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Mercoledì, 11 Dicembre 2019

Articoli filtrati per data: Martedì, 05 Settembre 2017 - nelPaese.it

"Tra 2 settimane presenteremo il Piano per l'integrazione nazionale'' con dentro ''il tema della lingua, della cultura e del percorso di lavoro: cioe' affronteremo il tema di non tenere questi concittadini appesi'' sul tema della cittadinanza. Lo dice il ministro dell'Interno, Marco Minniti, alla 'Summer School' di Confartigianato all'Auditorium Antonianum.

"Nella mia visione tutto si tiene. È chiaro che un paese capace di gestire flussi migratori che non costruisce muri e' un paese che deve avere il coraggio di affrontare il tema di coloro che sono nati da cittadini che lavorano nel nostro paese e che sono regolari nel nostro paese", continua il ministro dell'Interno.

Per il titolare del Viminale, la politica dell'integrazione "tiene insieme ius soli e ius culturae. Perche' ad uno che ha questo percorso- sottoliena- devi dirgli di aspettare il 18esimo anno di eta'" per avere la cittadinanza?. "Perche' non dargli questo tipo di risposta?- continua il ministro- Questo comporta il fatto che nel rapporto con l'essere umano tu investi sulle energie migliori. Poi e' chiaro che ci sono le sfide che si perdono, ma ci sono anche le sfide che si vincono".
Per Minniti, "una societa' più integrata è una società più sicura e che puo' sostenere anche la sfida del terrorismo internazionale"

Le scuse di Minniti, le parole dure di Gino Strada

"Il tema del governo dei flussi migratori e demografici riguarda complessivamente le grandi democrazie. Se il processo e' governato tiene assieme due diritti: i diritti di chi e' accolto e il diritto di chi accoglie. Io sono profondamente convinto che in una democrazia si ascoltano entrambi i diritti. Se si ha uno dei due diritti prevale sull'altro si produce l'impressione che qualcosa non funziona e si crea tensione nel tessuto sociale". Lo dice il ministro dell'Interno, Marco Minniti, alla 'Summer School' di Confartigianato all'Auditorium Antonianum, parlando degli sbarchi dei migranti e tornando sulla polemiche create dalla sua frase sulla "tenuta democratica del Paese".

Poi, aggiunge: "Io sono il ministro dell'Interno e devo manifestare una certa attenzione ad alcuni processi che si muovono nella società italiana. Ho esagerato nel mio timore? Non lo so. Tecnicamente non esiste la controprova. Tra sapere se ho esagerato o non esagerato- continua- preferisco non avere la controprova. Se qualcuno non ha compreso le mie parole mi scuso perché ho sbagliato nella comunicazione".

Queste parole non hanno risparmiato un durissimo attacco al ministro da parte del fondatore di Emergency Gino Strada: “Ha una storia da sbirro e va avanti su quella strada lì. Per lui far finire donne e bambini morti ammazzati nelle carceri libiche è una cosa compatibile con i suoi valori. Con i miei no”. Queste le sue parole a margine della conferenza stampa di presentazione di “Casa Emergency” svoltasi stamani a Milano.

Redazione (Fonte: Redattore Sociale/Dire)

@nelpaeseit

Pubblicato in Nazionale
Martedì, 05 Settembre 2017 17:41

NAPOLI: "IL POGGIO" SEMPRE PIÙ MADE IN SUD

Cena e show domenica 10 settembre presso i locali del polo enogastronomico di Poggioreale. Il Poggio è ristorante, pizzeria, rosticceria, friggitoria, braceria, bar e caffetteria, e nasce da un progetto di rigenerazione urbana e sociale del gruppo di imprese sociali Gesco.

Nuovo appuntamento con la comicità di Made in Sud presso i locali de Il Poggio, il polo enogastronomico nato oltre un anno fa per iniziativa del gruppo di imprese sociali Gesco (sito in via Nuova Poggioreale 160 C, Napoli).

