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Venerdì, 06 Dicembre 2019

Articoli filtrati per data: Martedì, 26 Settembre 2017 - nelPaese.it
Martedì, 26 Settembre 2017 16:07

AL TEATRO FONTANA IL FESTIVAL PIÙ CHE DANZA

Il Teatro Fontana apre quest’anno la stagione con la quarta edizione del Festival Più che Danza che il 29 settembre e dal 6 all’11 ottobre sarà dedicato ai linguaggi performativi contemporanei con particolare attenzione agli artisti del territorio della Lombardia, ideazione e direzione artistica Franca Ferrari, in collaborazione con Teatro Fontana e con C.I.M.D, Conformazioni, Il Filo di Paglia, Lelastiko, Le Voci dell’Anima, con il contributo di Fondazione Cariplo. Mediapartner Persinsala.

Una manifestazione che si presenta ricca di appuntamenti tra spettacoli teatrali e di danza, laboratori, incontri con il pubblico e proiezioni di video. Se nel 2016 il protagonista era il corpo, quest’anno al centro delle varie proposte è la multidisciplinarità. Danza, musica, parole, digitale, video, performance si alterneranno nel superamento delle barriere di genere, nella prospettiva di valicare confini e preconcetti per liberare artisti e pubblico da ogni ‘etichetta’.

L’idea del Festival nasce nel 2014 dall’urgenza della condizione della danza contemporanea in Lombardia e negli anni si è esteso ad altri linguaggi performativi confermandosi sempre più come un festival sulle tendenze dello spettacolo dal vivo contemporaneo del territorio lombardo. Un progetto in crescita che, sempre più, guarda a collaborazioni interdisciplinari con altre realtà attente alla creatività contemporanea. Contemporaneità come presenza nell’oggi, ma sempre più proiettata al futuro. Non è la selezione la finalità del Festival ma il suo diventare occasione di sviluppo e di pensieri, esperienze e contaminazioni per le compagnie, gli artisti, il pubblico.

Sono 17 le compagnie ospiti della rassegna che vede un’anticipazione il 29 settembre nei Chiostri del Teatro Fontana con la performance di Rosita Mariani “Cartoline dal corpo” alla quale seguirà l’incontro, aperto al pubblico e agli artisti coinvolti, intitolato “Multidisciplinarità…esigenza, intuizione, realtà?" al quale interverranno Emanuela De Cecco, critica d’arte, Rossella Lepore, direttore artistico del Teatro Fontana, Alessandro Pontremoli, docente presso Università degli Studi di Torino-Dipartimento di Studi Umanistici.

Articolato su 6 giornate, il programma vede alternarsi sul palcoscenico del Teatro Fontana: ABC - Allegra Brigata Cinematica, Orientale Sarda, Muxarte, Raffaella Agate, Eleonora Soricaro, acquasumARTE, Bigiarini/Perrone, Dejà Donné, Elektromove, Perypezye Urbane, Sara Catellani/Collettivo PirateJenny, NARR_O, Deblasio/Turconi, Teatro della Centena, Progetto D.Arte, Dora Visual Art.

Sono 5 i workshop intensivi, in una sezione rivolta alla formazione, curata da Marina Rossi- Lelastiko, che si svolgeranno nella sede di C.I.M.D. e IL FILO DI PAGLIA (via Fontana 15). Ogni laboratorio sarà un’immersione nel mondo e nel linguaggio degli artisti ospiti al festival: dalla danza alla voce, dalla multimedialità al sound design, dal teatro alla composizione performativa, per creare una stretta sinergia tra gli spettacoli in programma e le compagnie che li propongono.  Docenti: Marina Rossi, Raffaella Agate, Marco de Meo, Sara Catellani e Johann Merrich, Daniele Turconi e Matteo De Blasio.

