI SULLE MAFIE E POCO CONSAPEVOLI SUL FUTURO In primo piano

Scritto da  Redazione Mag 22, 2020

Studenti poco informati sul contesto mafioso della loro città e poco consapevoli dei rischi sul loro presente e sul loro futuro. È questa la fotografia scattata dalla prima indagine conoscitiva sulla percezione del fenomeno mafioso in relazione alla droga e alla sicurezzatra gli studenti romani condotta negli istituti superiori della Capitale da Associazione daSud nel periodo febbraio-aprile 2020 con la collaborazione dell'istituto di ricerca IRIAD, nell'ambito di MaiDireMafia, la campagna per la costruzione di un'inchiesta partecipata sul potere criminale a Roma.

Svolta con strumenti quali-quantitativi della ricerca sociale su un campione di quasi 600 giovani tra i 16 e i 18 anni (72 quelli coinvolti nei focus group, 512 i rispondenti al sondaggio demoscopico), la rilevazione è rappresentativa della popolazione studentesca della città di Roma e fornisce dati che per Danilo Chirico, presidente di daSud, "sono lì a testimoniare una situazione allarmante che deve interrogarci e farci riflettere profondamente".

Giovani su mafie a Roma

Per il 54% degli studenti, la tipologia di organizzazioni criminali più presenti a Roma sono le mafie straniere. I clan autoctoni (Casamonica, Spada) sono indicati solo dal 13,5% dal campione intervistato, il cui 81% afferma di sapere poco o nulla dell'inchiesta "Mondo di mezzo": una percentuale che invece si ribalta se il quesito proposto fa riferimento all'espressione più comune "Mafia Capitale".

Giovani romani su mafie e droga

Per quanto concerne la percezione delle mafie in relazione alla droga, gli studenti che frequentano un istituto tecnico/professionale e risiedono in periferia hanno una maggiore consapevolezza del rischio rispetto a chi frequenta un liceo e vive in zone centrali. 

In generale l'attività di spaccio di sostanze stupefacenti è ritenuta meno dannosa di non gestire in maniera corretta la raccolta differenziata dei rifiuti (72,2% contro 80,3%).

Giovani romani su mafie e sicurezza

In merito alla percezione delle mafie rispetto alla sicurezza, le infiltrazioni mafiose sono ritenute allarmanti solo dal 9% degli studenti, mentre a rappresentare la principale causa di insicurezza nella città di Roma è il degrado urbano (21,7%).

Poca informazione e scarsa consapevolezza

Da un'attenta lettura dei dati, filtrati attraverso l'esperienza educativa e sociale condotta dall'associazione daSud nella periferia sud-est della Capitale nell'ambito di ÀP-Accademia popolare dell'antimafia e dei diritti, per daSud sono tre le principali concause a generare insufficiente informazione e consapevolezza nella popolazione studentesca romana:

la ripetuta mancanza di confronto fra istituzioni, corpo docente e studenti, momento necessario per la creazione di una relazione educativa proficua;

le carenze strutturali di un sistema scolastico che non ha saputo fornire agli studenti le conoscenze e gli strumenti necessari per comprendere al meglio un tema così essenziale. Una inadeguatezza che appare ancor più grave tenendo in considerazione gli sforzi educativi compiuti e gli innumerevoli progetti sulla legalità, l'antimafia e la cittadinanza – fra cui non mancano brillanti eccezioni – condotti in questi anni.

l'altrettanto scarsa conoscenza e consapevolezza del tema da parte della città e di quel mondo adulto che neppure dopo recenti sentenze ha saputo o voluto accettare e riconoscere, per avviare azioni di contrasto, la presenza e il ruolo crescente dei clan a Roma.

La lettera alla città per un nuovo patto sociale

Sulla scia di questi risultati e in concomitanza con il 28° anniversario della strage di Capaci, daSud rivolge una lettera aperta alle istituzioni e alla città per denunciare a Comune, Regione, MIUR e Governo gli enormi rischi a cui il tessuto cittadino è esposto e per delineare le opportunità da mettere in campo. 

Non può e non deve infatti stupire che - in un contesto di maggiore scarsità di risorse da parte delle famiglie per via dell'emergenza economica e sociale provocata dal Coronavirus, di sostanziale fallimento della didattica a distanza per le fasce più deboli della popolazione, di nuove solitudini - possano tornare a crescere i numeri dell'abbandono scolastico a favore della strada più semplice per la sopravvivenza: la criminalità.

"L'opportunità che le istituzioni e la città dovranno saper cogliere è collegata – afferma Danilo Chirico – a un necessario e rapido ripensamento strategico non solo di quei luoghi, come la scuola e le periferie, dove le diseguaglianze sono maggiori e diventano più visibili, ma anche dei metodi e degli strumenti da mettere in campo".

DaSud, anche alla luce dell'emergenza CoVid-19, che da sanitaria è diventata economica, sociale ed educativa, propone la sottoscrizione di un nuovo patto sociale indicando quattro punti su cui avviare un ragionamento concreto e praticare la trasformazione:

Scuola: Una grande alleanza educativa strategica con il terzo settore più innovatore, con il mondo della cultura, con istituzioni territoriali per affrontare fino in fondo le diseguaglianze e promuovere la circolazione di competenze e opportunità, valorizzando, modellizzando e diffondendo le esperienze di collaborazione tra scuola e territorio dove l'integrazione del Piano dell'offerta formativa è già realtà.

Antimafia in classe: L'avvio di un confronto serrato con dirigenti e insegnanti volto a pianificare gli interventi per esercitare e praticare l'antimafia tra i banchi. 

Periferie: Il recupero e la valorizzazione di spazi abbandonati, dismessi, inutilizzati perché vengano trasformati in centri generativi e inclusivi per le persone e le comunità, luoghi in cui possano ritrovarsi competenze capaci di promuovere l'innovazione di pratiche culturali, artistiche ed educative.

Antimafia popolare: Dare vita con Comune, Regioni, forze sociali, economiche e culturali da una Assemblea generale dell'antimafia a Roma, un luogo permanente di riflessione profonda, partecipata, diffusa, popolare e senza sconti su come la città e la comunità che la abita stanno cambiando a causa della presenza indisturbata dei clan. 

"Stiamo vivendo la più grande crisi economico-sociale che il Paese abbia conosciuto dal dopoguerra ad oggi e siamo a poco più di un anno dalle prossime elezioni amministrative a Roma. Ci attende un periodo di grandi trasformazioni sulle quali è fondamentale discutere per cercare di dare una nuova identità e nuove funzioni ai servizi pubblici, all'istruzione, al Paese, alle città. Noi per parte nostra, sin d'ora mettiamo a disposizione anche un momento pubblico di discussione: l'8, 9 e 10 ottobre, date in cui organizzeremo il nostro annuale festival Restart", conclude Danilo Chirico.

Il rapporto completo e la lettera aperta sono disponibili a questo link: https://bit.ly/2ZrMImj 

 

L'ultima modifica Venerdì, 22 Maggio 2020 23:40
Redazione

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