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Mercoledì, 18 Settembre 2019

Si terrà ad Arezzo dal 4 al 6 ottobre l’edizione 2019 di “Meno Alti dei Pinguini” (da una frase liberamente tratta da “Filastrocche a piedi nudi” di Nicola Cinquetti e Gek Tessaro), Festival che rappresenta la prosecuzione del progetto omonimo nato da un convegno organizzato dalla cooperativa sociale Progetto 5, con il patrocinio e il sostegno del Consiglio Regionale della Toscana, la Provincia e il Comune di Arezzo, ASL e Confederazione Italiana Agricoltori.

L’edizione di quest’anno si sviluppa a partire dal tema “Tra Stelle e Pianeti”, in occasione dell’anniversario dei 50 anni dell’Allunaggio. L’esperienza ha come obiettivo la produzione di contenuti didattici sul sistema dell’infanzia da 0 a 6 anni, in grado di coinvolgere professionisti del settore, medici, educatori, insegnanti, famiglie e gli stessi bambini. L’intento è quello di costruire una cultura che riparta dalle basi fondamentali dell’educazione con un approccio interdisciplinare che pone al centro il bambino e sua famiglia nelle varie fasi della crescita. Proprio a bambini e famiglie saranno rivolte attività ludico-ricreative, animazioni e installazioni che si svolgeranno sia all’aperto, sia nei teatri.

“Siamo felici ed orgogliosi di portare ad Arezzo un festival innovativo rivolto sia ai professionisti che alle famiglie, due attori che dovrebbero concorrere alla definizione stessa del sistema – afferma Melania Faggionato, presidente della Cooperativa Progetto 5 -. Animare la città con numerose attività formative e esperienziali permetterà il dialogo con personalità della scena nazionale per interrogarsi sull’innovazione scientifica in ambito pedagogico e suggerire ad adulti e bambini molteplici visioni di questa realtà. Il nostro obiettivo sarà quello di agitare pensieri e accendere desideri con la potenza dell’ispirazione!”.

Ampio il programma del Festival che vedrà la presenza, tra gli altri, nel pomeriggio del 4 ottobre della presidente nazionale di Legacoopsociali Eleonora Vanni che prenderà parte ai saluti di apertura della manifestazione. Sabato 5 ottobre il vicepresidente nazionale di Legacoopsociali Alberto Alberani modererà “Guardando oltre le stelle”, un confronto tra professionisti di diversi ambiti in grado di offrire una panoramica ampia e articolata sul segmento 0-6 (Borsa Merci 9,00 – 10,30).

La sede principale del Festival sarà il salone della Borsa Merci in piazza Risorgimento, ma ci saranno iniziative anche in altre location: il Teatro Petrarca, la libreria Casa sull’Albero, il Teatro Bicchieraia, il Teatro Virginian, la Casa Museo Ivan Bruschi e l’Osteria Logge del Grano.

Tutte le attività sono ad ingresso libero e completamente gratuito. La partecipazione al festival permette di conseguire crediti ECM rivolti ai professionisti del socio-sanitario. Il Festival vede inoltre la collaborazione e la partecipazione del Festival dello Spettatore che si svolge negli stessi giorni ad Arezzo. “Meno Alti dei Pinguini” aderisce alla SAM (Settimana Mondiale per l’Allattamento Materno).

Alcuni negozianti aretini, infine, si trasformeranno per tre giorni in “Amici dei Pinguini” ospitando nelle loro vetrine i pinguini in ceramica realizzati nei laboratori che coinvolgono gli utenti di alcuni servizi di Progetto5.

 

In vista della Supercoppa Juventus-Lazio, tra le squadre vincitrici dello scudetto e della Coppa Italia 2018-2019, Amnesty International Italia e UsigRai (il sindacato dei giornalisti dell'informazione pubblica) hanno scritto ai presidenti dei due club calcistici chiedendo di non giocare la partita in Arabia Saudita.

Nella lettera inviata questa mattina, le due organizzazioni chiedono a Juventus e Lazio "una precisa e benvenuta assunzione di responsabilità" e di dare "il segnale che lo sport, il calcio in particolare, possono essere un veicolo straordinario di valori e un esempio virtuoso di grande importanza per il pubblico e per i tifosi più sensibili, i giovani".

