Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Sabato, 07 Dicembre 2019

Articoli filtrati per data: Giovedì, 28 Settembre 2017 - nelPaese.it
Giovedì, 28 Settembre 2017 16:40

RIGENERAZIONI: CON IL SUD RIPARTE DAI GIOVANI

Il 6 e 7 ottobre a Bologna, in occasione dell’11° compleanno della Fondazione CON IL SUD, 150 giovani dai 18 ai 35 anni del mondo non profit di Italia saranno protagonisti di due giorni di incontro e confronto per condividere idee e riflessioni su ciò che li riguarda più da vicino: il loro futuro. Lo faranno in particolare nella giornata di sabato 7 ottobre, presso l’Opificio Golinelli, con i “Cantieri di design sociale”: quattro workshop tematici, con l’obiettivo di far emergere opinioni e urgenze delle nuove generazioni a confronto con l’idea del domani.

L’iniziativa è promossa con il Forum Terzo Settore e in collaborazione con la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna.

Dopo la manifestazione itinerante “Con il Sud #UnFuturomaivisto” (diventato anche un libro edito da Mondadori nel 2017), che nel 2016 ha fatto tappa in sette città italiane per il decimo anno di attività, quest’anno la Fondazione CON IL SUD ha ripreso la consuetudine di festeggiare il compleanno alternativamente al Nord e al Sud, per sottolineare la portata nazionale del progetto e il suo carattere unitario. Dopo le manifestazioni di Napoli (2011), Torino (2012), Bari (2013), Milano (2014), Palermo (2015) è stata scelta Bologna e in particolare l’Opificio Golinelli, luogo simbolo di un virtuoso processo di rigenerazione di spazi e idee a favore dei cittadini e soprattutto dei giovani, come sede della manifestazione per discutere dei temi riguardanti le nuove generazioni.

La manifestazione si aprirà venerdì 6 ottobre (ore 21.00 al Teatro Arena del Sole, in via Indipendenza 44) con lo spettacolo teatrale (già sold out) TVATT – Teorie Violente Aprioristiche Temporali e Territoriali, di e con Luigi Morra, con Pasquale Passaretti e Eduardo Ricciardelli. TVATT, in una parte di Sud Italia, è in realtà un modo per dire “ti picchio”, “ti batto”. Tutto diventa linguaggio possibile, per raccontare conflitti e impulsi esistenziali legati a principi non sempre comprensibili ma al tempo stesso curiosi e affascinanti.

La giornata di sabato 7 ottobre inizierà alle 10.00 all’Opificio Golinelli, in via Paolo Nanni Costa 14, con un incontro in plenaria che vedrà i saluti di Giusella Finocchiaro, presidente Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e Leone Sibani, presidente Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, Federico Amico, portavoce Forum Terzo Settore Emilia Romagna. Seguiranno gli interventi di Carlo Borgomeo, presidente Fondazione CON IL SUD; Giuseppe Guzzetti, presidente Acri; Claudia Fiaschi, portavoce Forum Terzo Settore. Parteciperanno Domenico De Masi, sociologo; Claudio Gubitosi, fondatore e direttore del Giffoni Film Festival; Geneviève Makaping, antropologa e giornalista; Paolo Pagliaro, giornalista e scrittore.

Nel pomeriggio saranno le nuove generazioni ad essere protagoniste indiscusse della manifestazione con l’apertura dei “Cantieri di design sociale”: uno spazio di confronto e scambio su scenari di prospettiva rivolta ai giovani che operano nel non profit. Dalle 14.30 alle 18.30, infatti, si svolgeranno in parallelo i quattro workshop tematici ai quali parteciperanno i 150 ragazzi e ragazze provenienti da tutta Italia e che si confronteranno tra loro e con autorevoli interlocutori sui temi: Lavoro e reddito con Domenico De Masi, sociologo; Innovazione culturale, innovazione sociale con Claudio Gubitosi, fondatore e direttore del Giffoni Film Festival; Identità multiculturali con Geneviève Makaping, antropologa e giornalista; Informazione e uso consapevole dei nuovi media con Paolo Pagliaro, giornalista e scrittore.

L’iniziativa, soprattutto attraverso i Cantieri di design sociale, rappresenta l’inizio di un ideale percorso di “contaminazione intergenerazionale”, fonte di arricchimento tanto per il Terzo settore quanto per i giovani che parteciperanno attraverso le associazioni in cui operano. Gli stimoli progettuali che emergeranno dalle giornate di Bologna saranno infatti raccolti dal Forum per rendere più completa e lungimirante la sua Agenda 2018, il documento programmatico che orienterà l’impegno dell’organizzazione.

In questi giorni è stato lanciato l’hasthtag #Rigenerazionenonprofit per condividere idee, esperienze e modelli di intervento sul territorio capaci di generare un cambiamento possibile, con la partecipazione attiva dei giovani e la società civile.

