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Sabato, 07 Dicembre 2019

Articoli filtrati per data: Giovedì, 21 Settembre 2017 - nelPaese.it
Giovedì, 21 Settembre 2017 15:49

COOPERAZIONE 4.0 CON GOING DIGITAL

Legacoop Bologna, Coopfond-Coopstartup e Bologna Business School (BBS) in collaborazione con Legacoop nazionale e Innovacoop hanno lanciato Going Digital Legacoop, un nuovo corso di alta formazione sulla digital transformation rivolto a dipendenti, collaboratori o persone comunque segnalate da cooperative aderenti a Legacoop e operanti su tutto il territorio nazionale.

 Il corso si terrà nella sede di Bologna Business School, a Villa Guastavillani (via degli Scalini 13, Bologna). Going Digital Legacoop ha l'obiettivo di favorire l'adozione e lo sviluppo di tecnologie digitali in ambito cooperativo e di creare le competenze necessarie ad avvicinare sempre più le cooperative ai percorsi di trasformazione digitale e Industria 4.0.

Per partecipare a Going Digital è stato lanciato un bando nazionale. La call sarà aperta fino alle ore 14:00 del 20 Novembre 2017 e saranno ammesse fino a un massimo di 25 persone. La candidature dovranno essere presentate online attraverso la piattaforma Coopstartup, raggiungibile dal sito www.coopstartup.it/goingdigital . Sul sito www.coopstartup.it  sono reperibili tutte le informazioni utili alla partecipazione.

I promotori del corso hanno messo a disposizione 12 borse di studio dell'importo di 3.000 euro ognuna, a parziale copertura dei costi di iscrizione. Ai candidati domiciliati in regioni differenti dall'Emilia Romagna, a cui verrà assegnata la borsa di studio, sarà riconosciuto anche un ulteriore contributo per le spese di viaggio e alloggio

Ulteriori informazioni o chiarimenti sui contenuti del bando possono essere richiesti a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

@nelpaeesit

 

Pubblicato in Emilia-Romagna

Cooperative a confronto con il Governo al Palazzo della Cooperazione sul tema “Le imprese sociali per lo sviluppo del Paese: il contributo delle cooperative”.

I lavori aperti e coordinati dal copresidente Mauro Lusetti hanno visto gli interventi di Alessandro Lombardi, direttore generale Terzo Settore al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; Maurizio Gardini, presidente Alleanza Cooperative e di Maria Elena Boschi sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio.

A seguire la tavola rotonda con Luigi Bobba, sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuseppe Guerini, presidente Alleanza Cooperative Sociali e Claudia Fiaschi, portavoce Forum Terzo Settore.

In chiusura gli interventi dei settori da parte di Eleonora Vanni per il Welfare; Giovanna Barni per la Cultura, Mario Sacco per la Sanità e Rossana Zaccaria per l’Abitazione. «La riforma del Terzo settore rappresenta un passo storico. Una opportunità di sviluppo e di regolamentazione di un comparto fondamentale negli assetti sociali ed economici del paese. Era un mondo – ha detto il presidente Gardini che necessitava di filtri e controlli per i troppi limbi e le aree grigie non monitorate. Ci sono ancora alcuni aspetti che attendono di essere limati attraverso l’attuazione dei decreti attuativi. Evitare che attratti da condizioni di favore e da nuove possibilità di sviluppo, qualcuno si travesta da “imprenditore sociale. Bene la riforma purché possa essere declinata al meglio e senza finte imprese o imprenditori sociali che si infiltrino nel mercato come moneta cattiva che scaccia la buona o peggio come un cavallo di Troia».

 «Il tema dei controlli – ha detto Maria Elena Boschi la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio – è una delle questioni fondamentali per evitare distorsioni come quella che voi cooperative subite a causa del fenomeno delle false cooperative. Noi andremo avanti seguendo il metodo di lavoro finora adottato, siamo aperti al dialogo al confronto, nel rispetto dei ruoli, ma siamo convinti che per fare un buon lavoro che porti lontano occorra camminare insieme».

«Da inizio novembre si potranno fare le domande per accedere al Fondo di garanzia da 200 milioni previsto per progetti di economia sociale all’interno della riforma del Terzo settore». Lo ha detto Luigi Bobba sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali ricordando i punti cardine della riforma, dall’ampliamento del campo delle attività all’introduzione del ‘social bonus’ sulla scia dell’art bonus e la spinta al servizio civile che ha l’obiettivo di arrivare a 100.000 giovani». 