"Nonostante la grande campagna di comunicazione messa in campo dal governo saudita per accreditare un paese impegnato nelle riforme" – si legge nella lettera inviata ad Agnelli e Lotito – "la situazione dei diritti umani rimane estremamente preoccupante. Se è stato abolito il divieto di guida per le donne ed è stato riformato l'istituto del 'guardiano maschile' da cui dipendeva ogni scelta riguardo alla vita personale e pubblica delle donne, le attiviste che avevano promosso le campagne su quei temi languono in carcere".

"Già in occasione dell'ultima edizione della Supercoppa tra Juventus e Milan, disputata nel gennaio di quest'anno" – prosegue la lettera – "le nostre organizzazioni avevano espresso profondo disaccordo per una scelta che avrebbe rafforzato il cosiddetto sportwashing, la strategia adottata da molte nazioni del Golfo, prima tra tutte l'Arabia Saudita, di utilizzare lo sport, ospitando eventi di rilevanza internazionale, per distogliere l'attenzione dalla situazione dei diritti umani".

La lettera ricorda la vicenda del blogger Raif Badawi, arrestato nel 2012 e condannato nel 2014 a 10 anni di carcere e a 1000 frustate (50 delle quali eseguite nel 2015 proprio a Gedda, sede della prima Supercoppa), che resta tuttora in prigione. Vengono poi segnalate la repressione dell'intera comunità dei diritti umani, ridotta al silenzio attraverso dure condanne emesse al termine di processi profondamente irregolari, e le centinaia di condanne a morte eseguite negli ultimi anni, che fanno dell'Arabia Saudita il terzo stato al mondo per numero di esecuzioni.

Alla vigilia della precedente Supercoppa, il Presidente della Lega Calcio di Serie A, Gaetano Miccichè, affermò che se il contratto con l'Arabia Saudita gli fosse stato sottoposto dopo l'omicidio di Jamal Khashoggi, non l'avrebbe sottoscritto. E allora perché, si chiedono Amnesty International Italia e UsigRai, si vuole insistere a giocare in Arabia Saudita "anche dopo che una Commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite ha confermato i sospetti sul coinvolgimento del principe ereditario saudita Mohamed Bin Salman nell'uccisione del giornalista e dissidente, barbaramente trucidato in Turchia, all'interno del consolato saudita di Istanbul"?

In un'intervista di fine luglio, il neo Amministratore delegato della Lega, Luigi De Siervo, ha detto: "C'è solo una possibilità: le sole squadre di calcio, in questo caso Juventus e Lazio, possono addurre legittimi argomenti per non rispettare il contratto". Peraltro, precisano Amnesty International Italia e UsigRai, il contratto siglato dalla Lega prevede lo svolgimento di tre partite di Supercoppa in cinque anni, una delle quali si è già giocata. Decidere di non giocare quest'anno non sarebbe dunque una violazione contrattuale.

Si tratterebbe piuttosto – conclude la lettera – di "subordinare un ritorno in Arabia Saudita solo a fronte di effettive, concrete e misurabili riforme nel campo dei diritti umani, prime tra tutte, la scarcerazione delle decine di uomini e donne in prigione solo a causa delle loro idee e l'introduzione della libertà di stampa".

 

Un progetto ambizioso, che ha bisogno – per essere realizzato – dell’aiuto di tutti noi. A.L.I.Ce. Italia O.D.V. (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale) e SIMM (Società Italiana di Leadership e Management in Medicina) hanno iniziato un’importante collaborazione per promuovere la conoscenza dell’ictus cerebrale, focalizzando l’attenzione in maniera specifica sulla prevenzione di pregiudizi e di atteggiamenti sociali di isolamento nei confronti delle persone colpite da questa patologia.

Il progetto prevede la creazione di un fotolibro per rappresentare l’umanità delle persone colpite dalla patologia, con tutte le possibili conseguenze dell’esperienza subita. Il volume sarà composto da un centinaio di ritratti di persone colpite da ictus realizzati sia in ospedale (per raccontare meglio il momento in cui si verifica l'evento) sia durante momenti sociali e riunioni di incontro, confronto o svago sia nelle loro abitazioni oppure presso strutture socio-sanitarie per mostrare le conseguenze di eventi più lontani nel tempo. La raccolta degli scatti sarà curata da Gianni Ansaldi, noto fotografo ritrattista che con la sua fotografia punta a far emergere i tratti interiori dei protagonisti nella loro complessità e variabilità.

