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Venerdì, 06 Dicembre 2019

Articoli filtrati per data: Venerdì, 15 Settembre 2017 - nelPaese.it

I segnali di ripresa economica si iniziano ad avvertire e coinvolgono anche il quadro occupazionale. A certificare il movimento positivo, questa volta, non è l’andamento del Pil o le valutazioni dei vari centri economici internazionali, ma la percezione diretta e quotidiana degli italiani. Lo dice Swg che pubblica la sua PoliticApp di questa settimana.

“Crescita degli acquisti, lento sfiorire dei tratti pessimistici, avvisaglie posi-ve sul fronte occupazionale: sono i tratti che strutturano, nell’opinione pubblica, le percezioni sull’attuale trend economico nazionale. Non siamo di fronte a un’inversione complessiva di tendenza, ma a una lenta, costante e posi-va risalita del clima di fiducia”.

Nell’autunno 2016, il 64% degli italiani era pessimista e non vedeva alcuna ripresa all’orizzonte. Dodici mesi dopo, al rientro dalle ferie agostane, il quadro è chiaramente migliorato. Il pessimismo è calato di 7 punti, mentre è cresciuto l’ottimismo, con il 43% degli italiani che avverte sintomi di ripresa economica (erano il 38% nel settembre 2016).

Le valutazioni positive di parte dell’opinione pubblica non nascono in astratto, ma sono il frutto del vissuto delle persone, dell’esperienza quotidiana, delle relazioni con amici, parenti, colleghi, conoscenti. È in queste re- di conoscenze che le persone hanno osservato, in questi mesi, un ritorno dei consumi (57%), la ripresa della voglia di spendere, di dedicarsi allo shopping. Una percezione condivisa sia dal 60% della middle class, sia da un’analoga quota di appartenenti ai ceti bassi. Al fianco della ripresa dei consumi, le persone osservano, nelle loro relazioni quotidiane, l’affievolirsi delle apprensioni, delle paure e dei timori.

Un calo dello scetticismo, che sta generando un clima più disteso (43%) in una parte della società. Lo schiarirsi del cielo dalle nuvole più cupe è avver-to, in primis, dai segmenti sociali più forti (49% del ceto medio), dai residenti a Nordovest (45%), ma si fa strada anche al Sud (40%). A sostenere e rafforzare il senso di miglioramento dell’economia c’è anche la sensazione di un cambio di passo sul fronte occupazionale. Nel 2015 solo il 19% degli italiani affermava di conoscere persone che avevano trovato lavoro; oggi, questa quota è balzata in avanti di 9 punti percentuali, portando la media al 28%.

Fiducia oltre la crisi

“Siamo di fronte, anche in questo caso, a segnali di chiaro miglioramento, non a inversioni complete di ro/a, ma il motore sembra essersi messo in moto. Il territorio che ha le migliori performance sul fronte occupazionale è il Nordest (37%), ma indicazioni importanti arrivano anche dal Sud (29%)”.

La ripresa nel lavoro, per ora, è avvertita soprattutto dalle classi medie, mentre i ceti più bassi stentano ancora a cogliere effettivi cambi di passo. Se passiamo dai dati di pura percezione, al quadro del vissuto delle famiglie, il miglioramento del trend economico è ancora più evidente. Rispetto al 2013 il numero delle famiglie in difficoltà è in decisa discesa.

I nuclei familiari che stentano a pagare le bollette di luce, acqua e gas sono in netto calo (-10%) e sono passa- dal 40% del 2013 al 30% di oggi. Ancora più evidente (-14%) è la diminuzione della quota di famiglie costrette a fare rinunce sugli acquisti non alimentari. Siamo transita- dal 43% del 2013 al 29% di oggi e questo ben spiega la sensazione di ripresa dello shopping che aleggia nell’opinione pubblica.