Domenica 10 settembre alle ore 21, all'interno del giardino del ristorante di Poggioreale andrà in scena lo show "Solo per alcune Occasioni" in cui si esibiranno Floriana De Martino e Luisa Esposito (il duo di SEX and the SUD), Peppe Laurato (Peppe Step) e Rosaria Miele (Miss Illude). I quattro artisti dell'arena comica di Made in Sud chiuderanno così il cartellone estivo de Il Poggio, che li ha visti alternarsi sul palco nelle domeniche d'estate.

La serata prevede la formula cena + spettacolo al costo di 20 euro, con un menù composto da un antipasto (zeppoline e patatine fritte), una pizza o un panino, più una bibita a scelta.

Il Poggio è ristorante, pizzeria, rosticceria, friggitoria, braceria, bar e caffetteria, e nasce da un progetto di rigenerazione urbana e sociale del gruppo di imprese sociali Gesco. Da quello che era un ex opificio abbandonato, ha preso vita nella periferia est di Napoli un grande polo enogastronomico che impiega giovani e soggetti svantaggiati, e offre al territorio una cucina di qualità a costi contenuti.

Il Poggio è dotato di ampio parcheggio, di un'area esterna ideale per feste ed eventi e di uno spazio giochi per i bambini.

Redazione Campania

@nelpaeseit

Pubblicato in Campania

Una recente indagine condotta dall’Istituto Superiore di Sanità e Ipr Marketing che su un campione di 8000 persone dai 12 anni in su ha rivelato che gli italiani sono un popolo di tatuati. Ma aumenta anche il numero dei pentiti.

Che sia per amore o per fede calcistica, tra i vip e non solo, in Italia è tattoomania. Lo conferma una recente indagine condotta dall’Istituto Superiore di Sanità e Ipr Marketing che su un campione di 8000 persone dai 12 anni in su ha rivelato che gli italiani sono un popolo di tatuati, che gli uomini preferiscono tatuarsi braccia, spalle e gambe, mentre le donne, soprattutto schiena, piedi e caviglie.
Ma se è vero che il tatuaggio fa impazzire sempre più anche gli adolescenti, è altrettanto vero che il numero dei pentiti è in aumento attestandosi al 17,2% (fonte ISS).

Cancellare il tatuaggio, oggi si può. Anche gratis, partecipando alla campagna social #faipostoanuovisogni, con il supporto di Syneron Candela che promette la rimozione totale degli odiati tattoo con il sistema laser a picosecondi a tre diverse lunghezze d’onda, efficace anche nella rimozione dei colori difficili come verde e celeste. Il laser a picosecondi PicoWay è indolore e garantisce risultati eccezionali, senza lasciare cicatrici o segni visibili.

Non solo calcio, il nuovo contest dell’edizione 2017 vedrà i vari partecipanti sfidarsi a colpi di like.
Partecipare è facile, ecco come: basterà inviare entro e non oltre il 25 settembre 2017 la foto del tatuaggio che si è interessati a rimuovere con un messaggio privato alla pagina Facebook di Syneron Candela Italia. Successivamente verrà pubblicata in una galleria degli errori sulla stessa fanpage e sarà una giuria popolare, quella del web, a decidere quali saranno i 3 tatuaggi che più meritano di scomparire, esprimendo una preferenza con il proprio Mi Piace o una Facebook reaction. La rosa dei 3 tatuaggi finalisti sarà valutata da una giuria tecnica che deciderà chi sarà il "tatuato pentito" che potrà sottoporsi gratuitamente all'intervento laser. La campagna social #faipostoanuovisogni 2017 si concluderà il prossimo 2 ottobre.

“L’anno scorso è stato un grande successo – dichiara Raffaele Riccardi, Country Manager Italia di Syneron Candela – e siamo stati molto felici di poter aiutare un giovane tifoso tradito dal suo idolo del cuore. Filippo, questo il suo nome, ha già iniziato le prime sedute e presto il suo tatuaggio sarà cancellato del tutto. Oggi, infatti, abbiamo a disposizione un innovativo laser a picosecondi che garantisce risultati eccezionali, senza dolore o effetti collaterali. Siamo quindi pronti anche quest’anno a premiare il vincitore della nostra campagna social con la promessa di cancellare gratis il suo odiato tattoo”.

