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Domenica, 17 Gennaio 2021

PER 150 STUDENTI SICILIANI LA MAFIA PIÙ EFFICIENTE DELLO STATO

Scritto da  Redazione Mar 16, 2017

E' questo il dato più rilevante da cui parte l'indagine presentata dalla commissione antimafia dell'Assemblea regionale siciliana. Nello Musumeci: "Una percezione grave che ci fa riflettere ma che ci deve spingere ad intervenire per ridare loro fiducia nelle istituzioni".

Lo Stato meno efficiente della mafia. Lo pensano 150 giovani delle scuole primarie di secondo grado nei quattro comuni siciliani - interessati a vario livello dalla presenza mafiosa - di Barcellona Pozzo di Gotto(Me), Capizzi(Me), Palagonia (Ct) e Paternò(Ct). . E' questo uno dei risultati più rilevanti della ricerca richiesta dalla commissione antimafia dell'Assemblea regionale siciliana al professore Orazio Licciardello presentata ieri nella sala della Commissione Antimafia a palazzo dei Normanni dal presidente, Nello Musumeci.

Tra gli aspetti positivi, nei giovani si evince forte una certa autonomia di pensiero, il senso della responsabilità, la consapevolezza della criminalità ma anche la sfiducia nelle istituzioni che ritengono meno forti e dinamiche rispetto all'azione della mafia soprattutto nella sua capacità di risolvere i problemi. Tra i risultati negativi, infatti, emerge una certa ambivalenza nei confronti dello Stato la cui valutazione appare in generale caratterizzati come da una sorta di "neutralità/indifferenza".

Lo Stato viene visto con una certa equidistanza tra la famiglia e la mafia. La richiesta del pizzo è considerata da oltre il 60% degli studenti più grave rispetto ad altri reati. Emerge anche una scarsa importanza attribuita al pagamento delle tasse che può essere letta come mancanza di attenzione sempre per l'interesse pubblico nel quale i ragazzi sembrano non ritrovarsi.

Dallo studio, inoltre, non sono apparse differenze sostanziali tra un comune e l'altro in riferimento al tipo di risposte che hanno dato i ragazzi. L'indagine si è avvalsa sia di strumenti espliciti come la compilazione di un questionario che di strumenti impliciti espressi in chiave metaforica. Inoltre, a garanzia delle veridicità delle risposte e al fine di evitare qualsiasi forma di condizionamento esterno, sia le scuole coinvolte che i ragazzi non erano a conoscenza che la ricerca fosse stata richiesta dalla commissione regionale antimafia.

"Quella che si evince dai ragazzi è una percezione grave - afferma il presidente della commissione antimafia, Nello Musumeci - che ci fa riflettere ma che ci deve spingere ad intervenire per ridare loro fiducia nelle istituzioni. Sarà quindi nostro principale interesse informare dei risultati dell'indagine i gruppi parlamentari, il governo regionale ma anche i comuni e le scuole interessate di quei territori. L'obiettivo dovrebbe essere quello di mettere in campo altri strumenti che possano indurre i giovani a capire l'importanza ed il valore delle istituzioni anche nella sua operatività rispetto alla criminalità organizzata".

Redazione (Fonte: Redattore Sociale)

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