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Venerdì, 13 Dicembre 2019

Articoli filtrati per data: Venerdì, 22 Settembre 2017 - nelPaese.it

Due terrificanti terremoti e un terzo oggi in Messico. L'organizzazione medico-umanitaria internazionale Medici Senza Frontiere (MSF) ha inviato quattro équipe di supporto psicologico in diverse aree di Città del Messico e sta valutando attentamente i bisogni medici e psicologici nello Stato di Morelos, epicentro del terremoto di martedì 19 settembre. Nel frattempo MSF continua a supportare diverse comunità nello Stato di Oaxaca che erano state colpite dalla scossa di 12 giorni prima.

Il bilancio dell'ultimo terremoto, che ha colpito Città del Messico, Puebla, Cuernavaca e diverse altre località nella zona centrale del paese, è al momento di oltre 230 morti. Il numero di feriti non è ancora confermato ma si stima siano migliaia, per la maggior parte non in pericolo di vita.

Nelle prime 24 ore le équipe di MSF hanno iniziato a fornire supporto psicologico nelle aree dove sono crollati gli edifici. Quattro équipe di psicologici e operatori sociali di MSF sono al lavoro in diverse aree dove le operazioni di soccorso sono ancora in atto, per aiutare le famiglie ad affrontare e superare questo momento critico e rafforzare la capacità della popolazione di far fronte alla situazione.

A Città del Messico sono crollati 39 edifici, mentre nello Stato di Morelos almeno 2.000 case sono state danneggiate. Le città di Jojutla e Cuernavaca sono state colpite molto duramente. L'area della Mixteca Poblana ha subito i danni maggiori: in oltre 100 municipalità edifici pubblici, scuole, strutture di epoca coloniale e oltre 60 chiese sono crollate o sono state danneggiate. La maggior parte delle persone in queste zone è rimasta senza acqua, gas, elettricità e in alcuni casi linee telefoniche.

Le conseguenze di questo terremoto si aggiungono a quelle provocate dalla scossa del 7 settembre, di magnitudo 8,1, che ha colpito la parte meridionale del paese, in particolare lo Stato di Oaxaca. Nello Juchitán, la regione più colpita da quel terremoto, un'équipe mobile di MSF sta fornendo cure mediche primarie e supporto psicologico. Dopo una valutazione dei bisogni in 12 municipalità, le attività si stanno concentrando in quella di San Francisco Ixhuatán. Inoltre, MSF sta pianificando attività psicosociali di supporto a San Mateo del Mar.

MSF sta monitorando anche i bisogni medici e psicologici negli altri Stati colpiti dal terremoto, in particolare quello di Morelos, dove le équipe stanno valutando l'opportunità di distribuire beni di prima necessità.  

@nelpaeseit

 

 

 

 

Pubblicato in Dal mondo
Venerdì, 22 Settembre 2017 14:31

A MILANO "SE FOSSE UN FILM" CON SMEMORANDA

Torna in libreria e cartolibreria l'agenda letteraria Smemoranda 12mesi, che da XVIII edizioni raccoglie tra le sue pagine una vera e propria antologia contemporanea, per un anno da leggere - e da scrivere - in compagnia degli scrittori più amati.

 Per festeggiare la sua bella, quest'anno Smemoranda, in collaborazione con Milano Film Festival, ha organizzato un viaggio tra letteratura e cinema, parole che evocano immagini, e viceversa: le scene dei film più amati dagli autori di Smemoranda, accompagnano la lettura delle loro storie più emozionanti. L'evento, in calendario per il 30 settembre negli spazi di BASE Milano in via Bergognone 34, si apre alle 22:00 con il reading "cinematografico" dei condirettori di Smemoranda Gino&Michele insieme a Sandrone Dazieri e Ester Viola, con la partecipazione del Terzo Segreto di Satira.

 A seguire balli fino a notte fonda con i Dj set di Palm Wine e Ubi Broki.

 L'evento è in rassegna al Milano Film Festival, realtà milanese simbolo del cinema indipendente. Tra i primi colonizzatori del mese di settembre – terra promessa di fine estate – il Festival di Esterni per la sua ventiduesima edizione lascia i luoghi franchi e si avventura nell'ottobre milanese. Quest'anno il cinema si fa d'autunno, dal 28 settembre all'8 ottobre, e in sala l'estate potrà continuare. Undici giorni e undici notti di film in anteprima, VR, musica, mostre e ospiti internazionali, a BASE Milano, Mudec e Ducale Multisala.

