Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Sabato, 14 Dicembre 2019

Articoli filtrati per data: Mercoledì, 29 Novembre 2017 - nelPaese.it

Virtual Coop, una cooperativa che cresce. Il 1° dicembre si terrà l’inaugurazione della Nuova Area Operativa. La Virtual Coop è nata nel 1996 per volontà di un gruppo di 14 disabili che hanno voluto creare un luogo di lavoro vero e proprio;in questo momento è composta da: 38 dipendenti di cui 24 svantaggiatie da 28 soci di cui 5 volontari e 3 sovventori.

Opera nei seguenti principali settori lavorativi:scansioni ed inserimento dati, stampe digitali, imbustamento e confezionamento, siti Web ed editoria multimediale. Il Presidente Maurizio Cocchi, oltre alla gestione della cooperativa stessa si occupa anche del Marketing, avviando e tenendo,quindi, i rapporti con i possibili clienti e con le Istituzioni con la solerte e perspicace collaborazione del collega Luca Cavrini.

La Vicepresidente Giuseppina Carella, anch’essa impegnata nella gestione della compagine,è Responsabile del Coordinamento di Redazione del Magazine online Buone Notizie Bolognache è composta da collaboratori interni ed esterni, gran parte dei quali persone con disabilità fisica o psichica.L’Ing. Giuseppe Tomaiuoli, che è il Responsabile della Produzione, coordina a sua volta i responsabili dei vari settori e concorre alla formazione dei prezzi per i clienti.

Katia Martino, Responsabile delle Risorse Umane, si occupa anche della stesura delle gare per acquisire nuove commesse.È coadiuvata, nella ricerca del personale, da Marina Carini,educatrice professionale.

Altri componenti loStaff della cooperativa sono: Ninfa Azzo, che si occupa dell’amministrazione; Giacomo Fantuzzi, che cura la documentazione  per la certificazione di Qualità;Nadia Mancinelli, che è la Responsabile del settore scansioni e inserimento dati;Katia Furlani, che è la Responsabile del settore stampe digitali, imbustamento e confezionamento eMaria del Mar Làzaro Làzaro, che è la Responsabile del settore siti Web ed editoria multimediale.

Ad oggi i tirocinanti sono 53, frequentano un percorso formativo collaborando nei vari settori produttivi. Quando le attività proposte dalla Cooperativa non risultano adatte viene richiesto ai servizi del territorio di cercare soluzioni alternative per i loro utenti. Per altri, invece, il tirocinio viene prolungato per approfondire le capacità acquisite o per offrire la possibilità di svolgere attività ritenute dagli interessati comunque gratificanti.

Quasi tutti i dipendenti svantaggiati sono stati assunti dopo un periodo in tirocinio. Naturalmente il passaggio da tirocinante a dipendente è legato alle capacità acquisite e dalla quantità e tipo di lavoro di cui la Cooperativa dispone di volta in volta. Per saperne di più www.facebook.com/VirtualCoopOnlus/

Pubblicato in Emilia-Romagna

Viminale-Amnesty, è ancora scontro. Il 28 novembre, di fronte alla Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento europeo, il prefetto Mario Morcone ha dichiarato che il rapporto "Hotspot Italia", pubblicato da Amnesty International nel 2016, conterrebbe informazioni non veritiere in relazione all'uso della forza da parte della polizia nell'identificazione di migranti e richiedenti asilo. Il prefetto Morcone ha mosso accuse anche contro l'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e il Commissario europeo per i diritti umani.  

Amnesty International conferma il contenuto del rapporto e “rimane in attesa che il governo italiano chiarisca se e quali indagini abbia svolto” per accertare che la realizzazione del cosiddetto "approccio Hotspot" non abbia causato “violazioni dei diritti umani e su quali basi il prefetto Morcone sostenga la tesi che le informazioni contenute nel rapporto "Hotspot Italia" non sarebbero veritiere”. Anche meccanismi delle Nazioni Unite, quali il Comitato sui diritti umani e il Comitato contro la tortura, hanno interrogato il governo su questa materia. 