Il fotolibro sarà arricchito con selezioni di brevi racconti che illustreranno il cambiamento avvenuto nelle vite non solo di chi è stato colpito dalla malattia, ma anche dei loro familiari e caregiver, sempre coinvolti in prima persona nell’accompagnamento e nella gestione, spesso complessa di situazioni che capitano all’improvviso, per le quali c’è necessità di una radicale riorganizzazione anche emotiva di tutto il nucleo. 

Grazie alle fotografie e alle storie contenute nel libro verrà raccontato il “prima” e il “dopo” l’ictus, sottolineando da una parte quali siano i sintomi che lo rendono riconoscibile, le condizioni che ne favoriscono l’insorgenza e l’importanza della prevenzione, ma anche come oggi la malattia sia curabile con successo se trattata precocemente e nei centri dedicati (Unità Neurovascolari o Stroke Unit).

Oltre all’edizione del fotolibro, si prevede di realizzare una mostra itinerante dei ritratti e racconti, per diffondere e rinforzare sempre di più il messaggio. “Le conseguenze dell'ictus determinano significativi cambiamenti nella vita dei malati e dei loro familiari – dichiara la Dottoressa Nicoletta Reale, Presidente di A.L.I.Ce. Italia Onlus. Queste persone devono imparare a gestire una nuova vita quotidiana estremamente più complessa, spesso aiutati da altre persone, anche a causa delle attività necessarie a ristabilire le capacità fisiche. I malati devono recuperare la fiducia in loro stessi, nelle proprie capacità; dall’altro lato, le famiglie devono adeguare i propri stili di vita, probabilmente per sempre, e imparare a convivere con le disabilità causate dalla malattia. Tutti insieme devono combattere per cercare di limitare le conseguenze psichiche, emotive e sociali negative dell'ictus cerebrale”.

“La pubblicazione del libro – continua il Dottor Mattia Altini, Presidente SIMM - sarà anche un’ulteriore occasione per sollecitare gli addetti alla programmazione sanitaria affinché provvedano ad istituire centri specializzati per la prevenzione, la diagnosi, la cura e la riabilitazione delle persone colpite da ictus e ad attuare progetti concreti di screening in modo equo e omogeneo su tutto il territorio nazionale. L’ictus rappresenta un vero e proprio problema sociale, con costi elevati di gestione della malattia e con impatti psicologici, sociali ed economici incalcolabili per le famiglie. Sono orgoglioso di questa collaborazione con l’associazione portavoce dei pazienti colpiti da ictus cerebrale, perché siamo certi che questa alleanza sia un elemento fondamentale garantire un Sistema Sanitario Nazionale di valore”.

 

 

Lotta ogni giorno per la democrazia, la parità di genere e i diritti umani delle donne che vivono in terre martoriate dalle guerre. Lei è una combattente, figlia di un combattente, e si batte per sradicare il fondamentalismo islamico che in Afghanistan ha soggiogato le donne, imprigionate dalle catene dell'oppressione.

Si chiama Selay Ghaffar ed è portavoce di Hambastagi, il Solidarity Party of Afghanistan fondato nel 2004 e oggi all'opposizione. Si tratta dell'unico movimento politico laico a Kabul, che ha tra i suoi obiettivi l'affermazione del secolarismo a livello statale, l'educazione e l'emancipazione femminile. Martedì 24 settembre alle 20.30 sarà all'aula magna della Casa dello studente di Fiume Veneto (Pn) per parlare di "Diritti umani e condizione della donna in Afghanistan" all'interno dell'incontro organizzato dall'assessorato alla cultura del Comune di Fiume Veneto in collaborazione l'associazione Purlilium Act  e la ong Insieme si Può.

Selay Ghaffar nasce il 5 ottobre 1983 nella provincia di Farah, nell'Afghanistan occidentale. È figlia di un combattente per la libertà e intellettuale di sinistra. Quando aveva tre mesi, la sua famiglia fuggì dall'Afghanistan per vivere come rifugiata nel vicino Iran e poi in Pakistan (fonte Wikipedia). È anche la prima donna a ricoprire il ruolo di portavoce di un partito politico, ed è una delle tre protagoniste del docufilm della regista Benedetta Argentieri "I am the Revolution", la rivoluzione che si combatte con libri e matite che già era approdato a Pordenone per la rassegna Le Voci dell'Inchieste di Cinemazero.