Stop secco anche a tagli e riduzioni sulla spesa alimentare. Nel 2013 il 21% delle famiglie era stato costretto a ridurre il carrello della spesa. Quattro anni dopo, a settembre 2017, la quota è diminuita di dieci punti, scendendo all’11%. Un dato certamente non ancora tranquillizzante, ma il segnale d’inversione è evidente. In discesa, infine, il numero delle famiglie che hanno difficoltà a pagare mutui e spese mediche (-6% le prime e -3% le seconde).

“Nel nostro Paese si respira realmente un’aria di risveglio economico. Un miglioramento che inizia a diffondersi in vasti strati della società e per la prima volta, da anni, i da- di crescita registrati dagli indicatori macro-economici hanno un riscontro effettivo nel vissuto e nella percezione delle persone”.

Certo, l’onda lunga della crisi fatica ad abbandonare i nostri lidi, ma la via della ripresa sembra tracciata. “Una nuova stagione di sviluppo, oggi, sembra possibile, anche se il cammino appare ancora irto e lungo”, conclude il rapporto di Swg.

Redazione

@nelpaeseit

Pubblicato in Nazionale

Associazioni di tutela dei migranti e organizzazioni sindacali hanno inviato una lettera ai prefetti di Milano, Brescia, Bergamo, Lecco e Varese chiedendo un intervento sulle ordinanze che sono state adottate – sulla base di un modello unico diffuso dal partito di governo in questi comuni – da molti sindaci della Lombardia in materia di accoglienza dei richiedenti asilo.

A firmare il documento sono Asgi (associazione studi giuridici sull'immigrazione) – Naga (associazione volontaria di assistenza socio sanitaria e dei diritti dei cittadini stranieri , rom e sinti onlus) – Apn (avvocati per niente) – Anolf Cisl Milano – Cgil Lombardia – Cgil Milano – Cgil Brescia – Cgil Bergamo – Uil Bergamo – Cgil Varese – Cgil Lecco – Cgil – Vallecamonica-Sebino

“Le ordinanze impongono a privati e associazioni, senza alcuna ragionevole motivazione, oneri di comunicazioni ai Comuni che violano la libertà contrattuale dei privati (andrebbe addirittura comunicata la mera intenzione di stipulare un contratto di locazione) – è scritto nella lettera - e che riguardano dati e informazioni che sono tutti già a disposizione del Comune stesso o della Prefettura, violando così il principio di diritto (e di buon senso) secondo il quale l'amministrazione non può aggravare la posizione del privato con la richiesta di dati e documenti di cui può disporre semplicemente acquisendoli da altri organi dell'amministrazione”.

Inoltre “è addirittura richiesta una relazione quindicinale sulle condizioni sanitarie degli ospiti, in violazione di elementari principi di tutela della privacy”.

“È di tutta evidenza – scrivono i firmatari - che tali ordinanze non perseguono alcuna finalità di pubblico interesse ma hanno solo lo scopo di scoraggiare la cittadinanza dalla adesione ai piani di accoglienza, piegando cosi l'attività amministrativa a finalità politiche di parte".

Le associazioni firmatarie – che tramite ASGI hanno anche presentato reclamo al garante della privacy – chiedono quindi ai Prefetti “di esercitare il potere, ad essi riconosciuto dalla legge, di annullare tali ordinanze al fine di ripristinare la legalità e favorire un clima di cooperazione tra le istituzioni e tra queste e le forze sociali che consenta di fare fronte all'importante esigenza di accogliere in modo diffuso e senza squilibri territoriali quanti hanno diritto di proporre domande di protezione internazionale”.

Redazione

@nelpaeseit

Pubblicato in Nazionale
Venerdì, 15 Settembre 2017 18:08

CON GULLIVER "L'ARTE DI PRENDERSI CURA"

"Scatti di valori: l'arte del prendersi cura" è una esposizione ideata e realizzata, interamente all'interno della Cooperativa, per celebrare i quarant’anni di esperienza nella gestione di servizi dedicati alla persona.