 Smemo 12 mesi 2018 pubblica undici racconti di Guido Catalano, Sandrone Dazieri, Concita De Gregorio, Chiara Gamberale, Fabio Genovesi, Gino&Michele, Kent Haruf, Marco Missiroli, Michela Murgia, Aldo Nove ed Ester Viola euna nuova avventura di Corto Maltese di Juan Canales e Ruben Pellejero.

Giornaliera e settimanale, impeccabile nei dettagli grafici, dalle copertine agli interni, Smemo 12 mesi è ricca di utili accessori: bigliettini a strappo, segnalibro, rubrica, indice dei racconti, planning annuale e tanto spazio per note e pensieri. Disponibile in diversi formati e colori, è l'agenda perfetta per il lavoro e il tempo libero. Anche quest'anno Smemoranda 12mesi si sdoppia: c'è la classica, con copertina rigida e interni a quadretti, e la versione con copertina flessibile soft touch e interni a righe.

 Smemoranda 12 mesi continua sul web: i racconti sono disponibili anche in formato e-book su Smemoranda.it. Smemoranda 12Mesi 2018 è a Emissioni Zero e realizzata al 100% in Italia.

@nelpaeseit

 

Pubblicato in Lombardia
Venerdì, 22 Settembre 2017 14:01

AIDS: IN UNA MOSTRA I VOLTI DELLE "DONNE SOSPESE"

Ritratti in bianco e nero, volti di giovani donne, a volte dall'identità sessuale incerta e vulnerabile come l'Africa in cui vivono: Adjara, Sarina, Linda, Celine, Juliette, Therese, Marietta, Alfonsine, Blessed, Charlene, Zanaba, Mariam, Ibauldo Celine, Kabare.

Hanno fra i 16 e 19 anni, vivono nella provincia di Kadiogo, fuori Ouagadougou, in un centro di accoglienza per donne e ragazze che hanno subito violenza o fuggono da matrimoni combinati. E poi, ancora uomini nella sala di aspetto di dispensari sanitari e madri con neonati urlanti, anziane considerate streghe e bimbi abusati da professori bianchi occidentali, bambini che scavano in miniere d'oro abusive e altri che giocano a biliardino o sulla terra arsa, nonostante tutto.

La Repubblica del Burkina Faso nelle immagini scattate da Francesco Cocco nel febbraio del 2017 più che la "terra degli uomini integri" ci appare come la "terra delle donne sospese", fra povertà e riscatto, paura e desiderio di cambiare, tradizioni come macigni e nuovi diritti tutti da conquistare.

Fra i paesi più poveri al mondo, con il 63,8% della popolazione che vive in condizioni di miseria e il 44,5% al di sotto della soglia di povertà assoluta, in Burkina vivono circa 110mila persone con Hiv/Aids e il numero di coloro che ricevono la terapia antiretrovirale è aumentato notevolmente negli ultimi dieci anni: da 3.000 censiti nel 2004 a 46.623 nel 2015. Sono ancora molti i pazienti che non vi accedono soprattutto nelle zone rurali ma, in generale, ci sono stati alcuni sensibili miglioramenti per quanto riguarda la mortalità infantile e materna e l'aspettativa di vita, anche grazie a una serie di riforme che il governo del paese ha messo in atto per garantire l'accesso universale ai servizi sanitari. 

Un lavoro importante sostenuto in Burkina Faso da organizzazioni della società civile, come Associazione italiana donne per lo sviluppo Onlus e Medicus Mundi Italia entrambe appartenenti all'Osservatorio AiDS – Aids Diritti e Salute che ha promosso una missione conoscitiva in Burkina per sensibilizzare l'opinione pubblica non solo sulla lotta all'Aids, sostenuta anche dal Fondo Globale, e sull'accesso ai farmaci, ma anche sulla violenza maschile sulle donne e i minori e i matrimoni forzati: il racconto fotografico di Francesco Cocco restituisce con estrema delicatezza la battaglia quotidiana di donne e uomini per sopravvivere alla malattia e al dolore, insieme alla loro coraggiosa resilienza. 

Sarà possibile vedere la mostra "Burkinabè" dall'11 al 20 ottobre a Roma, Officine fotografiche di via Libetta 1. 

