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Giovedì, 18 Luglio 2019

KUNI: IL WORKERS BUYOUT FUNZIONA

Scritto da  Redazione Mag 11, 2015

Verona. Positivo il primo anno di attività della cooperativa Kuni, nata da workers buyout. Buoni segnali per il futuro per i soci lavoratori, diventati da dipendenti imprenditori: previsti per il 2015 un fatturato di un milione di euro e la nascita di una rete di imprese.

Bilancio positivo per il primo anno di attività della cooperativa Kuni, nata da workers buyout nel maggio dello scorso anno per volontà di alcuni lavoratori ex dipendenti della fallita Mo.Ru.Pa. Specializzata nella lavorazione del legno per l'arredamento di navi da crociera, negozi, esercizi pubblici, allestimenti fieristici..., Kuni ha festeggiato sabato 9 maggio nella sua sede produttiva di Castagnaro (Verona) questo primo importante traguardo. La cooperativa conserva la sua sede legale a Giacciano con Baruchella, nel Rodigino.

Generato dall'attività partita solo lo scorso settembre, per Kuni l'anno 2014 si è chiuso con 343.105 euro di fatturato. Buoni i segnali anche per l'anno in corso, guardando a questi primi mesi: ammonta oggi a oltre 415mila euro il portafoglio ordini della cooperativa, con una previsione di fatturato 2015 che si aggira intorno a un milione di euro, proveniente indicativamente per il 60% da arredi per navi da crociera, il 30% da arredi civili, il 10% da mobili su misura per privati. Gli investimenti complessivi previsti per il 2015 ammontano a 300mila euro, di cui oltre 200mila già destinati a macchinari e attrezzature.

Sorta dal fallimento dell'azienda Mo.Ru.Pa. srl, (che resta però un marchio di riconoscimento nel bolognese con uno showroom di mobili per privati), la cooperativa Kuni è stata costituita per volontà di nove lavoratori, su un totale di trentotto, con l'obiettivo di salvaguardare i cinquant'anni di esperienza e know how maturati dall'azienda e naturalmente i posti di lavoro. Un percorso di "workers buyout", in cui i lavoratori hanno deciso di mettersi in gioco diventando imprenditori di sé stessi. «Le operazioni di wbo nel settore industriale sono complesse, ma oramai abbiamo maturato un'esperienza significativa e sistematizzato a livello procedurale l'intero iter burocratico che caratterizza la fase di start up delle coop, mettendo in rete i diversi soggetti» spiega Adriano Rizzi, presidente di Legacoop Veneto. L'organizzazione ha accompagnato Kuni lungo tutto il percorso, come ha fatto per altre tre realtà nate negli ultimi anni nella nostra regione da iniziative di workers buyout: operazioni che hanno destato interesse e attenzione e per le quali, presso la propria sede a Marghera-Venezia, Legacoop ha anche attivato uno sportello di informazione e consulenza ad hoc.
Dalla costituzione della cooperativa, i soci lavoratori di Kuni sono già diventati dodici, tutti provenienti dall'ex Mo.Ru.Pa (tra cui anche il passato proprietario dell'azienda); a questi si aggiungono quattro dipendenti.

«La scelta intrapresa un anno fa ha comportato per i soci sacrifici importanti, come il versamento dell'anticipo dell'indennità di mobilità come quota di capitale sociale, ritardi nella retribuzione e un'elevata flessibilità e disponibilità lavorativa» racconta il presidente Paiatto. «Scelta che si è dimostrata vincente, anche se non sono certo mancate le problematicità: a partire dalla difficoltà di accesso al credito in quanto impresa start up e dai ritardi di pagamento iniziali».

Fondamentale sul fronte finanziario è stato il sostegno degli strumenti di promozione della cooperazione: Kuni, infatti, ha potuto contare su un finanziamento di 50mila euro erogato da Cooperazione Finanza Impresa (CFI) e di 100mila euro da parte di Coopfond. A questi si sono aggiunti 41mila euro versati da due soci non istituzionali. Il capitale sottoscritto e in parte versato dai soci lavoratori della Kuni ammonta invece a 113.500 euro. E ancora, nel 2015 il capitale sociale sarà incrementato per altri 150mila euro dalla partecipazione di Veneto Sviluppo, la finanziaria regionale che può partecipare al capitale sociale delle cooperative operanti in regione. Infine, sempre CFI ha deliberato per il 2015 la somma di ulteriori 100mila euro, che finanzieranno l'acquisto di due macchinari. Sul fronte bancario, Banca popolare Etica è stata l'unica ad aver creduto e sostenuto il progetto della nuova cooperativa.
La cooperativa ha fin da subito puntato sulle sinergie, come prova la collaborazione con la coop C.O.F.A di Saonara (Padova) - entrata in Kuni con una quota di capitale di 10mila euro -, che produce arredi in metallo per interni e per navi da crociera. Una partnership che si sta ora rafforzando ulteriormente per rispondere al mercato con un servizio integrato in grado di garantire una maggiore competitività a fronte di minori costi di struttura.
Ed è di prossimo avvio, grazie sempre all'accompagnamento di Legacoop Veneto, un progetto che coinvolge oltre a Kuni e C.O.F.A anche altri soggetti privati per costituire una rete di imprese che riunirà più aziende specializzate nella fornitura di manufatti per l'arredo di navi da crociera con l'obiettivo di uscire dalla logica del terzismo e fare massa critica per l'acquisto di commesse significative, anche nel mercato estero.

Redazione Veneto

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