Sono previste delle dirette social e video, con lo streaming su Facebook realizzato dal Giornale Radio Sociale.

 

Pubblicato in Economia sociale

“Prima la salute!”, per celebrare i 25 anni di vita proiettata al futuro, la Cooperativa sociale Itaca lancia una campagna di prevenzione gratuita rivolta a tutti i propri lavoratori a tempo indeterminato che, dal 1° ottobre 2017 al 31 marzo 2018, potranno accedere a servizi gratuiti per visite mediche specialistiche di prevenzione nelle strutture sanitarie convenzionate con laMutua Cesare Pozzo.

“Crediamo fermamente – afferma la presidente Orietta Antonini – che un moderno stato sociale debba continuare a garantire una sanità pubblica accessibile a tutti, lavoratori e non. Proprio per questo vogliamo valorizzare la sanità integrativa della Mutua Cesare Pozzo con l’offerta gratuita di servizi di prevenzione alla salute rivolta ai nostri lavoratori”.

Utilizzare il servizio sarà semplice, i lavoratori a tempo indeterminato che ne vorranno usufruire non dovranno fare altro che fissare unappuntamento in una delle strutture convenzionate e comunicarlo all’InfoCenter della Mutua Cesare Pozzo con almeno 2 giorni di anticipo, tre le modalità previste: e-mail scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Sarà così possibile accedere gratuitamente a visite mediche specialistiche di prevenzione, ad esempio, in area oculistica, dermatologica, cardiologica, fisiatrica, ginecologica o andrologica, o di altra natura, senza sostenere alcun costo fino al limite di 250 Euro complessivi. Per consultare l’elenco di tutte le strutture sanitarie convenzionate presenti nelle regioni in cui risiedono i lavoratori di Itaca, sarà sufficiente consultare il sito della Mutua Cesare Pozzo oppure cliccare direttamente qui per:Centri convenzionati Friuli Venezia GiuliaCentri convenzionati VenetoCentri convenzionati Trentino Alto AdigeCentri convenzionati Lombardia.

L’accordo speciale  raggiunto da Itaca con la Mutua Cesare Pozzo azzera di fatto le franchigie previste per queste tipologie di servizi. Restano comunque valide tutte le altre prestazioni e offerte previste dal Fondo integrativo sanitario Coop Itaca e dal Fondo integrativo sanitario Impresa Sociale 60 (come, ad esempio, l’igiene orale gratuita presso gli studi dentistici convenzionati o i rimborsi dei ticket). La campagna partirà ufficialmente il 1° ottobre 2017 e si concluderà il 31 marzo 2018.

 

 

Pubblicato in Salute
Giovedì, 28 Settembre 2017 15:52

A ORVIETO L'INTEGRAZIONE PASSA DAGLI ORTI SOCIALI

È stata una merenda particolare, quella ad Allerona organizzata dall’Associazione “Il Ginepro” in collaborazione con le Cooperative sociali “Il Quadrifoglio”, O.A.S.I, Oasi Agricola e l’Associazione Piano Terra. Un evento agricolo, gastronomico e sociale, ricolmo di felice umanità. Soprattutto, una risposta convincente a domande che, specie in questo periodo, incalzano sotto la sferza della paura, e che interrogano la coscienza dei singoli e la politica.

Domande che si riferiscono all’integrazione di persone in fuga da terre lontane, all’urgenza di rispondere alla paura dilagante che attribuisce al diverso l’origine del male, alla pratica della fraternità come emblema di una nuova forma di civiltà planetaria. Una possibile risposta, dicono gli associati de “Il Ginepro” e le cooperative sociali impegnate nell’accoglienza di profughi e rifiugiati, è quella di costruire piccoli mondi dove bianchi e neri, migranti e indigeni, sperimentano la fabbricazione di un frammento di realtà, magari di una realtà fondamentale e fondante dell’umano come quella della produzione e condivisione del cibo. L’experimentum mundi di Allerona merita d’essere raccontato.

C’è l’esperienza di piccola agricoltura sinergica ed ecologica de “Il Ginepro” e c’è un lavoro di ricerca sulla sostenibilità ambientale e social che dura da anni. Poi ci sono i migranti, giovani dell’Africa centrale, ospitati in due strutture, a Monterubiaglio e a Monteleone d’Orvieto, seguiti dalla Cooperativa Sociale “Il Quadrifoglio”. In principio c’è diffidenza, paura. I migranti da una parte, i nativi dall’altra.

I primi sradicati, in fuga dalla morte. I secondi spaventati da quella che i media chiamano “invasione”. L’Associazione decide di costruire un piccolo mondo che si chiama “orti in pace”: apre la sua terra, che è poi quella concessa da Rita Fini Cuboni, ai ragazzi africani. In questa maniera anche loro avranno un orto sinergico con il quale produrre quelle varietà vegetali tipiche delle loro colture alimentari. Nell’altro orto sinergico, posto a fianco, si coltivano le varietà del luogo.

