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Sabato, 25 Maggio 2019

PISA, VANNI: "DOPPIA SFIDA SU SERVIZI ED ECONOMIA COLLABORATIVA"

Scritto da  Redazione Apr 10, 2017

Giornata conclusiva del corso di alta formazione “La governance della spesa privata sanitaria e sociosanitaria. Perimetrazione, innovazione, regolazione” che si è svolto alla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa. Interviene la presidente di Area Welfare Legacoop Toscana e vicepresidente nazionale Legacoopsociali.

“Abbiamo di fronte due sfide: da un lato quella di far ragionare insieme la pluralità di attori coinvolti nel mercato di servizi, che comprende risorse pubbliche private e private ‘intermediate’, cogliendo le opportunità e definendo in maniera chiara ruoli e compiti, così da evitare sovrapposizioni e sprechi di risorse. Dall’altro, in uno scenario di economia collaborativa, sono fondamentali i concetti di comunità e condivisione:ad esempio la condivisione, attraverso piattaforme che estraggono valore da risorse diffuse messe a disposizione anche dai singoli, può contribuire a qualificare gli interventi di welfare dal punto di vista della partecipazione dei cittadini. Mettendo a sistema l’operato dei diversi attori è possibile pensare alla possibilità di produrre risorse da investire in coesione sociale e sviluppo della comunità”.

Lo ha detto la presidente dell’Area Welfare di Legacoop Toscana Eleonora Vanni, vicepresidente di Legacoopsociali nazionale, intervenendo il 7 aprile alla giornata conclusiva del corso di alta formazione “La governance della spesa privata sanitaria e sociosanitaria. Perimetrazione, innovazione, regolazione” che si è svolto alla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa.

In apertura dell’incontro Monica Piovi della Direzione Diritti di cittadinanza e coesione sociale della Regione Toscana, ha ricordato come nel PRS recentemente approvato dal Consiglio regionale della Toscana sia stato inserito per la prima volta il tema della promozione del welfare integrativo. A questo si aggiunge la proposta allo studio di delibera della Giunta regionale sul “mutualismo integrativo” che contiene uno schema di protocollo di intesa tra la Regione, i comuni e gli altri soggetti interessati, tra cui il Terzo settore e le organizzazioni sindacali, per la promozione e diffusione della conoscenza del welfare integrativo e del mutualismo.

“Il lavoro fatto finora e il protocollo rappresentano un’ occasione fondamentale – ha proseguito Vanni –. Occorre ripensare il ruolo del pubblico e degli strumenti di integrazione tra soggetti, in direzione di una razionalizzazione dell’offerta, per evitare diseconomie, e di un’aggregazione della domanda per prestazioni di sanità integrativa di derivazione contrattuale e di tipo volontario, attraverso assicurazioni e mutue, dando la possibilità ai soggetti che mettono le risorse di partecipare attivamente alle decisioni relative al metodo e ai contenuti delle risposte”. Secondo la presidente dell’Area Welfare di Legacoop Toscana, affinché si realizzi una governance collaborativa “sono fondamentali da un lato chiarezza e trasparenza delle regole, dall’altro l’azione comune fra chi condivide finalità di interesse pubblico”.

Ma qual è il valore aggiunto che il Terzo Settore può portare in questi processi? “In primo luogo la vicinanza ai bisogni delle persone e delle comunità, la capacità di produrre beni relazionali, la finalità di pubblico interesse, le relazioni instaurate con gli enti pubblici e le altre organizzazioni del Terzo Settore – afferma Vanni -. Abbiamo maturato una capacità di innovazione sociale complessiva, che si è sviluppata in particolare nelle cooperative sociali, ovvero la competenza nel progettare servizi in risposta ai bisogni delle comunità, un elemento che è senza dubbio da valorizzare anche nella programmazione“.

Secondo Vanni, ci sono nel prossimo futuro due ambiti prioritari su cui lavorare: “L’integrazione con il welfare contrattuale e aziendale mettendo a sistema le risorse, e in quest’ottica i progetti sperimentali anche territoriali possono rappresentare uno strumento importante – conclude la vicepresidente di Legacoopsociali nazionale -. C’è poi l’ambito delle cure primarie e della filiera territoriale dei servizi: occorre andare in direzione di un modello che metta al centro la persona e il suo bisogno di salute individuando il percorso più agevole per dare una risposta integrata sul percorso di cura più appropriato per mantenere la persona nel proprio ambiente di vita il più a lungo possibile”.

Al pomeriggio conclusivo del corso sono intervenuti inoltre Vinicio Biagi (Dirpolis Sant’Anna), Claudia Fiaschi (Confcooperative Toscana), Marco Bucci (Cisl Toscana), Mauro Fuso (Cgil Toscana), Fiammetta Fabris (Unisalute), Fabrizio Boldrini (direttore Sds Area socio sanitaria grossetana). Le conclusioni sono state affidate all’assessore regionale al diritto alla salute, welfare e integrazione socio-sanitaria della Regione Toscana Stefania Saccardi.

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