Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Sabato, 25 Maggio 2019

KARIM E QUEL CIMITERO TRASFORMATO IN GIARDINO

Scritto da  Redazione Mar 02, 2017

A Poppi, in provincia di Arezzo, un giovane di religione musulmana ha trasformato il cimitero cattolico in un giardino. Il ragazzo di 21 anni è un rifugiato dalla Guinea e lavora volontariamente per il Comune di Poppi: la storia raccolta dal raggruppamento 100fiori che prova a dare risposte sulla prima accoglienza ai migranti.

"Non è solo un lavoro ma anche l'opportunità di pregare per tutti i nostri morti. Io sono musulmano ma tutti i morti sono eguali e io prego per tutti". Karim Kaba ha 21 anni e da sette mesi è a Poppi in un centro di accoglienza gestito dalla cooperativa “l’Albero e la Rua” del gruppo 100fiori. E' nato in Guinea, paese che ha dovuto lasciare. Ha attraversato Mali, Burkina Fasu e Niger prima di arrivare in Libia. Qui la prigione e poi il viaggio su un barcone alla volta di Lampedusa. Adesso lavora volontariamente per il comune di Poppi, occupandosi della pulizia del cimitero.
"Quando sono qui prego per l'anima di mio padre e partecipo alla preghiera di coloro che vengono in questo cimitero per i loro morti. Tenere pulito e rendere accogliente il cimitero è un lavoro che dobbiamo fare tutti: è il luogo dove avrà fine la nostra vita".

La gente di Poppi lo conosce. Chi non va al cimitero, lo incontra per strada mentre corre quando non lavora o non studia. Frequenta corsi di lingua italiana in due scuole, a Poppi e Bibbiena. "Al cimitero incontro soprattutto persone anziane e sono molto gentili. Mi salutano, domandano cosa faccio e mi ringraziano per il lavoro. Qualcuna mi chiede quale sia la mia religione ed io rispondo che è quella musulmana. Parliamo e io dico che cristiani e musulmani sono eguali perché credono in un unico dio. E le nostre sono religioni di pace".

Karim ha stretto rapporti con le operatrici della cooperativa “l’Albero e la Rua” ma anche con i dipendenti comunali con i quali collabora per il lavoro. "Ha trasformato il cimitero in un giardino - afferma Edvige Mazziotti. E' un giovane straordinario per gentilezza e sensibilità tanto che mi sono sentita più una mamma che lo accoglie e lo ascolta piuttosto che una funzionaria di riferimento”. Roberto Municchi accompagna Karim al lavoro. I suoi genitori sono seppelliti qui: lui e il giovane musulmano della Guinea si fermano e pregano insieme sulle loro tombe. Non ci sono distanze tra il rifugiato africano e i due dipendenti pubblici italiani: "un giorno gli ho scritto che loro sono il mio padre e la mia madre italiani. Bisogna sempre rispettare gli anziani e amarli nello stesso modo in cui rispettiamo i nostri genitori".

Karim viene da lontano e guarda lontano. "Mi piace questo lavoro e sinceramente mi dispiacerebbe farne un altro. Però voglio studiare. Nel mio paese ho seguito corsi di matematica ma non ho potuto frequentare l'università. Lo vorrei fare qui, seguendo discipline tecniche. Vorrei essere preparato e, se mai potrò tornare a casa, mettermi alla servizio della mia gente e del mio paese. Anche facendo politica. L'Africa ha bisogno di giovani che abbiano studiato: sono loro che mancano e possono essere la vera differenza. Non vorrei più vedere ragazze e ragazzi costretti a fuggire dalla loro terra. E subire, come è successo anche a me in Libia, il dolore della prigionia. Un dolore talmente forte che solo Allah mi sorrideva. A chi ci chiedeva se avevamo paura sul barcone verso Lampedusa dicevamo che un morto non può aver paura di morire".

Il Sindaco Carlo Toni esprime la condivisione del pensiero di Karim: "la sua disponibilità e il suo atteggiamento qui a Poppi sono un segnale importante che conferma come alla base sia della religione cristiana che di quella musulmana ci sia l'amore per Dio. Rispettare i morti, pregare per loro vuol dire avere anche il culto della vita. Penso che questo giovane africano, che ha affrontato prove terribili per arrivare da noi, meriti il rispetto e l'affetto che la nostra comunità gli sta dimostrando"

"Karim è un esempio della migliore gioventù di un continente, costretta a fuggire e a subire dolori e umiliazioni – commentano Maria Laura Giannelli, Presidente de “L’Albero e la Rua” e Gabriele Mecheri, Coordinatore di 100fiori, un raggruppamento di cooperative sociali e associazioni. E nel nostro paese è la migliore risposta al pregiudizio, all'intolleranza e alla paura. Una risposta fatta di lavoro, solidarietà e preghiera comune tra cristiani e musulmani nel segno della pace".

Solidarietà ed esperienza al servizio dei rifugiati e del territorio

100fiori è un raggruppamento temporaneo d’imprese. E’ stato formato nel marzo 2015 da Consorzio Isola che non c’è, Arci, Consorzio Comars, Oxfam Italia Intercultura e Associazione Pronto Donna onlus. Obiettivo: dare una risposta alla domanda di prima accoglienza di cittadini stranieri che richiedono protezione internazionale nel territorio della provincia di Arezzo.

Isola che non c'è è un consorzio di cooperative sociali a cui aderiscono Koinè, Betadue onlus, L'Albero e LaRua che hanno già avuto esperienze di gestione di emergenze analoghe; ARCI Arezzo è un’associazione con un’importante attività di accoglienza come ad esempio lo SPRAR; Oxfam Intercultura è una cooperativa che ha già maturato un'importante esperienza sui temi dell'immigrazione e dell’intercultura; Pronto Donna è un’associazione che si occupa del tema della tratta e che ha già avuto esperienze di accoglienza; il Consorzio Sociale Comars onlus ha una comprovata competenza nella gestione residenziale di servizi socio sanitari, educativi, gestendo anche una struttura residenziale per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati.

Redazione

@nelpaeseit

Redazione

Redazione

Lascia un commento

Assicurarsi di inserire tutte le informazioni necessarie, indicate da un asterisco (*). Il codice HTML non è consentito.

  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Maggio 2019 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31