 

 @nelpaeseit

Pubblicato in Salute

I nuovi naufragi con oltre 100 morti avvenuti nelle ultime ore in "acque di competenza libica" potevano essere evitati. L'area nella quale i tragici fatti si sono svolti infatti è infatti un'area nella quale fino a poche settimane fa operavano le attività di ricerca e soccorso realizzate dalle organizzazioni umanitarie e dalle unità navali italiane. Dette attività sono cessate sia a seguito delle pressioni esercitate dal Governo italiano attraverso il cosiddetto codice di condotta imposto alle organizzazioni umanitarie, sia a seguito della proclamata competenza da parte della Libia della propria area SAR, comunque non  riconosciuta dall' Organizzazione Marittima Internazionale (IMO).

Tale situazione ha costretto le organizzazioni umanitarie, già oggetto di campagne di denigrazione e delegittimazione, a ritirarsi dall'area di operazioni nella quale operavano. In violazione delle convenzioni internazionali sugli obblighi degli Stati nel predisporre misure adeguate a garantire il soccorso in mare,  l'area di cosiddetta competenza libica è divenuta di fatto una sorta di "area di nessuno", nella quale le attività di soccorso “non vengono affatto garantite, come le stesse specifiche dinamiche del naufragio di cui si è venuti a conoscenza, con i pochi superstiti rimasti in balia del mare per giorni permettono di evidenziare con chiarezza”. 

“Va sottolineato – afferma l’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (Asgi) - come non sia purtroppo possibile stabilire quante altre analoghe tragedie  siano avvenute nelle settimane scorse e di cui l'opinione pubblica internazionale non è a conoscenza perché i singoli episodi, anche per dimensioni, sono stati facilmente occultati da parte di chi oggi precariamente controlla pezzi del territorio libico”. 

L'Asgi chiede nuovamente “con forza il ripristino immediato delle operazioni di ricerca e soccorso nelle cosiddette aree SAR libiche da parte delle autorità italiane ed europee, nonché da parte delle organizzazioni umanitarie che debbono tornare a potere svolgere il proprio operato in condizioni di sicurezza e con il doveroso sostegno e la collaborazione delle istituzioni coinvolte”. 

L'Asgi sottolinea ancora una volta la necessità che “l'Unione Europea realizzi al più presto dei corridoi umanitari e dei piani di reinsediamento in grado di fornire una risposta urgente alle persone in chiaro bisogno di protezione che si trovano a vivere in condizioni assolutamente disperate nei paesi che si trovano lungo le principali rotte di fuga”

Pubblicato in Nazionale

Spedizioni e intimidazioni contro parroci che accolgono migranti, come nel caso di don Biancalani. La strumentalizzazione dei fatti al Tiburtino e le relative violenze nella municipalità. Le ronde per “ripulire” strade e piazze, aggressioni e la minaccia di una marcia su Roma. Questa è l’escalation dei gruppi neofascisti di Forza Nuova e Casa Pound.

Negli ultimi giorni, però, si intravede una prima reazione civile in nome dei valori costituzionali della Resistenza. Già al Tiburtino decine di persone avevano respinto l’ingresso di Casa Pound nel municipio dopo i fatti del fasullo rapimento di un rifugiato che è costata l’aggressione contro un eritreo. In una lunga lettera i cittadini del quartiere hanno anche respinto la strumentalizzazione che i “fascisti del terzo millennio” stanno portando avanti in quel quartiere.

Un secondo episodio è avvenuto a Torino. Un gruppo di Forza Nuova voleva interrompere l’esibizione di Bella Ciao da parte di CoroMoro, la band multietnica piemontese. Al loro arrivo sono stati cacciati da decine di persone.

E ieri sera a Napoli decine di giovani antirazzisti sono scesi in piazza Garibaldi dopo l’annuncio di Casa Pound di “voler ripulire” la piazza dai migranti. “In una piazza blindata dai reparti celere – scrive la Rete Antirazzista Napoletana - abbiamo trovato la presenza di una trentina di neofascisti, una buona parte dei quali bardati con caschi e bastoni immaginiamo per ’ripulire il quartiere’. Una situazione molto tesa anche se i due presidi non sono mai venuti a contatto”. Con molto anticipo Casa Pound ha dovuto sciogliere il proprio presidio.

Sono i primi segnali di una reazione civile di fronte alla crescente violenza verbale e fisica di questi gruppi che vogliono riproporre una nuova marcia su Roma. Al momento c’è il no del ministero dell’Interno ma il rischio di creare tensioni ad hoc è molto alto.

(foto Alessandro Garofalo)

@nelpaeseit

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