In occasione del weekend dedicato al festivalfilosofia sulle arti, Gulliver ha deciso di esporre le immagini di "Scatti di valori: l'arte del prendersi cura" presso La Bottega delle Idee di via Trivellari, spazio che offre l'opportunità di acquistare oggettistica artigianale realizzata da persone con disabilità dei centri socio-riabilitativi, socio-occupazionali e scuola bottega di Modena.

"Scatti di valori: l'arte del prendersi cura" è una esposizione ideata e realizzata, interamente all'interno della Cooperativa, per celebrare i quarant’anni di esperienza nella gestione di servizi dedicati alla persona attraverso immagini e parole di chi ogni giorno li frequenta. Da diversi anni le opere realizzate dai servizi, gestiti da Gulliver, rappresentano materiale importante valorizzato negli strumenti, nelle pubblicazioni e negli eventi della Cooperativa.

In continuità con questo modo di raccontarci e di rappresentare ciò che siamo e che facciamo, abbiamo pensato che, nell’anno della storica ricorrenza del quarantennale, più che mai, i nostri servizi dovessero essere protagonisti. E’ stato così lanciato un fotoconcorso interno con l’obiettivo di rappresentare l’identità della Cooperativa attraverso il racconto del nostro lavoro quotidiano e dei valori che lo caratterizzano. Hanno aderito alla proposta 25 servizi, appartenenti ad aree di intervento differenti, che hanno complessivamente presentato 140 fotografie associate ad altrettante parole chiave. Scatti di VALORI che rappresentano l’arte del prendersi cura, ovvero la dedizione del lavoro quotidiano dei 1700 dipendenti Gulliver, i bisogni delle quasi 5000 persone e famiglie che accogliamo, i principi ai quali ci ispiriamo. Un’arte intesa come capacità di un insieme armonico di persone che singolarmente, con attenzione e responsabilità, esprimono se stesse attraverso la cura di sé e dell’altro, generando benessere.

Le immagini e le parole di "Scatti di valori: l'arte del prendersi cura" si potranno ammirare a Modena presso "La Bottega delle Idee" di via Trivellari nel weekend dedicato al festivalfilosofia, nei seguenti giorni e orari:
venerdì 15 settembre dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30;
sabato 16 settembre dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30;
domenica 17 settembre dalle 15.30 alle 19.00.
Ingresso libero.

Mercoledì 20 settembre 2017 alle ore 10,30 presso il Centro Socio Riabilitativo Diurno per Disabili L'Aquilone di Casinalbo, si terrà la cerimonia di premiazione del fotoconcorso con tutti i servizi Gulliver che hanno partecipato all’iniziativa.

Gulliver Società Cooperativa Sociale, O.N.L.U.S. di diritto, ha avviato la propria attività a gennaio 1997 ma trova le proprie origini e i propri valori identitari nel 1977 con la costituzione della Cooperativa C.S.A.. Nel 2017, dunque, Gulliver festeggia quarant’anni di esperienza, quarant’anni di impegno e di perfezionamento nell’arte del prendersi cura, attraverso la progettazione e la gestione di servizi dedicati a terza età, infanzia, minori, disabilità, disagio sociale, mediazione interculturale, trasporti sociali.

Redazione Emilia Romagna

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Pubblicato in Emilia-Romagna
Venerdì, 15 Settembre 2017 17:21

KOINÈ PER LO SVILUPPO SOCIALE DI MALTA

Siglata una intesa quadro tra la cooperativa aretina e la fondazione statale maltese per il welfare. Foundation for social welfare service, la cooperativa sociale Koinè e Rete Koinè hanno sottoscritto un memorandum che è stato presentato stamani ad Arezzo.

L’esperienza di Koiné e dell’omonima Rete di cui fanno parte anche Betadue, Centro Nascita Montessori Albero e la Rua e Cinpa al servizio dello sviluppo della cooperazione e dei servizi sociali a Malta. Foundation for social welfare service, la cooperativa sociale Koinè e Rete Koinè hanno sottoscritto un memorandum che è stato presentato stamani ad Arezzo.

