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Domenica, 21 Luglio 2019

AREZZO: CONFRONTO IN PIAZZA NEL NOME DI BASAGLIA

Scritto da  Redazione Giu 21, 2017

Il Centro Basaglia, in collaborazione con il consorzio di cooperative sociali Coob, ha organizzato un momento di ascolto e confronto per sabato 24 giugno, dalle 10 alle 13, in piazza San Jacopo ad Arezzo.

"La salute mentale è stata uno dei cardini dell'identità culturale e politica di Arezzo a partire dagli anni settanta con la chiusura del manicomio e con l'attivazione dei servizi territoriali. Il trascorrere degli anni – ricorda il Centro Basaglia – ha attenuato l'attenzione del sistema istituzionale e politico su questo tema. Oggi è necessaria una svolta: non solo pensando alla storia ma soprattutto valutando i problemi che hanno oggi le persone con disturbi mentali e le loro famiglie . Problemi che devono essere affrontati in modo unitario da Usl, istituzioni, associazioni e cooperazione sociale. Ripensare la fase storica del superamento del manicomio vuol dire non nostalgia per il passato ma introdurre una nuova e moderna fase storica capace di portare a sintesi politica, cultura, scienza e socialità diffusa. Questo è il senso del nostro lavoro ".

Il Centro Basaglia, in collaborazione con il consorzio di cooperative sociali Coob, ha quindi organizzato un momento di ascolto e confronto per sabato 24 giugno, dalle 10 alle 13, in piazza San Jacopo ad Arezzo.

"Raccoglieremo le storie e le testimonianze delle persone e delle famiglie che poi metteremo al centro di un convegno che organizzeremo in autunno. Riteniamo che una piena valorizzazione del Dipartimento di salute mentale possa passare attraverso il sostegno alla domiciliarità, i centri diurni quali luoghi di lavoro sulle potenzialità residue, i laboratori , i momenti di socialità, gli appartamenti per chi non può stare in famiglia e le case famiglia per l'utenza giovane". E, ovviamente, attraverso il lavoro. Ecco il senso della presenza di Coob sabato in piazza.

"Nel territorio aretino – ricorda il Consorzio - le nostre associate operano da più di trenta anni con l'obiettivo di creare posti di lavoro stabili per soggetti svantaggiati di tutte le tipologie: persone con problemi di dipendenza, ex-carcerati, soggetti con problematiche psichiatriche, disabili fisici, persone multiproblematiche. La crisi economica e l'allarmante arretramento culturale e sociale del paese continuano a generare difficoltà a questo lavoro. La nostra risposta? Abbiamo rafforzato la qualità tecnica e sociale della nostra attività, con la formazione e l'aggiornamento di tutti i nostri lavoratori. E' stata allargata la rete di collaborazioni, contatti, partecipazioni, clienti e partner inserendo la cooperazione sociale di tipo B nel dibattito politico e sociale a livello regionale e infine abbiamo chiesto che venga rimessa al centro la dignità sociale ed umana delle persone più deboli".

E' una battaglia difficile. "Anche per questo – conclude Coob - sono indispensabili iniziative come quella di sabato che mirano a riportare all'attenzione di tutti un modello di società inclusiva, partecipata ed attenta anche alle esigenze dei soggetti più deboli che possono, senza alcun costo aggiuntivo, essere messi in grado di fare la loro parte".

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