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Venerdì, 06 Dicembre 2019

Articoli filtrati per data: Mercoledì, 27 Settembre 2017 - nelPaese.it

Secondo le elaborazioni Istat sui dati del ministero dell'Interno, sono state 149 le donne vittime di omicidi volontari nel 2016 in Italia. Se si esamina la relazione autore/vittima, di quei 149 omicidi di donne nel 2016, quasi 3 su 4 sono stati commessi nell'ambito familiare: 59 donne sono state uccise dal partner, 17 da un ex partner e altre 33 da un parente. Questi alcuni dei dati presentati da Giorgio Alleva, presidente dell'Istituto nazionale di statistica (Istat) in audizione alla Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere.

Nell'ultimo decennio, in Italia, la quota di omicidi avvenuti in ambito familiare ha oscillato da un minimo del 63% (62,7%) nel 2010 ad un massimo del 77% nel 2014, per poi scendere al 73,2% nel 2016. "Le differenze di genere sono sostanziali - spiega Alleva - sempre nel 2016, i maschi vittime di omicidio sono 251 e tra questi 40, il 16% circa (15,9%), sono stati uccisi nell'ambito delle relazioni familiari". La costante riduzione del numero di omicidi registrata negli ultimi decenni "ha riguardato principalmente individui di sesso maschile", segnala il presidente Istat. Gli uomini vittime di omicidio sono passati da 4 a 0,9 ogni 100 mila (tra il 1992 e il 2015, secondo i dati dell'indagine Cause di morte per la quale disponiamo di una serie storica lunga), mentre per le donne il tasso è sceso da 0,6 a 0,4.

"Sebbene, quindi, per i maschi l'incidenza degli omicidi si mantenga tuttora nettamente maggiore (circa doppia) rispetto alle donne, i progressi sono stati molto visibili", rileva Alleva. Per le donne, "che partivano da una situazione molto più favorevole - aggiunge - la diminuzione nel tempo ha invece seguito ritmi molto più lenti ed è riconducibile ad una riduzione del numero di vittime da autore ad essa sconosciuto o non identificato piuttosto che a un calo delle vittime in ambito familiare".

"Dal punto di vista dell'analisi, possiamo affermare che i femminicidi non sono che la forma più estrema di violenza di genere - valuta Giorgio Alleva, presidente dell'Istat, in audizione alla Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio -. La violenza contro le donne è un fenomeno di difficile misurazione, perché si sviluppa soprattutto negli ambienti più familiari, dove una donna dovrebbe sentirsi più sicura e dove può trovarsi ad affrontare in solitudine una situazione che la vede opposta a familiari o persone vicine".

Sette milioni di donne ha subito forme di violenza

Con l'indagine del 2014 Istat ha stimato che nel corso della propria vita poco meno di 7 milioni di donne tra i 16 e i 70 anni (6 milioni 788 mila), quasi una su tre (31,5%), hanno subito una qualche forma di violenza fisica o sessuale, dalle forme meno gravi come lo strattonamento o la molestia a quelle più gravi come il tentativo di strangolamento o lo stupro. Per quanto riguarda, in particolare, la violenza sessuale, si stimano 4 milioni e mezzo di donne vittime di una qualche forma (realizzata o tentata) di violenza sessuale nel corso della propria vita. In più di un milione di casi (1 milione e 157mila) si è trattato delle forme più gravi: stupro (3,0%; 652 mila) e tentato stupro (3,5%; 746 mila).

I partner attuali o gli ex sono prevalentemente gli autori delle violenze più gravi. 2 milioni e 800 mila donne sono state vittime delle loro violenze: si tratta di poco più del 5% delle donne con un partner attuale (5,5%, 855 mila) e di quasi il 20% delle donne che hanno avuto un partner nel passato (18,8%, 2 milioni e 44 mila). In particolare, sono gli autori di quasi il 63% degli stupri (62,7%) e più in generale di oltre il 90% (90,6%) dei rapporti sessuali indesiderati vissuti dalla donna come violenza. I dati ricordati da Giorgio Alleva, presidente dell'Istat, alla Commissione femmincidio mostrano come "più di una donna su tre vittima della violenza del partner ha riportato ferite, lividi, contusioni o altre lesioni (37,6%). Circa il 20% è stata ricoverata in ospedale a seguito delle ferite riportate, e più di un quinto di coloro che sono state ricoverate ha avuto danni permanenti".

La violenza non si ferma neanche nel corso di una gravidanza: in poco meno di 1 caso su 4 (23,4%) le violenze sono diminuite, mentre per il 7,5% delle donne sono addirittura aumentate e per l'8,5% iniziate. Tra le donne straniere vittime di violenza da parte del partner, la quota di coloro che riportano ferite arriva a sfiorare il 45% (44,6%), con una maggiore incidenza di ricoveri (il 23,1% contro il 18,9% delle italiane). In generale, la quota di straniere che dichiara di aver subito violenza fisica o sessuale è pressoché identica a quella delle donne italiane (31,3% - 644 mila donne, contro 31,5% - 6 milioni 144 mila donne). Si attestano sopra la media le donne moldave, che superano il 35 per cento (37,3%), le romene (33,9%) e le ucraine (33,2%), mentre le percentuali sono più basse della media fra le donne marocchine (21,7%), albanesi (18,8%) e cinesi (16,4%).

