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Domenica, 24 Marzo 2019

IN SICILIA 600 IMPRENDITORI FIRMANO PATTO ANTIMAFIA

Scritto da  Redazione Giu 14, 2013

Iniziativa della Confcommercio. Adesioni in continuo aumento. Gli impegni: rifiutare ogni rapporto con le organizzazioni mafiose, fornire una guida morale ai consumatori e collaborare con le forze dell'ordine.  “Le adesioni sono in continuo aumento - ha detto Pietro Agen, presidente regionale di Confcommercio -. A tutti i soci viene chiesto di aderire a questo documento con sanzioni che vanno dalla sospensione alla espulsione. 

Sono oltre 600 gli imprenditori della Sicilia che hanno firmato il patto etico di Confcommercio per la lotta al racket e all'usura. L'iniziativa è stata presentata questa mattina nella sede dell'organizzazione di Palermo dal presidente regionale Pietro Agen e dalla vicepresidente della commissione sicurezza e legalità di Confcommercio nazionale, Rosanna Montalto, alla presenza dei presidenti delle federazioni e unioni Confcommercio di tutte le province siciliane.
 
“Le adesioni sono in continuo aumento - ha detto Pietro Agen, presidente regionale di Confcommercio -. A tutti i soci viene chiesto di aderire a questo documento con sanzioni che vanno dalla sospensione alla espulsione. Siamo consapevoli che su 1000 persone che firmano ci possa essere un bugiardo o qualcuno che agisca in malafede ma registriamo anche il recupero di chi ha commesso un errore e siamo particolarmente sensibili di fronte a chi, magari, ammette di aver pagato e avvia un percorso di collaborazione che permette l'emersione del reato. Finora siamo stati alla prima fase della lotta, con segnali di tipo verticistico che hanno coinvolto dirigenti che parlavano a nome della categoria”. “Siamo fieri della presenza di Confcommercio in tutte le nove province siciliane – continua Agen -, nella piccolissima Enna, hanno firmato già 50 persone. Sono imprenditori impegnati a divenire parte attiva nella lotta al racket all'usura e ad altre forme di illegalità. In realtà questo patto ci schiera a 360 gradi contro l'illegalità, non solo contro il pizzo e usura, ma anche contro reati gravi come la turbativa d'asta”.
 
“Il nostro scopo è sollecitare la collaborazione di chi sceglie di denunciare - ha detto Rosanna Montalto, responsabile dello sportello Legalità di Confcommercio presente all'iniziativa -. Abbiamo bisogno però del sostegno delle istituzioni, perchè le associazioni di categoria da sole non ce la fanno. Governo e parlamento devono migliorare normative a sostegno delle vittime del racket. Noi abbiamo presentato varie proposte, ma sono rimaste nel cassetto, ad esempio abbiamo bisogno che si intervenga sugli istituti di credito per sostenere lo sviluppo e l'impresa. Per fare un esempio, ci aspettiamo, soltanto su Palermo e provincia che quasi 8 mila imprese chiudano a breve. Su 750 miliardi di spesa pubblica, la più alta d'Europa, possibile non si possano fare dei tagli!”.
 
Secondo gli undici articoli del Codice Etico gli imprenditori che lo hanno firmato si impegnano non solo a “rifiutare ogni rapporto con le organizzazioni mafiose” ma anche a “fornire una guida morale ai consumatori”. In particolare, si impegnano: “ad agire secondo rigidi principi di correttezza, integrità, moralità, lealtà, imparzialità, responsabilità, rispetto delle procedure democratiche e del pluralismo delle idee, nonché a rifiutare ogni rapporto con organizzazioni  criminali, mafiose e con soggetti che hanno posto in essere a comportamenti contrari alle norme di legge e alle norme etiche per sviluppare forme di controllo e vessazione delle imprese e dei loro collaboratori e ad alterare la libera concorrenza; a rifiutare qualunque forma di estorsione, usura o ad altre tipologie di reato poste in essere da  organizzazioni criminali e/o mafiose, e collaborare con le forze dell’ordine e le istituzioni preposte, denunciando direttamente o con l’assistenza del sistema associativo, ogni episodio di attività direttamente o indirettamente illegale di cui sono vittime.

Redazione (Fonte: Redattore Sociale)

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