Amnesty International nota “come l'attacco a organizzazioni non governative e organizzazioni internazionali dedite alla salvaguardia della vita e dei diritti di rifugiati e migranti stia diventando una tattica sempre più frequentemente usata dal governo italiano per difendere le proprie politiche, anche quando queste risultino in palesi violazioni dei diritti umani”.  

Pubblicato in Migrazioni

In aumento i laureati italiani che lasciano il Paese, sono quasi 25mila nel 2016 (+9% sul 2015) anche se tra chi emigra restano più numerosi quelli con un titolo di studio medio-basso (56mila, +11%). Lo rileva l’Istat nella sua indagine sulle migrazioni estere e interne.

Dopo tre anni di calo tornano a crescere i trasferimenti di residenza interni al territorio nazionale, che nel 2016 hanno coinvolto 1 milione 331mila individui (+4% sul 2015), con trasferimenti per lo più di breve e medio raggio. Nel 76% dei casi avvengono tra Comuni della stessa regione (1 milione 6mila). All'aumento dei trasferimenti di residenza interni contribuiscono anche i cittadini stranieri: i loro spostamenti sono stati in tutto 230mila, circa 27mila in più rispetto al 2015.

I dati sull’immigrazione

Nel 2016 il saldo migratorio netto con l'estero torna a crescere di oltre 10mila unità, raggiungendo quota 144mila (+8% rispetto al 2015) per effetto del maggiore aumento delle immigrazioni rispetto alle emigrazioni. Le immigrazioni (iscrizioni in anagrafe dall'estero) ammontano a quasi 301mila (+7% rispetto al 2015); circa nove su dieci riguardano cittadini stranieri.

Con 45mila iscritti la comunità rumena è sempre la più numerosa tra i flussi di immigrazione, seguono pakistani (15mila), nigeriani (15mila), marocchini (15mila), albanesi (13mila) e cinesi (12mila). Continuano a crescere le immigrazioni dei cittadini africani; in particolare, incrementi significativi degli ingressi si registrano per i cittadini guineiani (+161%), ivoriani (+73%), nigeriani (+66%) e ghanesi (+37%).

Sono molto consistenti anche i flussi di pakistani (15 mila, +30%), albanesi (13mila, +12%) e brasiliani (10 mila, +50%), calano invece le immigrazioni dei cittadini di area asiatica: cingalesi (-18%), cinesi (-17%), bengalesi (-14%) e indiani (-11%). Ancora in crescita le emigrazioni (cancellazioni dall'anagrafe per l'estero): nel 2016 sono 157mila (+7% sul 2015). L'aumento è dovuto esclusivamente alle cancellazioni di cittadini italiani (+12%). Gli emigrati di cittadinanza italiana nati all'estero ammontano a circa 28mila (+19% rispetto all'anno precedente): il 50% torna nel Paese di nascita, il 43% emigra in un Paese dell'Unione europea, il restante 7% si dirige verso un Paese terzo non Ue.

Le principali mete di destinazione per gli emigrati di cittadinanza italiana si confermano il Regno Unito (21,6%), la Germania (16,5%), la Svizzera (9,9%) e la Francia (9,5%). In aumento i laureati italiani che lasciano il Paese, sono quasi 25mila nel 2016 (+9% sul 2015) anche se tra chi emigra restano più numerosi quelli con un titolo di studio medio-basso (56mila, +11%).

Dopo tre anni di calo tornano a crescere i trasferimenti di residenza interni al territorio nazionale, che nel 2016 hanno coinvolto 1 milione 331mila individui (+4% sul 2015), con trasferimenti per lo più di breve e medio raggio. Nel 76% dei casi avvengono tra Comuni della stessa regione (1 milione 6mila). All'aumento dei trasferimenti di residenza interni contribuiscono anche i cittadini stranieri: i loro spostamenti sono stati in tutto 230mila, circa 27mila in più rispetto al 2015.