Per quel che riguarda il trattamento che le donne vittime di violenza da parte del partner ricevono quando si rivolgono a un ospedale o al pronto soccorso, "una vittima italiana su tre ha dichiarato che il personale sanitario ha minimizzato, se non addirittura non raccolto la testimonianza di violenza subita", prosegue Giorgio Alleva. La quota scende a meno di una su cinque nel caso delle vittime straniere (il personale sanitario "ha fatto finta di niente" nel 33,6% dei casi con vittima italiana contro il 18% dei casi con vittima straniera).

Abusi prima dei 16 anni

Il 10,6% delle donne dichiara di aver subito una qualche forma di violenza sessuale prima dei 16 anni ed e' purtroppo in aumento la percentuale dei figli che hanno assistito a episodi di violenza sulla propria madre (dal 60,3% al 69% tra il 2006 e il 2014) e di quelli che sono stati direttamente coinvolti (dal 15,9% al 24,6%).

"L'importanza di questo aspetto e' testimoniata dalla relazione esplicita tra vittimizzazione vissuta e assistita da piccoli e comportamento violento - dice Alleva- il tasso di violenza da partner attuale passa dal 5 (5,2%) al 25% (25,4%) se il partner ha assistito alla violenza del padre sulla propria madre, per arrivare al 36% (35,9%) se ha subito violenza fisica da parte dei genitori, in particolare dalla madre".

Confrontando le stime del 2014 con quelle del 2006, "si colgono alcuni segnali incoraggianti, che indicano una complessiva riduzione di tutte le forme di violenza subite e una maggiore propensione ad intraprendere percorsi di uscita dalla spirale della violenza- dice Alleva- Tuttavia, permangono segnali fortemente negativi. Restano stabili le quote di donne vittime di violenza estrema (stupri e tentati stupri) e delle forme piu' efferate di violenza (uso o minaccia di usare una pistola o un coltello) (rispettivamente all'1,2% e 0,4%) e aumenta la gravita' delle violenze sessuali e fisiche".

Le forme piu' gravi di violenza sessuale sono invece piu' spesso riportate dalle donne straniere (7,7% di stupri/tentati stupri contro il 5,1% delle italiane), e piu' frequentemente sono commesse da partner attuali o precedenti (68,3% degli stupri e 42,6% dei tentati stupri). Nella maggior parte dei casi, la violenza subita da parte del partner, attuale o precedente, e' iniziata nel Paese di origine (68,5%), mentre per quasi il 20 per cento (19,4%) e' relativa a una relazione iniziata in Italia.

Le donne straniere mostrano piu' elevati livelli di denuncia (il 17,1% contro l'11,4% delle italiane) e di richiesta di aiuto presso i centri antiviolenza e i servizi (6,4% contro 3,2%). "È pur vero che le donne straniere hanno una rete di sostegno meno forte rispetto alle donne italiane e cio' necessariamente le spinge a cercare aiuto nei servizi", dice Alleva

Italiani 80% degli stupratori

Gli stupri subiti dalle donne italiane sono stati commessi da italiani in oltre l'80% dei casi (81,6%), da autori stranieri in circa il 15% dei casi (15,1%).  Per le vittime straniere, l'autore delle violenze è un connazionale una volta su due, esclusi i casi meno gravi di violenza e molestie dove l'autore è prevalentemente italiano. Gli stupri subiti dalle donne straniere sono stati commessi da connazionali in circa 3 casi su 4 (73,2%), da italiani e altri stranieri rispettivamente nel 18 e nell'11% (10,9%) dei casi.

"È interessante sottolineare che il comportamento di denuncia delle italiane risulta cambiare notevolmente se l'autore della violenza sia straniero - dice Alleva - la quota di vittime di stupro da un autore straniero che dichiara di aver sporto denuncia è infatti oltre 6 volte più alta rispetto al caso in cui l'autore è italiano". Per il tentato stupro, la differenza è ancora più marcata: "la quota di donne che denunciano, nel caso di un autore straniero, è 10 volte più alta rispetto al caso in cui l'autore sia un italiano", precisa il presidente Istat.

(Fonte: Redattore Sociale/Dire)

@nelpaeseit 

Pubblicato in Nazionale

“Credo che il Terzo settore possa dare davvero una risposta onesta ai bisogni della società perché nasce dalla società, dal basso, dalla voglia di ognuno di noi di essere attore e non spettatore del proprio futuro”. Chi ha scritto queste parole si chiama Elisa, 26 anni, laureata in Farmacia. Si immaginava a dispensare medicinali agli anziani e invece, inaspettatamente, ora lavora in CAMPA- Mutua Sanitaria Integrativa di Bologna. “Mi sono resa conto che avevo la possibilità di regalare sorrisi lo stesso agli anziani, potendo molto spesso riconoscere loro i rimborsi per prestazioni sanitarie anche parecchio onerose”, racconta Elisa.