@nelpaeseit

 

Pubblicato in Nazionale

Nuove generazioni e politiche giovanili al centro dell'appuntamento "Fare spazio" nell'ambito di FQTS2020, il percorso di formazione per dirigenti e operatori del Terzo settore del Sud, che domenica prossima concluderà la sua quinta settimana intensiva a Salerno.

 

Durante la sessione di ieri, alla quale hanno partecipato anche Michele Golucci dell'Istituto di studi sulle società del Mediterraneo CNR e la sociologa Giustina Orientale Caputo dell'Università Federico II di Napoli, sono intervenuti la portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, Claudia Fiaschi, e ilpresidente della Fondazione CON IL SUD, Carlo Borgomeo.

 

Di fronte a una situazione occupazionale giovanile problematica, che sfavorisce in modo evidente le donne e i cittadini del Sud Italia, le nuove generazioni stanno costruendo modelli di sviluppo alternativi, e il compito del Terzo settore è quello di porsi in un atteggiamento di ascolto, restituendo ai giovani una prospettiva di futuro. E' quanto sottolineato da Claudia Fiaschi, che ha sostenuto come nei mercati di lavoro emergenti, i quali vedono una forte componente tecnologica molto spesso temuta, il talento umano e la creatività dei giovani rimangono insostituibili, e vanno per questo riconosciuti e valorizzati.

 

"Le nuove generazioni", ha dichiarato la portavoce, "ci raccontano di stili di vita che rompono i paradigmi della proprietà e propongono modelli diversi di apprendimento e di mobilitazione sociale, configurando così identità sociali e luoghi di appartenenza che non avevamo immaginato e che, soprattutto, si caratterizzano per la sostenibilità e per il carattere inclusivo".

 

"La riforma del Terzo settore offre strumenti legislativi utili per accompagnare il cambiamento e l'innovazione, come l'impresa sociale e il servizio civile, che deve avere il compito di dare ai giovani sia contenuti che prospettiva", ha concluso Claudia Fiaschi.

 

"Oggi l'emergenza sociale più acuta sono i giovani delle periferie urbane del Meridione", ha dichiarato Carlo Borgomeo; "l'errore più grave è pensare che temi come lo sviluppo sostenibile, l'ambiente e la cultura siano marginali. Al contrario, devono essere rivalutati fortemente ed essere messi al centro delle politiche per lo sviluppo".

 

Un'occasione importante per dare spazio alla visione delle nuove generazioni del Terzo settore e creare spazi di condivisione sarà "Disegniamo il futuro: Cantieri di design sociale", il 7 ottobre a Bologna, nell'ambito dell'evento "Rigenerazione non profit" promosso dalla Fondazione CON IL SUD insieme al Forum Terzo Settore. 

@nelpaeseit

 

 

Pubblicato in Nazionale

Nell’ultimo si sono creati 1 milione di posti di lavoro, ma la metà sono precari e diminuiscono quelli a tempo indeterminato. "Nei primi sette mesi del 2017, nel settore privato, si registra un saldo tra assunzioni e cessazioni pari a +1.073.000, superiore a quello del corrispondente periodo sia del 2016 che del 2015". Lo rileva l'inps, spiegando che anche il saldo annualizzato, relativo agli ultimi 12 mesi, "risulta positivo" e "pari a +571.000", frutto della "crescita tendenziale dei contratti a tempo indeterminato (+18.000), dei contratti di apprendistato (+52.000) e, soprattutto, dei contratti a tempo determinato (+501.000, inclusi i contratti stagionali)".

 Tra gennaio e luglio sono quindi stati 'accesi' più rapporti di lavoro di quelli che invece si sono 'spenti', analizzando sempre le dinamiche del mercato del lavoro nel settore privato. Il saldo fa registrare un avanzo positivo per oltre un milione: "superiore a quello del corrispondente periodo sia del 2016 (+825.000) che del 2015 (+930.000)", evidenzia l'Inps nell'Osservatorio sul precariato. "Riportato su base annua, il saldo consente di misurare la variazione tendenziale delle posizioni di lavoro che risulta sempre positiva" e "in crescita continua da inizio anno". Tendenze che per l'Istituto "attestano il rafforzamento della fase di ripresa occupazionale".