Tra gli obiettivi del festival è anche quello di monitorare le realtà cinematografiche indipendenti e le produzioni low budget dei giovani cineasti e delle giovani produzioni, da sempre costrette alla marginalità, e tentare di riconnetterle con il sistema più consolidato della video danza. Per questo all’interno del festival trova ospitalità la rassegna di video danza Espressioni, con il contributo del Mibact- Direzione spettacolo dal vivo, nell’ambito del partenariato R.I.Si.Co (Reti Interattive per i Sistemi Coreografici). Nata nel 2006 grazie al settore Cinema del Comune di Milano, la rassegna, diventata negli anni un progetto unico nel panorama delle rassegne di video danza, nel 2017 vede la presenza del Dipartimento di Sociologia dell’Università di Milano Bicocca che ha curato il tema di questa decima edizione: lo spaesamento.

Ogni sera, alle ore 22, avranno luogo gli incontri con gli artisti mentre ogni giorno è aperto un servizio buffet.

(Foto: Courtesy Jo Fenz)

@nelpaeseit

 

Pubblicato in Lombardia

Amnesty International ha giudicato motivata da ragioni politiche la condanna a tre mesi di carcere inflitta al noto avvocato per i diritti umani ed ex candidato alle presidenziali del 2012 Khaled Ali, da molti considerato il principale rivale del presidente Abdelfattah al-Sisi a quelle che si terranno nel 2018. 

Khaled Ali è stato giudicato colpevole di "offesa alla decenza", in relazione a una fotografia in cui era ritratto mentre celebrava la sentenza con cui un tribunale aveva annullato la decisione del governo di cedere due isole del Mar rosso all'Arabia Saudita. 

Se confermata in appello, la condanna impedirà a Khaled Ali - attualmente libero su cauzione in attesa del ricorso - di candidarsi alle elezioni del prossimo anno. 

"La condanna per motivi politici di Khaled Ali è un chiaro segnale dell'intenzione delle autorità egiziane di eliminare chiunque possa contrastare la vittoria del presidente al-Sisi alle elezioni del prossimo anno e dimostra la spietata repressione con cui il governo è determinato a consolidare il suo potere", ha dichiarato Najia Bounaim, direttrice delle campagne sull'Africa del Nord di Amnesty International. 

"Da non credere: un noto avvocato per i diritti umani e attivista politico viene condannato semplicemente per aver celebrato una vittoria in tribunale. La sentenza è assurda e dev'essere annullata", ha aggiunto Bounaim. 

Il processo è stato segnato da diverse irregolarità: il verdetto è stato emesso senza ascoltare le conclusioni della difesa, che non ha neanche potuto interrogare i testimoni dell'accusa circa prove filmate presentate contro Khaled Ali che i suoi avvocati sostengono essere false. 

Già in precedenza Amnesty International aveva segnalato che le autorità egiziane avevano intensificato il giro di vite contro gli attivisti dell'opposizione in vista delle elezioni presidenziali del 2018, prendendo particolarmente di mira quelli dei partiti d'opposizione. 

 @nelpaeseit

Pubblicato in Dal mondo

Sono aperte le iscrizioni al 13° Percorso Base sul TdO (Teatro dell’Oppresso) 1° anno, per chi vuole approfondire e avere una visione abbastanza completa e coerente sia del metodo che delle principali tecniche. Come negli anni precedenti il corso potrebbe continuare con un secondo anno dove ci si sperimenta nella conduzione e si ricevono feedback.

 Il corso è organizzato sulla base della quasi trentennale esperienza di Giolli e dei suoi conduttori e su un'impostazione aperta e critica, che privilegia la divergenza rispetto all'ortodossia, senza perdere però di vista i principi etici e quelli dell'approccio di Boal e Freire (per approfondimenti vedi il sito di Giolli, specialmente alla voce “metodo”).

Luogo: struttura residenziale di Kwa Dunia a Casaltone (Parma), dove possiamo mangiare, dormire e lavorare nella stessa sede.

Conduttori: Roberto Mazzini e Massimiliano Filoni di Giolli coop. che si alterneranno salvo alcuni momenti di compresenza, più altri soci di Giolli

Info : rivolgersi a stage@giollicoop.it o il sito www.giollicoop.it

Pubblicato in Lettera al Direttore

I notevoli progressi della sopravvivenza e la contestuale riduzione della fecondità in Italia hanno rivoluzionato la struttura demografica della popolazione, posizionando il nostro paese tra i primi al mondo per invecchiamento della popolazione. In ambito europeo l'Italia ha il più elevato indice di dipendenza (rapporto tra la popolazione in età non attiva e la popolazione in eta' attiva), con una quota molto bassa di giovani e una quota di anziani tra le più elevate. E' quanto emerge dal rapporto Istat 'Anziani: le condizioni di salute in Italia e nell'Unione Europea - Anno 2015'.

