Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Lunedì, 19 Novembre 2018

GENOVA, LA SOLIDARIETÀ NON FINISCE SOTT'ACQUA

Scritto da  Giuseppe Manzo Nov 17, 2014

Dalla Comunità di San Benedetto al Porto al caso di una famiglia con una persona autistica Genova e la Liguria confermano la loro capacità di mantenere vivo il legame in questa continua emergenza. E i social network diventano i collettori di tutte le persone che si mobilitano per dare una mano e risollevare dal fango una regione: l'unica cosa da salvare e da cui ripartire. 

 "La Comunità Antonio Canepa di Mignanego, nell'entroterra ligure ha subito danni e allagamenti e al momento e isolata per luce e telefono, una situazione meno grave di altre che si unisce a un evento epocale che mai si era verificato nella storia della città di Genova e della Liguria: 3 gravi alluvioni in un mese, con una instabilità ancora in corso. In più per la Comunità San Benedetto al porto coinvolge entrambi i nostri territori cioè Alessandria e Genova. Sara dunque anche per noi necessario intervenire per sanare e mettere in sicurezza la nostra comunità Antonio Canepa ulteriormente danneggiata da questa ultima alluvione". Così è scritto, ringraziando tutti, sulla pagina facebook di Don Andrea Gallo dopo le immagini e le notizie dei danni alle strutture di Mignanego che hanno portato a una mobilitazione per la Comunità di San Benedetto al Porto. E sempre sulla pagina del social network scorrono le immagini dei giovani che, ancora una volta, aiutano a spalare il fango.

In massa per aiutare un bimbo autistico

Una famiglia "con autismo" alluvionata a Genova mette in moto la solidarietà della rete: è stata una risposta immediata e concreta quella del gruppo "Io ho una persona con autismo in famiglia", quando un post del coordinatore, Enrico Maria Fantaguzzi, ha segnalato l'emergenza. Una famiglia, con una bambina di 7 anni e uno di 11, quest'ultimo autistico, sabato ha dovuto abbandonare la propria casa, inondata da un metro d'acqua. "Li hanno portati in albergo, ma il comune ha concesso solo due notti – ci spiega Fantaguzzi –. Da stamattina sono fuori e non hanno nulla: ora stanno cercando di recuperare almeno qualche vestito asciutto, ma la casa è stata dichiarata inagibile e i danni sono molti, quindi hanno bisogno di tutto. Con un ragazzo autistico, una situazione del genere è complicatissima: la perdita di tutti i punti di riferimento, le ore trascorse in macchina, le notti passate in posti diversi, è tutto molto difficile. E poi, la sua disabilità non si vede, quindi non si mettono in moto le procedure che si sarebbero forse attivate, nel caso in cui ci fosse stata una sedia a ruote... L'autismo è invisibile, anche questo è un problema".

E' bastato però lanciare l'appello e il gruppo si è subito attivato: "Allarme a Genova – scriveva ieri mattina Fantaguzzi su Facebook -. Abbiamo una famiglia alluvionata che ha bisogno di cambi per il suo piccolo". Quasi 100 risposte in pochi minuti, ciascuno offriva il proprio aiuto, secondo le proprie possibilità: "Una risposta incredibile – commenta Fantaguzzi –. Chi offre scarpe, chi vestiti, chi denaro, chi ricariche telefoniche, per consentire a questa famiglia di superare almeno l'emergenza. Due persone di Genova si sono offerte di coordinare gli aiuti: manderemo i pacchi a loro, che poi li consegneranno direttamente. Ma staranno anche vicini alla famiglia: stamattina sono andati a trovarla e oggi pomeriggio andrà un altro socio del gruppo, per provare a stare con i bambini mentre i genitori pensano al resto. Pare che abbiamo trovato anche un alloggio, messo a disposizione gratuitamente da un membro del gruppo, finché la famiglia non troverà un'altra soluzione".

Così, in poche ore, un gruppo di famiglie che si conoscono solo virtualmente e che condividono, nella vita vera, la "sfida" dell'autismo, sono riuscite a dar vita a un'onda di solidarietà e di sostegno concreto. Che è poi l'obiettivo che il gruppo si pone con il progetto, ancora in costruzione, "In nessun luogo soli": una sorta di "mappatura" delle famiglie con autismo in Italia, per favorire un aiuto reciproco tra chi vive nello stesso territorio. "Non eravamo ancora pronti – spiega Fantaguzzi – ma il caso di Genova ci ha fatto in qualche modo sperimentare il metodo, in un momento di emergenza, in cui anche l'amministrazione, comprensibilmente, non riesce a rispondere adeguatamente a tutte le singole situazioni. Credo che il nostro ruolo sia proprio questo: un welfare fine, per così dire, o dell'immediato, elargito da un'associazione sui propri associati, complementare con il sostegno delle istituzioni. Abbiamo dimostrato che questo metodo funziona, ma ciò che mi ha lasciato molto deluso è la resistenza che incontriamo quando cerchiamo collaborazione. In questo caso – riferisce Fantaguzzi – ci siamo rivolti a Poste italiane, per chiedere se fosse possibile attivare una procedura conveniente per far pervenire tutti questi pacchi a Genova. Abbiamo trovato un muro: nessuna risposta alle mail e un no secco dal call canter, che ha definito la nostra proposta 'assolutamente impossibile'. A un nostro socio di Napoli sono stati chiesti 15 euro per spedire a Genova un paio di scarpe. E' desolante che istituzioni così grandi non riescano a risolvere un problema così piccolo, mentre famiglie piene di pensieri e di problemi siano capaci di una solidarietà così forte".

Intanto, la famiglia aggiorna il gruppo sulla propria situazione: "Siamo riusciti a raggiungere casa – scrive Chiara, la mamma - Ci possiamo stare qualche ora, dare da mangiare ai bimbi, e tenerli all'asciutto, più o meno asciutto, almeno non ci piove. Ma stasera dobbiamo venir via. Ho approntato in macchina una borsa di emergenza, con un cambio per tutti, le medicine per mio marito (recentemente colpito da infarto, ndr), due giocattoli per i bimbi, il necessario per l'igiene personale, una bottiglia d'acqua e dei cracker, una copertina. Quello che sono riuscita a recuperare, così se dovessimo scappare di nuovo d'urgenza nelle prossime ore abbiamo qualcosa. E le stesse cose ci serviranno per andare a dormire da qualche altra parte stasera, sperando che la strada verso Genova si sblocchi. Comunque per ora piove ma é tutto tranquillo, i bimbi sono tranquilli, e fuori della porta abbiamo l'esercito, la protezione civile e i vigili del fuoco con tutti i loro mezzi speciali che stanno lavorando. Quindi in caso di necessità nelle prossime ore non siamo soli. Un grazie dal profondo del cuore a tutti: questo è il vero senso della solidarietà. Per la prima volta siamo dalla parte di chi ha bisogno, e non di chi aiuta, ma serve anche questo per capire tante cose".

Redazione (Fonte: Redattore Sociale)

@nelpaeseit

Giuseppe Manzo

Giuseppe Manzo

Lascia un commento

Assicurarsi di inserire tutte le informazioni necessarie, indicate da un asterisco (*). Il codice HTML non è consentito.

  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Novembre 2018 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30