 Nel dettaglio, l'Inps rimarca "la forte crescita delle assunzioni (nei mesi di gennaio-luglio 2017 sono risultate 4.182.000, in aumento del 18,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente), maggiore di quella delle cessazioni (3.108.000, +15% rispetto all'anno precedente)". All'aumento delle assunzioni, sottolinea l'Inps, "il maggior contributo è dato dalle assunzioni a tempo determinato (+25,9%) e dall'apprendistato (+25,9%) mentre sono diminuite quelle a tempo indeterminato (-4,6%: questo calo rispetto al 2016 è interamente imputabile alle assunzioni a part time)".

In Italia "si registra un'ulteriore compressione dell'incidenza dei contratti a tempo indeterminato sul totale delle assunzioni: 24,2% nei primi sette mesi del 2017". Nel 2015, invece, "quando era in vigore l'esonero contributivo triennale per i contratti a tempo indeterminato, era stato - ricorda l'Inps - raggiunto il picco del 38,8%". L'Inps rileva come, tra le assunzioni a tempo determinato, appaia "significativo l'incremento dei contratti di somministrazione (+20,4%) e ancora di più quello dei contratti di lavoro a chiamata che, con riferimento sempre all'arco temporale gennaio-luglio, sono passati da 112.000 (2016) a 251.000 (2017), con un incremento del 124,7%". L'Istituto, dando conto del dato annuo, osserva come il "significativo aumento" del lavoro a chiamata, e "in parte anche quello dei contratti di somministrazione e dei contratti a termine", possa "essere posto in relazione alla necessità delle imprese di ricorrere a strumenti contrattuali sostitutivi dei voucher, cancellati - ricorda l'Inps - dal legislatore a partire dalla metà dello scorso mese di marzo (e riattivati con profonde modifiche normative dal mese di luglio).

(Fonte: Ansa)

@nelpaeseit

 

Pubblicato in Lavoro
Giovedì, 21 Settembre 2017 14:00

GRAMSCI IN GIALLO: TRA HOLMES E PADRE BROWN

Tre incontri: 16, 23 e 30 ottobre. Videointervista di Lucarelli a Camilleri confronti con saggisti e scrittori - da Di Paolo a Fois, da De Giovanni a Zaccuri - e letture di Lino Guanciale

 

“Sherlock Holmes è il poliziotto protestante che trova il bandolo di una matassa criminale partendo dall’esterno, basandosi sulla scienza, sul metodo sperimentale, sull’induzione. Padre Brown è il prete cattolico che, attraverso le raffinate esperienze psicologiche date dalla confessione e dal lavorio di casistica morale dei padri, pur senza trascurare la scienza e l’esperienza, ma basandosi specialmente sulla deduzione e sull’introspezione, batte Sherlock Holmes in pieno”.

Nei “Quaderni” e nelle “Lettere dal carcere” Antonio Gramsci parla diffusamente delle differenze tra i due grandi detective, senza nascondere le sue simpatie per Padre Brown. Ed è proprio questo lo spunto iniziale di “Gramsci in giallo”, un ciclo di tre incontri con scrittori, saggisti, biblisti e attori in programma a Bologna, all’Oratorio di San Filippo Neri, lunedì 16, lunedì 23 e lunedì 30 ottobre alle ore 17.30 (ingresso libero).

L’iniziativa è organizzata da Fondazione Unipolis, Bottega Finzioni, Edizioni Dehoniane Bologna e Fondazione Gramsci Emilia-Romagna in occasione dell’ottantesimo anniversario della morte del politico e filosofo che partecipò nel 1921 alla fondazione del Partito comunista, di cui divenne segretario nel 1924, e che dopo l’ascesa del fascismo fu condannato a vent’anni di carcere.

Il primo appuntamento di “Gramsci in giallo” è dedicato a “Sherlock Holmes e Padre Brown; due modi per scoprire il colpevole”, con lo scrittore e regista Carlo Lucarelli, il biblista belga Jean-Louis Ska e l’italianista Gian Mario Anselmi. L’incontro, introdotto da Chiara Daniele, responsabile della sezione “Epistolari” dell’Edizione nazionale delle opere di Gramsci, sarà coordinato dallo scrittore Paolo Di Paolo e accompagnato dalle letture dell’attore Lino Guanciale.