Poi ci si scambiano ruoli e competenze e si afferma un divertente “mètissage” che è, insieme, umano, agricolo e gastronomico. Insieme si raccolgono pomodori africani e lo “scatolone”, insalata e peperoni piccanti del Senegal, pannocchie di mais e amaranto, cipolle e melanzane. Alla fine si fa una festa, si mangia insieme, ripetendo con ciò il gesto fondante dell’umanità: la condivisione del cibo, delle storie, delle emozioni.

In conclusione, quella di domenica è stata una piccola e festosa merenda, alla quale erano stati invitati tutti gli amministratori dei comuni dell’Orvietano, utile a mostrare come la fabbricazione di un piccolo mondo “buono, pulito e giusto” e la collaborazione tra diverse sensibilità sociali e civiche possono generare empatia, amicizie e indicare tracciati virtuosi di integrazione e di solidarietà.

@nelpaeseit

 

Pubblicato in Migrazioni

Il nuovo Codice antimafia è legge. Con 259 voti a favore la Camera ha approvato la riforma che punta a velocizzare le misure di prevenzione patrimoniale; rende più trasparente la scelta degli amministratori giudiziari; ridisegna l'Agenzia per i beni sequestrati; include corrotti, stalker e terroristi tra i possibili destinatari dei provvedimenti. Punto contestato, quest'ultimo, su cui però è passato anche un ordine del giorno che impegna il governo a rivedere l'equiparazione mafioso-corrotto. Soddisfatta, dopo il via libera alla riforma, la presidente della commissione Antimafia, Rosy Bindi: "E' un regalo al Paese". Per il ministro della Giustizia, Andrea Orlando è una "svolta", ci saranno "più strumenti contro la mafia e più trasparenza".

Forza Italia, con Renato Brunetta, grida invece all'"abominio" perché "si porta tutto sul piano penale". Sono quasi 20 mila i beni confiscati alle mafie, tramite sequestro preventivo, a cui si aggiungono 2.876 aziende. Altri 20 mila i beni confiscati (tra terreni, aziende e immobili) con procedimenti di natura penale. Immenso il valore: quasi 30 miliardi, ma oltre il 90% oggi fallisce. Queste in dettaglio le misure previste dalla nuova norma.

Le misure

Tra le misure previste ci sono l’allargamento dei possibili destinatari di misure di prevenzione: oltre a chi è indiziato per aver aiutato latitanti di associazioni a delinquere, la riforma inserisce anche chi commette reati contro la pubblica amministrazione, come peculato, corruzione (ma solo nel caso di reato associativo) - anche in atti giudiziari - e concussione; si estendono i casi di confisca allargata, quando viene accertato che il patrimonio dell'autore del reato è sproporzionato rispetto al reddito e il condannato non è in grado giustificare la provenienza dei beni. Quando non viene applicata la confisca si può avere l'amministrazione giudiziaria e il controllo giudiziario.

E ancora viene introdotto l'istituto del controllo giudiziario delle aziende in caso di pericolo concreto di infiltrazioni mafiose. Poi "maggiore trasparenza nella scelta degli amministratori giudiziari, con garanzia di competenze idonee" e di "rotazione negli incarichi". Viene modificato il procedimento di nomina e revoca dell'amministratore giudiziario di beni confiscati: l'incarico non potrà essere dato a parenti né a "conviventi e commensali abituali" del magistrato che lo conferisce

Per favorire la ripresa delle aziende sequestrate nasce un fondo da 10 milioni di euro l'anno e misure per aiutare la prosecuzione delle attività e la salvaguardia dei posti di lavoro. Gli imprenditori del settore matureranno, dopo un anno di collaborazione, un diritto di prelazione in caso di vendita o affitto dell'azienda e la possibilità di un supporto tecnico gratuito. Novità sulla segnalazione di banche colluse con la malavita. 

Viene riorganizza l'Agenzia nazionale per i beni confiscati dotandola di un organico di 200 persone e che rimane sotto la vigilanza del ministero dell'Interno. La sede centrale sarà a Roma e avrà un direttore - non per forza un prefetto - che si occuperà dell'amministrazione dei beni dopo la confisca di secondo grado. Ridefiniti i compiti, potenziata l'attività di acquisizione dati e il ruolo in fase di sequestro con l'obiettivo di consentire un'assegnazione provvisoria di beni e aziende, che l'Agenzia può anche destinare beni e aziende direttamente a enti territoriali e associazioni.

