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Venerdì, 19 Luglio 2019

PALERMO IN PIAZZA CONTRO LA VIOLENZA: IN 2MILA A BALLARÒ

Scritto da  Redazione Apr 11, 2016

Il corteo di solidarietà in nome della pace ha sfilato per le strade fino a Ballarò per Yusupha, il giovane gambiano ferito da un colpo di pistola. Il sindaco Orlando: "Vive Palermo se vive Ballarò".

Oltre duemila persone tra cittadini, rappresentanti di associazioni, immigrati e rappresentanti politici, questa mattina sfidando la pioggia ininterrotta, hanno manifestato pacificamente in corteo per dare un segnale forte al quartiere storico di Ballarò, per chiedere pace e dire basta ad ogni forma di prevaricazione e di violenza perpetrate ai danni dei più deboli, siano essi immigrati o italiani.

Con questa forte motivazione il corteo cittadino "Con Ballarò. Contro ogni forma di violenza", coordinato dal movimento civico SOS Ballarò, ha voluto abbracciare simbolicamente e sostenere Yusupha, il giovane gambiano ferito sabato scorso alla testa da un colpo di pistola. Il Concentramento dei partecipanti è avvenuto nella storica piazza Bologni per proseguire per le strade del centro storico e concludersi poi dentro il quartiere di Ballarò proprio nel campo di bocce su cui il giovane gambiano prestava la sua attività volontaria di recupero dello spazio sportivo. Penso che il movimento SOS Ballarò è riuscito a raccogliere intorno a sé tantissime persone - dice la cittadina palermitana Anna Carlino - che hanno ancora il desiderio di dire basta e di scendere in piazza per dare un segnale culturale diverso".

"Vive Palermo se vive Ballarò. Oggi Ballarò è il simbolo di Palermo perché il simbolo della possibile e necessaria convivenza e integrazione - dice il sindaco di Palermo Leoluca Orlando - del possibile e necessario affrancamento di Palermo dalla mafia, dalla violenza e dall'intolleranza. Il terribile atto di violenza contro Yusupha Susso è stato un atto di violenza contro tutta la città e per questo oggi siamo qui in migliaia, non solo per dimostrare solidarietà e vicinanza alla comunità del Gambia a Palermo ma soprattutto per affermare che Palermo non piega la testa davanti alla mafia e davanti alla violenza".

"E' il segno forte che la città reagisce alla violenza - sostiene l'assessore alla partecipazione e migrazione Giusto Catania - e alla prevaricazione. E' una città che sempre più vuole dimostrare in maniera chiara il suo volto interculturale molto eterogeneo. Questa è una manifestazione di progetto che disegna il profilo della nostra città che è aperta e solidale".

"Quanto avvenuto è stato un gesto di una grande ignoranza ed insensibilità umana - dice pure don Enzo Volpe, direttore del centro Santa Chiara -. Dobbiamo anche interrogarci sul perché avvengono queste cose frutto di un forte degrado e disagio sociale. Per contrastare questi fenomeni abbiamo bisogno di scuola, centri aggregativi e di realtà che diano prospettive educative e lavorative diverse".
"Partecipiamo anche come sindacato per fare rete contro la violenza partendo dal basso per dire che Ballarò è Palermo - dice Nadine Abdia dell'Anolf Cisl -. Vedere tutti questi cittadini è molto significativo perché significa che la città non ha paura ma è simbolo di apertura e di pace".

Molto soddisfatte della partecipazione della società civile sono apparse anche tutte le associazioni impegnate nel sociale a vario livello. "Ritrovarci insieme è importante per fare prevalere i valori di solidarietà e di accoglienza tra i popoli - afferma anche Anna Zinnanti del comitato antirazzista Cobas - contro tutte le violenze. Si fa cultura anche attraverso queste iniziative che diventano il motore di cambiamento".

"Il grave ferimento di Yusupha, pensiamo che non sia stato un atto esclusivamente di stampo razzista - sottolinea Pasqua De Candia del Ciss (Cooperazione Internazionale Sud Sud) - ma un atto di violenza operato ai danni di una persona più debole, in questo caso il giovanissimo migrante, da parete di chi alimenta una subcultura di stampo mafioso che ha voglia di affermare il potere attraverso gli atti di forza e di violenza. Ricordiamoci che Ballarò è anche il cuore di Palermo in cui ci sono tante persone e realtà che operano ogni giorno all'insegna dell'intercultura e della pacifica convivenza".

Tra i partecipanti, tra gli altri, presenti tanti attivisti di diverse realtà da sempre a fianco dei migranti: Forum Antirazzista palermitano, Laici comboniani di Palermo, Arci Palermo, L'altro Diritto Sicilia, Centro Salesiano Santa Chiara, Associazione Diritti e Frontiere, Federazione Cobas Borderline Sicilia, Borderline-europe, Ciss, Osservatorio Discriminazioni Razziali Noureddine Adnane, Emmaus Palermo, Itastra (università d'Italiano per stranieri), Handala, Emmaus Palermo, Libera.

Yusupha Susso, 21 anni, le cui condizioni di salute stanno migliorando, insieme ad altri tre suoi connazionali, sabato scorso, in via Fiume, dopo avere reagito agli insulti di alcuni italiani, è stato successivamente, ferito da un colpo d'arma da fuoco alla testa. Il giovane immigrato, arrivato da minorenne negli anni scorsi con un barcone dalla Libia, è un ragazzo che parla parecchie lingue, ama il calcio e la musica e spesso viene chiamato anche a prestare il suo servizio come interprete nelle commissioni per la richieste di asilo". 

Redazione (Foto e fonte: Redattore Sociale)

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