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Venerdì, 06 Dicembre 2019

Articoli filtrati per data: Venerdì, 08 Settembre 2017 - nelPaese.it

Un piccolo passo avanti, ma bisogna ridurre il consumo, assai più dell’offerta. Lo Stato deve assumersi la responsabilità di abbassare le entrate fiscali che provengono da questo settore. Le richieste della Campagna nazionale contro l’azzardo.

Per “Mettiamoci in gioco”, la Campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo, l’intesa raggiunta in sede di Conferenza Stato Regioni rappresenta sì un piccolo passo avanti, ma assolutamente inadeguatorispetto all’obiettivo che le istituzioni per prime dovrebbero prefiggersi: ridurre drasticamente il consumo di gioco d’azzardo nel nostro paese.

Mettiamoci in gioco accoglie con favore la sensibile riduzione del numero di slot prevista e gli accorgimenti che verranno introdotti per diminuire l’aggressività delle “macchinette”. Più ancora, ritiene cruciale che si sia riconosciuto il ruolo di Comuni e Regioni nel regolamentare il fenomeno dell’azzardo sul proprio territorio.

Tuttavia, la Campagna registra che – ancora una volta – non si è avuto il coraggio di agire in modo incisivo sul consumo del gioco d’azzardo: le vlt – dispositivi assai più pericolosi per il giocatore e più appetibili per concessionari ed esercenti – non vengono toccate e rimane in vigore la regolamentazione sulla pubblicità del gioco d’azzardo attuale, riconosciuta come insufficiente dallo stesso sottosegretario Baretta.

Va valutato con favore l’emendamento approvato in sede di Conferenza in base al quale “le disposizioni specifiche in materia, previste in ogni Regione e Provincia autonoma, se prevedono una tutela maggiore, continueranno comunque ad esplicare la loro efficacia. Inoltre le Regioni ai fini del contrasto delle patologie afferenti alla dipendenza da gioco d’azzardo, potranno prevedere forme maggiori di tutela per la popolazione”: ciò assicurerà la legittimità degli interventi previsti da leggi e regolamenti – come ad esempio quelli della Provincia autonoma di Bolzano - Alto Adige o della Regione Piemonte – volti non solo a impedire un’ulteriore proliferazione dei punti di gioco ma anche la loro progressiva riduzione, con riferimento alle licenze già concesse. Sarà ovviamente importante vigilare affinché nel decreto ministeriale di recepimento dell’Intesa siano pienamente salvaguardati i poteri di Regioni ed Enti locali in materia ed evitare che il riferimento alla “tutela degli investimenti esistenti” costituisca un vincolo per gli interventi di riduzione dell’offerta.

Mettiamoci in gioco ritiene che un reale cambiamento nel settore sarà possibile solo nel momento in cui lo Stato deciderà una radicale riduzione delle entrate fiscali che provengono dal gioco d’azzardo. Le forze politiche devono assumersi la responsabilità di mettere la salute dei cittadini al di sopra di qualche miliardo di euro di tasse, che comunque arriverebbero in altro modo, come dimostrato da diversi studi in materia.

La Campagna predisporrà a breve una propria piattaforma di proposte concrete da sottoporre a tutti i partiti e ai candidati alle prossime elezioni politiche, chiedendo loro di prendere posizione in merito pubblicamente prima del voto.

Aderiscono alla campagna Mettiamoci in gioco: Acli, Ada, Adusbef, Ali per Giocare, Anci, Anteas, Arci, Associazione Orthos, Auser, Aupi, Avviso Pubblico, Azione Cattolica Italiana, Cgil, Cisl, Cnca, Conagga, Ctg, Federazione Scs-Cnos/Salesiani per il sociale, Federconsumatori, FeDerSerD, Fict, Fitel, Fp Cgil, Gruppo Abele, InterCear, Ital Uil, Lega Consumatori, Libera, Scuola delle Buone Pratiche/Legautonomie-Terre di mezzo, Shaker-pensieri senza dimora, Uil, Uil Pensionati, Uisp.

Redazione

@nelpaeseit

Pubblicato in Economia sociale
Venerdì, 08 Settembre 2017 18:30

A TORINO "IL GUSTO DELLA LIBERTÀ"

“Il gusto della libertà” al festival liberazioni. Il cortometraggio prodotto dalla Cooperativa Arcobaleno e diretto da Raffaele Palazzo, sarà proiettato sabato 9 settembre.
Aspettando la presentazione di “Al massimo ribasso”, il nuovo film di Riccardo Jacopino, non si arresta il sodalizio tra la Cooperativa Arcobaleno, che da più di vent’anni gestisce il servizio Cartesio a Torino, e il cinema.