In Italia, la speranza di vita a 65 anni (18,9 anni per gli uomini e 22,2 per le donne nel 2015) è più elevata di un anno per entrambi i generi rispetto alla media Ue, ma dopo i 75 anni gli anziani in Italia vivono in condizioni di salute peggiori. Per le patologie croniche, nel confronto con i dati europei, emergono in generale migliori condizioni degli italiani tra i meno anziani (65-74 anni), con prevalenze più basse per quasi tutte le patologie e, all'opposto, condizioni peggiori oltre i 75 anni. Circa un anziano su due soffre di almeno una malattia cronica grave o è multicronico, con quote tra gli ultraottantenni rispettivamente di 59,0% e 64,0%.

Il 37,7% degli anziani riferisce di aver provato dolore fisico, da moderato a molto forte, nelle quattro settimane precedenti l'intervista, valore inferiore alla media Ue e simile a quanto rilevato per la Spagna. Il 23,1% degli anziani ha gravi limitazioni motorie, con uno svantaggio di soli 2 punti percentuali sulla media Ue, principalmente dovuto alla maggiore quota di donne molto anziane in Italia. Le donne riportano meno frequentemente malattie croniche gravi ma più multicronicità e limitazioni motorie o sensoriali. Lamentano più degli uomini dolore fisico da moderato a molto forte (45,4% contro 27,6%). Tra le ultraottantenni la percentuale arriva al 58,6% a fronte del 39,2% degli uomini.

In Italia la grave riduzione di autonomia personale riguarda oltre un anziano su dieci. Il fenomeno è in linea con la media dei paesi Ue per i 65-74enni, superiore tra gli over75, in particolare per le donne.

 Si confermano le disuguaglianze sociali nelle condizioni di salute. Il 55,7% degli anziani del primo quinto di reddito sono multicronici contro il 40,6% dell'ultimo quinto. Analogamente accade per chi soffre di almeno una malattia cronica grave (46,4% contro 39,0%), una grave riduzione di autonomia nelle attività di cura della persona (13,2% contro 8,8%) e in quelle quotidiane di tipo domestico (35,7% contro 22,0%) o per chi ha gravi limitazioni motorie. E' quanto emerge dal rapporto Istat 'Anziani: le condizioni di salute in Italia e nell'Unione Europea - Anno 2015'.

(Fonte: Redattore Sociale/Dire)

@nelpaeseit

Pubblicato in Nazionale

L’assemblea pubblica tenutasi il 22 settembre a Viggiano, per la presentazione della Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) sul petrolio lucano ha confermato, tramite i dati diffusi, la fondatezza di preoccupazioni che i cittadini hanno sottoposto alle istituzioni preposte già da molti anni. È quanto dichiara l’Osservatorio Popolare della Val D’Agri. L’eccesso di mortalità e morbilità riscontrato nello studio epidemiologico realizzato dal gruppo di studio coordinato dal professore Fabrizio Bianchi del IFC-CNR di Pisa rendono “ancor più inequivocabile la pericolosità, tanto per la tutela ambientale, che per la salute umana, delle emissioni del Cova”.

 Un’evidenza questa che si situa in perfetta continuità con gli avvenimenti degli ultimi due anni: l’inchiesta in corso della Procura di Potenza che ha contestato a Eni il reato di disastro ambientale per falsificazione dei codici CER e manomissione degli sforamenti delle emissioni del COVA; l’incidente dello scorso gennaio, con lo sversamento di 400 tonnellate di greggio in falda, prima negato poi ammesso da Eni; le due sentenze di condanna per violazione delle norme ambientali per i due pozzi Pergola 1 e Sant’Elia-Cerro Falcone.