 

Pubblicato in Nazionale
Mercoledì, 29 Novembre 2017 15:47

PRONTI A SCOPRIRE "IL TESORO DI MONTERUSCIELLO"

Giovedì 30 Novembre, Monterusciello Agro City presenta “il Tesoro di Monterusciello”. Una giornata per scoprire la vegetazione spontanea nei terreni di Monterusciello in compagnia di Maria Sonia Baldoni conosciuta come la Sibilla delle erbe, tra le più importanti esperte in Italia.

“Ci accompagnerà in un percorso di riconoscimento, raccolta e catalogazione delle piante selvatiche approfondendo i loro usi antichi e moderni in ambito alimentare e culinario, curativo, cosmetico, tintorio e cerimoniale”.

La partecipazione al workshop è gratuita e libera a tutti gli interessati previa iscrizione al seguente link: http://eepurl.com/dbauOj

 

 

Pubblicato in Campania

Dopo un viaggio spesso difficile, intrapreso senza la protezione della propria famiglia, molti giovani migranti non accompagnati una volta giunti in Francia non hanno né un rifugio né assistenza da parte delle autorità, e sono costretti a dormire in condizioni disumane. Il 5 dicembre, Medici Senza Frontiere (MSF) aprirà un centro a Pantin (periferia nord orientale di Parigi) per offrire loro sollievo, assistenza medica e supporto amministrativo.

Si stima che alla fine del 2017, circa 25.000 giovani abbiano fatto domanda per ottenere lo status di minore non accompagnato in Francia. La situazione è estremamente grave: “Molti giovani che si presentano come minori non ricevono assistenza e sono costretti a dormire in condizioni terribili, circondati da gruppi di adulti, e alla mercé delle reti di trafficanti. È fondamentale garantire un sistema di accoglienza, cura e assistenza in un ambiente sicuro”, dichiara Corinne Torre, capo missione di MSF in Francia.

L’assistenza fornita nel centro ai giovani che si dichiarano minori non accompagnati includerà supporto legale e medico, sostegno alla salute mentale e servizi sociali. In cooperazione con numerose associazioni (ADJIE, Safe Passage e COMEDE) e avvocati del Foro di Parigi e Seine Saint-Denis, le équipe di MSF seguiranno la situazione individuale di ogni ragazzo, offrendogli supporto.

“Il centro si occuperà di 50 giovani indicati dalle associazioni con le quali lavoriamo. Alcuni arrivati recentemente in Francia, altri in transito, altri ancora ai quali è stato negato lo status di minore. Vogliamo aiutarli a prendere consapevolezza dei loro diritti e, se vorranno, di presentare ricorso alla corte di famiglia. Vogliamo anche garantire loro accesso all’assistenza sanitaria in un posto sicuro e sereno” spiega Corinne Torre.

Molti di questi giovani, già esposti a pericoli gravissimi durante i difficili viaggi migratori, al loro arrivo in Francia si trovano spesso soli e in un ambiente ostile. Devono confrontarsi con una mancanza di informazione e trasparenza, con poche strutture di accoglienza, con prassi amministrative labirintiche e con il rifiuto delle loro richieste. Alcuni riescono a presentare domanda di protezione in quanto minori e, se riconosciuti come tali, sono tutelati dai servizi sociali. Ma chi si vede negato lo status, è estromesso dal sistema legale e non può usufruire di nessuna ulteriore forma di assistenza.

“Questo è uno dei motivi per cui vogliamo aprire il centro”, continua Torre. “Chiediamo non solo la protezione incondizionata di questi giovani ragazzi in quanto bambini a rischio, ma anche il rispetto della presunzione dello status di minore, che viene regolarmente violata”.

 

 

Pubblicato in Migrazioni

Lunedì 27 novembre la Commissione Bilancio del Senato ha approvato all'unanimità un emendamento in favore dei neomaggiorenni "fuori famiglia". La misura dispone un fondo sperimentale triennale di complessivi 15 milioni di euro  per il sostegno al percorso di autonomia dei giovani in uscita (più di 3000 ogni anno) da percorsi in comunità, case famiglia o da esperienze di affido familiare, garantendo il sostegno fino al ventunesimo anno di età.

