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Lunedì, 23 Settembre 2019

VALDICHIANA, UN GIORNO AL MUSEO: QUANDO LA DISABILITÀ INSEGNA LA STORIA AI BAMBINI In primo piano

Scritto da  Redazione Giu 27, 2019

“Tatiana, Francesco, Gessica, Francesco,Matteo, Alba e Giacomo sono stati bravissimi e penso che per loro sia stata la giornata della felicità dopo aver studiato per ben 2 anni. I miei preferiti sono stati tutti". Simona è una bambina della quinta elementare di Castiglion Fiorentino. Con la sua classe è andata in visita al museo della città della Valdichiana e già questa è stata una straordinaria esperienza ma a renderla ancora più tale hanno contribuito le guide. Sei ragazzi del progetto Viva e cioè Vita Indipendente Valdichiana per le persone con disabilità, promosso dai Comuni della Valdichiana aretina, dell’Usl Toscana Sud Est, dal Sistema Museale Castiglionese e dalla cooperativa sociale Koinè.

Aggiunge Niccolò, un altro bambino delle elementari: “i ragazzi del progetto ci hanno spiegato con bravura la vita dell’antichità.  Tutti sono stati bravi e all’inizio credevo che quei ragazzi fossero pieni di esperienza ma poi mi hanno detto che quello era uno dei primi incontri”.

Ed era vero. Era il loro esordio in qualità di "guide", ovviamente non ufficiali e con tesserino ma da protagoniste di un progetto culturale e d'integrazione sociale.

Particolarmente soddisfatta anche Sofia che si rivolge direttamente a loro: “siete stati tutti bravissimi ma la parte che mi è piaciuta di più è stata quando Alba ci ha parlato della biblioteca e sembrava che avesse imparato tutto un discorso a memoria solo per noi e nel raccontarci non si è mai fermata. Grazie".

E i ragazzi di Viva come hanno vissuto questa loro esperienza? Tatiana: “ felice di guardare negli occhi”. Francesco G: “Una grande soddisfazione”. Alba: “L’esperienza mi ha messo alla prova e ne sono uscita vittoriosa”. Francesco P.: “Un’emozione grande e unica”. Giacomo: “Mi sono sentito al centro dell’attenzione. Tanti sguardi su di me”. Matteo: “non sono stato bravo ma eccellente”. Gessica: “un batticuore grande”.

“Siamo orgogliosi di aver dato vita a questo progetto di interazione tra il sociale e la cultura -­ dichiara l’assessore alle Politiche Sociali, Stefania Franceschini. I ragazzi del progetto si sono rivelati delle ottime guide per i nostri bambini, a dimostrazione che, quando si vuole, non esistono barriere”.

 Stefania Battaglini e Francesca Martini, della cooperativa sociale Koinè, ricordano il progetto di formazione per i 6 giovani: "nessuno dei nostri ragazzi aveva competenze particolari o aveva seguito studi di storia dell’arte o archeologia. Due archeologhe e storiche dell'arte del museo, Stella Menci e Gessica Boffa, si sono messe a disposizione per le ore di formazione necessaria. Teoria e prassi. Non solo. Al pomeriggio, dopo le lezioni, ripetevamo nei locali di VIVA quanto imparato la mattina. Oggi possiamo dire che le ore di formazione hanno ripagato con orgoglio. Siamo fiere di poter dire che l’esposizione dei ragazzi è stata emozionante".

“In due anni - conclude Stella Menci, Direttrice scientifica - i ragazzi oltre ad aver acquisito competenze scientifiche hanno sviluppato ottime doti d’interazione con il pubblico rappresentando in maniera semplice ma assolutamente efficace il concetto d’inclusione museale che da anni il nostro Sistema Museale sta portando avanti”.

 

 

L'ultima modifica Giovedì, 27 Giugno 2019 10:21
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