 “Unendo i puntini di questi avvenimenti – scrive l’Osservatorio - emerge un quadro a tinte fosche al cui centro campeggia l’immagine di un’impresa che sta conquistandosi come marchio di fabbrica il ricorso costante a condotte poco trasparenti e affidabili. Un quadro in cui stupisce ancora di piu l’atteggiamento di Eni che, pur essendo parte della Commissione VIS, appena emersi i risultati li ha sostanzialmente disconosciuti, passando nuovamente e pericolosamente dal ruolo del controllato a quello del censore”.

 “La VIS è un importante strumento di ripristino della verità per l’intera comunità – aggiunge l’Osservatorio - tuttavia è di fondamentale importanza ribadire che essa apre una fase di responsabilità su più versanti: dopo la sua diffusione le istituzioni preposte sono chiamate ad operare scelte concrete per ridurre emissioni ed impatti; la società civile al contempo non può esimersi dall’avere un ruolo pro attivo per vigilare sull’osservanza delle prescrizioni”.

Di fronte ai risultati emersi, l’Osservarono Popolare ha formulato specifiche richieste, rivolte alle istituzioni politiche e di controllo, per il cui recepimento continueremo a lavorare senza sosta: sorveglianza sanitaria continua delle popolazioni di tutta la Val d’agri; programmazione di uno studio epidemiologico dei comuni dell’area petrolifera della Val d’Agri a partire dai dati della VIS; prosecuzione del monitoraggio ambientale e sanitario integrandolo con uno studio specifico sull’apparato cardiovascolare, respiratorio e riproduttivo; revisione delle prescrizioni AIA introducendo prescrizioni su salute ed emissioni atmosfera; inserimento di nuovi limiti per NMHC ed orari per H2S nella legge regionale sulla tutela della salute per i comuni di Viggiano e Grumento; monitoraggio delle acque di falda e di superficie; immediata bonifica e nel frattempo chiusura del COVA.

 “Chiediamo dunque – conclude la nota - che la VIS sia un punto di partenza e non di arrivo e che le nostre proposte possano essere discusse in tempi brevi in nuove assemblee pubbliche che siano occasione per dare sostanza a queste proposte”.

Anche Legambiente Val D’Agri chiede la chiusura del Centro Oli. “Ci sono segnali preoccupanti – dice il Prof. Fabrizio Bianchi, responsabile dello studio. E' necessario abbassare i livelli di rischio/esposizione; continuare il monitoraggio è importante, ma non basta: nel frattempo è necessario prendere provvedimenti”.

“Condividiamo questa posizione: si prosegua quindi - sostiene Ennio Di Lorenzo, presidente del circolo Legambiente Val d'Agri -  con l’azione di controllo scientifico-sanitaria, in capo ai Comuni ed alle Comunità interessate, tuttavia evitando sovrapposizioni funzionali solo a tentativi di discredito, di cui c'è già qualche evidenza; ma, oltre a ciò, quali garanzie tecnologiche credibili può mettere in campo oggi ENI per guadagnarsi un ulteriore credito di fiducia? La ormai storica  mancata adozione, da parte di ENI, delle migliori tecnologie disponibili e le scarse conoscenze relative alla pericolosità degli idrocarburi non metanici non possono consentire altri cedimenti.

“Inevitabile, quindi - continua Di Lorenzo - il blocco immediato delle attività estrattive, in attesa di  ripristinare una situazione di piena legalità, di portare a compimento le dovute bonifiche e i programmi di compensazione sociale, ambientale”.

@nelpaeseit

 

 

Pubblicato in Ambiente&Territorio
Martedì, 26 Settembre 2017 13:13

COME RACCONTARE LE MIGRAZIONI? INCONTRO A TARANTO

Quali sono le diverse rappresentazioni dei rifugiati e richiedenti asilo usate dai mass media? Quali sono gli effetti delle diverse narrazioni nei confronti delle persone? E quali sono le conseguenze nei confronti dei provvedimenti legislativi che vengono adottati? Infine, qual è il compito che spetterebbe ai giornalisti, agli operatori della cultura, al personale accademico e universitario, per poter raccontare al meglio le vicende legate alle migrazioni? Da queste prime domande prenderà il via un’iniziativa di studio e riflessione: Raccontare le migrazioni, che si terrà il 29 settembre, a Taranto, nella sede della biblioteca della comunità valdese, in Viale General Messina. La manifestazione è organizzata dall’associazione Babele, con il sostegno della stessa chiesa valdese, dell’associazione Ohana, e di Campagna Welcome Taranto, rete informale di attivisti e attiviste impegnati, in particolare, nella critica al cosiddetto modello hotspot.

