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Sabato, 14 Dicembre 2019

Articoli filtrati per data: Venerdì, 13 Ottobre 2017 - nelPaese.it

Torna sabato 14 ottobre, per il settimo anno, la giornata dedicata alla Raccolta Alimentare Conad a sostegno dei progetti di Fondazione ANT e dei malati di tumore che vivono in situazioni di disagio economico.

A questa richiesta di aiuto risponderanno ancora una volta, in un’unica giornata, le cooperative Conad Adriatico con la Raccolta Alimentare a favore di ANT in oltre 100 punti vendita Conad in Abruzzo, Basilicata, Marche, Molise e Puglia. Più di 500 Volontari di Fondazione ANT distribuiranno nei punti vendita aderenti materiale informativo sull’iniziativa, le buste per la raccolta e ritireranno i prodotti donati dai clienti.

Il pubblico potrà scegliere di donare beni che vanno dai generi alimentari a lunga conservazione, a quelli per l’igiene personale e pulizia per la casa, al materiale monouso. I prodotti raccolti durante la giornata verranno consegnati direttamente a casa degli Assistiti ANT dal Servizio Famiglia della Fondazione. Una parte della merce sarà offerta in occasione di manifestazioni solidali e nelle Sedi locali ANT per raccogliere fondi a favore dei progetti gratuiti di assistenza specialistica domiciliare e prevenzione oncologica.

Per informazioni sull’iniziativa è possibile contattare Roberta Barbieri (340 5293240) di Fondazione ANT Italia ONLUS.

La Fondazione ANT Italia Onlus

Nata nel 1978 per opera dell’oncologo Franco Pannuti, dal 1985 a oggi Fondazione ANT Italia ONLUS – la più ampia realtà non profit per l’assistenza specialistica domiciliare ai malati di tumore e la prevenzione gratuite – ha curato circa 120.000 persone in 10 regioni italiane (Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio, Marche, Campania, Basilicata, Puglia, Umbria – dato aggiornato a dicembre 2016). Ogni anno 10.000 persone vengono assistite nelle loro case da 20 équipe multi-disciplinari ANT che assicurano cure specialistiche di tipo ospedaliero e socio-assistenziale, con una presa in carico globale del malato oncologico e della sua famiglia.

Sono complessivamente 520 i professionisti che lavorano per la Fondazione (medici, infermieri, psicologi, nutrizionisti, fisioterapisti, farmacisti, operatori socio-sanitari etc.) cui si affiancano oltre 2.000 volontari impegnati nelle attività di raccolta fondi necessarie a sostenere economicamente l’operato dello staff sanitario. Il supporto offerto da ANT affronta ogni genere di problema nell’ottica del benessere globale del malato. A partire dal 2015, il servizio di assistenza domiciliare oncologica di ANT gode del certificato di qualità UNI EN ISO 9001:2008 emesso da Globe s.r.l. e nel 2016 ANT ha sottoscritto un Protocollo d’intesa non oneroso con il Ministero della Salute che impegna le parti a definire, sostenere e realizzare un programma di interventi per il conseguimento di obiettivi specifici, coerenti con quanto previsto dalla legge 15 marzo 2010, n. 38 per l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. ANT è inoltre da tempo impegnata nella prevenzione oncologica con progetti di diagnosi precoce del melanoma, delle neoplasie tiroidee, ginecologiche e mammarie.

Pubblicato in Economia sociale

Coob e Cointeso: due consorzi di cooperative sociali di tipo B, cioè per l'inclusione lavorativa. La prima nell'interno della Toscana e dell'Umbria, la seconda sulla costa. Adesso sono insieme, sotto la sigla Coob e rappresentano 32 cooperative sociali che operano in buona parte delle province toscane: 15 in quella di Arezzo, 12  a Grosseto, 3 a Livorno, 1 a Siena e Perugia. Si occupano di manutenzione del verde, igiene ambientale, logistica, servizi amministrativi, comunicazione, ristorazione, gestione pubblici servizi, pulizia, custodia, sorveglianza e altro ancora. Occupano 2100 addetti, dei quali oltre 800 svantaggiati con un fatturato annuo di 63 milioni di euro.

"I nostri percorsi erano paralleli e alla fine si sono incrociati - ricorda Deborah Caramelli, Presidente di Cointeso ed ora vice Presidente di Coob. Siamo tutte cooperative di tipo B e quindi finalizzate agli inserimenti lavorativi di persone svantaggiate che oggi, con la crisi economica, non sono soltanto i disabili. Siamo fortemente legate ai territori dove siamo nate e consideriamo questo radicamento un valore perché ci consente di  capire e interpretare i bisogni ai quali rispondiamo. Non andiamo a operare in altri territori ma lavoriamo con le coop sociali di quei territori. Rappresentiamo anche una sintesi delle tre grandi centrali cooperative perché sono tutte rappresentate al nostro interno".

Per chi fa inclusione sociale è d'obbligo essere inclusivo. "Coob è nato prima di Cointeso ma i percorsi sono stati simili - continua Caramelli. Tanto che alcune delle nostre cooperative hanno collaborato anche prima della fusione dei due consorzi. Non sono tempi facili per il settore ma siamo convinti che l'idea della cooperazione sociale possa svilupparsi mantenendo fede alla sua identità e sottraendosi ai tentativi in atto di marginalizzarlo. Non siamo il passato ma vogliamo essere il futuro di una nuova economia e di un nuovo welfare in Toscana".

Michele Vignali è il Presidente di Coob: "il nostro consorzio è nato nel 2004 e in questi anni ha dimostrato non soltanto che le cooperative sociali si possono aggregare ma che questa scelta finisce per migliorare la qualità complessiva dei servizi che ogni singolo soggetto è in grado di offrire. C'è uno sforzo costante per sincronizzare le velocità alle quale ciascuna viaggia: il consorzio non può andare né a quella minima né a quella massima. Ognuna ha la sua storia, i suoi dirigenti, i suoi soci. Lavorare insieme, insomma, non è facile ma il risultato finale è straordinario ed è di gran lunga superiore a quello teorico dato dalla semplice somma delle singole realtà".

Il consorzio si pone l’obiettivo di valorizzare le buone pratiche di inserimento lavorativo e di inclusione sociale di persone svantaggiate creando opportunità di lavoro stabili, favorendo l’accesso al lavoro di persone appartenenti alle cosiddette fasce deboli. La finalità è anche quella di promuovere il valore dellacooperazione sociale di tipo B; sostenere accordi e protocolli con le Amministrazioni e le imprese private; sensibilizzare e condividere idee che attraverso la leva della collaborazione favoriscano l’inserimento delle associate nel contesto socio-economico locale; garantire, nello svolgimento delle attività, uno stile ed una reputazione di onestà, limpidezza ed eticità nelle relazioni instaurate.

"Penso che quella consortile sia una risposta ancora valida all'evoluzione del mercato e alle normative che interessano l'affidamento di lavori da parte della pubblica amministrazione - conclude Vignali. Non credo alle cooperative giganti: il sovradimensionamento, indipendentemente dalla volontà dei singoli, finisce per allentare il radicamento territoriale e l'"ancoraggio" ad alcuni dei valori che sostengono la cooperazione sociale".

 

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