CAMPA le ha offerto la possibilità di frequentare un master sulla sanità integrativa e sulla nuova cultura mutualistica, e da quel momento lei si è “catapultata” nel mondo del Terzo settore, “fino a capire come davvero può essere un’alternativa al mondo profit, soprattutto in un settore come quello sanitario”. La storia di Elisa è simile a quella di molti altri dei giovani operatori del Terzo settore che si incontreranno a Bologna il 6 e 7 ottobre per dare spazio, all’interno dei Cantieri di Design Sociale, alle loro visioni e per esprimere il proprio punto di vista sul domani.

Come Elisa, ad esempio, c’è Rosella: un ingegnere ambientale che avrebbe dovuto lavorare, stando al suo curriculum universitario, su rifiuti, bonifiche e sicurezza sul lavoro. Quasi per caso è entrata in contatto con Legambiente Sardegna e dopo collaborazioni saltuarie l’impegno è diventato costante: l’anno scorso Rosella ha coordinato un laboratorio gratuito, rivolto agli alunni delle scuole primarie di Sassari, Nuoro e Oristano, per sensibilizzarli sulla scarsità di acqua in Sardegna e sulla necessità dei processi di potabilizzazione e depurazione. Quest’anno il progetto vedrà una seconda edizione, che si estenderà però a tutti i comuni della Sardegna; la tematica sarà l’acqua non solo da bere, ma anche quella usata per produrre cibo, carta o vestiti in cotone.

“Ho apprezzato questo tipo di lavoro svolgendolo poiché, rispetto a quando lavoravo da ingegnere in senso stretto”, scrive Rosella, “mi rendo conto che posso fare la differenza in qualche modo, per l’ambiente e per la natura. Ed è quello che ho sempre desiderato sin da piccola”. Elena, Stefano e Sylvie sono rispettivamente la segretaria, il vice-presidente e il presidente di “Partecipare conta”, un’associazione nata nel 2013 che opera nel campo dell’animazione, educazione e formazione delle giovani generazioni, con lo scopo di avvicinarle al mondo del volontariato e della solidarietà.

Tra le varie attività che promuove l’associazione c’è “Chantier Jeunes-francophones”, uno scambio francofono che coinvolge 20 giovani valdostani e 20 francesi dai 14 ai 18 anni. Alla base del progetto, l’idea di cooperazione: i partecipanti, infatti, svolgono attività manuali di sistemazione e salvaguardia del territorio della comunità ospitante, oltre a partecipare ad attività artistiche, culturali e sportive. Il motto dell’associazione è “Partecipare conta: se ci sei, ci siamo!”

Protagonista del processo di “contaminazione intergenerazionale” che il Forum Terzo Settore inizierà a Bologna sarà anche Gaia, 28 anni, insegnante di due corsi di inglese per gli anziani di San Pietro Clarenza (Catania) ma non solo: si occupa anche di informatica di base, del gruppo di lettura ad alta voce e di uno di scrittura creativa.

Quest’anno, racconta, l’attività del suo circolo Anteas si allargherà ulteriormente con l’apertura di uno sportello di ascolto sociale, previsto all’interno del progetto “Antenne Sociali”. Gaia è stata anche una partecipante del corso FQTS2020, grazie al quale ha “scoperto quanto vario, complicato e stratificato è il mondo del Terzo settore”.

Riferendosi al suo lavoro di oggi scrive: “Mai avrei immaginato quanto questa esperienza avrebbe cambiato la mia vita, facendomi crescere dal punto di vista professionale ma soprattutto umano. Il contatto con le persone, soprattutto anziane, che usufruiscono dei nostri servizi, il loro calore e il loro affetto hanno cambiato profondamente il mio modo di vedere il mondo”.

I Cantieri di Design Sociale si svolgeranno il 7 ottobre a Bologna nell’ambito di #RiGenerazioneNonProfit, evento promosso da Fondazione CON IL SUD e Forum Nazionale del Terzo Settore.

 

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"La decisione del governo dell'Arabia Saudita, che finalmente ha ceduto e ha deciso di permettere alle donne di guidare, è la conseguenza del coraggio delle attiviste che hanno lottato per anni per ottenere questo risultato", ha dichiarato Philip Luther, direttore delle ricerche sul Medio Oriente e l'Africa del Nord di Amnesty International, in risposta all'annuncio delle autorità saudite che le donne potranno ottenere la patente di guida. 

"Questo è un piccolo passo avanti atteso da lungo tempo, e lo accogliamo favorevolmente, se significa che tutte le donne in Arabia Saudita potranno finalmente essere libere di guidare senza alcuna restrizione", ha aggiunto Luther. 

"Se a giugno del prossimo anno le donne guideranno ovunque senza avere paura di essere arrestate, allora vi sarà motivo di festeggiare. Ma si tratta solo di un primo passo. È necessario spazzare via una intera serie di leggi e usi nel paese, incluso il sistema di tutoraggio, secondo il quale ogni donna ha un 'tutore' di sesso maschile, padre, fratello, marito o figlio, il quale ha l'autorità di prendere decisioni per lei", ha sottolineato Luther. 

"Questo non deve farci dimenticare che l'Arabia Saudita ha arrestato recentemente un nuovo gruppo di attivisti dei diritti umani e di voci critiche pacifiche. Siamo nel pieno di un giro di vite nel paese, e un solo passo isolato, seppure nella giusta direzione, non può modificare questo stato di cose in maniera sostanziale", ha concluso Luther. 