La soddisfazione delle associazioni

“L'approvazione della riforma del Codice antimafia costituisce un atto di responsabilità politica importante, un deciso passo migliorativo nell'azione di prevenzione e di contrasto alle mafie e alla corruzione. Fenomeni che minacciano da troppo tempo la nostra democrazia, la nostra sicurezza e che sottraggono ingenti risorse alla collettività, impedendo uno sviluppo economico e sociale, sano e diffuso, in tutto il nostro Paese”. Così si esprimono in una nota congiunta Acli, Arci, Avviso Pubblico, Centro studi Pio La Torre, Cgil, Cisl, Legambiente, Libera. Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie, Sos Impresa, Uil

“L'espropriazione delle ricchezze alle organizzazioni criminali e ai corrotti – aggiungono - insieme alla loro restituzione alla collettività, costituiscono lo strumento più concreto per dimostrare che le mafie e la corruzione sono fenomeni che possono essere affrontati e debellati, che lo Stato è presente e autorevole, che si possono rigenerare e riconoscere i diritti fondamentali, a partire da quello del lavoro e della sicurezza, laddove per lungo tempo essi sono stati negati”.

@nelpaeseit

Pubblicato in Nazionale

Amnesty International ha esortato il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a fare tutto il possibile per porre fine ai crimini contro l'umanità e alla pulizia etnica in corso contro la popolazione civile rohingya in Myanmar, anche imponendo un embargo totale sulle armi dirette verso il paese.  Oggi il Consiglio di sicurezza si riunirà in sessione pubblica per esaminare la situazione di Myanmar. Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, riferirà sulla crisi in atto nello stato di Rakhine. 

"L'esercito di Myanmar sta uccidendo e costringendo alla fuga i rohingya nel contesto di una campagna di crimini contro l'umanità che costituiscono pulizia etnica. Gli stati membri del Consiglio di sicurezza devono chiedersi da quale parte della storia vogliono stare e fare tutto ciò che è nelle loro possibilità per porre fine a questo incubo. Insieme, hanno il potere di premere su Myanmar perché ponga termine al ciclo di violenza", ha dichiarato Tirana Hassan, direttrice di Amnesty International per le risposte alle crisi. 

"Il Consiglio di sicurezza dovrebbe chiedere la fine immediata dei trasferimenti di armamenti, munizioni ed equipaggiamento militare nei confronti di Myanmar, imponendo un embargo totale sulle armi che impedisca i trasferimenti diretti e indiretti e si estenda alla formazione e ad altre forme di cooperazione con le forze armate del paese", ha aggiunto Hassan. 

La riunione del Consiglio di sicurezza si svolge quasi un mese dopo l'inizio della brutale campagna dell'esercito di Myanmar nello stato di Rakhine, lanciata all'indomani degli attacchi armati contro decine di posti di blocco rivendicati dall'Esercito di salvezza dei rohingya dell'Arakan, che avevano causato almeno 12 morti tra le forze di sicurezza. 

Da allora, quasi mezzo milione di rifugiati ha oltrepassato il confine col Bangladesh. In altri termini, poco meno della metà di una popolazione di 1.200.000 abitanti dello stato di Rakhine ha abbandonato le sue case. In poco più di un mese i morti sono stati centinaia. 

Amnesty International ha documentato come le forze di sicurezza abbiano incendiato interi villaggi abitati dai rohingya e abbiano sparato sugli abitanti in fuga: in quanto massicci e sistematici attacchi contro la popolazione civile, si tratta di crimini contro l'umanità. Nonostante il governo di Myanmar sostenga che le operazioni militari siano terminate, Amnesty International ha verificato che gli incendi sono stati appiccati fino alla settimana scorsa. 

La situazione è resa peggiore dalle gravi limitazioni che Myanmar ha imposto all'arrivo degli aiuti umanitari nello stato di Rakhine. Amnesty International ha ricevuto notizie attendibili sul rischio che sopraggiunga la fame, dato che l'offensiva dell'esercito di Myanmar costringe a lasciare i villaggi e che chi vi rimane riesce a malapena a procurarsi da mangiare. 

"La crisi è tutt'altro che finita ed è fuori discussione che nello stato di Rakhine le violazioni dei diritti umani proseguano incontrastate. Ora più che mai il mondo deve prendere una forte posizione e premere su Myanmar e sulle sue forze di sicurezza affinché cessino di procurare orrore alla popolazione civile rohingya", ha commentato Hassan. 

"Vogliamo che il Consiglio di sicurezza condanni pubblicamente le atrocità in corso nello stato di Rakhine e solleciti la fine della violenza e l'accesso immediato e non ostacolato agli aiuti umanitari", ha concluso Hassan. 

@nelpaeseit

Pubblicato in Dal mondo
Giovedì, 28 Settembre 2017 14:59

A UDINE TORNA "DONNA LA MUSICA DIMENTICATA"

Il 1° ottobre alle 11 a Casa Cavazzini, Museo di Arte Contemporanea di Udine, Elisa Frausin (violoncello) e Pierpaolo Levi (pianoforte) saranno protagonisti della seconda delle quattro tappe della rassegna "Donna la musica dimenticata" dedicata alla creatività musicale femminile.