In Afghanistan il 66% delle ragazze tra i 12 e i 15 anni non va a scuola, solo il 37% del totale delle ragazze e donne afgane ha mai ricevuto un'istruzione, le donne afghane costrette dalle famiglie a sposarsi contro il loro volere sono tra il 60 e l'80%, mentre circa il 70% delle donne afghane subiscono violenze, spesso all'interno del nucleo familiare.

Selay Ghaffar sarà ospite il 24.09 a Fiume Veneto, il 26.09 al Centro Balducci di Zugliano per il 27° convegno "Sicurezza? Sicura, l'umanità e la terra", il 29.09 è previsto un suo intervento davanti alla base USAF di Aviano in compagnia di Lisa Clark (Beati I Costruttori di Pace), don Renato Sacco, Mao Valpiana, don Luigi Ciotti (Libera).

Fabio Della Pietra

 

Come promuovere e rafforzare l’infrastrutturazione sociale nelle regioni dell’Italia meridionale? Cosa fare per creare reti relazionali, progetti e sostenere forme di collaborazione e aggregazione tra i soggetti che intendono impegnarsi per il miglioramento delle comunità locali, nell’ottica della responsabilità, della partecipazione e della solidarietà?

Si è svolto a Catania, presso la sede del Consorzio di cooperative sociali Sisifo, l’incontro con Diego Dutto, coordinatore nazionale di Legacoop sociali e nel Cda di Fondazione con il Sud, ente paritetico che attraverso bandi e iniziative, sostiene interventi di natura sociale nelle aree meridionali e in particolare in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia.

Al dibattito, al quale hanno partecipato tra gli altri Pippo Fiolo, coordinatore regionale di Legacoop sociali, il presidente e il vice di Sisifo, Mimmo Arena e Santo Mancuso, la consigliera con delega alla progettazione Patrizia Patanè e tutti i rappresentanti delle cooperative socie, si è discusso sulle importanti opportunità che l’Europa offre a chi opera nel campo del sociale e dei servizi sanitari può offrire attraverso lo sviluppo di strutture immateriali, ovvero enti e associazioni che danno l’opportunità di mettere in collegamento una molteplicità di luoghi e di soggetti, di farli conoscere, dialogare e lavorare insieme per il bene comune.

In particolare, la Fondazione non interviene direttamente, ma sostiene iniziative all’interno di cinque ambiti d’intervento: l’educazione dei giovani, con particolare riferimento alla cultura della legalità e ai valori della convivenza civile, al contrasto della dispersione e dell’abbandono scolastici; lo sviluppo del capitale umano di eccellenza, per valorizzare i giovani talenti e attrarre i “cervelli” al Sud; la cura e la valorizzazione dei “beni comuni” (patrimonio storico, artistico e culturale; ambiente; riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie); lo sviluppo, la qualificazione e l’innovazione dei servizi socio-sanitari, non in via sostitutiva dell’intervento pubblico, con interventi per la cura e l’integrazione di disabili e anziani; l’accoglienza e l’integrazione culturale.

“Lo scopo di questa iniziativa – ha spiegato Arena di Sisifo – è stato quello di capire come sfruttare le opportunità di finanziamento di varie iniziative, anche attraverso il Comitato Economico Sociale Europeo ( CESE), del quale fa parte Diego Dutto per Legacoop nazionale. Siamo determinati infatti, insieme a tutte le nostre cooperative e i nostri esperti progettisti, a distaccarci in parte dal mondo degli appalti pubblici, partecipando con i nostri referenti alla progettazione dei fondi strutturali europei 2021/2027, che punteranno soprattutto nell’innovazione con tutte le sue ampie possibilità in tutti i campi”.

 

 

Il Campionato del mondo di cous cous è il cuore dell’evento, la gara gastronomica internazionale dedicata al cous cous, quest’anno all’insegna del motto “Make cous cous not walls”. Chef provenienti da Israele, Italia, Marocco, Palestina, Senegal, Stati Uniti e Tunisia si confronteranno a tavola, da giovedì 26 a sabato 29 settembre, per celebrare la pace e l’integrazione tra popoli.