Il documento è stato illustrato da Alfred Grixti e Mario J. Gerada, rispettivamente Direttore e Coordinatore della Fondazione per i servizi di welfare di Malta e da Grazia Faltoni e Paolo Peruzzi, Presidente e Direttore di Koinè.

“Il punto di partenza del nostro ragionamento – ha affermato Grixti – è stato lo sviluppo dei servizi per l’infanzia a Malta. Abbiamo una forte domanda alla quale pensiamo di rispondere con il modello cooperativo e Koinè ci è apparsa l’esperienza giusta. Da qui intendiamo partire per sviluppare ulteriori servizi alla persona”.

Mario J.Gerada ha visitato buona parte dei servizi Koinè: sia in questi giorni che in occasione del corso promosso in agosto ad Arezzo dalla Fabbrica del Sole e dalla fondazione canadese Synergia Institute di Vancouver: “Koinè è veramente la casa dei cooperatori. A questo punto il problema non è se faremo attività insieme ma solo quando”. E i tempi saranno brevi: una delegazione di Koinè si recherà prossimamente a Malta per nuovi incontri con la Fondazione e con rappresentanti del Governo.

“Il nostro primo obiettivo – ha detto Peruzzi – è l’attivazione nell’isola di una scuola per il management cooperativo: lezioni in aula a Gozo e attività “sul campo” ad Arezzo. Il nostro rapporto con la fondazione maltese è finalizzato a dare una mano e ad esplorare nuove e diverse realtà”. Koinè si conferma cooperativa di comunità, ancorata al suo territorio ma curiosa verso nuovi mondi. La Presidente Grazia Faltoni: “questa collaborazione ci consentirà di sperimentare attività e di misurarle in un contesto nuovo. Sarà un’esperienza interessante per noi e per altri soggetti della Rete che saranno coinvolti come il Centro Nascita Montessori e Betadue”.

Nel memorandum firmato stamani si sottolinea “il reciproco interesse delle parti a verificare le concrete possibilità di stabilire partnership cooperative tra la Fondazione dei Servizi di Welfare Sociale Maltese e Koinè per creare iniziative congiunte per sostenere lo sviluppo della cooperazione sociale e di e servizi sociali innovativi rivolti a bambini, anziani, disabili e persone vulnerabili”.

Rete Koinè e FSWS hanno individuate le aree di azione: “ricerca sociale, promozione e disseminazione dell’innovazione sociale, formazione professionale. Quest’ultimo punto è ritenuto prioritario e, per questo, è allo studio la creazione di un centro di formazione di FSWS e Koiné in Malta che opererà a sostegno dello sviluppo dell’economia sociale".

Il memorandum elenca anche una serie di azioni concrete che le parti si impegnano a realizzare congiuntamente: “oltre al citato centro di formazione per l’economia sociale e cooperativa, la collaborazione darà luogo alla creazione di nuovi servizi educativi per la prima infanzia e creazione di una struttura che serva come centro di formazione montessoriano , all'attivazione di nuovi servizi sociali, sanitari e riabilitativi per anziani, disabili e altre categorie esposte a rischi di marginalizzazione, alla attivazione di percorsi di creazione di lavoro, mirati all’impiego e all’inclusione sociale di persone esposte al rischio di esclusione e di emarginazione sociale”.

La partnership si è sviluppata per iniziativa di FSWS che, su mandato del Governo maltese, si pone il problema di promuovere la crescita sociale e del sistema di welfare statale attraverso il coinvolgimento delle migliori realtà europee dell’economia sociale. L’università di Siviglia e Koiné sono i primi partner selezionati dopo un lungo lavoro di scouting e ricerca.

Redazione 

@nelpaeseit

Pubblicato in Toscana

La nuova disciplina dell’impresa sociale. Una prima lettura sistematica del professore Antonio Fici, docente diritto privato Università del Molise

Nell’ambito della generale riforma del Terzo settore, il nuovo decreto sull’impresa sociale si pone l’obiettivo di risolvere le insufficienze e lacune della precedente normativa, al fine di rilanciare l’impresa sociale quale modello organizzativo del Terzo settore imprenditoriale.