Dopo il successo della prima giornata che ha registrato il tutto esaurito con pubblico proveniente da tutto il Nordest e dall'Austria, grazie anche alla preziosa presenza della compositrice Giovanna Marini e di diversi musicisti impegnati nella scoperta delle donne compositrici, Frausin e Levi interpreteranno opere di Rebecca Clarke (Inghilterra 1886-1979)  Ethel M. Smyth (Inghilterra 1858-1944) e Henriëtte  Bosmans (Olanda 1895 - 1952). Prosegue a Casa Cavazzini la kermesse dedicata alla composizione musicale femminile organizzata dalla web radio Le Metronome (alias Michele Pucci e Alberto Chicayban) in stretta collaborazione con l'assessorato alla Cultura del Comune di Udine e l'associazione Musicisti Tre Venezie, quattro tappe a coprire 1000 anni di storia della musica femminile con 15 compositrici scelte come campione della creatività musicale femminile provenienti da Italia, Argentina, Uruguay, Inghilterra, Germania, Russia, Francia e Olanda.

La rassegna, presenterà opere spesso cadute nell'oblio, dal XII secolo di Hildegard Von Bingen, al Cinquecento e Seicento di Francesca Caccini, al Novecento di Teresa De Rogatis, Tanya Anisimova, Ida Presti, Sofia Asgatovna Gubajdulina, Ethel M. Smyth, Paquita Madriguera, Maria Luisa Anido e Rebecca Clarke fino ad arrivare ai giorni nostri con Paola Selva, Rachele Colombo, Miranda Cortes e Giovanna Marini.

Obiettivo della rassegna è sfaldare la cultura del pregiudizio verso l'immagine della donna in ambito creativo-musicale e divulgare le opere scritte da compositrici appartenenti a diversi periodi storici e contemporanee. Presenza speciale quella di Giovanna Marini, instancabile musicista, compositrice, ricercatrice, scrittrice, animatrice culturale e insegnante romana, che si è raccontata a viso aperto anche in musica nella giornata di apertura del 24 settembre.

Otto gli artisti che si alterneranno a Casa Cavazzini, a partire dal Duo Michele Pucci & Alberto Chicayban (chitarra flamenca, chitarra a 10 corde e voce), Elisa Frausin (cello), Paola Selva (chitarra classica), il Coro Cantiere Armonico (diretto dal Maestro Marco Toller), Rachele Colombo & Miranda Cortes (chitarra classica, percussione, fisarmonica e voci), Katia Marioni (ghironda). Ingresso ad ogni concerto 10 Euro, biglietti direttamente a Casa Cavazzini. Il programma prevede in successione l'8 ottobre Paola Selva, mentre il 15 ottobre chiuderanno la rassegna Rachele Colombo & Miranda Cortes.

Se domandassimo a 100 mila persone i nomi di alcuni compositori di musica concertistica colta, la maggioranza riuscirebbe forse a pronunciare quelli noti a tutti di Bach, Mozart o Beethoven. Invece, se la domanda riguardasse i nomi di compositrici, forse non ne verrebbe in mente nemmeno uno. Neanche donne con buona formazione tecnico-musicale, o vere professioniste della musica, saprebbero menzionare anche una sola compositrice al di fuori, forse, di Clara Wieck Schumann. È anche vero, però, che tante enciclopedie, dizionari musicali, trattati di Storia della Musica ed opere di pedagogia musicale ignorano del tutto l'immagine della compositrice, come se non fossero mai esistite donne con il talento della creazione musicale.

Una valutazione rispetto ai libri di Storia della Musica pubblicati negli Stati Uniti d'America tra il 1979 e il 1985 ha rivelato alcuni dati significativi: più del 45% di tutti quei libri menzionava una o nessuna compositrice, mentre il 18% ne indicava solo tre o più. Sono passati trent'anni da quella ricerca, ma la situazione nel mondo non è cambiata, nonostante qualche interessamento accademico qua e là. Tra la poliedrica Hildegard Von Bingen nata alla fine dell'anno Mille (Germania, 1098-1179) e Sofija Asgatovna Gubajdulina (Russia, 1931), nata ad 833 anni di distanza dalla prima, vi sono state certamente decine di compositrici geniali o, come minimo, interessanti. Dove sono finite le loro opere? Dove sono le compositrici dei nostri giorni?

Non si tratta qui di invocare una sciocca par condicio fra compositori e compositrici, ma di evidenziare l'assurda perpetuazione di un grave errore storico: quello di non prendere in considerazione nelle opere informative e didattiche, nella programmazione culturale dei mezzi di informazione e anche nell'organizzazione di concerti la musica delle compositrici, come se non fossero mai esistite.