La rete di associazioni promotrici della Campagna nazionale Donare Futuro - Richieste urgenti per il diritto alla famiglia nelle Regioni del Centro-Sud,  nata per sostenere il diritto dei minorenni alla famiglia, esprime “grande soddisfazione per lo storico risultato”.  Un traguardo che “premia il lavoro corale, sostenuto anche dall'Autorità nazionale Garante Infanzia e Adolescenza, delle tante associazioni, tra cui l'associazione Agevolando  e il Comitato nazionale dei neomaggiorenni fuori famiglia”.

Sulla scia di questo traguardo,  i promotori della  Campagna "Donare Futuro", auspicano che “tutte le Amministrazioni Regionali  s'impegnino a garantire attenzione concreta alla tematica dell'accompagnamento all'autonomia dei neomaggiorenni in uscita da percorsi di tutela , come recita  il secondo punto delle  5 Richieste urgenti alle Regioni del Centro Sud per le quali è nata la Campagna”.

Le cinque proposte al centro delle azioni di Donare Futuro riguardano: sostegni alle adozioni difficili, accompagnamento all'autonomia dei neomaggiorenni in uscita da percorsi di tutela, tavoli regionali sull'affido familiare, sviluppo della pratica degli "affidamenti ponte" dei bambini piccolissimi, certezza dei sostegni economici e delle coperture assicurative agli affidatari. La Campagna, promossa da dodici organizzazioni e reti di associazioni, è attiva dalla primavera del 2015 in otto regioni italiane del Centro-Sud, con l'obiettivo di sollecitare, da parte delle istituzioni regionali e nazionali, risposte urgenti sui bisogni di bambini e adolescenti a crescere in una famiglia

I promotori della Campagna sono  Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Associazione Famiglie per l'Accoglienza, ANFAA Associazione Nazionale Famiglie Adottive e Affidatarie,  CNCM Coordinamento Nazionale Comunità per Minori, CISMAI Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l'Abuso  all'Infanzia, CNCA Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza, Ai.Bi. Amici dei Bambini, Federazione Progetto Famiglia, Coordinamento CARE, Forum delle Associazioni Familiari, Tavolo Nazionale Affido, Agevolando.

Le proposte individuate dai promotori della Campagna sono state inviate agli Assessori e ai Dirigenti alle Politiche Sociali delle amministrazioni regionali, ai Garanti per l'Infanzia e l'Adolescenza, ai Tribunali per i Minorenni e alle Procure minorili, infine ad esperti ed operatori dei servizi pubblici, del settore no-profit e del mondo accademico.

Pubblicato in Economia sociale

Integrazione e accoglienza dei rifugiati oggi sono in Italia tematiche di continua discussione,  e tra chi è più favorevole e chi meno, AIESEC Italia prende una posizione, e propone un progetto di scambio culturale, di confronto, dove non esiste cittadinanza o appartenenza a qualcosa, ma soltanto voglia di imparare e trasmettere conoscenze, valori, emozioni: InteGREAT.

InteGREAT è un progetto che si sviluppa principalmente nei centri di accoglienza per migranti, o nelle strutture che collaborano con esse.  Grazie ad InteGREAT, AIESEC dà la possibilità a giovani provenienti da tutto il mondo di vivere a stretto contatto con i migranti, e creare occasioni di confronto e di crescita, tramite l’organizzazione di attività ricreative, di animazione, di condivisione degli aspetti peculiari delle diverse culture.