« Sempre più spesso accade che chi dovrebbe raccontare il fenomeno delle migrazioni ne racconta solo i problemi, senza dare spazio alle soluzioni », dichiara Enzo Pilò, rappresentante legale dell’associazione Babele: « O peggio ancora ne manomette i dati e le storie, fornendo rappresentazioni fuorvianti». E, ancora Pilò, dice: « Ci siamo chiesti come si possano raccontare queste vicende senza cadere nei soliti stereotipi, ed è il motivo da cui nasce questo incontro, questo momento di formazione per tutti ». Poi, conclude: « Pensate soltanto alla grammatica che è stata usata dai media, sotto l’influenza del mondo politico, nel recente passato Si sono definite le Ong che salvano i migranti in mare Taxi del mediterraneo; prima ancora, dopo le inchieste collegate a Mafia Capitale, era passata l’idea estremamente semplicistica che le cooperative sociali avrebbero fatto più soldi con i migranti che con il traffico di droga».

I dati più recenti pubblicati da una ricerca dell’Università di Torino raccontano che soltanto il 3% dei servizi giornalistici, in tv e sulla carta stampata, danno voce ai “veri protagonisti”, immigrati e rifugiati. La stessa ricerca mostra che i fenomeni migratori, molto spesso, sono raccontati dal punto di vista dell’istituzione coinvolta, o del cittadino preoccupato. In questo senso, sembra essere carente, o addirittura quasi nulla, l’autonarrazione, di chi vive i flussi in prima persona, come gli stessi migranti, o gli operatori che lavorano nel settore della cooperazione sociale.

Restano rilevanti le “tematiche ansiogene” come le ha definite l’Osservatorio della Carta di Roma, mentre rimangono sullo sfondo, ai margini, temi a grande rilevanza geopolitica, come i corridoi umanitari. Ben più presenti, dunque, nei media, i fattori connessi alle vicende migratorie: i risvolti sociali e culturali delle stesse; spesso raccontati in una chiave tutta negativa, con la conseguenza ultima di segnare una differenza profonda tra « Un noi e un loro ».

Qualche anno fa, per prevenire ed eventualmente punire, le mistificazioni adottate in questo tipo di racconti, il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, sotto l’impulso dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) elaborò la Carta di Roma, un protocollo deontologico concernente i diritti di richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta, migranti in generale, a cui gli operatori dell’informazione avrebbero  dovuto attenersi.

Cioè, da allora in poi, avrebbero dovuto osservare la massima attenzione nel trattamento delle informazioni di queste persone, con particolare riguardo al dovere fondamentale di rispettarne la loro dignità ed integrità, e di non discriminare nessuno in virtù della sua razza, religione, sesso, condizioni fisiche e mentali, e le opinioni politiche espresse. In sostanza, si invitavano gli operatori dell’informazione al criterio deontologico « del rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati», contenuto nell’articolo 2 della Legge istitutiva dello stesso ordine professionale.

L’incontro

Fare il punto su ciò che accade oggi nel mondo dell’informazione che si lega al racconto dei flussi migratori, (nell’epoca delle bufale e delle fake news, degli esperti senza sapere) è quanto si prefigge l’incontro del 29 settembre. Capire, provando a tracciare insieme delle linee di fuga, è il nostro intento primario. Per questo si invitano alla partecipazione, e ad intervenire, specialmente, gli operatori della cultura, dell’informazione e della cooperazione sociale.

Al dibattito che sarà coordinato dal giornalista Gaetano De Monte, sono stati chiamati ad intervenire: il giornalista Giuseppe Manzo, responsabile dell'ufficio comunicazione di Legacoopsociali, direttore del quotidiano online Nel Paese e redattore Economia del Giornale Radio Sociale. Dialogherà con il giornalista, Attilio Pisanò, Professore Associato di Filosofia del Diritto e Presidente del Corso di Laurea in Scienze politiche e delle Politiche Internazionali dell’Università del Salento. Pisanò è anche docente di diritti umani presso lo stesso ateneo, ed è componente dell'International Center of Interdisciplinary Studies on Migrations ( Icismi).   