Per l’Israele in gara Yosi Hanoka, chef all'ospedale Barzilai ad Ascalona, esperto di cucina kosher. L’Italia sarà rappresentata dal sanvitese Giuseppe Peraino, chef e patron dell’hotel e ristorante Tannure e dallo chef marsalese Francesco Bonomo, responsabile di cucina presso l’azienda che produce e distribuisce pasti all’Ospedale di Salemi (Tp), mentre il Marocco schiera in campo Mohamed Lamnaour, vincitore dell’edizione 2017 di Hell’s Kitchen. Per la Palestina gareggerà Ali Majid Ishaq Saleh che lavora come chef de partie al Movenpick dead sea hotel in Giordania insieme ad Ibrahim Naeel Ibrahim Aboazeb. Il Senegal sarà rappresentato da Mareme Cisse, chef del ristorante Ginger People&Food della cooperativa sociale Al Karub, ad Agrigento, in gara con il figlio Falilou Diouf, mentre gli Stati Uniti d’America schierano Kevin Sbraga, vincitore di “Top Chef”, in onda sul canale televisivo statunitense Bravo e che ha partecipato anche a Masterchef Usa e Vanessa Anne Beahn. La Tunisia gareggia, invece, con Karim Bahbah, che lavora come sous chef a Parigi in un ristorante del gruppo del grande chef francese Alain Ducasse, e Walid Trabelsi, chef al ristorante Le 716 a Tunisi e membro dell’Accademia nazionale della cucina francese.

A loro si aggiunge un team speciale, quello sotto la “bandiera” dell’Unhcr,  l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e Kamba, un progetto di inclusione sociale per giovani richiedenti asilo e migranti. In squadra per l’Unhcr ci saranno due rifugiati politici, Basim Alfatlawi (Iraq) e Jamol Ismail Ssali (Uganda) che hanno partecipato al programma “Food for inclusion” promosso da Unhcr e l'Università di scienze gastronomiche di Pollenzo, che ha come obbiettivo l'integrazione culturale ed economica dei rifugiati in Italia attraverso pratiche legate al food.

“Ci felicitiamo per la partecipazione per la prima volta di un team di rifugiati al Campionato del mondo di cous cous sotto la bandiera dell’UNHCR,” ha detto Carlotta Sami, Portavoce regionale UNHCR per il Sud Europa. “E’ un’occasione unica non solo per i rifugiati di dimostrare il loro talento, ma anche per il pubblico di conoscere le loro storie e origini attraverso la preparazione di un piatto da sempre simbolo di apertura, scambio e integrazione.”

I piatti saranno valutati da una giuria popolare e di una giuria di esperti presieduta da Enzo e Paolo Vizzari, giornalisti esperti di enogastronomia. A condurre le manche Federico Quaranta, voce storica di Decanter in coppia con la food blogger italo-marocchina Siham Lamoudni, co-fondatrice di theShukran, il social network fotografico rivelazione del mondo musulmano, tra le top app più scaricate in molti paesi tra cui Marocco, Egitto e Pakistan che racconterà l'evento con fotografie e video. Inviato speciale del festival sarà lo showman Sasà Salvaggio.

Cooking show e concerti

Noemi, prima del concerto, si racconterà anche in un’intervista ai fan. In programma anche lezioni di cous cous, cooking show con grandi protagonisti della cucina tra cui Sergio Barzetti, Andy Luotto, Chiara Maci, Filippo La Mantia e Giorgione, spettacoli e concerti sotto le stelle. Si comincia venerdì 20 con Noemi che, alle ore 19, prima del concerto in programma alle ore 22 – tappa del Blues & Love Summer Tour - si racconterà ai suoi fan in un’intervista al palco in spiaggia, ad ingresso libero.

Si prosegue sabato 21 settembre con i Boomdabash. E ancora Sergio Vespertino (domenica 22), Cammurria (lunedì 23), Sikania (martedì 24), La Municipàl (mercoledì 25) Lello Analfino & Tinturia (giovedì 26), Mahmood (venerdì 27 per l’unica tappa in Sicilia), dj Ringo e Giuseppe Scarpato Power Trio ft. Filippo La Mantia (sabato 28 settembre) e Sasà Salvaggio (domenica 29 settembre). Tutti i concerti sono gratuiti.

