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Lunedì, 14 Ottobre 2019

LUISA E MICHELE, STORIE DI "HABITARE": ALLOGGI PROTETTI NELLA VALDICHIANA SENESE In primo piano

Scritto da  Redazione Toscana Mar 29, 2019

"Voglio stare tranquilla perché finora la mia vita non lo è stata". Luisa ha 57 anni e un ciuffo dei capelli batte insistentemente sugli occhi: è come l'ombra dei ricordi. Nella sua grigia agenda, poche sono le date scritte in rosa. Una è il martedì dopo Pasqua del 2017: "è il giorno in cui sono entrata qui. E qui sto bene: ho la mia camera, la casa è pulita e si mangia facendo da noi. Siamo noi a cucinare". Nuove attività, nuove amicizie, la fine della solitudine: "mi piace quello che facciamo".

Un altro ospite, Michele, racconta il suo ingresso nella struttura che ha compiuto due anni: ""qui sto molto meglio e la mia famiglia, adesso, è questa. Faccio palestra due volte alla settimana, gioco a tombola e faccio anche yoga. Mi piace seguire i corsi di cucina e fare gli oggetti che poi portiamo al mercatino". Ogni tanto torna al suo paese dove tutti lo riconoscono. Il parroco, i vecchi amici, quelli che erano vicini di casa: difficile dimenticare un uomo così mite e gentile. "A casa mia non ci voglio tornare".

Quelle di Luisa e Michele sono due storie della comunità alloggio protetta per disabili di Sinalunga. Le loro storie, come quella della struttura e della sua esperienze, saranno tra i temi del convegno che si terrà la mattina di sabato 30 marzo al teatro Pinsuti di Sinalunga. Esperienza che sotto il segno di "Habitare" ha visto la collaborazione di Comune, Usl, Società della salute, Asp Redditi, Istituto di Agazzi e Cooperativa sociale Koinè.

Aurora Marcocci, Responsabile Presidi socio - sanitari Valdichiana senese della Usl, ricorda la nascita della CAP, "grazie all'impulso fornito dalla delibera regionale 594/14 per la realizzazione di un progetto sperimentale denominato "I Luoghi dell'Habitare". Questo progetto  ha avuto inizio nel 2014 ed è stato occasione per generare collaborazioni tra operatori delle istituzioni pubbliche  e del Terzo settore. Conclusa la fase sperimentale, la porzione di edificio messa a disposizione dalla ASP Redditi è stata autorizzata al funzionamento come Comunità Alloggio Protetta, dove la cooperativa Koinè detiene la gestione dell'appartamento e ne fornisce il personale previsto dal Regolamento Regionale per questo tipo di struttura e l'azienda USL, in collaborazione con l'Istituto Agazzi, mette a disposizione i propri operatori per la realizzazione e il monitoraggio dei Progetti abilitativi/ riabilitativi individuali degli ospiti. Nella CAP vengono svolte principalmente attività di socializzazione volte  all'integrazione con il tessuto sociale del territorio".

Riccardo Agnoletti, Sindaco di Sinalunga, sottolinea "l'impegno e l' investimento pubblico e privato che ha ridato vita ad un progetto di cura che aveva caratterizzato la comunità di Sinalunga in un lontanissimo passato" e annuncia "che la storia, la memoria, il presente disegnano oggi anche un progetto di  futuro con al centro la persona, le persone e le risposte ai loro bisogni primari".

Paolo Padrini è il Presidente dell'Asp Redditi: "questa struttura ha consentito un percorso di deistituzionalizzazione ai suoi ospiti. Vengono fatti concreti passi avanti, ovviamente in relazione alle specifiche condizioni, sulla strada di una vita indipendente. Su di essa la valutazione non può che essere positiva. Fondamentali sono le attività esterne e insieme alla Koinè e all'istituto Agazzi stiamo lavorando per intensificare e migliorare i rapporti con il territorio, in modo particolare con le associazioni di volontariato che rappresentano naturali punti di riferimento".

Roberto Pulcinelli, Direttore della Società della Salute della Amiata e Valdichiana Senese: "questa CAP è stato il primo mattone sul quale la Valdichiana ha progressivamente "edificato" il suo sistema di servizi per le persone con disabilità. Nel 2014 questa zona aveva soltanto due centri diurni. Quell'atto amministrativo fu ben lontano da essere un semplice documento ed è stato in grado di attivare un percorso virtuoso che ha visto la collaborazione di soggetti che da allora collaborano costantemente".

Gianpiero Lapini è il  Direttore Sanitario Istituto di riabilitazione "Madre della Divina Provvidenza dei Passionisti" di Agazzi: "una leva sulla quale far forza per migliorare ulteriormente la qualità dei servizi è quella del potenziamento delle attività esterne. La percezione è che gli ospiti stiano bene e i familiari siano soddisfatti dei servizi. Si confermano perciò i dati della letteratura scientifica che vedono la probabilità che importanti aspetti della qualità della vita siano correlati anche al numero delle persone conviventi. Fondamentale è una programmazione individuale per ciascuno degli attuali 7 ospiti con attività che possono essere le più varie ma tutte in grado di assicurare un legame tra la struttura e il territorio nonché una proiezione esterna degli ospiti".

Paolo Peruzzi, Direttore di Koinè: "questa esperienza dimostra che i processi di deistituzionalizzazione sono concretamente fattibili e che i processi di ricollocazione delle persone nei propri territori di origine mediante la costruzione di reti locali integrate e differenziate di servizi, è possibile e praticabile se si basano su programmi chiari e definiti. Fondamentali sono i centri integrati di servizi previsti dalla Dgrt n.841/2012 e nella programmazione regionale dovrebbero essere assunte iniziative, anche di tipo economico, a sostegno del funzionamento di essi. L'impegno della Regione Toscana nell'attuazione dei LEA è  essenziale ed urgente perché è da questa azione che si possono trarre le risorse necessarie a ridisegnare il sistema il sistema di offerta pubblico, a sostenere i processi di costruzione delle reti integrate e differenziate locali, a sostenere lo sviluppo dei centri integrati di servizi. L'esperienza della CAP  di Sinalubnga dimostra infine l'assoluta funzionalità ed efficacia di modelli di servizio basati sulla piccola dimensione e strutturati per riprodurre clima familiare e forte spessore relazionale".

Stefano Scaramelli, Presidente Commissione sanità e politiche sociali Regione Toscana, sottolinea infine che "le Cap sono le strutture più leggere di accoglienza delle persona con disabilità. Una novità, unica in Italia, che segna l'autonomia della Toscana, prima regione ad aver fatto una legge di civiltà innovativa nel tema del "Durante noi" e unica nel rispondere alla necessità di dare maggiore sicurezza e umanità nella cura e nell'assistenza delle persone con disabilità, come dimostrano anche i bandi emessi per promuovere l'inserimento lavorativo dei disabili. La strada da seguire è questa, senza arretrare, per andare avanti sulla strada dei diritti e delle tutele".

 

L'ultima modifica Venerdì, 29 Marzo 2019 14:06
Redazione Toscana

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