Nell’intento di analizzare, inoltre, le implicazioni che le diverse rappresentazioni mediatiche producono sulle politiche, e sulle vite dei migranti, Beatrice Chioccioli racconterà del progetto di corridoi umanitari Mediterranean Hope (MH) della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI) finanziato attraverso l’otto per mille della Chiesa evangelica valdese (Unione delle chiese metodiste e valdesi). Il progetto MH è realizzato in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio. La base giuridica di questa iniziativa ecumenica si fonda sull’art. 25 del Regolamento (CE) n. 810/2009 del 13 luglio 2009 relativo al Codice comunitario dei visti e prevede la possibilità di concedere visti con validità territoriale limitata, in deroga alle condizioni di ingresso previste in via ordinaria dal codice frontiere Schengen, “per motivi umanitari o di interesse nazionale o in virtù di obblighi internazionali”.

Si discuterà, dunque, anche di alternative all’attuale governo dell’emergenza, con gli interventi del comitato locale della campagna “Ero Straniero. L’umanità che fa bene” una proposta di legge nata a livello nazionale per superare gli effetti prodotti dalla Legge Bossi Fini.

 

 

 

 

Pubblicato in Migrazioni
Martedì, 26 Settembre 2017 13:02

"RISERVATO A UN PUBBLICO ADULTO" IN 20 FOTO

Dignità, serenità, autonomia possibile e integrazione sono i tasselli che compongono la mostra di fotografia sociale "Riservato a un pubblico adulto", percorso che raccoglie una ventina di scatti a colori del fotografo ma anche educatore Fabio Passador, che sarà inaugurata venerdì 29 settembre alle 8.30 al Collegio Don Bosco di Pordenone, e che si inserisce all'interno delle celebrazioni per i 25 anni della Cooperativa sociale Itaca.

Un orario insolito per l'apertura di una mostra, che si spiega col fatto che la stessa sia inserita all'interno del convegno regionale "Disabilità adulta. Progettare in rete per un'autonomia possibile" organizzato da Itaca e AAS n.5 Friuli Occidentale per la stessa giornata, alla stessa ora e sempre al Don Bosco. L'occhio del fotografo si sofferma ed entra in punta di piedi nella quotidianità degli adulti con disabilità, cogliendoli negli ambienti che "vivono" quotidianamente, come i Centri diurni o le Unità educative territoriali, ma anche in sala prove o durante una rappresentazione teatrale. Ci sono i momenti più ludici o di svago nella natura, e le passioni artistiche coltivate.

Nei suoi scatti, insolitamente a colori, Passador (che è prima di tutto educatore nei servizi territoriali di Itaca) racconta le ricchezze di alcune realtà socio educative del Pordenonese, nelle quali Itaca svolge un'importante ruolo di innovazione e consolidamento nei servizi presi in carico, come la Big Bang Band progetto nato 10 anni fa a Pordenone da una collaborazione tra Itaca, Giardino educativo delle Sorprese e Oratorio Don Bosco, in stretta sinergia con l'allora Ass 6 Friuli Occidentale (oggi Aas 5).

Ma negli scatti ci sono anche Casa Carli, la comunità alloggio di Maniago, il Centro diurno e il Centro gravi gravissimi (Chrgg) di Sacile, il Durante e dopo di noi, progetto condiviso tra associazioni dei familiari, servizi in delega e Ambito Socio-Assistenziale 6.4, e poi ancora il progetto Solimbergo di unità educativa territoriale Casa Mander.

La mostra fotografica sarà aperta con ingresso libero venerdì 29 settembre con orario 8.30-18.30, sabato 30 settembre e domenica 1° ottobre 9-12 e 15-19. Fabio Passador è nato ad Aviano nel 1980, formatosi in fotografia e grafica pubblicitaria, è socio lavoratore di Itaca dal 2004 con il ruolo di educatore.