@nelpaeseit

 

 

Pubblicato in Cultura
Giovedì, 28 Settembre 2017 14:43

A PESARO NEL "LABIRINTO" PER LA FORMAZIONE

Dopo la pausa estiva, a settembre sono ripartiti i corsi di formazione della Labirinto. I primi appuntamenti saranno nel mese di ottobre, venerdì 27 e sabato 28, e a novembre, venerdì 24 e sabato 25, con il percorso formativo dal titolo “Esperienze e connessioni”, ideato e condotto dal pedagogista e docente Igor Salomone, rivolto a educatori e insegnanti di ogni ordine e grado, e a chiunque abbia desiderio di prendersi cura di sé e del proprio sviluppo personale, in armonia tra mente e corpo, vita e lavoro.

Sabato 11 novembre inizierà invece il corso di primo livello del Metodo Validation, condotto da docenti abilitati al Metodo Validation, con rilascio di certificazione e di crediti formativi Ecm, e rivolto a tutti coloro che assistono persone affette da demenza. Il metodo Validation è infatti una tecnica di comunicazione con e per gli anziani disorientati, con disturbi dell’area cognitiva e del comportamento, che si propone di entrare empaticamente nel mondo dell’anziano. Il corso di primo livello ha una durata di nove mesi, ed è strutturato in giornate formative d’aula, con supervisione a distanza per la durata dell’intero percorso. Le ultime due giornate saranno dedicate a un esame finale, scritto e pratico, che prevede l’ottenimento della certificazione e la possibilità di accedere al corso di II° livello.

Il corso di secondo livello del Metodo Validation partirà martedì 24 ottobre, e consente di acquisire la capacità di condurre incontri di gruppo strutturati con persone affette da demenza, lavorando sulla qualità delle relazioni, il miglioramento del tono dell’umore, il recupero di alcune capacità verbali, l’aumento dell’autostima e molto altro. Il corso ha una durata di otto/nove mesi, ed è strutturato in giornate formative d’aula, con supervisione online da parte di un formatore, per la durata dell’intero percorso.

Nei servizi per le demenze che ha in gestione, Labirinto adotta questo metodo, sviluppato e messo a punto intorno agli anni ‘70/’80 da Naomi Feil, gerontologa e terapeuta sociale americana. Tutti i corsi di formazione si svolgeranno nelle aule del centro di formazione della Cooperativa Labirinto, in via Milazzo, 28, a Pesaro. Per informazioni e iscrizioni è possibile inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o consultare il sito della cooperativa, nella sezione dedicata: www.labirinto.coop/servizi/cfo

 

Pubblicato in Marche

L’Italia non è su un sentiero di sviluppo sostenibile e la ripresa economica, da sola, non risolverà i problemi che pongono l’Italia tra i Paesi europei con le peggiori performance economiche, sociali e ambientali. Il nostro Paese è indietro su povertà, disoccupazione, disuguaglianze, degrado ambientale, mentre registra un miglioramento nei campi dell’educazione, della salute e dell’alimentazione, pur restando lontano dagli Obiettivi di sviluppo sostenibile che riguardano questi temi. Inoltre, l’Italia è in ritardo nell’adozione di strategie fondamentali per garantire il benessere e un futuro alla generazione presente e a quelle che verranno, come quelle relative all’energia, alla lotta al cambiamento climatico ed economia circolare.

Se non si transiterà rapidamente verso un modello di sviluppo sostenibile sul piano economico, sociale e ambientale l’Italia non riuscirà a raggiungere i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs – Sustainable Development Goals nell’acronimo inglese), né quelli che prevedono una scadenza al 2020 né quelli riferiti al 2030, come pure si è impegnata a fare sottoscrivendo l’Agenda 2030 dell’ONU il 25 settembre del 2015.

Eppure si potrebbe fare molto, anche nel breve termine, per cambiare tale situazione. Interventi di natura amministrativa da adottare prima della scadenza dell’attuale legislatura, completare l’iter di approvazione di importanti leggi in discussione in Parlamento, avviare un’ampia opera di educazione e sensibilizzazione verso i giovani, le imprese e le istituzioni pubbliche, inserire gli SDGs nella programmazione dei Ministeri e degli altri enti pubblici. Infine, serve l’impegno dei partiti e dei movimenti politici a fare del prossimo quinquennio la “legislatura per lo sviluppo sostenibile”, così da consentire al Paese di recuperare i ritardi e realizzare i cambiamenti necessari per centrare gli SDGs.

Sono questi, in estrema sintesi, i messaggi e le proposte contenute nel Rapporto 2017 dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS)1 , la più grande rete di organizzazioni (oltre 170) che si occupano di sostenibilità in Italia, nata all’inizio dell’anno scorso su iniziativa della Fondazione Unipolis e dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Il Rapporto, realizzato grazie al contributo di centinaia di esperti appartenenti alle organizzazioni aderenti all’ASviS, presentato questa mattina alla Camera dei Deputati, offre una lettura completa e originale della situazione dell’Italia rispetto alle diverse dimensioni dello sviluppo sostenibile.