Tra questi giovani provenienti da tutto il mondo c’è Ankit, un ragazzo indiano di vent’anni che ha trascorso il mese di Novembre a Bari, in un centro d’accoglienza per migranti. Quello che Ankit ci racconta è il cambiamento del suo stato d’animo, dal momento in cui ha lasciato l’India al momento in cui ci è ritornato , subito dopo aver finito il progetto. Ankit è entusiasta di aver contribuito ad avere alleggerito le giornate dei rifugiati e di avere  approfondito con loro alcune tematiche di cui nemmeno si aspettava di parlare, come la guerra vista da un punto di vista concreto e reale, o l’estrema difficoltà di riuscire a sopravvivere, a cui si sottraggono i rifugiati andando via.

Ankit dice di essere arrivato in Italia "con poche aspettative e molti pregiudizi", e non perché non volesse dare spazio alla novità, ma perché non era pienamente "fiducioso dell’impatto che avrebbe potuto dare nella realtà in cui si andava ad inserire". Al contrario la sua esperienza è stata positiva e arricchente, non solo per lui, ma anche per le persone che, una volta tornato, hanno avuto modo di sentire la sua storia e quella degli amici che aveva incontrato nel centro, e aprire i loro orizzonti.

InteGREAT è la concreta possibilità di oltrepassare un confine, abbattere pregiudizi e creare ambienti interculturali che siano stimolanti e motivanti. Nella globalizzazione sempre più diffusa, restare chiusi nel proprio guscio di fronte ai problemi degli altri non è più possibile.

AIESEC offre un’opportunità ai giovani di esplorare e conoscere, al fine di proporre soluzioni efficaci in futuro, e alla realtà locale di trarre giovamento dalle menti vivaci dei giovani e dalla loro voglia di mettersi in gioco.  AIESEC offre questa opportunità a tutti i ragazzi dei 128 paesi nel mondo in cui è presente, ma anche chiaramente ai ragazzi italiani che vogliano partire per svolgere un progetto di volontariato

Esistono diversi tipi di tsunami, a volte generati dalla rottura di un piano di faglia, da collassi di apparati vulcanici o da grandi frane sottomarine innescate da terremoti. Uno studio condotto da un team di ricercatori dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Università di Padova e Firenze, Royal Holloway University of London, Manchester e Durham University (Regno Unito), Tsukuba e Kyoto University (Giappone), tenta di svelare i processi fisici che consentono a un terremoto di generare uno tsunami per sollevamento del fondale marino. La ricerca Past seismic slip-to-the-trench recorded in Central America megathrust, è stata pubblicata su Nature Geoscience (https://www.nature.com/articles/s41561-017-0013-4).

I terremoti sono il risultato della propagazione di una rottura lungo una superficie che attraversa la crosta terrestre chiamata faglia. La propagazione della rottura consente ai blocchi di roccia a lato della faglia di spostarsi l'uno rispetto all'altro anche di decine di metri nel caso di terremoti eccezionalmente grandi (magnitudo nove). In genere, i terremoti che producono tsunami si distinguono da quelli che interessano la crosta continentale, come i recenti terremoti di Amatrice e Norcia del 2016, per avere una velocità di propagazione della rottura più lenta (1-2 km/s) rispetto agli altri terremoti (2-4 km/s), consentire grandi spostamenti dei blocchi di faglia vicino al fondale marino, e avere un epicentro situato non lontano dalla fossa oceanica.

"Fino a pochi anni fa", spiega Paola Vannucchi, primo autore dell'articolo e ricercatrice della Royal Holloway of London, Regno Unito – Università di Firenze, "si riteneva che le rotture sismiche non fossero in grado di propagarsi attraverso i più superficiali e soffici sedimenti marini ricchi in argilla. Inoltre, non era stata presa in considerazione la presenza in questi sedimenti di strati non consolidati dallo spessore di decine fino a centinaia di metri composti da gusci calcarei di microrganismi marini. In generale, si riteneva che il coefficiente di attrito di questi materiali aumentasse con la velocità di scivolamento lungo una faglia arrestando la rottura prima che questa arrivasse a rompere il fondale marino".