(Foto: Fabio Passador)

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Pubblicato in Friuli-Venezia Giulia

Tre feriti, due giudici e un impiegato. Questo il bilancio dell’aggressione avvenuta al tribunale di Perugia ieri. Il magistrato Francesca Altrui colpita con un coltello e in aiuto della quale era intervenuto il collega Umberto Rana. I tre sono stati portati in ospedale ma le loro condizioni non sono gravi. In questura è stato condotto l'aggressore tempestivamente bloccato dagli agenti che erano in servizio. La sua posizione è ora al vaglio degli inquirenti.

Secondo quanto si è appreso in ambito investigativo l'aggressione è maturata nell'ambito di un procedimento civile. Stamattina i magistrati si sono riuniti in assemblea ed è giunta la solidarietà di Magistratura Democratica: “esprimiamo la nostra solidarietà e il nostro affetto ai colleghi e al cancelliere vittime della gravissima aggressione avvenuta la mattina del 25 settembre all’interno del Tribunale di Perugia. Gli eventi drammatici che lo hanno colpito, come quelli in passato accaduti in altri uffici giudiziari, rappresentano un grave attacco ai valori della giurisdizione come strumento di tutela dei diritti”.

“Si ripropone ancora una volta la questione della sicurezza delle nostre sedi giudiziarie – continua la nota di Md - la cui verifica va sollecitata al Ministro della giustizia, con la doverosa collaborazione ed attenzione dei capi degli uffici ai quali specificamente essa è demandata”. Ma un rifiuto delle regole che porta all’aggressione fisica dei giudici che le hanno applicate non può essere confinato nel caso singolo: “occorrono la nostra consapevolezza dei rischi rappresentati dal diffuso clima di odio sociale alimentato da molti, nei confronti di ogni istituzione, di ogni competenza e il nostro impegno collettivo per arginare la pericolosa deriva verso la perdita di quel senso di comune appartenenza alle istituzioni che è fondamento della democrazia e della coesione sociale”.

Pubblicato in Umbria

Dopo l’allarme lanciato nella primavera scorsa da tutto il mondo del Terzo settore sul pesante ridimensionamento del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali, il Forum non può che accogliere positivamente la notizia del reintegro di tale fondo, che vede pertanto circa 277 milioni destinati alle Regioni per l’anno 2017.

“Avevamo da tempo chiesto una rettifica di un atto che avrebbe avuto conseguenze estremamente dannose per i soggetti più fragili in tutte le Regioni italiane, e siamo quindi soddisfatti che il peggio sia stato evitato”, ha dichiarato Claudia Fiaschi, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore.

“È stato un lavoro complesso, ma sono davvero soddisfatto, perché abbiamo riportato le risorse destinate alle politiche sociali allo stesso livello di qualche anno fa quando sul settore erano purtroppo intervenuti pesanti tagli legati al contenimento della spesa pubblica”, ha dichiarato il presidente Stefano Bonaccini, commentando l’intesa sul riparto.

E ha aggiunto: “Grazie all’impegno delle Regioni e allo sforzo del Governo, in particolare del Ministro Giuliano Poletti, che ha recuperato e inserito nell’ambito del Fondo per la lotta alla povertà una quota importante, 212 milioni, è stato possibile ripristinare integralmente il Fondo Nazionale per le politiche sociali". "Complessivamente si tratta – ha concluso Bonaccini – di quasi 277 milioni che nel 2017 arriveranno alle Regioni e che serviranno a finanziare servizi fondamentali per le fasce più fragili della popolazione”.

Dei complessivi 276.963.236,94 milioni, quasi 40 milioni (39.855.009,80) andranno alla Lombardia, oltre 28 milioni (28.111.768,55) alla Campania, quasi 26 milioni (25.896.062,65) alla Sicilia, 24 milioni (24.234.283,23) al Lazio, oltre 20 milioni (20.495.279,53) al Veneto e al Piemonte (20.218.316,30). Quasi 20 milioni di euro anche a Emilia Romagna (19.941.353,06) e Puglia (19.664.389,82). Sopra i 18 milioni di euro anche la Toscana (18.473.447,90).

(Fonte: Redattore Sociale)

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