 

 

 

 

Le Linee Guida emanate dal Ministero del Lavoro costituiscono uno strumento di lavoro chiaro, seppure ancora in via sperimentale, a disposizione degli Enti del Terzo settore che consentirà loro di valutare l’impatto delle attività svolte e di orientare le proprie politiche e la qualità strategica del proprio operato.

“Nel documento pubblicato sono state recepite le nostre indicazioni, frutto del lavoro di un gruppo di esperti presso il Ministero del Lavoro e validato dal Consiglio Nazionale del Terzo Settore – dichiara Claudia Fiaschi, Portavoce del Forum del Terzo Settore – Abbiamo dato un importante contributo portando proposte concrete, utili a qualificare le attività delle organizzazioni di Terzo settore, non solo in termini di trasparenza, ma anche di crescita di consapevolezza del proprio ruolo. La valutazione di impatto si affianca ai bilanci sociali e agli altri strumenti di rendicontazione volti a rendere sempre più nitido l’operato degli Ets nei confronti di cittadini e stakeholders.”

“Siamo certi – conclude Fiaschi – che il nostro mondo sarà in grado di rispondere a questa sfida e di cogliere la grande opportunità offerta da questo strumento per generare e mettere in valore il proprio operato.”

 

Per i 30 anni della Casa Residenza per Anziani di CIDAS "Residence Service" in via dei Tigli a Ferrara, il 12 settembre 2019, la cooperativa CIDAS ha organizzato una festa coinvolgendo oltre 300 operatori, ospiti e loro famigliari, e volontari. 

Gli operatori socio sanitari e gli animatori hanno intrattenuto gli ospiti con un musical di canto e ballo e il maestro Alessandro Taddia ha proposto un repertorio di canto lirico. 

Una serata speciale che ha permesso a tutti gli intervenuti di trascorrere momenti di serenità e divertimento in compagnia, in un'atmosfera famigliare.

Durante la serata sono stati esposti i disegni realizzati dagli anziani nel corso di un laboratorio creativo, che è una della attività proposte quotidianamente, oltre a musicoterapia, proiezioni di film, tombola e letture collettive. Accanto a questi momenti ricreativi, CIDAS propone un programma terapeutico che prevede, oltre alle normali cure, anche la ginnastica dolce, sia all'interno che nel Giardino della Felicità, l'innovativo spazio terapeutico nel verde all'esterno della struttura.

Preparare una piadina, cucinare il pollo al curry, impastare la pizza o fare il tiramisù sono alcune delle pietanze che i ragazzi dell'associazione "I Petali Onlus" hanno imparato a preparare durante il corso di cucina rivolto a persone con lieve disabilità che si è tenuto tra febbraio e aprile a Sacile, nella sede della Casa Masci degli Adulti Scout, grazie all'ospitalità di Renata e Giuliano Petracco, responsabili della struttura.

Sei lezioni in cui i 6 partecipanti si sono messi alla prova e hanno potuto sperimentare la preparazione di alcuni piatti con l'aiuto di una maestra d'eccezione, la cuoca Paola Baldissera del Farfabruco di Pordenone, il nido d'infanzia della Cooperativa sociale Itaca. Visto il successo delle attività, il 16 settembre il via alla seconda edizione con sei nuovi incontri gratuiti rivolti ad un numero massimo di 7 persone con disabilità.

Nel corso della prima edizione, il gruppo di ragazzi, accompagnati da alcuni volontari dell'associazione e da un'educatrice di Itaca, si è impegnato in tutte le fasi della preparazione dei piatti, dalla definizione delle ricette da provare all'andare a fare la spesa al supermercato per acquistare il necessario, e poi preparare gli ingredienti, cucinare e gustare quanto preparato tutti insieme a tavola.

Spesso si è portati a pensare che cucinare insieme sia semplice, dimenticando come ciò comporti, ad esempio, il mettersi d'accordo sui compiti di ognuno, seguire i consigli e le regole date, collaborare. Nel nostro caso il "cucinare comunitario" ha comportato anche apprendere alcune tecniche di cucina, sviluppare alcune capacità di motricità fine, rispettare i tempi della cucina e degli altri compagni, insomma, un vero e proprio percorso di autonomia e di acquisizione di fiducia nelle proprie risorse personali.