Grazie all’utilizzo di indicatori sintetici e modelli analitici innovativi, presentati per la prima volta in questa sede, il Rapporto 2017 fornisce una visione chiara delle tendenze in atto nelle 17 aree degli SDGs e dei possibili scenari futuri in base alle diverse politiche adottate. Ma, soprattutto, il Rapporto contiene proposte concrete e dettagliate rivolte al Governo, alle istituzioni nazionali e territoriali, alle imprese per migliorare il benessere delle persone, ridurre le disuguaglianze e aumentare la qualità dell’ambiente, una sorta di “programma di legislatura” sottoscritto da gran parte della società civile italiana.

“Il Rapporto ASviS conferma che, sebbene crescano nel mondo la consapevolezza della necessità di cambiare modello di sviluppo e le iniziative che spingono verso questa transizione, l’Italia è ancora molto distante da una condizione di sostenibilità economica, sociale, ambientale e istituzionale. Inoltre, molti dei provvedimenti presi nell’ultimo anno, pur andando nella giusta direzione, non assicurano la necessaria trasformazione del Paese in grado di rispettare gli impegni internazionali, come l’Accordo di Parigi”, afferma il Presidente dell’ASviS, Pierluigi Stefanini. “La distanza dagli altri Paesi europei resta troppo ampia e sono ancora troppo forti in Italia le disuguaglianze territoriali, socio-economiche e di genere”. Il Rapporto ASviS 2017, oltre a indicare i punti di forza e di debolezza del Paese rispetto agli SDGs, propone misure di breve e medio termine per portare l’Italia su un sentiero di sviluppo sostenibile.

In particolare, suggerisce di:  completare l’iter di approvazione di leggi (consumo di suolo, gestione delle acque, ecc.) e di strategie (energetica, economia circolare, lotta ai cambiamenti climatici) cruciali per il futuro del Paese; dettagliare la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile anche in termini quantitativi e rendere operativa la sua governance, ad esempio con la trasformazione del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) in Comitato Interministeriale per lo Sviluppo Sostenibile; adottare provvedimenti urgenti per il raggiungimento dei 22 Target che prevedono una scadenza al 2020. “Auspichiamo anche che il Governo predisponga entro il 2017 Linee guida per le amministrazioni statali affinché applichino standard ambientali e organizzativi che contribuiscano al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile”, sottolinea Giovannini. “Analogamente, l’ASviS lavorerà con le organizzazioni imprenditoriali per aiutare l’intero sistema produttivo a comprendere le opportunità, anche di business, legate all’attuazione dell’Agenda 2030.  Proseguirà poi l’azione intrapresa, in collaborazione con il Governo e la Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile, per realizzare un programma capillare di educazione alla sostenibilità. Avvierà iniziative sul territorio per rafforzare, soprattutto tra i giovani, la consapevolezza della necessità di un profondo cambiamento e la presa di coscienza dell’importanza dell’Agenda 2030”.

Il Rapporto dimostra anche che è possibile cambiare in profondità il modo con il quale si disegnano e valutano le politiche pubbliche. Infatti, grazie ad un modello sviluppato in collaborazione con la Fondazione ENI Enrico Mattei (Feem), il Rapporto mostra i risultati attesi di politiche orientate a considerare simultaneamente le dimensioni economiche, sociali e ambientali dello sviluppo e la loro efficacia per lo sviluppo del Paese da oggi al 2030, mostrando come un approccio integrato consenta di realizzare importanti sinergie rispetto all’attuazione di interventi specifici e non coordinati tra di loro.

“Abbiamo introdotto nuovi modelli di analisi perché solo conoscendo i fenomeni e attuando politiche sinergiche e coordinate sarà possibile immettersi sulla strada della sostenibilità”, sottolinea il Portavoce dell’ASviS, Enrico Giovannini. “I prossimi mesi saranno decisivi, sia per completare la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile collegandola alla programmazione economico-finanziaria in vista del DEF 2018, sia per convincere le forze politiche a inserire nelle piattaforme elettorali piani per il raggiungimento degli SDGs. Servono misure immediate, e lontane dall’approccio business as usual, per migliorare il benessere, l’equità e la sostenibilità dell’Italia, e la sua posizione rispetto ai partner europei”. Per monitorare la situazione del Paese rispetto agli Obiettivi di sviluppo sostenibile, quest’anno l’ASviS ha introdotto una serie di strumenti statistici e analitici originali e innovativi, un unicum nel panorama internazionale.