Sarà infatti proiettato sabato 9 settembre a LiberAzioni, il festival che unisce cinema, fotografia e scrittura sul tema della reclusione e della libertà, il cortometraggio “Il gusto della libertà” diretto dall’educatore e regista Raffaele Palazzo, classe 1982, e prodotto appunto dalla Cooperativa Arcobaleno.

Il film, presentato in anteprima assoluta e in concorso nella sezione cinema, vede la partecipazione di alcuni dei soci lavoratori di Arcobaleno, chiamati a raccontare il loro rapporto con il cibo in carcere in occasione di una cena presso Liberamensa organizzata da un ex detenuto, ora chef di professione. Gli invitati avranno così modo di rivivere sensazioni, raccontando aneddoti ed esperienze di vita vissuta in carcere.

Il cibo come strumento di socialità e di sopravvivenza. Un altro modo di raccontare la cucina e il cibo e di assaporare il rinnovato gusto della libertà. Sabato 9 alle ore 21 alle Officine Caos e Casa di Quartiere Vallette

Redazione

@nelpaeseit

Pubblicato in Piemonte
Venerdì, 08 Settembre 2017 17:57

MEDICI A CONGRESSO: SALUTE E MIGRANTI, UN FOCUS

Congresso Europeo di Medicina Interna (ECIM), ospitata dall’Università degli Studi di Milano, dove si sono alternati 40 relatori di diverse nazionalità. Numerosi gli argomenti al centro dell’evento, organizzato dall’EFIM, Federazione Europea di Medicina Interna: dal concetto di “Less is More” alla medicina dei migranti. Focus sulla comunità cinese

 

 

 

Sedicesima edizione del Congresso Europeo di Medicina Interna (ECIM), ospitata dall’Università degli Studi di Milano, dove si sono alternati 40 relatori di diverse nazionalità. Numerosi gli argomenti al centro dell’evento, organizzato dall’EFIM, Federazione Europea di Medicina Interna: dal ruolo della medicina interna in un mondo di risorse limitate all’invecchiamento della popolazione; dal concetto di “Less is More” alla medicina dei migranti.

Proprio su quest’ultimo tema si è soffermato il professore Pietro Amedeo Modesti, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica dell’Università di Firenze, che ha illustrato l’importanza della “Salute degli immigrati e delle minoranze etniche: una sfida per l’Europa”.

“Nel 1990 – ha spiegato il Prof. Modesti - poco più del 2% della popolazione in Italia era nata al di fuori dell'UE. Al 1° gennaio 2016 le persone residenti nell'UE-28 e nate al di fuori dell'UE erano 35,1 milioni. L'analisi della struttura per età della popolazione rivela che, per l'UE-28 nel suo insieme, la popolazione straniera è più giovane di quella autoctona. Al 1° gennaio 2016 l'età mediana della popolazione nazionale nell'UE-28 era di 44 anni, mentre l'età mediana degli stranieri residenti nell'UE era di 36 anni. Dal 2000 al 2009 l’aumento più consistente dei residenti nati all’estero si è riscontrato in Spagna (da 820.000 a 5.663.000) e in Italia (da 1.270.000 a 4.235.000). Nel nostro Paese i migranti sono una popolazione globale in espansione di crescente importanza sociale, demografica e politica e il tasso di immigrati nel numero totale di residenti attualmente supera il 10% in regioni come Lombardia, Emilia Romagna e Toscana”.

“In molti Paesi europei – ha proseguito - la prevalenza di ipertensione, diabete, malattia renale cronica, obesità e sindrome metabolica è risultata più elevata nella maggior parte dei gruppi etnici rispetto alla popolazione nativa. I soggetti provenienti dall'Africa sub-sahariana e dall'Asia meridionale si trovano infatti ad avere un rischio maggiore di ictus e di insufficienza renale rispetto agli europei nativi”. “Anche in Italia – ha aggiunto - il rischio di malattia coronarica dei soggetti provenienti dal Sud Est Asiatico è attualmente 2 volte maggiore rispetto ai soggetti nati in Italia. Le linee guida per la prevenzione delle malattie cardiovascolari promosse nel 2016 dalla Società Europea di Cardiologia suggeriscono di considerareun aumento del rischio cardiovascolare di 1.4 volte per la popolazioni nate nel Sud Est Asiatico e di 1.3 volte per quelle originarie dall’Africa Sub-Sahariana”.