Lo studio ha, invece, evidenziato che la propagazione, durante grandi terremoti (magnitudo maggiore di sette), determina rotture sismiche lungo faglie dalla profondità dove nasce il terremoto (circa 15-35 km per questi terremoti) fino al fondale marino. "Il grande terremoto di Tohoku (magnitudo 9.0) e conseguente tsunami che ha inondato la costa settentrionale dell'arcipelago Giapponese l'11 marzo del 2011 ha messo in discussione proprio questa interpretazione. Evidenze sismologiche, geofisiche e geologiche hanno mostrato che in questo terremoto la rottura si è propagata fino a rompere il fondale oceanico con conseguenze devastanti", prosegue Vannucchi.

La rottura del fondale oceanico è associata all'innalzamento, anche di alcuni metri per grandi terremoti, del fondale e la conseguente energizzazione della colonna d'acqua marina sovrastante. Poiché in zona di fossa oceanica la colonna d'acqua è di diversi chilometri di altezza, il sollevamento del fondale in questi particolari ambienti oceanici comporta la generazione di imponenti e violentissime onde di tsunami, alte fino a 20-30 metri (un palazzo di dieci piani) quando queste si infrangono sulla costa, come nel caso del terremoto di Tohoku.

"La ricerca", aggiunge Giulio di Toro, ricercatore dell'Università di Padova associato all'INGV, "unisce dati da perforazione di fondali oceanici effettuati nel Pacifico in prossimità della fossa che costeggia il Costa Rica (America Centrale), da progetti Integrated Oceanic Discovery Programme (https://www.iodp.org/ ), da esperimenti condotti in Italia su sedimenti marini composti da argille e gusci di microrganismi marini campionati durante la perforazione". 

Gli esperimenti sono stati effettuati conl'apparato sperimentale SHIVA (Slow to HIgh Velocity Apparatus) che con i 300 kW (equivalente alla potenza dissipata da 100 appartamenti medi Italiani) è in grado di dissipare, in provini di roccia dalle dimensioni di un piccolo bicchiere del diametro di 50mm, il più potente simulatore di terremoti al mondo. 

"SHIVA, progettato e installato nel 2009 presso il Laboratorio Alte Pressioni - Alte Temperature di Geofisica e Vulcanologia Sperimentali  dell'INGV di Roma, è una strumentazione in grado di comprendere la meccanica dei terremoti. Queste ricerche sono state finanziate da due progetti dell'Unione Europea denominati USEMS e NOFEAR (Uncovering the Secrets of an Earthquake: Multidisciplinary Study of Physico-Chemical Processes During the Seismic Cycle e New Outlook on seismic faults: from earthquake nucleation to arrest)", afferma Di Toro, responsabile di questi progetti.

"Questa ricerca", conclude Elena Spagnuolo, ricercatrice dell'INGV, "tenta di svelare i possibili processi fisici che consentono a un terremoto di generare uno tsunami per sollevamento del fondale marino. In considerazione del fatto che questi sedimenti calcarei sono abbastanza comuni nelle fosse oceaniche e che, in base all'evidenza sperimentale, la loro presenza agevola la propagazione di una rottura sismica fino a rompere il fondale marino, si ritiene che questo fenomeno possa essere molto frequente".

Il Laboratorio Alte Pressioni - Alte Temperature di Geofisica e Vulcanologia Sperimentali​ è collocato ​nella sede di Roma dell'INGV.​ ​Q​ui​ sono concentrate ​molte attività analitiche e sperimentali dell'INGV​ ​a supporto delle ricerche e del monitoraggio, ma anche ​svilupp​o ​di tecnologie e di nuove metodologie d'indagine​. ​Nel laboratorio si ​portano avanti ricerche​ di ​spicco dell'​​INGV​ in ambito sismologico, vulcanologico e ambient​ale​​, alcune delle quali finanziate nell'ambito di progetti europei​. Le attività sperimentali, svolte anche in collaborazione con laboratori di altri paesi, riguardano simulazioni e misure legate alla fisica delle rocce ​e dei terremoti, ​alle proprietà chimico-fisiche dei magmi,​ e​ ​la ​modellizzazione analogica dei processi vulcanici. ​Il laboratorio è anche​ ​un ​polo di attrazione per i ricercatori italiani e stranieri.