Redazione

@nelpaeseit

Pubblicato in Salute
Martedì, 05 Settembre 2017 16:25

SISMA: A PIEVE TORINA SI TORNA A SCUOLA

La nuova scuola è stata costruita a tempi di record su un terreno di 1.290 mq, grazie ad un progetto cofinanziato da Auser con raccolti fondi e da altri soggetti. “La campagna che lanciammo il giorno dopo il terremoto ha avuto una risposta straordinaria”.

Il prossimo primo ottobre 150 alunni della scuola primaria potranno tornare a frequentare la scuola a Pieve Torina (Macerata), comune completamente distrutto dal terremoto che ha colpito il Centro Italia. La nuova scuola è stata costruita a tempi di record su un terreno di 1.290 mq, grazie ad un progetto cofinanziato da Auser con raccolti fondi e da altri soggetti.

“La campagna che lanciammo il giorno dopo il terremoto ha avuto una risposta straordinaria con migliaia di donazioni anche piccole, ma molto sentite– sottolinea il presidente nazionale Auser Enzo Costa - Abbiamo raggiunto la ragguardevole cifra di 184.687 euro. Siamo orgogliosi di destinarli alla costruzione della scuola, è il segnale che la vita può ricominciare davvero”.

Su indicazione della Protezione Civile, del Commissario Straordinario per la ricostruzione delle zone terremotate e del Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca, era stato individuato per la ricostruzione della scuola il Comune di Pieve Torina, 1400 abitanti, del tutto devastato dal sisma.
Auser insieme con Enel Cuore, Miguel e Jacklyn Besoz (Amazon), CDS Marche Sud ONLUS, Diego Piacentini, Monica Nicoli, Confederazione Nazionale delle Misericordie, congiuntamente al Sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci e la sua amministrazione Comunale hanno messo a punto un progetto per la costruzione di questa scuola del valore di 1,5 milioni di euro. La scuola sarà inaugurata nei primi giorni di ottobre per iniziare il nuovo anno scolastico 2017/2018, con un ritardo minimo rispetto al consueto calendario.

La scuola costruita con i più moderni sistemi antisismici e di sostenibilità ambientale, prevede al centro un’ampia palestra che oltre a servire la scuola, diventerà luogo di aggregazione per l’intera comunità.

Il progetto è realizzato dallo Studio Petrini-Solustri & Partners, costruito dalla ditta Campigli Legnami ed è coordinato dalle Misericordie. Auser ha contribuito con 125mila euro, le rimanenti disponibilità raccolte dall’Auser saranno utilizzate per realizzare strutture di aggregazione sociale per gli anziani delle zone terremotate.

Redazione

@nelpaeseit

Pubblicato in Marche
Martedì, 05 Settembre 2017 16:03

MIGRANTI, CONTINUANO GLI SGOMBERI A ROMA E MILANO

Quarto sgombero per i rifugiati di via Curtatone. A Milano quello 140 persone tra marocchini, egiziani, senegalesi e gambiani con l’approvazione di alcuni residenti pronti “a organizzarsi da soli”. In attesa della nuova disposizione del Viminale. (A sinistra foto di repertorio sugli scontri di agosto a Roma)

Nonostante la nuova disposizione del Viminale continuano gli sgomberi dopo gli scontri piazza Indipendenza. Nella Capitale e a Milano i migranti sono stati allontanati dagli spazi e dallo stabile che occupavano.

Roma

Quarto sgombero per i rifugiati di via Curtatone. Questa mattina intorno alle 9.40 le forze dell’ordine hanno allontanato le persone che da una settimana dormono nei giardini di piazza Madonna di Loreto, a due passi da Piazza Venezia nel centro di Roma. “Dove dobbiamo andare? - hanno ripetuto i rifugiati - Non abbiamo un’alternativa. Abbiamo tutti i documenti in regola, ma non abbiamo una casa”. In questo momento i rifugiati si sono sistemati ai bordi della piazza con tutti loro bagagli.