Il Prof. Modesti si è poi soffermato sulla comunità cinese, la terza tra le comunità di immigrati che vivono in Italia. “Secondo alcune stime – ha affermato - la prevalenza del diabete mellito in Cina è passata dall’1% nel 1980 al 11% nel 2013. Prato, con una popolazione di 185.456 al Censimento 2011, è la città italiana con la più alta percentuale di cinesi rispetto alla popolazione residente. Attualmente il 32% dei bambini che nascono a Prato ha madre cinese. Nel corso degli ultimi 15 anni oltre 40.000 immigrati cinesi si sono stabiliti a Prato dove, alla fine del 2011, erano circa 5.000 le aziende di proprietà cinese, circa 4.000 delle quali coinvolte nel settore dell’abbigliamento”.

Nel 2014, grazie alla collaborazione delle Autorità Cinesi (Consolato Generale di Firenze) e delle principali associazioni cinesi della zona, è stato possibile costruire un progetto condiviso finalizzato a identificare e dare priorità ai bisogni della comunità in modo che le autorità sanitarie regionali possano rispondere alle esigenze della popolazione cinese e allocare le risorse in modo appropriato.

Nella prima parte dello studio sono state indagate 1.600 persone cinesi di età compresa tra 18 e 59 anni. Nella fascia di età tra 35 e 59 anni è stato messo in evidenza che i soggetti cinesi hanno, rispetto a quelli italiani, un rischio maggiore di 2.6 volte per ipertensione, di 4.5 volte per quanto riguarda il diabete, di 2.4 volte di ipercolesterolemia, e di 2,9 volte di ipertrigliceridemia. In particolare, oltre il 40% dei soggetti cinesi di età inferiore ai 25 anni aveva prediabete (glicemia a digiuno maggiore di 100 mg/dL).

Nella seconda fase dello studio sono state indagate le differenze nella distribuzione della aterosclerosi.
“Alcuni dati raccolti nei paesi orientali sulla popolazione che ha avuto un ictus cerebrale (prima causa di morte in Cina), indicavano un’alta prevalenza di aterosclerosi dei vasi intracranici – ha concluso Modesti - Per questo è stata studiata l’aterosclerosi intracranica nei soggetti Cinesi con nuova diagnosi di diabete

mellito e ancora asintomatici per malattia vascolare cerebrale. Nel 18% di questi soggetti è stata rilevata la presenza di una stenosi vaso intracranico. Sono questi i soggetti nei quali si dovrà agire di più per raggiungere un buon controllo dei fattori di rischio per prevenire un futuro Ictus Cerebrale”.

Tra i temi di maggiore interesse quello legato alla medicina forense umanitaria, che ha a che fare con conflitti e guerre armati, ma che è stata applicata anche ad altre situazioni riguardanti i rifugiati, i richiedenti asilo e la migrazione corrente in generale.

“Si tratta - ha spiegato durante la sua relazione la Prof.ssa Cristina Cattaneo, Sezione di Medicina Legale dell’Università di Milano - dell'applicazione della medicina e della scienza per la protezione dei diritti umani e l'individuazione della loro violazione. Per la determinazione dello stato di Rifugiato in particolare e per ottenere la protezione necessaria, la medicina forense è importante per la rilevazione di traumi recenti o passati”.

Redazione

@nelpaeseit

Pubblicato in Salute

No, senza se e senza ma, alle occupazioni abusive degli immobili, anche se a insediarsi sono persone senza casa. Sì, agli sgomberi da parte delle forze dell’ordine delle strutture occupate illegalmente. Questo rileva il sondaggio PoliticApp di Swg di questa settimana.

L’opinione pubblica ha le idee abbastanza chiare sul tema e approva il recente sgombero del palazzo in via Curtatone a Roma, mentre condanna nettamente la reazione degli occupanti all’intervento delle forze dell’ordine. Sulla vicenda della capitale arriva anche una critica consistente al Comune e alla sua prima cittadina, mentre piace l’ipotesi avanzata dal Ministro dell’Interno Marco Minniti di destinare agli sfrattati e ai senza casa gli edifici sequestrati alla mafia e alla criminalità organizzata.

Sul tema delle occupazioni abusive degli immobili i dati sono inequivocabili. L’82% dei cittadini ritiene ingiusta qualunque forma d’insediamento illegale. Un’avversità che trova schierato il 92% degli elettori della Lega Nord, l’84% di quelli di Forza Italia, l’85% di quelli del PD e l’83% dei grillini. Contro gli occupanti non ci sono sconti. L’83% delle persone si dice favorevole all’intervento delle forze dell’ordine per liberare gli immobili occupati. Di questii il 44% ritiene necessario procedere allo sgombero sempre e comunque, mentre il 39% ritiene necessario realizzare l’intervento della polizia solo dopo aver proposto soluzioni alternative agli occupanti abusivi. I contrari agli sgomberi sono una rido/a minoranza, il 13%.