 

Pubblicato in Ambiente&Territorio

Ta gli anni 2014 e 2015 il flusso di persone migranti che giungevano ai confini europei attraverso la "rotta balcanica" assumeva proporzioni raramente incontrate nella storia del nostro continente. Migliaia di singoli adulti, famiglie intere, ragazzi e anziani attraversavano a piedi e con ogni mezzo tutte le repubbliche della ex Yugoslavia, spesso accompagnati e scortati verso i confini nord ed Est dalle stesse forze dell'ordine. Il Prefetto di Gorizia Anna Porzio arrivava a definire la (ex) frontiera di Gorizia come "la Lampedusa del Nord", con un'espressione forse teatrale, ma efficace nella sua metafora.

Inutile ricordare come tutte le strutture allora disponibili nella nostra regione riuscivano solo parzialmente a reggere l'improvviso "urto" demografico, in particolar modo per quel che riguarda i minori soli, soggetti che non possono in alcun modo venir abbandonati per le strade, sulle rive dei fiumi, dentro a gallerie o silos dismessi. E' in quei giorni di emergenza, poi notevolmente rientrata con gli accordi UE-Turchia e la chiusura della frontiera macedone, che la nostra impresa sociale decideva di non rimanere più ai margini di questa drammatica storia di migrazione, tradizionalmente gestita da organizzazioni umanitarie, religiose e associazioni di cura e assistenza.

"Siamo dunque partiti dal "problema" che sentivamo più vicino alla nostra esperienza ultra ventennale educativa-assistenziale, cioè i Minori Stranieri Non Accompagnati (definiti ormai comunemente con l'acronimo MSNA); quegli adolescenti che arrivano nel nostro paese da molte parti del meridione e oriente del pianeta senza adulti di riferimento".

E doveva per forza diventare una esperienza di accoglienza, di "casa", di "comunità", fondata sull'esperienza ormai quindicinale della struttura per adolescenti Il Mulino di Aquileia (vedi Sconfinamenti n. 28 "Volevo la luna"). Dopo un anno di lavoro, nell'agosto 2016, nasceva a Monfalcone TIMAVO, comunità per minori migranti e subito dopo prendevano forma il Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS) per giovani adulti richiedenti asilo a Turriaco e, nel febbraio di quest'anno, Duemilauno Agenzia Sociale entra in un associazione temporanea di imprese con le associazioni ICS e Caritas e con la cooperativa sociale Lybra per la gestione condivisa di un importante progetto SPRAR con la Prefettura di Trieste, che dà accoglienza complessivamente a ben 900 migranti.

Sconfinamenti ha raccolto queste esperienze, quanto mai vive, recenti, senza dubbio al centro dell'attualità politica e sociale nella nostra regione e nel resto di Italia ed Europa. Domenica 3 dicembre alle ore 11  presso la sala del Consiglio Comunale di Turriaco in piazza Libertà 13, presentazione del n. 31 della rivista semestrale che sarà distribuita gratuitamente ai presenti. 

Pubblicato in Friuli-Venezia Giulia

Nuovi progetti e iniziative  che trasformano le idee e la creatività  dei giovani in percorsi di coesione sociale e di sviluppo sostenibile per i territori, attraverso  esperienze di rigenerazione e di riuso degli spazi  a partire dalla cultura. Realtà sempre più diffuse che indicano come la cultura, il sapere, la conoscenza possono essere una strada concreta per generare imprese innovative e lavoro. E, allo stesso tempo, riqualificare aree, quartieri, luoghi che diventano punto di riferimento  per i cittadini, accrescere relazioni e partecipazione nelle comunità, grazie ad uno scambio virtuoso di collaborazione tra istituzioni pubbliche e soggetti privati.