L’articolo offre una prima lettura globale e sistematica della nuova disciplina dell’impresa sociale, focalizzando l’attenzione sulle norme incentivanti la costituzione e lo sviluppo delle imprese sociali, nonché sugli effetti dell’interazione tra decreto sull’impresa sociale e Codice del terzo settore. L’articolo si sofferma infine sulle cooperative sociali, per valutare, in particolare, le possibili conseguenze del loro riconoscimento normativo come imprese sociali “di diritto”.

In Italia, l’impresa sociale – già oggetto del decreto legislativo 24 marzo 2006, n. 155, adesso esplicitamente abrogato (dall’art. 19, d.lgs. 112/2017) – è oggi specificamente regolata dal decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 1121, attuativo della legge delega 6 giugno 2016, n. 106.

In verità, tale decreto non esaurisce la disciplina dell’impresa sociale. All’impresa sociale, infatti, si applicano, se compatibili con le norme di cui al decreto 112/2017, anche le disposizioni del d.lgs. 3 luglio 2017, n. 1172, recante il Codice del terzo settore (CTS), nonché, in mancanza e per gli aspetti (che rimangono ancora) non disciplinati, le disposizioni del Codice civile concernenti la forma giuridica in cui l’impresa sociale è costituita (art. 1, comma 5, d.lgs. 112/2017).

Lo stesso CTS, del resto, menziona più volte l’impresa sociale: in primo luogo, al fine di chiarire che essa è, a tutti gli effetti, un ente del Terzo settore (art. 4, comma 1; art. 46, comma 1, lett. d); in secondo luogo, al fine di escludere l’applicabilità all’impresa sociale di alcune sue disposizioni (art. 5, comma 1; art. 11, comma 3; art. 71, comma 2; art. 79, comma 1; art. 82, comma 1) ed in rari casi, invece, al fine di ammetterla (art. 82, comma 4; art. 101, comma 8); infine, allo scopo di operare un collegamento con la sua fonte particolare di disciplina, cioè il d.lgs. 112/2017 (art. 40; art. 93, comma 2).

Nonostante le rilevanti novità introdotte dalla riforma, che costituiscono anche il portato dell’intervenuto inquadramento dell’impresa sociale nel terzo settore e nel suo Codice3, l’impianto complessivo della disciplina non è stato rivoluzionato4. L’impresa sociale, come osserveremo, rimane infatti una qualifica che enti privati costituiti in una qualsiasi forma giuridica possono acquisire e mantenere se di essa presentano e conservano nel tempo i requisiti essenziali. Il legislatore della riforma ha, tuttavia, svolto un’importante opera di chiarificazione e sistemazione della normativa previgente, apportando peraltro innovazioni, di varia natura (non solo fiscale), utili e necessarie al possibile “rilancio” dell’impresa sociale.

In prospettiva comparata, la disciplina italiana dell’impresa sociale rappresenta ancora (anzi oggi forse ancor di più) il modello europeo più avanzato – assieme a quello inglese delle community interest companies – di legislazione sull’impresa sociale, e più precisamente il modello più avanzato di legislazione dell’impresa sociale come particolare qualifica normativa, o status giuridico, accessibile ad enti costituiti in diversa forma giuridica (modello che differisce da quello per cui l’impresa sociale è un particolare sottotipo di ente giuridico, più precisamente di società cooperativa, come nel caso delle cooperative sociali previste in vari ordinamenti giuridici europei a partire da quello italiano, o di società di capitali, come nel caso della CIC inglese) (Fici, 2017).

Leggi il saggio completo su rivistaimpresasociale.it

Antonio Fici Professore di Diritto privato, Università degli Studi del Molise

@nelpaeseit

Venerdì, 15 Settembre 2017 15:59

CULTURABILITY: ECCO I 5 PREMIATI DA UNIPOLIS

Ecco i cinque progetti di “culturability”, cui vanno 50 mila euro ciascuno. Evocava di Mazara del Vallo, FaRo di Rosarno, L’Asilo di Napoli, Lottozero di Prato e MET di Bologna. Questo l’esito del bando di Fondazione Unipolis tra 400 proposte da tutta Italia. Assegnate anche le due menzioni speciali del MiBACT.