Il decreto reale annuncia l'istituzione di una commissione (composta da funzionari dei ministeri dell'Interno, delle Finanze, del Lavoro e dello Sviluppo sociale) che verificherà il meccanismo di attuazione entro 30 giorni. 

Tuttavia, il decreto non entrerà in vigore prima del 23 giugno 2018, e prevede che sarà attuato in accordo con la "normativa vigente"; in assenza di ulteriori chiarimenti, non è chiaro come esattamente si tradurrà in pratica. 

Pubblicato in Dal mondo
Mercoledì, 27 Settembre 2017 13:47

IL VIAGGIO DEI MIGRANTI ALLE OFFICINE GOMITOLI

 

Il Centro Interculturale "Officine Gomitoli" di Napoli (piazza Enrico de Nicola 46) propone per martedì 3 ottobre dalle 10.30 l'incontro Il viaggio dei migranti: kakuma e lampedusa. due tappe di un miraggio. L'evento vuole ricordare la tragedia del 3 ottobre 2013, in cui persero la vita circa 400 migranti al largo delle coste di Lampedusa, con la proiezione del film "The Invisible City" sulla realtà di Kakuma (in Kenia), uno dei campi profughi più popolosi del mondo, svelando le reali dinamiche interne al campo profughi, alla presenza del regista Lieven Corthouts.

Introduce e modera Glauco Iermano, responsabile area Minori Stranieri Non Accompagnati della coop del gruppo Gesco. Dedalus propone anche una serie di laboratori gratuiti e aperti a ragazzi e ragazze (dai 13 ai 19 anni) italiani e stranieri. Eccoli, di seguito.

WORKSHOP di ISTALLAZIONI TESSILI "Abito" con Federica Terracina     

Lunedì e giovedì - Dal 2 al 16 ottobre h.15:00 -18:00   

Il laboratorio avrà come obiettivo quello di creare istallazioni tessili e/o rivestire elementi dello spazio circostante utilizzando tessuti e fili colorati, cucendo e ricamando.

LABORATORIO DI ILLUSTRAZIONE "Forme migranti" con Fabio Cremonese    

Giovedì - Dal 5 ottobre h.15:00 -18:00

Il laboratorio sarà un percorso artistico itinerante in cui ogni partecipante potrà esprimere la propria creatività mettendosi in contatto con il luogo circostante, sviluppando una propria grammatica di segni e disegni. Si darà vita a un libro di immagini, memorie, sensazioni e percezioni, esprimendo a pieno la propria libertà creativa e utilizzando diverse tecniche di illustrazione.

LABORATORIO DI CUCITO "Taglio&Confezione" con Francesca Fiona Meglio    

Sabato - Dal 7 ottobre h.10:00 -13:00

Il laboratorio sarà diviso in due percorsi paralleli e contemporanei: un livello base e un livello avanzato. Il livello base ha come obiettivo la conoscenza e l'approfondimento della modellistica, l'elaborazione di tutti i passaggi fino alla realizzazione del capo. Il livello avanzato intende, invece, ampliare la conoscenza non solo della modellistica di base ma di tutte le possibili variazioni di idee creative. 

LABORATORIO DI CANTO MODERNO con Olimpia Penza    

Martedì - Dal 10 ottobre h.16:30 -18:30

Il laboratorio intende approcciare e sviluppare la consapevolezza dell'uso della voce per il raggiungimento di una coscienza tecnica ed interpretativa. L'elemento principale che contraddistingue il percorso è l'allenare la mente per convincersi ad esprimere tutto il potenziale vocale. 

LABORATORIO DI RICICLO CREATIVO con Olga Kurdyban    

Il laboratorio "ciclo e riciclo" è diviso in quattro moduli che comprendono l'arte della pressatura dei fiori, l'utilizzo di varie tecniche quali il decoupage e il collage, la creazione di oggetti e l'inserimento di tecniche pittoriche al fine di spronare l'arte e la fantasia nella produzione di un calendario. L'obiettivo è valorizzare l'arte e la creatività, nonché l'avvicinamento alla natura, tramite il "fai da te". 

WORKSHOP ARTISTICO- EMOZIONALE con Rosy Rox   

Martedì - Dal 31 ottobre al 28 novembre h.15:00 -18:00   

Partendo dall'intervento dell'artista inteso come un "Dono", che cerca di risvegliare tutte le riserve emozionali, il laboratorio indagherà il processo di comunicazione non verbale, affrontando il tema del dono e dell'atto di creazione. Il "Dono" partendo dalla donazione di sé e del proprio "essere" e arrivando alla costruzione/creazione di "doni".  

Per informazioni ed iscrizioni: 081 293390; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

 

 

Pubblicato in Migrazioni

Creare una rete di "nonni sociali" a disposizione della comunità e a sostegno dei genitori in  difficoltà per il contrasto alla povertà educativa. Nonni non solo per i propri nipoti, ma anche per chi i nonni non li ha, come i bambini di origine straniera o per chi viene da famiglie complicate. È l’obiettivo del progetto promosso da Auser Lombardia “I nonni come fattore di potenziamento della comunità educante a sostegno delle fragilità genitoriali” approvato in questi giorni, e finanziato dal Bando Prima infanzia 2016 dell’Impresa Sociale “Con i Bambini”.