Il sì agli sgomberi, senza condizioni, arriva da leghisti (75%), berlusconiani (61%) e pentastellati (50%), mentre la necessità di proporre soluzioni alternative è avanzata dagli elettori renziani (52%). I riflettori sul tema degli sgomberi si sono accesi, in questi giorni, a causa della vicenda del palazzo di via Curtatone a Roma. Un intervento approvato dal 69% degli italiani, con in prima linea l’86% dei salviniani, il 73% degli azzurri, il 74% dei Cinquestelle e il 75% dei sostenitori del PD. Più freddi sull’operazione si dimostrano solo i non colloca- in alcun schieramento politico (66%) e i giovanissimi under 24 anni (52%).

Osservando le immagini televisive, leggendo le cronache dei giornali o i racconti apparsi su web e social network, gli italiani si sono fanno un’opinione sulla vicenda romana e hanno iniziato a distribuire le responsabilità.

Il dito è puntato contro gli occupanti (64%), mentre il giudizio critico sull’operato della polizia è condiviso solo dal 18% dell’opinione pubblica. Le maggiori critiche sulla gestione della vicenda, tuttavia, colpiscono la sindaca Raggi e il comune di Roma. Per il 45% degli italiani l’amministrazione capitolina non è stata all’altezza della situazione (giudizio sostenuto dal 51% degli elettori berlusconiani, dal 64% di quelli renziani, ma anche dal 26% dei grillini). Le critiche alla prefettura sono sostenute soprattutto dai pentastellati (44%), mentre il resto dell’opinione pubblica appare più indulgente (34%). In pochi, invece, intravvedono responsabilità da parte della Regione Lazio (21% delle persone, con in testa i grillini al 29%). Metà del Paese, inoltre, non condivide l’opinione della sindaca Raggi e ritiene che il Comune non abbia compiuto fino in fondo il proprio dovere (50%).

In particolare il 26% dei cittadini ritiene che l’amministrazione capitolina abbia lasciato che la situazione esplodesse, mentre il 24% afferma che il Comune ha sottovalutato quanto stava accadendo in via Curtatone.

Il j’accuse non arriva solo dagli elettori di centrodestra e centrosinistra (61% dalle fila PD, 52% da quelle forziste e 44% da quelle leghiste), ma incontra una parte consistente (34%) degli elettori pentastellati. L’opinione pubblica nazionale si ritrova, infine, sull’ipotesi lanciata dal ministro dell’interno di destinare all'accoglienza gli edifici sequestrati per mafia. Una proposta approvata dal 61% dei cittadini, in particolare dagli elettori renziani (83%) e berlusconiani (60%). Favorevole anche la maggioranza dei grillini (52%), mentre i leghisti appaiono un po’ più freddi (47%).

La vicenda di via Curtatone ha riportato alle cronache il tema delle occupazioni abusive delle case, mostrando la scarsa tolleranza degli italiani per azioni illegali (specie se effettuate da immigrati), anche se fatte in nome di un’esigenza primaria come quella di avere un tetto sotto cui vivere.

Redazione (Foto repertorio: sgombero di piazza Indipendenza a Roma)

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Pubblicato in Nazionale
Venerdì, 08 Settembre 2017 15:25

HORIZON SERVICE SALUTA UN NUOVO RISULTATO

Prima dell’estate Francesca Ficorilli è stata eletta al Consiglio Regionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali d’Abruzzo: nuova grande soddisfazione per la comunità della Horizon Service.

A giugno l’Ordine degli Assistenti Sociali dell’Abruzzo ha proclamato gli eletti al nuovo Consiglio Regionale: tra essi figura anche Francesca Ficorilli, assistente sociale della Horizon Service Società Cooperativa Sociale.

Il nuovo Consiglio dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Abruzzo si è insediato durante l’estate e ha il compito di coordinare le attività delle Assistenti Sociali iscritte all’Ordine sul territorio regionale, provvedere alla formazione e all’aggiornamento continuo degli aderenti e alla difesa degli interessi della categoria.

In Abruzzo l’Ordine è strutturato in cinque commissioni, ognuna con attività proprie: nell’ambito di queste la nostra socia Francesca Ficorilli si occuperà dei rapporti con i Sindacati, le istituzioni e l’Università, all’interno della commissione appositamente costituita.

Per la Horizon Service e tutto il nostro territorio la nomina di Francesca in seno al Consiglio dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Abruzzo è motivo di grande soddisfazione e dimostra come la nostra realtà cresca di giorno in giorno anche grazie alla partecipazione a reti e organizzazioni di categoria. Il riflesso della partecipazione di nostri soci in reti più ampie è molto positivo per l’aggiornamento continuo di tutta la nostra compagine sociale, al fine di migliorare continuamente il nostro impegno mirato al benessere collettivo.

Redazione

@nelpaeseit

Pubblicato in Abruzzo
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