È questa l’esperienza sviluppata nel corso di ormai quattro anni da Fondazione Unipolis che, con i bandi culturability  ha consentito a centinaia di giovani e decine di organizzazioni di realizzare progetti che in tutte le regioni italiane - buona parte dei quali nel Mezzogiorno - sono un esempio di innovazione culturale e sociale, che ha prodotto occupazione e sviluppo nel territorio. Sono questi i temi discussi questa mattina al ministero dei Beni culturali nell’incontro “La cultura che crea sviluppo. I progetti rigenerativi di culturability” organizzato da Fondazione Unipolis. È stato proprio il ministro Dario Franceschini a sottolineare la rilevanza di iniziative come quelle di culturability: "Dopo i risultati importanti conseguiti in questa legislatura – ha detto il ministro – penso che le prossime sfide su cui concentrarsi nei prossimi anni siano principalmente due. Investire nelle periferie urbane, dove si gioca la partita dell'integrazione e c'è tanta bellezza da svelare. Dopo essere riusciti a tutelare i centri storici delle nostre città, è lì che dobbiamo agire. Il secondo obiettivo è supportare le industrie culturali e creative".

Nel corso delle quattro edizioni del bando culturability, Fondazione  Unipolis ha investito un milione e mezzo di euro, parte in contributi diretti ai 28 progetti selezionati e parte nell’attività di supporto, formazione e accompagnamento svolta a favore di altre decine di progetti finalisti. Complessivamente, ai bandi hanno partecipato 2.771progetti, da parte di 1.453 team informali, 1.358 organizzazioni in qualità di capofila e 1.432 organizzazioni coinvolte come partner. Nel corso dell’incontro, Fondazione Unipolis, per bocca del suo presidente, Pierluigi Stefanini,  ha annunciato che il bando “culturability – rigenerare spazi da condividere” verrà riproposto anche nel 2018: “I risultati ottenuti in questi anni ci incoraggiano a proseguire un’attività che costituisce un contributo reale alla promozione della cultura, che rappresenta un fattore fondamentale per la crescita sociale e civile del Paese, nell’ottica di uno sviluppo sostenibile che metta al centro le persone, soprattutto quelle più giovani, e i loro bisogni. Desidero rivolgere un ringraziamento particolare al ministero dei Beni culturali per l’impegno che dedica a questi temi e per la collaborazione che ha voluto intraprendere con Fondazione  Unipolis”.

Infatti,  il MiBACT ha annunciato che rinnoverà e rafforzerà la propria collaborazione con il bando culturability , iniziata quest’anno, mettendo a disposizione nel 2018 le risorse per sostenere uno dei progetti che verranno selezionati, che saliranno così a sei. All’incontro hanno preso parte anche Linda Di Pietro - CAOS Centro Arti Opificio Siri e Hostello delle idee, Paola Dubini - docente Economia delle istituzioni culturali dell’Università Bocconi, Federica Galloni - Direttore Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie. 

Nel corso della mattinata, sono stati presentati i progetti selezionati con la call, scelti fra ben 429 progettualità arrivate da tutta Italia. A ciascuno dei 5 progetti va un contributo economico di 50 mila euro e la possibilità di prendere parte a un percorso di accompagnamento e mentoring, sviluppato in partnership con Avanzi/Make a Cube³ e Fondazione Fitzcarraldo. Sono state illustrate anche le iniziative a cui sono andate le 2 menzioni speciali del valore di 10 mila euro ciascuna, rese possibili dalla collaborazione con la Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane del MiBACT.

Questi i nomi dei progetti e le città di provenienza: Evocava di Mazara del Vallo (Trapani), FaRo – Fabbrica dei saperi di Rosarno (Reggio Calabria), L’Asilo di Napoli, Lottozero / textile laboratories di Prato, MET – Meticceria Extrartistica Trasversale di Bologna. Queste le due menzioni: Area Archeologica Giardini Luzzati: Lo Spazio del Tempo di Genova e TOC Centre di Copertino

Pubblicato in Nazionale
  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Novembre 2017 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30