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Giovedì, 18 Luglio 2019

A TREVISO LE GIORNATE DI SENSIBILIZZAZIONE PER LA SALUTE MENTALE

Scritto da  Redazione Giu 19, 2015

Sono in corso a Treviso le "Giornate di sensibilizzazione per la salute mentale", un'iniziativa organizzata dall'azienda Ulss9 e coordinata dal direttore del Dipartimento salute mentale Gerardo Favaretto che durerà fino al prossimo 5 luglio.

La crisi economica non solo ha accentuato i problemi di salute mentale, ma ne ha anche fatto emergere nuove forme. Per questo oggi non può più essere solo un affare da psichiatri: occorre che tutta la comunità se ne faccia carico. È questo il ragionamento che sta dietro le Giornate di sensibilizzazione per la salute mentale, una serie di incontri dal 16 giugno al 5 luglio a Treviso. Oggi si terrà l'evento principale, un dibattito a cui parteciperanno diversi attori del volontariato, dei servizi socio-sanitari e scolastici e della cooperazione sociale.

"La crisi economica e sociale", ha detto Favaretto, "ha lasciato un segno profondo nella società, determinando difficoltà anche emotive e personali, di sofferenza delle famiglie e dei soggetti più fragili. Penso a giovani esposti all'uso di sostanze che provocano dipendenze, isolamento sociale o mancanza di motivazioni e di opportunità, fino a sfociare in alcuni casi di depressione, di disturbi del comportamento alimentare e, per le situazioni più gravi, nell'esordio di disturbi mentali più importanti".

Secondo il direttore del Dipartimento Salute Mentale di Treviso, è urgente la creazione di una "rete" che veda coinvolte le istituzioni, le associazioni e le famiglie, per evitare di "ricondurre tutte queste storie di vita alla follia, con la necessità di confinarla ed escluderla".

Negli ultimi anni, sono stati diversi i casi di suicidio legati a questioni economiche. Anche le altre cifre riguardo la salute mentale nella provincia di Treviso non sono rassicuranti. Nel 2014 sono stati 5.791 (l'1,4% della popolazione) i pazienti seguiti rispetto ai 5432 del 2012. Di questi, 110 sono ospitati in strutture residenziali e quasi 3mila sono seguiti con una intensa attività assistenziale.

Rilevanti anche i dati specifici del Centro per i Disturbi del Comportamento Alimentare che dal 2009 al 2014 ha registrato oltre 1.100 pazienti e 3.500 prestazioni erogate all'anno. I più frequenti sono i casi di anoressia (41%) e bulimia (27%) in età ampiamente compresa sotto i 25 anni.

 

(Fonte: Redattore Sociale)

@nelpaese.it

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