L’attualità del romanzo giallo sarà al centro di “Brividi nazionalpopolari”, in programma il 23 ottobre. Saranno proiettati estratti di una conversazione tra Carlo Lucarelli e Andrea Camilleri. Seguirà un dibattito con gli scrittori Carlo Lucarelli, Marcello Fois e Alessandro Zaccuri, con il coordinamento di Roberta Scorranese del Corriere della Sera.

Il ciclo si concluderà il 30 ottobre con un incontro su letteratura, fiction e potere dal titolo “Tutti i colori del giallo”. Il direttore di Radio 3 Marino Sinibaldi coordinerà un dibattito con Carlo Lucarelli, Maurizio De Giovanni e Marco Vichi.

@nelpaeseit

 

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Pubblicato in Cultura
Giovedì, 21 Settembre 2017 13:49

GIORNATA ALZHEIMER: IN ITALIA 1 MILIONE DI CASI

Nel mondo, questa patologia colpisce circa 40 milioni di persone e solo in Italia vi sono circa un milione di casi, per la maggior parte oltre i 60 anni

 

La Malattia di Alzheimer, la più comune forma di demenza, rappresenta una delle sfide sanitarie più grandi del nostro secolo. Viene definita dal G8 come una priorità, con l’ambizione di trovare una cura entro il 2025. Proprio questo importante obiettivo è al centro della Giornata Mondiale della Malattia di Alzheimer che si celebra oggi, 21 settembre 2017, e rappresenta uno degli impegni prioritari della Società Italiana di Neurologia.

Nel mondo, questa patologia colpisce circa 40 milioni di persone e solo in Italia vi sono circa un milione di casi, per la maggior parte oltre i 60 anni. Oltre gli 80 anni ne è affetto un anziano su 4. Questi numeri sono destinati a crescere progressivamente per il progressivo aumento della durata della vita, soprattutto nei paesi in via di sviluppo: si stima un raddoppio dei casi ogni 20 anni.

Nei pazienti affetti da Alzheimer le cellule cerebrali subiscono un processo degenerativo che le colpisce in maniera progressiva e che porta inizialmente a sintomi quali deficit di memoria, soprattutto per fatti recenti, e successivamente a disturbi dellinguaggio, perdita di orientamento spaziale e temporale e progressiva perdita di autonomia che definiamo come “demenza”.

A tali deficit spesso si associano problemi psicologici e comportamentali, come depressione, incontinenza emotiva, agitazione, vagabondaggio, che rendono necessario un costante accudimento del paziente, con un grosso peso per i familiari.

“Dopo il fallimento delle terapie attuate nella fase di demenza conclamata – dichiara il Professor Carlo Ferrarese, Direttore Scientifico del Centro di Neuroscienze di Milano, Università di Milano-Bicocca, Direttore della Clinica Neurologica, Ospedale San Gerardo di Monza -, le sperimentazioni cliniche attuali sono rivolte alla prevenzione della malattia. Questo è oggi possibile perché sono da poco disponibili nuove tecniche che permettono di determinare le alterazioni di una proteina ritenuta la prima causa di malattia, prima che questa si manifesti clinicamente. Da vari anni è noto infatti che alla base della malattia vi è l’accumulo progressivo nel cervello della proteina, chiamata beta-amiloide, che distrugge le cellule nervose ed i loro collegamenti”.

“Oggi– prosegue il Professor Ferrarese - sappiamo che la beta amiloide inizia ad accumularsi nel cervello anche decenni prima delle manifestazioni cliniche della malattia, grazie ad una tecnica che consente di dimostrarne l’accumulo nel cervello, mediante laPositron Emission Tomography (PET), con la somministrazione di un tracciante che lega tale proteina. Analogamente è possibile analizzare i livelli di beta-amiloide nel liquido cerebrospinale, mediante una puntura lombare”.

Queste tecniche permettono di stabilire un rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer prima della comparsa dei deficit cognitivi e rendono quindi fattibile l’avvio di strategie terapeutiche preventive. Queste ultime sono basate su molecole che determinano una riduzione della produzione di beta-amiloide, con farmaci che bloccano gli enzimi che la producono (beta-secretasi) o, in alternativa, con anticorpi capaci addirittura di determinare la progressiva scomparsa di beta-amiloide già presente nel tessuto cerebrale. Questi anticorpi, prodotti in laboratorio e somministrati sottocute o endovena, sono in grado di penetrare in parte nel cervello e rimuovere la proteina, in parte di facilitare il passaggio della proteina dal cervello al sangue, con successiva eliminazione.