Evocava di Mazara del Vallo (Trapani), FaRo – Fabbrica dei saperi di Rosarno (Reggio Calabria), L’Asilo di Napoli, Lottozero / textile laboratories di Prato, MET – Meticceria Extrartistica Trasversale di Bologna. Sono questi i 5 progetti selezionati dal bando culturability, a ciascuno dei quali va un contributo economico di 50 mila euro e la possibilità di prendere parte a un percorso di accompagnamento e mentoring.

Sono stati scelti fra ben 429 progettualità arrivate da tutta Italia per la call promossa dalla Fondazione Unipolis con l’obiettivo di sostenere progetti culturali innovativi ad alto impatto sociale che rigenerano e riattivano spazi abbandonati o sottoutilizzati. Palazzi storici vuoti, fabbriche dismesse, spazi commerciali sottoutilizzati, luoghi di cultura chiusi, beni naturalistici dimenticati che riprendono vita, rinascendo come luoghi di cultura e spazi di comunità: queste le sfide lanciate dalle 5 iniziative, la maggior parte delle quali arriva dalle regioni del Mezzogiorno.

I progetti sono stati scelti da un’apposita Commissione di Valutazione fra i 15 finalisti che, avendo superato la prima fase di selezione del bando nel mese di maggio, erano poi stati ammessi a un primo percorso di accompagnamento e formazione finalizzato a migliorare e sviluppare le diverse proposte, oltre che ad offrire un’occasione di crescita ai giovani partecipanti. Un lavoro difficile quello della Commissione, considerato il numero, la qualità e la visione dei partecipanti. Utilizzando i criteri di valutazione indicati dal bando, hanno prevalso i progetti più vicini agli obiettivi indicati dalla call.

La Commissione ha assegnato anche le due menzioni speciali, del valore di 10 mila euro ciascuna, rese possibili dalla collaborazione con la Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. I riconoscimenti vanno ad: Area Archeologica Giardini Luzzati: Lo Spazio del Tempo di Genova e TOC Centre di Copertino (Lecce).

In allegato una sintesi di tutti i progetti selezionati.

Per l’edizione 2017 del bando culturability, Fondazione Unipolis ha stanziato complessivamente 400 mila euro, tra contributi economici per lo sviluppo dei progetti selezionati, attività di accompagnamento per l’empowerment dei 15 team finalisti e successivo mentoring dei 5 selezionati, rimborsi spese per partecipare alle attività di supporto. Anche quest’anno la call è stata sviluppata in collaborazione con Avanzi/Make a Cube³ e Fondazione Fitzcarraldo. Già negli scorsi anni, i tre bandi precedenti hanno riscontrato ottimi risultati di partecipazione, in termini di progetti aderenti e di qualità delle proposte, come dimostrato dai successi delle realtà sostenute che continuano i loro percorsi di sviluppo. Complessivamente, per le quattro edizioni Fondazione Unipolis ha investito un milione e 500 mila euro e oltre 2.770 sono stati i progetti partecipanti.

La Commissione di Valutazione era composta da: Massimo Alvisi – architetto Alvisi Kirimoto + Partners, Mario Cucinella – architetto MC Architects, Giovanni Campagnoli – direttore Politichegiovanili.it, Paola Dubini – docente Università Luigi Bocconi, Walter Dondi – direttore Fondazione Unipolis, Federica Galloni – DG AAP MiBACT, Mauro Magatti – docente Università Cattolica di Milano, Ivana Pais – docente Università Cattolica di Milano, Pier Luigi Sacco – docente Università IULM, Pierluigi Stefanini – presidente Gruppo Unipol e Fondazione Unipolis.

Redazione

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