“Eravamo qui e stavamo cercando una soluzione – sottolinea Gemma Vecchio, presidente di Casa Africa, che sta seguendo tutta la vicenda dei rifugiati di via Curtatone. - Siamo al quarto sgombero ma non c’è una soluzione valida. Ci devono dare il tempo di parlare con le istituzioni”. Gemma Vecchio si è recata in Campidoglio per chiedere che la sindaca, Virginia Raggi, riapra la trattativa. E ha ottenuto un tavolo tecnico a cui partecipano una rappresentanza degli eritrei ed etiopi sgomberati, e alcuni rappresentanti dell'amministrazione capitolina.

Milano: tensioni con i residenti

Oggi è arrivato lo sgombero dell'ex scuola Colombo, in via Pizzigoni, a Milano, occupata dall'inizio dell'anno da circa 140 persone tra marocchini, egiziani, senegalesi e gambiani. Attorno alle 8, all'arrivo della polizia, erano presenti circa 40 persone distribuite in due edifici. Le operazioni, secondo quanto riferito, si stanno svolgendo senza particolari tensioni.

"Per noi è una liberazione. Ogni notte c'erano violenze, botte, spaccio". Così commentano i residenti lo sgombero in corso da questa mattina in via Pizzigoni, a Milano, dove la polizia è intervenuta in una ex scuola elementare che da alcuni mesi è stata occupata da oltre un centinaio di extracomunitari.

"Fino a marzo erano autorizzati a restare qui dal Comune - commenta uno degli inquilini storici della via - ma è sempre stato un luogo abbandonato a se stesso, dove degrado, sporcizia, violenze hanno accompagnato la loro presenza. Un intervento della polizia era necessario. Speriamo basti, altrimenti siamo disposti a organizzarci da soli".

Il refrain di questa estate continua con la gestione securitaria di migranti e rifugiati, tra intolleranze e assenza di risposte sociali.

Redazione (Fonte: Ansa e Redattore Sociale)

@nelpaeseit

Pubblicato in Migrazioni
Martedì, 05 Settembre 2017 12:52

NIGERIA, IN CAMPO MSF CONTRO AUMENTO COLERA

L'organizzazione medico-umanitaria internazionale Medici Senza Frontiere (MSF) sta aumentando i propri sforzi per prevenire ulteriori morti e la diffusione del colera a Maiduguri. L'organizzazione lavora in coordinamento con il Ministero della Salute e altre organizzazioni che stanno rispondendo all'epidemia in città.

A Dala, MSF ha aperto un'Unità per il Trattamento del Colera (CTU) da 40 posti letto, che finora ha ricoverato 70 pazienti. L'organizzazione ha inoltre aperto un Punto di Reidratazione Orale (ORP) nel campo di Muna e ha un'équipe composta da 14 Operatori Comunitari della Salute che aiutano a rintracciare nuovi casi e tutti i membri della comunità che possano essere entrati in contatto con pazienti malati.

La maggior parte dei pazienti malati provengono da Muna Garage, un campo che ospita le persone scappate da altre zone dello Stato a causa del conflitto in corso tra le forze armate nigeriane e Boko Haram. In seguito a forti piogge, il campo è in parte allagato, peggiorando ulteriormente le già povere condizioni sanitarie del luogo e costituendo un fattore aggravante durante un'epidemia di colera. Un potenziale caso è stato inoltre riportato in un'altra parte della città.

"MSF sta rispondendo rapidamente alla diffusione del colera a Maiduguri. All'inizio di quest'anno avevamo già aperto un'Unità per il Trattamento del Colera per anticipare una possibile epidemia. Dalla fine di agosto, stiamo vedendo un forte aumento nel numero dei pazienti nel nostro Centro e nel Punto di reidratazione nel campo di Muna", spiega Anne-Cécile Niard, coordinatrice dei progetti di MSF. "Stiamo espandendo la capacità del nostro centro a Dala fino a 50 posti letto e stiamo valutando la possibilità di aprire un altro Centro vicino alle aree più colpite. Siamo però preoccupati che il numero di letti che stiamo pianificando non sia sufficiente".
MSF sta inoltre mettendo in piedi dei punti di reidratazione nei luoghi dove sono riportati nuovi casi e sta condividendo le proprie conoscenze mediche sulla prevenzione e sui metodi di controllo formando gli operatori sanitari statali e quelli dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). MSF si sta adoperando affinché vengano prese tutte le precauzioni per evitare il diffondersi dell'epidemia, senza che si diffonda il panico tra la popolazione.