Queste terapie sono attualmente in fase avanzata di sperimentazione in tutto il mondo, su migliaia di pazienti nelle fasi iniziali di malattia o addirittura in soggetti sani che hanno la positività dei marcatori biologici (PET o liquorali). La speranza è di modificare il decorso della malattia, prevenendone l’esordio, dato che intervenire con tali molecole nella fase di demenza conclamata si è dimostrato inefficace.

La Società Italiana di Neurologia conta tra i suoi soci circa 3000 specialisti neurologi ed ha lo scopo istituzionale di promuovere in Italia gli studi neurologici, finalizzati allo sviluppo della ricerca scientifica, alla formazione, all’aggiornamento degli specialisti e al miglioramento della qualità professionale nell’assistenza alle persone con malattie del sistema nervoso.

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Pubblicato in Salute
Giovedì, 21 Settembre 2017 13:41

A FOIANO ARRIVANO I "LAMPI DI PENSIERO"

L'esperienza di "Lampi di pensiero" arriva a Foiano Fotografia. Verrà presentata presso la galleria Furio del Furia di Foiano venerdì 22 settembre alle ore 17. Interverranno l'assessore Elena Micheli, il Direttore di Koinè, Paolo Peruzzi e Maurizio Garofalo.

 

"Lampi di pensiero" raccoglie le fotografie con le quali Melania Russo ha tradotto in immagini i i pensieri dei disabili ospitati nella Casa di Pinocchio di Castiglion Fiorentino e di quelli di VIVA.

Melania Russo ha 21 anni. E' nata a Napoli ma vive a Castiglion Fiorentino ed è inserita nel progetto VIVA, cioè vita indipendente in Valdichiana, promosso da Usl Toscana Sud Est, Conferenza dei Sindaci Valdichiana e Koinè.

 "Quando avevo 14 anni mi ritrovavo spesso a guardare le pochissime foto che i miei genitori avevano fatto a me e mio fratello. La maggior parte erano anche sfuocate.  Allora mi ripromisi di non fare mai lo stesso errore. Ho sempre avuto la paura di dimenticare, di svegliarmi un giorno e non ricordare da quali persone ero circondata, da quali sorrisi dipendere. Così un giorno decisi di fotografare tutto il mio mondo in modi sempre diversi".

I ragazzi della Casa di Pinocchio, gestita dalla cooperativa sociale Koinè, sono giovani disabili di cinque comuni della Valdichiana aretina che hanno seguito un corso di scrittura creativa all'interno della struttura di Castiglion Fiorentino. Hanno appreso ed hanno scritto. E i testi sono stati letti e "trasformati" in foto da una di loro, Melania Russo con la collaborazione del fotografo Andrea Meacci.

@nelpaeseit

 

Pubblicato in Toscana
Giovedì, 21 Settembre 2017 13:11

MORIRE A 15 ANNI PER MANO DELL'EX DI SUA MADRE

Nicolina Pacini non ce l’ha fatta. Dopo lo sparo al volto è deceduta all’alba dopo l’ennesimo arresto cardiaco. Ad ucciderla è stato l’ex compagno della mamma, Antonio Di Paola, di 37 anni, che, dopo una fuga nelle campagne circostanti il paese, si è ucciso sparandosi con la stessa arma.

 

La quindicenne,  ieri, intorno alle 7.30, stava scendendo le scale di via Zuppetta, a Ischitella, per raggiungere la fermata dell'autobus che l'avrebbe condotta a scuola, a Vico del Gargano, quando è stata avvicinata da Antonio Di Paola, che - probabilmente - le ha chiesto notizie della mamma, Donatella Rago, di 37 anni, fino ad un mese fa la sua compagna.

 

Al rifiuto della ragazzina, l'uomo avrebbe sparato colpendola al viso. Donatella Rago è stata raggiunta dalla notizia mentre si trovava in una località della Toscana dove lavora e dove, pare, avesse cominciato una nuova relazione. Antonio Di Paola non si dava pace e voleva in tutti i modi ritornare insieme alla donna che di recente lo aveva denunciato due volte per minacce, l'ultima un paio di settimane fa. Nicolina Pacini, a causa delle condizioni di disagio famigliare, viveva a casa dei nonni ai quali era stata affidata dai servizi sociali insieme al fratello.  