I nonni da sempre svolgono un ruolo fondamentale di supporto e di aiuto nel welfare familiare. Sono un punto di riferimento affettivo, educativo con il loro bagaglio di esperienza e di memoria, sono un sostegno importate nella cura dei nipoti. Un lavoro faticoso ma gratificante. L’idea del progetto nasce proprio da qui. Il bando riguarda la fascia d’età 0-6 anni, una fase in cui l’apprendimento segna fortemente la vita futura. 

Il progetto vede come capofila Auser Lombardia e coinvolge una rete di 47 partner tra cui Auser Toscana, Auser Umbria, Auser Basilicata, Università Bicocca, Università di Firenze, la Fondazione Asilo Mariuccia di Milano, l’Istituto degli innocenti di Firenze, Comuni e cooperative sociali. In tutto verranno coinvolti 16 comuni, 4 istituti comprensivi, 8 cooperative, 4 università e istituti di ricerca,1 fondazione e 14 associazioni Auser.

Tutti gli interventi saranno finalizzati ad integrare e sostenere bisogni e necessità che i nidi e le scuole materne attuali non sono in grado di soddisfare; questo in considerazione dei nuovi fenomeni migratori, della crisi economica e del radicale cambiamento dell’organizzazione e degli orari  di lavoro.

In Lombardia sono stati scelti Sesto San Giovanni e la provincia di Cremona, comuni che, sia pure per motivi diversi, sono emblematici di tali bisogni. In Toscana si prevedono attività di sostegno a genitori “single” e a famiglie di migranti, in Umbria  sono stati scelti piccoli comuni e realtà che stanno accogliendo le comunità terremotate e in Basilicata 4 comuni che hanno problemi di spopolamento e di integrazione dei migranti. L’Università Bicocca assicurerà l’impianto pedagogico dell’intero progetto e realizzerà i moduli formativi. Le sedi Auser verranno utilizzate per accogliere, informare, creare comunità, organizzare momenti di festa e condivisione, laboratori.

Il progetto durerà 3 anni, si pensa di raggiungere nel triennio una platea di oltre 1000 bambini con le loro famiglie. Il finanziamento previsto supera i 2 milioni e 150mila euro. Tra gli elementi innovativi la valutazione dell’impatto sociale del progetto e del cambiamento che produrrà.

Pubblicato in Lombardia
Mercoledì, 27 Settembre 2017 12:46

A PERUGIA IL CENTRO STORICO È "CULT"

Un nuovo spazio rigenerato torna nelle disponibilità della comunità del centro storico proponendosi come piattaforma per universitari, giovani innovatori, cittadini. A testimoniare la collaborazione tra Privato Sociale (Cooperativa Borgorete), Università e Comune, CULT sarà presentato nell’ambito di una conferenza stampa a cui parteciperanno:  Presidente Carlo Alberto Rossetti (Cooperativa Borgorete), Coordinatore Area Giovani Massimo Calesini (Cooperativa Borgorete),  Magnifico Rettore Franco Moriconi (Università degli Studi di Perugia), Magnifico Rettore Giovanni Paciullo (Università per Stranieri di Perugia), Assessore Dramane Diego Wague' (Comune di Perugia, Giovani, Partecipazione e Associazionismo), Assessore Michele Fioroni (Comune di Perugia, Marketing Territoriale e Sviluppo Economico)

Alla progettazione e all’avvio di CULT hanno partecipato tante energie cittadini tra cui: Consorzio ABN, Ass. ON, Coop PuntoDock, Ass. Luoghi Comuni, Ass. Il Seme d’Ulivo, Ass. Soul Food, Ass. DIKE, Coop Maraviglia, Radio Bombay, Dromo Studio, Civic Wise, Fuori di Zucca, Box 313, ...

Quello in via Goldoni 8 è un luogo ibrido, uno spazio polivalente ad assetto variabile, una piattaforma per la contaminazione tra saperi ed esperienze differenti: gli spazi e le connessioni del Comune di Perugia; l’aula studio dell’Università degli Studi di Perugia; l’open lab dell’Università per Stranieri di Perugia; il bar interno come strumento di connessione e coprogettazione; la cucina progettata e autogestita dagli studenti;  la formazione, l’open innovation e gli spazi collaborativi; le giovani imprese e i professionisti che vi collaborano; i gruppi di acquisto e le escursioni alla scoperta dei prodotti e della cultura; la progettazione partecipata a favore del benessere dei cittadini

 CULT nasce con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia ed è stato ristrutturato grazie al contributo di Enel Cuore con un investimento di responsabilità sociale della cooperativa Borgorete

 

 

Pubblicato in Umbria

Legacoop Estense e Finpro organizzano, per martedì 3 ottobre alle ore 10, il seminario “Prime riflessioni sulla riforma del Terzo Settore”. L’incontro si terrà presso la Sala Agnini di Legacoop Estense (Via Fabriani, 120 – Modena) e si concentrerà su Impresa Sociale e Codice del Terzo Settore; parteciperanno Eleonora Vanni, Vicepresidente Legacoopsociali, e Mauro Iengo dell’Ufficio legislativo/fiscale Legacoop Nazionale.