In particolare, sono stati costruiti, partendo dagli indicatori statistici selezionati dall’ONU e messi a disposizione dall’Istat, indicatori compositi relativi ai singoli SDGs in grado di fornire una misura sintetica e agile del percorso di avvicinamento, o di allontanamento, agli stessi. Da questa prima analisi emerge un miglioramento per nove Obiettivi (Fame e alimentazione, Salute e benessere, Educazione di qualità, Uguaglianza di genere, Infrastrutture resilienti, Modelli sostenibili di consumo, Riduzione dei gas serra per combattere il riscaldamento climatico, Tutela dei mari e Giustizia per tutti), un sensibile peggioramento per quattro (Povertà, Gestione delle acque, Disuguaglianze ed Ecosistema terrestre), mentre la situazione resta statica per i restanti quattro (Energia, Occupazione, Città sostenibili e Cooperazione internazionale).

Ciononostante, anche per le aree dove si registrano miglioramenti la distanza rispetto agli Obiettivi fissati per il 2020 e il 2030 resta molto ampia. Infine, per permettere agli utenti di condurre ulteriori analisi sulla posizione dell’Italia, l’ASviS, insieme a Forum PA, ha creato una banca dati interattiva e consultabile gratuitamente online dal sito www.asvis.it, un vero e proprio osservatorio che permette di visualizzare i valori e gli andamenti degli indicatori per i diversi SDGs attraverso grafici, mappe e tabelle, di esportare i dati, eseguire confronti tra regioni e macroregioni su più indicatori anche di Goal diversi, visualizzare l’andamento degli indicatori compositi dei 17 Goal.

@nelpaeseit

Pubblicato in Nazionale

Il 30 settembre dalle ore 16 nella Residenza “La Ginestra” in Via Campioli 13, a Cavazzoli, si terrà l’inaugurazione della mostra di ritratti fotografici e parole ‘Un sorriso è un’applicazione rivolta a chi si vuole bene’ risultato del progetto educativo a cura di Claudia Righi con la supervisione artistica di Laura Pazzaglia. La residenza La Ginestra dal 1997 si occupa di pazienti con patologie neuropsichiatriche.

La Residenza "La Ginestra" è gestita da Welfare Italia, che si avvale della cooperativa sociale La Pineta. L’evento si svolgerà nell'ambito XII edizione della settimana della salute mentale organizzata da Azienda Usl di Reggio Emilia, Centro di Storia della Psichiatria e molti altri Enti e Associazioni. La festa di sabato 30 settembre prevede la narrazione "Hotel Ginestra – storie di lunatici (vere, finte e metà e metà)" di e con Laura Pazzaglia, attrice e consulente culturale del progetto educativo.

Parteciperanno Nicola Adriano, amministratore delegato Welfare Italia spa, Mauro Lana direttore della cooperativa La Pineta, Sabina Orlandini, responsabile UOC Polo Sociale Territoriale Ovest, Lucio Pederzoli, direttore Residenze e Semi-residenze dell’ Area Reggio Emilia, Ausl di Reggio Emilia, ed Enrico Semrov, direttore Servizi di salute mentale e dipendenze patologiche Area Reggio Emilia, Ausl di Reggio Emilia.

L’ingresso all’ iniziativa è gratuito e tutta la cittadinanza è invitata a partecipare. FOTO: Sorrisi disegnati di Alessandro T.

 

Pubblicato in Emilia-Romagna

Il 29 Settembre, a Crotone, si terrà una "passeggiata per la sicurezza" organizzata da Forza Nuova, la formazione neofascista già protagonista di azioni violente e intimidazioni. Le coop sociali Agorà Kroton, Baobab, Kroton Community, Orizzonti Nuovi, la Prociv di Isola Capo Rizzuto e l'Associazione Volontari di Strada si contrappone a questa idea di controllo del territorio che, "anche se solo in maniera teatrale, ricordano, tristemente, le squadracce".

“Invitiamo la popolazione ad abbandonare ed isolare questi personaggi – scrivono in una nota - che dell'odio e della discriminazione ne hanno fatto il loro credo. Accoglienza ed interazione sono le parole che devono imperare nei nostri discorsi perché è, e sarà impossibile, fermare questo movimento di persone che, lo ricordiamo, sono causate dalle politiche che, l'occidente opulento, ha sviluppato, da sempre. Sfruttamento, mantenimento dei regimi dittatoriali e finanziamento delle guerre (che alimentano il nostro PIL). In questo consiste il nostro aiutiamoli a casa loro”.

“Non capiamo – aggiungono le organizzazioni sociali - come si possano autorizzare, e tollerare, tali raduni e non sopportiamo che venga chiamata in causa la libertà di manifestazione e di espressione delle proprie idee quando, le stesse, rappresentano l'antitesi della idea di libertà di azione e di parola. Difendere la libertà ed i diritti degli altri, degli ultimi, per difendere le nostre”.

 

Pubblicato in Calabria
  1. Popolari
  2. Tendenza
  3. Commenti

Articoli Correlati

Calendario

« Settembre 2017 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30