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Mercoledì, 21 Novembre 2018

IN TOSCANA CON LE OFFICINE CAVANE IL TEATRO ACCOGLIE E INCLUDE In primo piano

Scritto da  Redazione Set 14, 2018

Un casale toscano abbandonato da sette anni ha preso nuova vita al centro della campagna di San Miniato. Dai covoni di fieno, al grano dorato che cresce intorno, nuove pareti sono dipinte di bianco, mentre si immaginano murales a dare colore, e ogni giorno, si allargano sempre più i progetti pensati per rinnovare gli antichi spazi aprendoli a tutti, prendendo anche le misure per costruire una falegnameria e una ciclofficina, a partire da materiali di recupero. Tutto questo brulicare di idee e intenzioni creative nasce da un centro di accoglienza speciale (Cas) che ospita al momento quaranta giovani richiedenti asilo provenienti dall'Africa e dall'Asia.

È così che nascono le Officine Cavane, in via Cavane 114 a San Miniato (Loc. La Catena – Ventignano), immaginando di creare in uno spazio nuovo e aperto  un nuovo modello di accoglienza, fondato sull'inclusione sociale e la multiculturalità che ad oggi ha iniziato ad ospitare un laboratorio teatrale, un percorso di social media storytelling e un progetto di volontariato internazionale Erasmus Plus, tutto incluso nello stesso spazio in cui vivono i richiedenti asilo.

«Vogliamo intraprendere un’azione di resistenza, ma lo vogliamo fare con quello che ci contraddistingue: la cultura. Il teatro, l’arte, la musica, la poesia sono tra i pochi strumenti che sono rimasti ai cittadini per incontrarsi, condividere e progettare nuove strutture di società possibili, contrastare questo continuo senso di abbandono che ci accomuna e ritrovarsi nell’incontro» spiega Francesco Mugnari, regista, operatore sociale, tra i fondatori di Aps Tra I Binari.

Da qui nasce l'idea di inaugurare lo spazio delle Officine Cavane con una grande festa e la prima nazionale dello spettacolo teatrale “Tutti al matrimonio”, frutto del laboratorio teatrale che Tra i Binari sta portando avanti  dal mese di giugno 2018 collegando i richiedenti asilo del Cas con attori, artisti ed abitanti, con l'idea di creare un gruppo artistico aperto e permanente, che faccia delle Officine Cavane un luogo di ritrovo e aggregazione aperto a tutti, spazio sociale aperto all'arte e alla cultura. Proprio per riportare il teatro per le strade a far sentire la propria voce in attesa della grande inaugurazione di domenica 16 settembre, nei mesi precedenti le Officine Cavane hanno viaggiato paese per paese portando per le strade una “parata” di teatro urbano, dove gli attori della compagnia si sono presentati invitando tutti all'inaugurazione. Le parate, con una media di due performance a settimana a partire da agosto, hanno toccato tutti i paesi limitrofi di San Miniato per catturare curiosità e attenzione degli abitanti a Empoli, San Miniato, S. Croce sull’Arno, Montopoli Valdarno e Castelfranco di Sotto.

«Il teatro è la nostra occasione per celebrare le nozze tra l'Italia e il resto del mondo percorrendo le strade dei nostri paesi. Abbiamo pensato a questo spettacolo immaginando la nascita di una piazza internazionale sull'aia delle Officine Cavane, luogo di suoni, colori e danze per far tornare l'essere umano con i suoi diritti al centro della vita di ognuno» spiega Francesco Mugnari. La giornata del 16 settembre sarà ricca di appuntamenti e Tra i Binari Aps in questa occasione darà un importante annuncio su un nuovo progetto pronto a partire proprio dalle Officine Cavane.

Saranno numerose le performances per tutto l'arco della giornata, che conteranno anche il concerto di world music del musicista francese Sandro Joyeux, la performance musicale di Quartiere Tamburi e la presentazione del grande murale dell'artista Sara Panicci che guidando nell'operazione i richiedenti asilo delle Officine, ha creato un omaggio artistico che è una fusione tra gli elementi decorativi delle antiche case degli Etruschi e la casa di un capo tribù del Burkina Faso. Sandro Joyeux è parigino di nascita (1978) e giramondo per vocazione; la sua musica rappresenta un ponte tra l’Africa e l’Europa, non a caso è stato definito “griot bianco”. Ha percorso più di mezzo milione di chilometri con la chitarra sulle spalle per raccogliere tradizioni dialetti e suoni del Sud del mondo.

Canta in Francese, Inglese, Italiano, Arabo, e in svariati dialetti come il Bambarà, il Wolof, il Dioulà. È reduce da più di trecento concerti in giro tra l’Italia e l’estero negli ultimi anni, tra cui spiccano le partecipazioni al Forum Universale delle Culture a Napoli, al Festival Suona Francese 2014 a cura dell’Institut Français Italia e al World Refugee day Live organizzato dall’ Unhcr a Firenze. Nel 2012 ha ideato l’Antischiavitour, un tour a sostegno dei braccianti stagionali stranieri lungo tutta la penisola. Ha suonato alla tendopoli di Rosarno, al Gran Ghetto a Rignano, a Boreano, a Venosa, a Castelvolturno e a Saluzzo, in tutti i luoghi simbolo dello sfruttamento della manodopera migrante.

Quartiere Tamburi è un viaggio musicale in crescendo dove la primordialità dei tamburi si mescola alle sonorità elettroniche visionarie, minimali e industriali. Quartiere Tamburi ha partecipato alle musiche dal vivo nel carcere di Volterra, per lo spettacolo della Compagnia della Fortezza "Le parole lievi. Cerco il volto che avevo prima che il mondo fosse creato" - regia di Armando Punzo, luglio 2017. Attualmente il gruppo collabora con la Compagnia della Fortezza per il nuovo spettacolo "Beatitudo" e presenterà il nuovo Ep - Etranger -  uscito con Materiali Sonori nel Luglio 2018. Il gruppo è formato da: Marzio Del Testa (cassa, udu, tabla, timbale, campana, cembalo, electronics, loops), Iago Bruchi (timpano, block, cembalo), Riccardo Chiti (timpano), Andrea Taddeus Punzo de Felice (timpano, campanacci), Lucio Passeroni (timpano, balaphone).

 

 

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L'ultima modifica Venerdì, 14 Settembre 2018 15:17
Redazione

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