Terzo Settore e Impresa Sociale sono argomenti estremamente attuali tanto per la Cooperazione Sociale quanto per la Comunità nel suo complesso, che si trova oggi portatrice di nuovi bisogni cui il sistema di welfare pubblico fa sempre più fatica a dare adeguata risposta:in un contesto in cui cambia la domanda e, con essa, la mappa dei bisogni, il nostro sistema, sempre più schiacciato dall’equilibrio dei conti pubblici, sarà sempre meno capace di fare fronte all’evoluzione in corso. In più, si sono indeboliti i fattori di solidarietà, tra cui la famiglia, mentre crescono le aree di marginalizzazione e di esclusione.

Per questo in più occasioni AGCI, Confcooperative e Legacoop - fermamente convinte della necessità di una Riforma – hanno portato il proprio contributo di riflessioni e approfondimenti ai lavori parlamentari in corso; e oggi considerano la Riforma del Terzo Settore un passo storico per il nostro Paese. Nell’attuale disegno ci sono ancora alcuni aspetti che attendono di essere limati attraverso l’attuazione dei decreti attuativi, ma è indubbio che si sia intrapreso un processo fondamentale per la Collettività.

Nel pomeriggio del 3 ottobre si terrà poil’Assemblea Congressuale delle cooperative sociali aderenti a Legacoop Estense, in previsione del Congresso Nazionale di Legacoopsociali che si svolgerà il 15 e 16 novembre a Roma. L’Assemblea è aperta a tutti gli interessati e prevede, tra gli altri l’intervento di Alberto Alberani, Responsabile Legacoopsociali Emilia Romagna, che illustrerà il Documento Politico Legacoopsociali Nazionale.

Nel settore Sociali, Legacoop Estense oggi conta fra Modena e Ferrara 34 cooperative associate, con un fatturato complessivo di 135 milioni di euro (dato bilanci 2015), 30 milioni di euro di patrimonio netto, e 2.500 soci lavoratori; 3.000 gli occupati complessivi, di cui l’80% donne e il 25% under 35.

 

 

Pubblicato in Emilia-Romagna

Napoli ospita ancora una volta l’International Street Food Parade. E non in un quartiere qualsiasi, ma nella periferia orientale di Napoli, al Centro Direzionale che si animerà di sapori, profumi e colori da giovedì 28 settembre a domenica 1 ottobre.

L’appuntamento con il buon cibo, la birra, la gastronomia, la musica e il divertimento è siglato M.A.S. e Level Up e realizzato in collaborazione con Radio Marte e il Patrocinio del Comune di Napoli e della 4 Municipalità.  L’International Street Food sarà una quattro giorni con 50 truck e stand con cucine italiane e internazionali aperte da giovedì  a domenica tutti i giorni dalle 12.00 a mezzanotte. L’evento che sta ormai diventando una tradizione nel centro produttivo della città si arricchisce di un programma di musica e intrattenimento completamente gratuito pensato per i giovani e le famiglie, ospitato direttamente nella suggestiva location del Centro Direzionale. 

“Il nostro obiettivo” spiega l’organizzatore Alfredo Orofino, Presidente dell’Associazione M.A.S. “è realizzare eventi, che possano diventare un veicolo di cultura verso un target trasversale: portare i giovani in una direzione di sano divertimento e permettere il contatto con le realtà locali, dare un’opportunità lavorativa a ragazzi ed a piccole imprese, mettere in luce realtà culturali anche di fuori dell’ambito enogastronomico: arte, sport, cultura”. 

Si potranno gustare specialità tipicamente regionali come pani ca meusa, la bombetta pugliese, panzerotti, gnocco fritto, arrosticini, arancini, caciocavallo impiccato, crocchette tirolesi, panino con panelle, ma anche farinata, pasta fresca, olive ascolane, care di fassona, sarde a beccafico, calamari di collina, cassatina siciliana e molto altro. 

Non può mancare all’appello Il Poggio, polo enogastronomico, che aperto in via Nuova Poggioreale 160 c nel 2015 per iniziativa del gruppo di imprese sociali Gesco con lo scopo di una riqualificazione urbana e sociale, rappresenta un punto di riferimento essenziale per la cucina e la socialità nel quartiere di Poggioreale. Il Poggio porterà direttamente in strada due specialità partenopee: la pasta e patate e la genovese, i suoi famosi fritti: il cuoppo e le patatine e infine una selezione di panini speciali come il marchigiano con hamburger di chianina, cheddar, bacon croccante, cipolla caramellata e salsa barbecue.

Accanto ai cibi italiani arrivano dall’estero prodotti tipici insieme a proposte fusion inedite, tra cui i churritos, barbecue americano, empanadas, specialità latine, ristorante messicano, carne argentina e brasiliana, cucina greca e tante altre sorprese.  Ampio spazio è assicurato ai produttori italiani e stranieri di birra, dove i visitatori potranno seguire il proprio percorso alla scoperta della bevanda più antica del mondo. Dalla classica Ale alla profumata Berliner Weisse, dalla rinfrescante Bière Blanche alla birra light a quella scura, dalla Brown Ale alla Bitter Stout.  