"Con una diagnosi e un trattamento tempestivi, le persone hanno davvero buone possibilità di sopravvivenza: sono già 37 i pazienti dimessi dal nostro centro per il trattamento a Dala", dichiara Anna Cillers, coordinatore medico di MSF. "Se le persone sospettano di avere il colera, devono bere una soluzione reidratante e farsi curare il prima possibile. Tuttavia, per contenere la diffusione del colera a Maiduguri, non bisogna sottovalutare l'importanza di una risposta coordinata da parte delle autorità sanitarie statali e degli altri attori coinvolti".

MSF, assieme al Ministero della Salute e altre organizzazioni, sta assicurando la pulizia delle case colpite, con una soluzione al cloro, e la distribuzione di sapone e pastiglie per purificare l'acqua nel campo di Muna.

Pubblicato in Dal mondo

"L'Egitto - ha detto alle commissioni riunite di Camera e Senato - è un partner ineludibile dell'Italia, così come l'Italia è imprescindibile per l'Egitto". Queste le parole del ministro degli Esteri Angelino Alfano ieri alle commissioni Esteri di Camera e Senato. Sono parole che hanno scatenato polemiche e, forse, mettono una pietra tombale sulla ricerca della verità per l’uccisione del ricercatore italiano. Nonostante le rivelazioni del Ney York Times a Ferragosto sulle prove di un coinvolgimento di Al Sisi nel sequestro e nella morte di Regeni, i rapporti commerciali diventano prioritari.

“Troviamo anche discutibile – ha dichiarato Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia - la ricostruzione delle ragioni per cui un anno e mezzo fa venne richiamato temporaneamente l'ambasciatore italiano al Cairo, ragioni che secondo il ministro Alfano si sarebbero limitate a ottenere una maggiore cooperazione giudiziaria. Ammesso che questo risultato sia stato raggiunto, cosa che nella sostanza è tutta da verificare, le dichiarazioni ufficiali dell'aprile 2016 parlavano dell'ottenimento della verità sull'omicidio di Giulio Regeni. Ritenere che qualche riunione in più tra le procure e l'invio di alcuni documenti (per di più, ancora prima che questi fossero tradotti dall'arabo) sia stato motivo sufficiente a rimandare l'ambasciatore al Cairo, è francamente sorprendente".

"Quanto all'ipotesi di intitolare a Giulio Regeni sedi e istituzioni italiane in Egitto – aggiunge - ci limitiamo a segnalare come eventuali iniziative non possono e non devono indurre a credere che l'Italia abbia ormai rinunciato, in favore della memoria e della commemorazione, all'obiettivo fondamentale di conoscere i nomi e i volti di chi lo ha torturato a morte 19 mesi fa".

Sul fronte politico arriva la dichiarazione del senatore di Sinistra Italiana Giuseppe De Cristofaro: “ritengo gravissima e sconcertante la scelta del governo italiano di inviare nuovamente l’ambasciatore al Cairo in assenza di novità sostanziali sulle cause della barbara uccisione di Giulio. A cosa è servito richiamarlo in Italia per poi inviarlo dopo pochi mesi senza significativi passi avanti nelle indagini? Il motivo di questa scellerata decisione è che probabilmente gli interessi economici e geopolitici in campo con l’Egitto vengono prima della ricerca della verità sulla morte del giovane ricercatore italiano”.

"Alfano ha detto soltanto che verranno intitolate a Regeni borse di studio, università o istituti culturali (la solita squallida ipocrisia) ma non ha detto una sola parola sulla denuncia del New York Times. Il suo vergognoso silenzio conferma quella denuncia. La loro vergognosa ipocrisia dimostra il sacrificio di un ragazzo morto ammazzato sull'altare degli interessi economici", commenta Alessandro Di Battista di M5S.

Redazione 

@nelpaeseit

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