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Venerdì, 06 Dicembre 2019

Articoli filtrati per data: Lunedì, 18 Settembre 2017 - nelPaese.it

 

 Il caso di un annuncio di lavoro per operatore in una comunità per minori a 300 euro mensili. Il caso sui social e l’intervento di Legacoopsociali Campania. Ecco il racconto di Luca Sorrentino

 

Basta la superficialità, usando il bon ton, per definire le modalità con cui una cooperativa campana ricerca collaboratori qualificati da inserire nei processi educativi per minori in condizioni di disagio? Nell’annuncio l’impegno lavorativo richiesto, oltre che essere professionale è anche a tempo pieno offrendo, sentite, una retribuzione mensile di ben 300€: un episodio sufficiente per generalizzare circa il corretto operato delle cooperative sociali tutte?

 

No di certo, o perlomeno non dovrebbe essere così.

 

Infatti, prima che si fosse scatenato il linciaggio sul web contro le cooperative sociali abbiamo provveduto a segnalare l’avviso della cooperativa, di ricerca di personale, pubblicato in internet, alle istituzioni competenti che rilasciano i titoli abilitativi e autorizzativi, per l’esercizio dell’attività imprenditoriale sociale e per la gestione di strutture di accoglienza.

 

Tempestivamente gli uffici preposti hanno avviato azioni ispettive per verificare il possesso dei requisiti, sia per l’iscrizione all’albo regionale delle cooperative sociali, che per l’accreditamento come comunità di accoglienza per minori.

 

In entrambi casi è chiesto alle organizzazioni che si iscrivono, o si candidano alla gestione di servizi sociali, il rispetto dei contratti collettivi nazionali di settore, da autocertificare in sede di presentazione della domanda autorizzativa.

 

E’ quanto mai evidente che, offerte retributive come quella su indicate, non rappresentano la condizione richiesta e quindi il rispetto dei diritti e della dignità del lavoro di persone, peraltro chiamate ad un compito delicato come quello dell’educazione di minori fragili. Dobbiamo dare atto che il sistema di vigilanza indiretto, che in qualche modo assicura Legacoopsociali, così come le altre organizzazioni di rappresentanza della cooperazione sociale, ha funzionato, tanto da aver arginato un illecito.

 

Ciò a dimostrazione del fatto che noi siamo i primi a ricercare la legittimazione reale delle nostre cooperative e delle attività che esse svolgono.  Il movimento cooperativo organizzato, come è ormai noto, ha avviato un percorso di emersione della cooperazione spuria, proponendo anche un dispositivo legislativo sulla vigilanza, attraverso una legge di iniziativa popolare che ha raccolto la sottoscrizione di cittadini italiani, ben oltre quanto previsto dalle regole di presentazione.

 

Ma non basta se, a seguito della regolamentazione esistenze e di quella che abbiamo proposto, in attesa che venga accolta, le istituzioni deputate alla vigilanza, si limitano alla sola raccolta documentale in entrata dei processi autorizzativi e di accreditamento, senza poi verificarne, in seguito, la veridicità del possesso dei requisiti.

 

Farse sarebbe il caso che la Regione Campania, in collaborazione con le organizzazioni di rappresentanza della cooperazione sociale, avvii un processo di verifica circa l’effettiva applicazione delle norme e regolamenti emanati,  per testarne l’efficacia e valutarne gli usi discorsivi che pure ci sono e che non fanno certo bene alla collettività, alle istituzioni, alle cooperative sociali.

 

Come Legacoopsociali Campania intendiamo mettere in campo, anche in accordo con le altre organizzazioni di rappresentanza, Federsolidarietà e AGCI Solidarietà, un azione di stimolo all’amministrazione regionale per la piena attuazione della legge regionale sulla cooperazione sociale, della legge regionale sulle politiche sociali e dei  regolamenti attuativi, della legge regionale sul lavoro.

 

Siamo e saremo sempre vigili verso coloro che pensano di prendere scorciatoie per la realizzazione di interventi, specie quelli nei confronti di cittadini fragili, con la solo prospettiva speculativa a vantaggio di qualcuno e non della collettività.

 

 Luca Sorrentino

Resp. Legacoopsociali Campania

@nelpaeseit

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in Campania
Lunedì, 18 Settembre 2017 12:09

ENTRA NELPAESE: SUL WEB CON PAROLE GIUSTE

Dopo 5 anni anni il nostro quotidiano on line il vestito nuovo ma la sfida resta invariata

 

 

 

 

 

 

Cinque di sperimentazione, tre come testata giornalistica “ufficiale”. Il nostro quotidiano on line si mette il vestito nuovo ma la sfida resta invariata. Sono stati ampliati gli spazi per le notizie e gli approfondimenti, le immagini saranno protagoniste su questo nuovo portale. Fondamentale è anche la piena compatibilità su tablet e smartphone che sono i nuovi maggioritari strumenti di lettura on line.

 

Questo primo lustro ci ha convinto a sviluppare un progetto che ha prodotto piccoli risultati. Non soltanto il costante e graduale numero di visite (mezzo milione nel 2016, già 300mila nel primo semestre 2017) ma la conferma che esiste una domanda di informazione competente e senza l’ossessione dei clic. Proprio in questa fase, dove la bulimica rincorsa alla cronaca morbosa, al linguaggio violento e spesso razzista in prima pagina, alla pubblicazione di bufale che sedimentano odio sono le sirene di un allarme, tutti possono dare un contributo.

 

E lo può fare proprio la cooperazione sociale che dal 2012 ha voluto iniziare questo progetto mettendo in rete le esperienze di giornalisti e comunicatori che ogni giorno lavorano per raccontare un mondo, quello di Legacoopsociali e anche di tante realtà non profit che non vogliono limitarsi più a sgomitare per un piccolo spazio mediatico.

 

Farsi media è la sfida, condivisa con il progetto “cugino” del Giornale Radio Sociale edito dal Forum Terzo Settore. Un pezzo del Paese può sfruttare i nuovi strumenti digitali, web e social per dare spazio e usare un nuovo cannocchiale che guarda ai fatti con l’occhio dei diritti, della parità di genere, dell’inclusione, dell’innovazione, dell’economia sociale e dello “stare umano”. E questa esigenza diventa più forte all’indomani di una Riforma che chiama il terzo settore e la stessa cooperazione sociale a una fase di cambiamento profondo.

 

A modo nostro continueremo a fare informazione ma credendo nl pieno rispetto delle regole condivise  e delle carte deontologiche: Carta di Roma, Carta di Treviso e Carta di Firenze innanzitutto. Entrate con noi “nel paese”, un Paese da comprendere, da raccontare e da cambiare. Proveremo a farlo usando le parole giuste.

 

Giuseppe Manzo

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Pubblicato in Editoriale
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