Ogni sera dalle 18.00 entreranno in scena i seguenti ospiti i deejay di Radio Marte fino a mezzanotte e  diversi cantanti.  

(da napoliclick.it)

@nelpaeseit

Pubblicato in Campania

Nuove maglie, nuovi sponsor, una nuova disciplina con cui confrontarsi, ma lo stesso obiettivo: utilizzare lo sport come strumento di integrazione. Si possono riassumere così i temi trattati nell'incontro di oggi nel carcere di Rebibbia Nuovo Complesso, durante il quale è stata presentata la stagione 2017/2018 della Polisportiva Atletico Diritti, nata dall'iniziativa di Antigone e Progetto Diritti, due associazioni che da oltre venti anni si occupano rispettivamente di giustizia e migranti, con il sostegno dell'Università Roma Tre.

Per la quarta volta, la squadra di calcio dell'Atletico Diritti scenderà in campo nella Terza Categoria del Lazio. I calciatori sono studenti, migranti e persone in esecuzione penale. Interamente rinnovata la divisa da gioco, che per la prima volta vede apposto il logo di Banca Etica, sostenitrice della squadra. Ma non solo calcio. Già da due stagioni la Polisportiva è impegnata nel cricket, con il Fondi Cricket Club - Atletico Diritti, e da quest'anno inizierà la propria nuova avventura nel basket.

L’incontro

Zero Scuse, recitava il titolo dell'iniziativa. Lo sport può costituire davvero uno strumento formidabile per l'integrazione, come dimostra l'esperienza dell'Atletico Diritti e delle tante società sportive di base che operano sul territorio. In un momento drammatico quale quello che stiamo vivendo, contrassegnato dal muoversi di milioni di persone costrette a scappare dai loro paesi, il calcio e tutto lo sport in generale sono chiamati ad assumersi le loro responsabilità.

Di questi temi hanno discusso le persone intervenute: il sottosegretario alla Giustizia Gennaro Migliore, il direttore della Casa di Reclusione di Rebibbia Rosella Santoro, la Responsabile strategia e responsabilità sociale del Coni Teresa Zompetti e il Direttore di Banca Etica Alessandro Messina.

È stato proprio quest'ultimo a illustrare una delle principali novità di quest'anno per quanto riguarda la squadra, ovvero proprio la sponsorizzazione da parte di Banca Etica. "Siamo uno sponsor diverso dal solito per una squadra insolita. Abbiamo deciso di sostenere Atletico Diritti perché conosciamo il valore dello sport come strumento di integrazione. Atletico Diritti è l'esempio del calcio "migliore", recupera i valori originari dello sport, fatto di coesione, condivisione e divertimento. Il reinserimento lavorativo e sociale delle persone che vivono l'esperienza del carcere è al centro del lavoro di Banca Etica sin dalla sua nascita: tra le imprese sociali che finanziamo ci sono tante cooperative che creano lavoro per i detenuti nei più diversi settori", ha dichiarato Alessandro Messina, Direttore generale di Banca Etica.

Banca Etica si è anche impegnata a donare materiale tecnico e sportivo per i detenuti del carcere di Rebibbia. Durante l'incontro, la presidente dell'Atletico Diritti, Susanna Marietti, ha richiamato la campagna Sign&Pass, lanciata nel giugno scorso dal FC Barcelona e dall'UNHCR per sensibilizzare sulla tragedia dei rifugiati.

"E' importante che una grande società sportiva abbia scelto di spendere il proprio nome su un tema come quello dei rifugiati", ha detto Susanna Marietti. "Lo sport può avere un ruolo essenziale, sia nell'integrazione concreta delle persone nel tessuto sociale che nella sensibilizzazione dell'opinione pubblica. Il calcio, in particolare, sa arrivare davvero a tutti con i propri messaggi. È per questo che oggi chiediamo che anche i club italiani si uniscano a Sign&Pass. Ed è per questo che da anni ci battiamo per un nuovo regolamento, affinché la Figc allarghi le maglie per l'accesso al calcio così da non escludere i richiedenti asilo".

Ma l'incontro di Rebibbia è stato anche calcio giocato. Oltre ad Atletico Diritti, sul campo del carcere si sono incontrati la squadra dei detenuti e quella di Magistratura Democratica. Detenuti e magistrati a confronto sul campo da calcio, in un anomalo triangolare dall'alto valore sportivo nel quale, a vincere sono stati i detenuti che sono riusciti ad imporsi in entrambe le partite disputate.

Anche Zerocalcare ha voluto dare il suo in bocca al lupo, realizzando un disegno per Atletico Diritti che accompagnerà la squadra per l'intera stagione.

@nelpaeseit

 

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Sono 5mila le scuole distrutte o danneggiate in Siria. A denunciarlo è l’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite. Un istituto su tre è stato colpito, utilizzato come rifugio per gli sfollati o a scopi militari. Nel paese, 1.8 milioni di bambini non avranno un primo giorno di scuola. Ma il diritto all’istruzione non viene violato solo laddove arrivano bombe e colpi di mortaio.