Visto il successo della prima edizione, il corso verrà riproposto da metà settembre e sarà rivolto ad un secondo gruppo di persone con disabilità sempre presso la sede del Masci di Sacile. Le date sono quelle del 16 settembre, 30 settembre, 7 ottobre, 14 ottobre, 28 ottobre, 11 novembre dalle 17 alle 21. Il corso è gratuito previa iscrizione all'associazione per questioni assicurative. Per informazioni e iscrizioni contattare Graziana Modolo al 339 3183664, presidente dell'Associazione i Petali.

Il percorso, promosso e realizzato dall'associazione I Petali Onlus di Sacile assieme alla Cooperativa sociale Itaca e grazie al supporto logistico del Masci di Sacile, è finanziato dal Fondo Etico dell'Aas 5 Friuli Occidentale e proseguirà con un nuovo ciclo di incontri anche nel 2020.

 

 

Un weekend all'insegna dell'ecologia e del rispetto dell'ambiente in compagnia dei propri amici animali. È questo lo spirito che anima la seconda edizione di Follow Your Pet (in programma il 21 e 22 settembre nel parco di Villa Montalvo, a Campi Bisenzio) ed è per questo che gli organizzatori hanno pensato di programmare, per anticipare i temi della due giorni, una mattinata di dog plogging a Firenze in collaborazione con le associazioni "Insieme per l'ambiente", "The Ploggers" e "CSEN Firenze e Prato".  

Il plogging è uno sport – sempre più diffuso – che abbina all'attività fisica (la corsa o, più semplicemente, la camminata) la raccolta dei rifiuti abbandonati lungo le strade, all'interno di parchi e in generale nelle aree urbane delle nostre città. Il dog plogging è la versione "a sei zampe", una camminata ecologica in compagnia del proprio cane. Il nostro amico a quattro zampe, ovviamente, non sarà tenuto raccogliere l'immondizia, ma sarà un piacevole compagno durante questa attività tra il ludico e l'educativo, che sta riscuotendo sempre più successo.

L'appuntamento con "Follow Your Pet and... Pulisci la città con noi!" è fissato per domenica 15 settembre alle 10 ai giardini di Campo di Marte (il ritrovo è al fontanello dei giardini un quarto d'ora prima dell'inizio della passeggiata) e per parteciparvi non c'è bisogno di nessuna preparazione, basta portare con sé un paio di guanti e un sacchetto, oltre alla voglia di rendere la città più pulita e decorosa. Alla fine della passeggiata i "ploggers" verranno omaggiati di un gadget a tema.

L'appuntamento di domenica fa da ideale preludio alla seconda edizione di Follow Your Pet, che quest'anno si svolgerà sabato 21 e domenica 22 settembre (dalle 10 alle 20) nel parco di Villa Montalvo, a Campi Bisenzio, alle porte di Firenze. I protagonisti della due giorni sono sempre gli animali, cani e gatti in primis, oltre a cavalli, rapaci e rettili, ma a differenza della prima edizione si tratterà di una vera e propria festa - a ingresso gratuito - per gli amanti degli animali e della natura. Un weekend di laboratori, gare, passeggiate, dimostrazioni, animazione e tante altre attività nelle quali coinvolgere tutta la famiglia. Dalle gare di agility dog alle prove di approccio all'acqua per il proprio cane, dall'aiuto nella gestione dell'arrivo di un gatto in casa al truccabimbi, dai laboratori creativi a tema pet all'avvicinamento al mondo del cavallo, fino ad una caccia al tesoro a tema, alle prove di obedience e agli incontri con esperti e veterinari.

Per il 2019, in linea con la crescente attenzione all'ambiente e alla sostenibilità, gli organizzatori di FYP hanno incentrato l'intera manifestazione sul rapporto uomo/natura dando una decisa svolta green, a cominciare dalla scelta della location, che ha lasciato i padiglioni della Fortezza da Basso per spostarsi in un polmone verde poco distante dal centro di Firenze. Grande attenzione ai bambini e alle loro famiglie, che sono invitati a passare un weekend diverso, conoscendo da vicino gli animali presenti o portando i propri, per educare al rispetto e alla cura, per sensibilizzare e condividere l'amore verso i pet.

 

 

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