 

Sui social sono tantissimi i messaggi di cordoglio per la madre ma non mancano le polemiche. Innanzitutto si pone una questione di sicurezza. Come è possibile arrivare a un atto di questo tipo dopo due denunce? Quali possono essere le misure preventive a difesa delle vittime di stalking e violenza di genere? A queste domande, ovviamente, bisogna aggiungere la necessità imponente di un nuovo percorso culturale sulle relazioni, sul rapporto e sulla parità di genere nel nostro Paese.

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Pubblicato in Nazionale
Giovedì, 21 Settembre 2017 12:35

FANO, NEL "LABIRINTO" PER CAPIRE L'ALZHEIMER

Per celebrare la XXIV giornata mondiale dell'Alzheimer, il Centro diurno Margherita, gestito dalla cooperativa Labirinto, organizza un ciclo di incontri gratuiti con esperti del settore, rivolti a malati di Alzheimer, familiari e a tutta la cittadinanza, dal 23 settembre fino a dicembre, a Fano, Tavernelle, Marotta, e a Villanova di Montemaggiore, per sensibilizzare sulla malattia di Alzheimer

 

Anche quest’anno la città di Fano, sede del Centro Diurno Margherita – servizi integrati per Alzheimer e demenze, gestito dalla Cooperativa Sociale Labirinto, celebrerà settembre, il mese mondiale dell’Alzheimer, e in particolare il 21 del mese, la giornata istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Alzheimer Disease International, con un ciclo di incontri gratuiti, a Fano e nei comuni limitrofi, volti a creare una coscienza pubblica sulla malattia di Alzheimer.

 

Si inizia sabato 23 settembre, a Tavernelle, al Bar Flaminio in via Flaminia, con il primo di 6 incontri che proseguiranno fino a dicembre, dal titolo “Alzheimer Cafè”. Gli appuntamenti si svolgeranno a Fano (7 ottobre, 11 novembre, e 2 dicembre, nel Centro di Auto Mutuo Aiuto adiacente al Centro Diurno Alzheimer Margherita), Marotta (18 novembre), Villanova di Montemaggiore (28 ottobre, al Bar Pandora in via Pontemetauro 14), il sabato dalle ore 9:30 alle 12:00, e sono rivolti ai familiari, caregiver, alle persone con malattia di Alzheimer, e a tutti gli interessati, in modo diretto o indiretto, alle problematiche di questa patologia neurodegenerativa. Durante gli incontri, realizzati grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, si alterneranno esperti del settore quali Valentina Canapini, biologa nutrizionista, Giovanna Carboni e Fabiola Pacassoni, del Centro Margherita, Morena Roberti, dell’Asur Area vasta 1, per trattare, sotto vari punti di vista, gli aspetti che riguardano il morbo di Alzheimer, in un ambiente conviviale di scambio e condivisione di esperienze; il tutto sorseggiando un buon caffè.

 

Il 29 settembre, dalle ore 15:30 fino alle 19:30 la Sala San Michele presso l'Università degli studi di Urbino, via Arco d’Augusto n.2 ospiterà un incontro gratuito e aperto a tutti, dal titolo “Riflessioni accompagnate da parole, immagini, suoni che la malattia non cancella” realizzato in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, l’Ambito sociale e il Comune di Fano, l’Asur Marche Area vasta 1. L’iniziativa vedrà la proiezione del cortometraggio “Non temere” di Marco Calvise, la presentazione del libro “Quando amore non mi riconoscerai” di Vincenzo Di Mattia, a cura di Francesca di Mattia, con intermezzi musicali a cura della Scuola di Sassofono del Maestro Stefano Venturi.

L’incontro sarà introdotto da Fabiola Pacassoni, coordinatrice del Centro Diurno Margherita, e vedrà gli interventi del sindaco di Fano, Massimo Seri, dell’assessore ai Servizi Sociali Marina Bargnesi, del presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, Fabio Tombari, del coordinatore dell’ATS n. 6 di Fano, Riccardo Borini, del direttore del distretto di Fano dell’Asur Area vasta 1, Giovanni Guidi, della presidente di Labirinto, Simona Giommi.

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Pubblicato in Marche
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