Sono infatti 536mila i bambini siriani fuggiti nei paesi confinanti che non hanno accesso all’istruzione, secondo l’ultimo report di Human Rights Watch. Tanti gli ostacoli che impediscono ai rifugiati siriani di studiare. Alcuni, anche di natura burocratica. Perché in paesi come la Turchia ci possono volere anche sei mesi per ottenere i documenti necessari per iscriversi nelle scuole pubbliche. Lavoro minorile e matrimoni precoci sono le conseguenze estreme della povertà dei rifugiati, causata dalle difficoltà nell’ottenere permessi di lavoro e documenti nei paesi ospitanti.  In Libano, 250mila bambini siriani in età scolare non frequentano i corsi. Spesso, le difficoltà linguistiche impediscono di seguire i corsi. Ancora difficile integrarsi per i bambini con disabilità fisica o psichica.

Gvc ricostruisce le scuole

Ed è per questo che GVC è impegnata per restituire una scuola ai bambini siriani, sia nel loro paese che in quelli che li ospitano. Perché ricostruire le scuole è un segno di speranza per chi da sette anni convive con le crudeltà della guerra.  Ad Aleppo, GVC ha ristrutturato sei scuole nelle aree di Al Muhafaza, Al Jabria e Al Surian. Significa garantire impianti idro-elettrici nuovi, bagni accessibili ai disabili, infissi, intonacatura e verniciatura delle pareti. Ma non solo: anche aule prefabbricate e banchetti per le scuole che sono state restituite ai bambini più sicure e accoglienti di prima. Nell’area orientale della città, però, nei quartieri di Hanano, Skhor e  Al Sha’aar, durante un sopralluogo in alcune scuole, il nostro staff locale ha documentato i danni alle strutture, sventrate dai bombardamenti negli ultimi mesi del 2016: enormi buchi alle pareti e sul pavimento, scale inaccessibili, porte e finestre divelte, facciate sfigurate. C’è ancora molto da fare.

I progetti in Libano

In Libano, sono ancora in corso i lavori di GVC per ristrutturare la scuola di Laboue, frequentata da 460 bambini siriani e 160 libanesi, rimodernata e ristrutturata affinché possa accogliere anche gli studenti disabili. Il progetto offre anche sostegno psicologico ai piccoli sopravvissuti alla guerra e a chi ha una disabilità fisica o psichica. Realizzato in collaborazione con LOST- Lebanese Organization for Studies and Training, il progetto punta infatti a dar vita a un’esperienza didattica migliore e inclusiva, per una scuola accessibile anche ai disabili. “Sostituiremo  porte e finestre, ricostruiremo i bagni, coibenteremo il tetto e installeremo un nuovo impianto di riscaldamento” spiega  Ali Mounzer, operatore di GVC ogni giorno impegnato sui cantieri della scuola, frequentata da 160 studenti libanesi e 460 siriani che hanno tra i 3 e i 17 anni. Una classe, servizi igienici, i parchi giochi e due rampe d’accesso saranno accessibili agli studenti con disabilità fisiche. Il progetto, però, sostiene anche chi ha difficoltà psichiche. Non solo attività sportive, laboratori artistici e musicali. Il progetto introduce nelle aule psicologi per aiutare gli alunni con disturbi del linguaggio o difficoltà nell’apprendimento, nonché esperti per sostenere le vittime di traumi e curare le ferite lasciate dalla guerra nei bambini siriani.

I bimbi disabili esclusi

“Nei campi, dove operiamo noi, ci sono casi di bambini siriani con la sindrome di down che non vengono accettati nelle scuole e che hanno accesso ristretto ai servizi di base -spiega Francesca Anastasia, cooperante di GVC-. In particolare, ricordo due sorelle gemelle siriane di cinque anni, nate in una famiglia di dieci persone, che non possono andare a scuola. Gli altri fratelli ci vanno, loro no”. In passato, GVC ha promosso l’inclusione e l’integrazione scolastica in Libano, dando vita ad un progetto pilota che ha coinvolto insegnanti, assistenti sociali, educatori speciali e direttori degli istituti in sei scuole pubbliche. Nel paese, però, il piano strategico nazionale per l’inclusione delle persone con disabilità è fermo al 2012.

L’istruzione non è solo quella scolastica. Per questo abbiamo garantito formazione professionale e corsi di fotografia, grafica e information technology nonché trucco e hair styling, a cento giovani siriani e libanesi, nella Valle della Bekaa, al confine con la Siria. Obiettivo è puntare all’inserimento lavorativo, garantendo ai giovani dei tirocini.

L’appello

 “Dei 123 milioni di bambini che quest’anno non avranno un primo giorno di scuola, il 40% vive nei paesi in via di sviluppo e il 20% in zone di conflitto- ha ricordato Dina Taddia, presidente di GVC-. Il conflitto siriano rappresenta uno dei più preoccupanti perché un’intera generazione di siriani rischia di essere perduta. Noi continueremo a impegnarci, in Siria come in Libano, perché ai bambini non venga sottratto il diritto allo studio e a un intero paese non venga impedito di ricostruire il proprio futuro”. 

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